L’iniziativa, della Regione Piemonte, illustrata dal vice Presidente, Paolo Peveraro

Intervista a Paolo Peveraro, vice Presidente della Giunta regionale del Piemonte e assessore all’Artigianato.
Qual è lo stato dell’economia piemontese, quali sono i segnali di ripresa e quali i punti di debolezza?"Per il Piemonte il 2007 è stato nel complesso favorevole nonostante i segnali di rallentamento nell’ultima parte dell’anno. Il Pil è cresciuto dell’1.7%, grazie all’espansione dell’export, alla ripresa degli investimenti e alla tenuta dei consumi. L’export è cresciuto del 7.6% nei primi 9 mesi (+11% Italia, ndd): in aumento verso Germania, Medio Oriente e America Latina, stabile verso la Cina, in diminuzione verso Usa e Giappone. La produzione industriale nei primi 9 mesi è cresciuta del 2.9%, meglio del resto d’Italia, con un contributo maggiore nei settori dei mezzi di trasporto (+6.5%), dei prodotti in metallo (+4.3%), delle macchine e apparecchiature meccaniche (+3.8%). Aumenti si sono rilevati inoltre nella chimica, nel legno e nella carta-editoria; stabile l’alimentare, in ulteriore contrazione il tessile. Sotto il profilo territoriale, la provincia di Cuneo denota la dinamica più favorevole, mentre Novara e soprattutto Biella sono in maggiore difficoltà, come alcuni poli dell’alessandrino (settore elettrodomestici). Nei primi 3 trimestri, l’occupazione è cresciuta di 21 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2006, ma la disoccupazione è in aumento del 4%. E’ aumentata del 2.4% l’occupazione dipendente, quella autonoma si è ridotta del 2.1%; stabile l’occupazione manifatturiera, in forte crescita quella nelle costruzioni e nei servizi, soprattutto grazie al commercio. Le prospettive per il 2008 appaiono condizionate dalla congiuntura internazionale e si prevede un ridimensionamento della crescita del Pil (atteso +1%)".
In questo quadro come si colloca la micro-impresa e in particolare l’artigianato? "Da più parti si è posta in rilievo la difficoltà di "aggancio" al ciclo favorevole da parte del sistema artigiano, coinvolto in modo differenziato (alcuni settori più di altri) e selettivo (solo le imprese più strutturate) nella crescita dell’ultimo biennio. In questa rilevazione affiorano indicazioni contraddittorie ma coerenti con il nuovo scenario d’incertezza apertosi nella parte finale del 2007. E’ comunque indizio di ritrovata vitalità l’accentuata dinamica degli investimenti: oltre metà delle imprese (50.8%) ha impiegato risorse in questa direzione, lasciando intuire una diffusa ricerca di posizioni competitive più solide. A questo quadro fa da contraltare il profondo pessimismo che si riflette nelle previsioni sull’economia regionale per il semestre in corso, soprattutto per i timori legati alle ricadute della turbolenza dei mercati finanziari internazionali. Le previsioni per l’anno in corso sono comunque negative sia per quanto attiene alle performance (previsioni sul fatturato -12.5 punti), sia per ciò che riguarda l’economia regionale, con un saldo ottimisti-pessimisti pari a -26.4. Queste previsioni non sembrano però inibire i programmi d’investimento: il 51% delle imprese ha dichiarato di averne in agenda nella prima parte del 2008. Il confronto dei territori propone una polarizzazione tra un ritrovato ruolo trainante del capoluogo (e di province come Novara e Cuneo) e lo scenario depresso di Biella. Sotto il profilo settoriale i segni di rilancio sono più fitti tra le aziende metalmeccaniche e dei servizi alle imprese, le attività maggiormente connesse ai nuclei più dinamici e orientati ai mercati esteri dell’economia piemontese. Età e titolo di studio del titolare differenziano ancora il rendimento delle imprese (le aziende guidate da giovani e con scolarità medio-alta realizzano risultati migliori), ma il fattore discriminante rimane la dimensione aziendale. La distanza tra le performance di imprese micro e più strutturate è abissale: per una parte dell’artigianato (quello delle imprese più grandi) il secondo semestre 2007 è stato infatti un periodo positivo".
Si sta procedendo alla stesura del "Patto per lo sviluppo sostenibile del Piemonte" che dovrebbe essere sottoscritto dal Governo regionale e dalle Parti sociali: quali le finalità e gli obiettivi? "Le sfide che il Piemonte ha di fronte, dal rilancio economico e della competitività, alla riqualificazione dei territori e alla riduzione delle disuguaglianze sociali, richiedono di definire un quadro chiaro e condiviso di obiettivi, misure e interventi di natura strategica in un programma definito nei tempi e misurabile nei risultati, che rappresenti un riferimento politico ed operativo per Istituzioni e Parti sociali. Il Patto rappresenta un rafforzamento della concertazione con le Parti sociali, da considerare come importante momento di confronto e proposta. La Regione intende in questo modo mantenere un rapporto cooperativo e sinergico con le parti contraenti, valorizzando il livello concertativo regionale. La bozza del documento è ora al vaglio delle Associazioni di categoria che devono far pervenire le eventuali osservazioni. Credo quindi che a breve potrà essere sottoscritto".
