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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Settembre 2008 > Saldi estivi, vendite in calo ...
 
Saldi estivi, vendite in calo nel torinese
 

"Non aiutano e affondano i bilanci": la denuncia dei commercianti
che chiedono di posticiparli

I commercianti speravano si trattasse di una partenza lenta e che gli affari avrebbero ripreso quota con l’avanzare dell’estate, ma alla fine della stagione così non è stato. È quanto emerge da un sondaggio telefonico della CNA Commercio tra i negozianti associati nei settori dell’abbigliamento e calzature, quelli maggiormente interessati dai saldi estivi: abbiamo registrato una flessione media, rispetto all’agosto 2007, del 10%, decisamente superiore rispetto al dato complessivo (5% a livello nazionale). E’ indubbio che il settore dell’abbigliamento e le attività di piccole e medie dimensioni rispecchino più di altri la crisi generale dei consumi ed abbiano quindi registrato cali maggiori rispetto ad altri settori. "È colpa della crisi" commentano praticamente in coro gli esercenti. "Il calo delle vendite è stato impressionante - racconta Maria Valentino, titolare di Mary V abbigliamento di Venaria – siamo a settembre e ho ancora il negozio pieno di articoli estivi mentre sono in arrivo quelli autunnali. I saldi non ci aiutano anzi spesso sono la nostra rovina: così anticipati (sono infatti iniziati il 5 luglio) si traducono nella vendita della merce quasi a prezzo di costo. Nel 2007 è andata molto meglio – aggiunge - anche se forse i turisti erano meno, ma d’altronde il turismo della Reggia porta benefici economici soprattutto a bar e ristoranti non ai negozi di abbigliamento". Le vendite stagionali non hanno coperto minimamente la necessità di recupero di un comparto come quello della moda, seriamente danneggiato dalla perdurante crisi dei consumi e dalle cattive condizioni meteorologiche. Anzi la richiesta che proviene un po’ da tutti gli esercenti di Torino e provincia è quella di rimandare l’inizio dei saldi alla fine del mese di luglio, per disincentivare la clientela ad aspettare gli sconti per effettuare i propri acquisti. Patrizia Jahier, titolare dell’esercizio Aquarelle di Pinerolo, sottolinea che "i saldi iniziano troppo presto e non a fine stagione: i costumi ad esempio si vendono ormai solo in saldo. Ed è proprio per questo motivo – aggiunge – che poi alcuni commercianti non applicano dei saldi reali alimentando le giuste denunce da parte dei consumatori e danneggiando l’immagine di tutta la categoria". Dello stesso parere Gianluca Toffoli, titolare del negozio di calzature Gi.Ba., in corso Belgio a Torino, che si dichiara preoccupato per "il calo registrato di circa 1000 euro rispetto al fatturato dell’anno scorso sia sul mese di luglio che su quello di agosto". Anche gli acquisti sono cambiati: si compra meno e merce di qualità più bassa. "Ci salviamo solo grazie al buon rapporto qualità prezzo che riusciamo ad offrire nei nostri tre punti vendita" conclude Toffoli. Il rapporto qualità-prezzo che prima solo i consumatori più attenti consideravano al momento dell’acquisto, infatti, sembra essere diventato fondamentale per chi compra. Gli affari non vanno meglio nel chierese. "Abbiamo avuto il 15% di clienti in meno - stima Antonella Cozzolongo titolare del negozio di abbigliamento per bambini Peter Pan Snc di Chieri - ma la crisi si percepisce soprattutto entrando in negozio: è ancora pieno di merce, nonostante abbia rinunciato ad acquistare alcuni articoli come ad esempio i costumi che si vendono solo in saldo. La data di inizio degli sconti è troppo anticipata, ancora peggio nella stagione invernale: la clientela non compra quasi mai a prezzo pieno". Saldi quindi sempre più spesa "sostitutiva" o "compensativa" e sempre meno acquisto aggiuntivo. Per quasi due terzi della clientela, infatti, gli acquisti in saldo sono spese non effettuate in precedenza o rimandate in vista di un possibile risparmio. E anche l’importo disponibile è strettamente programmato: gli esercenti hanno dichiarato che i clienti difficilmente spendono più di 100 euro per un capo d’abbigliamento o un paio di scarpe. L’unico settore che si salva è l’intimo: "Si è lavoricchiato anche se meno dell’anno passato – racconta Maria Teresa Ciccaldo titolare del negozio Mary’s Store di Lanzo - Vendiamo benissimo non solo i completini, ma anche i costumi e tutta la linea mare. Se non si alzano troppo i prezzi prima dei saldi e poi si praticano degli sconti reali, si è premiati dalla clientela". Nonostante le eccezioni lo scenario è preoccupante e per tale motivo CNA Commercio nel prossimo autunno "tornerà a chiedere la posticipazione della data di inizio delle vendite stagionali sia invernali che estive" dichiara Giovanni Genovesio, Presidente dell’Associazione e imprenditore in prima persona.

 
 
 
 
 
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