Città sospesa tra antiche e nuove vocazioni secondo il rapporto della Camera di commercio La ripresa dell’auto si accompagna alla crescita di Ict, aerospazio e delle energie rinnovabili

E’ una città sospesa tra antiche e nuove vocazioni imprenditoriali quella fotografata dalla terza edizione del rapporto "Torino Economia 2007" redatto dalla Camera di commercio di Torino. Una città, e una provincia, in cui il ruolo dell’industria dell’auto con tutto il suo indotto è improvvisamente tornato protagonista, contribuendo in modo anche significativo alla crescita della produzione, ma dove al tempo stesso nuove competenze rivendicano un loro spazio. Tra i settori più innovativi ed emergenti meritano di essere segnalati quello dell’Ict, l’aerospaziale, l’idrogeno e le energie rinnovabili che stanno concretamente contribuendo alla crescita dell’economia torinese, dati alla mano. Il 2006 è così stato un anno di crescita complessiva per il sistema imprenditoriale della provincia di Torino, attestandosi su valori superiori alla media nazionale. In particolare, le imprese torinesi crescono numericamente e si strutturano ricorrendo a forme giuridiche più articolate. A fine 2006 le imprese registrate in provincia di Torino risultavano 231.645, con un totale di 18.145 iscrizioni e 14.950 cessazioni per un tasso di crescita reale dell’1.4% che appare appena inferiore al +1.46% del 2005, ma decisamente superiore all’1.26% registrato nell’area del Nord-Ovest, all’1.21% registrato a livello nazionale e al +0.88% del Piemonte. Analizzando i singoli settori economici, quello delle costruzioni ha messo a segno un nuovo importante incremento, con un saldo pari a 1172 nuove attività reali e un aumento del 3.56%, ma l’effetto post Olimpiadi ha contribuito alla crescita significativa e forse un po’ inattesa anche dell’alberghiero e della ristorazione che hanno avuto un incremento del 3.38% che in valore assoluto si è tradotto in 355 nuove attività reali. Significativa è poi la presenza delle imprese del settore Ict che nella sua più ampia accezione (Ict manifatturiero, servizi intangibili, telecomunicazioni, commercio all’ingrosso e noleggio di prodotti Ict, industria dei contenuti) conta, al 30 settembre 2007, ben 8600 imprese, pari al 3.7% del totale di quelle operanti nella provincia di Torino. La composizione del tessuto imprenditoriale del Torinese risulta così la seguente: 26% commercio, 23.6% servizi alle imprese, 14.7% costruzioni, 12% industria, 6.4% agricoltura e pesca, 4.9% servizi alle persone, 4.7% turismo (6.9% non classificate). Andando a vedere la forma giuridica delle imprese torinesi emerge una maggiore strutturazione delle stesse rispetto al passato: le società di capitali registrate al 31 dicembre 2006 presso il registro della Camera di commercio sono 33.772, pari al 14.6% del totale, con un incremento del 3.64% sul 2005. Un dato importante soprattutto se riferito alla crescita, molto più modesta, delle ditte individuali, pari allo 0.93%, che sono comunque 123.069 in valore assoluto (53.1% del totale). Crescono, inoltre, dell’1.05% le società di persone che si attestano a quota 70.370 (sono il 30.7% del totale). Rispetto alla media nazionale, il Torinese appare molto più ricco di società di persone (20.4% a livello Italia), ma ancora debole sul fronte delle Spa (sono il 19.3% in Italia). A crescere sono anche gli imprenditori stranieri (+16.4%, soprattutto del Marocco, della Romania e dell’Albania) che sono ormai a quota 10.707. Le donne che hanno aperto un’attività imprenditoriale sono invece 53.829, quasi il 25% del totale, ma il dato è già salito a 54.202 unità nel primo semestre 2007 (ultimo dato disponibile). Interessanti sono, infine, i dati riferiti alle aree dei Patti territoriali: il record di nuove imprese va all’area del Sangone (+2.20%), seguita da Susa (+2.07%) e dalla zona Ovest di Torino (+1.89%); meno bene Pinerolese (+0.61%) e Canavese (+0.74%); a metà strada Torino, con un +1.43% (al.st). |