CNA e le altre Confederazioni dell’artigianato chiedono che la Giunta regionale assuma impegni precisi verso le imprese diffuse, a partire dall’obbligo di valutare prima l’impatto di ogni nuova norma e/o provvedimento amministrativo sulle stesse… "La piccola e piccolissima impresa rappresentano una componente molto importante per il tessuto produttivo piemontese, soprattutto con riguardo al comparto artigiano. Spesso tra l’altro, pensiamo all’artigianato artistico e tipico, queste imprese custodiscono patrimoni di saperi e tradizioni da salvaguardare. L’assessorato all’Artigianato da sempre valuta l’impatto delle sue politiche in maniera differenziata a seconda della dimensione dell’impresa, come ben dimostrano le indagini congiunturali che periodicamente svolgiamo. Direi quindi che per i provvedimenti di nostra diretta competenza il metodo di lavoro proposto dalle Confederazioni è ampiamente messo in pratica. Per quanto riguarda norme e provvedimenti che provengono da altri assessorati, penso ad esempio a norme di carattere ambientale o urbanistico che certo possono avere un impatto anche notevole, è obiettivamente un po’ più complicato, ma l’impegno in questo senso c’è e continuerà".
Quali sono le scelte compiute con il Bilancio di previsione 2008 e come si colloca la ridimensionata previsione di spesa a favore dell’artigianato?"La spesa per l’artigianato non è stata ridimensionata. Il bilancio regionale recentemente approvato in Consiglio assegna al comparto artigiano un totale di euro 21.980.000, ripartiti tra il settore del credito (euro 16.030.000), disciplina e tutela (euro 5.5 milioni) e osservatorio sull’artigianato (euro 400 mila). Questa cifra però non tiene conto dell’ulteriore somma che verrà assegnata dallo Stato come Fondo unico che l’anno scorso si attestò su circa 24 milioni di euro e che presumibilmente sarà trasferita tra giugno e settembre. E’ chiaro che quella somma, di cui non è possibile stabilire la precisa entità ma che sarà comunque in linea con gli anni scorsi, andrà ad aggiungersi ai circa 22 milioni che ho appena citato, attestando così lo stanziamento finale per l’artigianato ad un valore sicuramente non inferiore al 2007. Al contrario voglio sottolineare che, nonostante il non felice momento per le casse regionali, siamo riusciti a portare avanti tutti i tradizionali strumenti di sostegno alle imprese artigiane, tra cui ad esempio, per quanto riguarda il settore del credito, gli interventi per la promozione della qualità, per la realizzazione di servizi reali e di assistenza tecnica, i contributi in conto capitale per la localizzazione e rilocalizzazione di imprese artigiane, il conferimento al fondo istituito presso Finpiemonte per il finanziamento agevolato di programmi di investimento di imprese artigiane, i conferimenti finanziari ad Artigiancassa Spa per contributi in conto interessi e in conto canoni su finanziamenti bancari ad imprese artigiane per investimenti mobiliari e immobiliari. E per quanto riguarda il settore della tutela voglio ricordare le spese e gli interventi per l’artigianato artistico e tipico di qualità (disciplinari, riconoscimenti, contributi ai Comuni, etc.) e per le Botteghe scuola".
Nuovo Testo unico dell’artigianato; rafforzamento del sistema dei Confidi di emanazione associativa; iniziative sull’internazionalizzazione che tengono conto delle dimensioni delle micro-imprese: a che punto siamo? "Per quanto riguarda il nuovo Testo unico, dopo un lungo e condiviso percorso siamo finalmente alle battute finali e verrà presto licenziato dalla Giunta, per poi iniziare l’iter consiliare. Penso di poter dire che l’approfondito lavoro che ha comportato la sua stesura sia valso la pena e che abbiamo dotato il comparto di uno strumento agile, adattabile alle esigenze e agli obiettivi che via via sorgeranno e rispondente alle sue molteplici esigenze e ai mutamenti economici e produttivi. Per quanto riguarda il sistema dei Confidi la strada è stata tracciata: utilizzeremo la cifra originariamente stanziata per il Fondo di Controgaranzia per il suo rafforzamento. Per procedere alla ripartizione delle risorse è stato necessario un approfondito lavoro di analisi dei dati, che ora può dirsi praticamente concluso e quindi anche questa importante questione troverà soluzione entro brevissimo tempo. Sull’internazionalizzazione delle imprese artigiane, infine, abbiamo lavorato negli anni scorsi e con il nuovo Testo unico ci sarà ancora più spazio per iniziative e misure rivolte a questo importante obiettivo". |