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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Settembre 2008 > Con Emma Re Torino canta a ...
 
Con Emma Re Torino canta a Pechino
 

E’ stata una delle voci delle Olimpiadi
Silvia Cortella, questo il suo vero nome, diventa una star in Cina grazie ai Giochi

Corre lungo un filo, è proprio il caso di dirlo, la storia professionale delle sorelle Cortella, torinesi di nascita ma da sempre attente a quanto accade in giro per il mondo e con tanta voglia di affermare il loro talento. Per Cristina, imprenditrice associata alla CNA, il filo è idealmente quello di cotone della Filofan, una società nata oltre 20 anni fa dopo un viaggio negli Usa specializzata in ricami personalizzati su capi di abbigliamento sportivo, gadget aziendali e biancheria per la casa. Per Silvia, cantante, il filo è invece quello dei microfoni e degli altoparlanti che amplificano e diffondono la sua musica che da un anno a questa parte sta raggiungendo i due lati del pianeta. Già perché Silvia Cortella, come l’ha recentemente definita il quotidiano la Repubblica in una lunga intervista di Gino Castaldo (18 luglio 2008, pagina 36, ndd), è la "Cenerentola sconosciuta" diventata una delle voci dei Giochi Olimpici di Pechino. Silvia, in arte "Emma Re", formazione jazz con un debole per Mina, è l’unica artista occidentale invitata ad esibirsi a due eventi mediatici mondiali in occasione dell’anno Olimpico a Pechino: il 7 agosto 2007, allo stadio olimpico Chaoyang Stadium per la cerimonia di apertura con il brano "Sei di me" che ha incantato 90 mila spettatori; il 22 ottobre 2007, presso il nuovo stadio coperto per la presentazione del singolo "I still belive" che sarà uno dei pezzi portanti del suo primo album, in uscita a settembre. A unire, ancora una volta, come solo un filo riesce a fare, il nome e la voce di Silvia Cortella alle Olimpiadi di Pechino è Mr Wong, musicista ma soprattutto direttore degli eventi speciali della Ccvt, la potente televisione di stato cinese, la stessa che pochi mesi dopo le ha commissionato il brano di apertura del kolossal "La leggenda di Bruce Lee", un serial tv di 50 puntate, in coproduzione Cina-Hollywood, che narra la vita e le imprese dell’eroe del Kung Fu i cui diritti sono già stati acquistati da una ventina di televisioni in tutto il mondo e che è stato trasmesso in anteprima assoluta proprio in occasione delle Olimpiadi a Pechino e negli Usa. Ma torniamo al filo di Cristina, sorella orgogliosa e al tempo stesso ancora incredula del successo strepitoso di Silvia: "Quello che sta avvenendo da un anno a questa parte è solo la conferma - ci tiene a sottolinearlo - del talento di mia sorella, un talento in cui mio padre Attilio (Tito) ed io abbiamo sempre creduto, ma che in Italia, dove si esibisce da anni, in teatri e auditorium, non sarebbe mai stato scoperto". Ed è il papà delle sorelle Cortella, questa volta, il filo rosso che permette a Silvia di arrivare in Cina. Imprenditore nel settore automotive, nel febbraio 2007 Tito Cortella si trova in un rinomato ristorante di Pechino insieme a degli uomini d’affari e come sempre ha con sé un Cd della figlia Silvia che chiede di poter far ascoltare in filodiffusione: e in quel ristorante, come succede solo nelle migliori favole, c’è un Principe Azzurro, o comunque lo si voglia definire, un personaggio del destino, Mr Wong, che si innamora della voce di Silvia. Oggi, divisa a metà tra il lavoro di imprenditrice e quello di manager della sorella, Cristina ricorda con affetto i primi passi fatti insieme prima della nascita della Filofan. "Avevamo fatto un viaggio negli Usa - ricorda - alla fine degli anni ’80 e lì scoprimmo delle macchine da ricamo industriale in grado di effettuare ricami personalizzati, anche su un singolo articolo". Si trattò di una grande scoperta in quanto a quel tempo in Italia si passava direttamente dal ricamo a mano, ma con professionalità molto costose e ormai in via di estinzione, al ricamo industriale su grandi serie. Con queste macchine diventava possibile ricamare piccole serie di cappellini, magliette, capi di abbigliamento, lenzuola, tovaglioli e altro ancora, rispondendo ad un gusto diffuso tra i consumatori, soprattutto torinesi. Quel viaggio negli Usa si concluse con l’acquisto di una di quelle macchine che fu portata a Torino e permise alle due sorelle Cortella di misurarsi con un’attività nuova e creativa che avrebbe poi condotto alla nascita della Filofan, su iniziativa di Cristina. Formalmente la Filofan, oggi a Torino, in via Napione, si costituì solo nel 1998, ma per anni le sorelle Cortella furono assidue frequentatrici di fiere di settore per acquisire clienti preziosi nei settori dell’equitazione, della nautica e dell’automobilismo, ma anche della ristorazione e nel settore alberghiero. Ma qui i "fili" delle sorelle Cortella iniziavano già a separarsi, professionalmente parlando. Silvia avrebbe proseguito nei suoi studi musicali, sarebbe partita negli Usa e poi a Roma dove oggi vive. Il destino la chiamava altrove. E adesso sappiamo tutti dove (al.st.).

 
 
 
 
 
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