Gli esercenti dicono no al lavoro 7 giorni su 7 CNA Commercio chiede un confronto serio con le Istituzioni per tutelare le Pmi
Dopo che a maggio Beinasco aveva dato il via libera a una serie di deroghe all’apertura del suo centro commerciale, Le Fornaci, sembra essere partita la corsa a chi offre di più, mentre arriva l’allarme non solo dei sindacati in materia dei diritti dei lavoratori ma anche della piccola impresa. A luglio, infatti, con una specifica ordinanza anche Venaria Reale e Grugliasco avevano concesso ulteriori aperture straordinarie la domenica. Eppure già il Tavolo di coordinamento provinciale per le politiche del commercio, in accordo con i Comuni partecipanti del torinese, aveva stabilito un numero di aperture domenicali superiore a quelle dettate dalla legge Bersani, che ne prevede otto, aumentandole a 14 più una, a discrezione dell’esercente. Un numero che Beinasco ha fatto lievitare fino a 20, Venaria a 19 e Grugliasco a 18. Per le piccole imprese il problema è duplice: in teoria sono libere di scegliere se aderire all’apertura domenicale o meno, in pratica non riescono poi a sopportare i costi della retribuzione compensativa e a garantire il giorno di riposo settimanale a dipendenti o collaboratori o addirittura non hanno personale disponibile e quindi dovrebbero sopportare 7 giorni su 7 di lavoro; inoltre, anche restando aperti i negozi di vicinato hanno molto spesso una capacità attrattiva inferiore rispetto alle grandi catene di distribuzione, una capacità che per di più rischia di ridursi anche in settimana. "Chi andrà a fare la spesa al negozio sotto casa se la domenica può recarsi in un centro commerciale, che offre maggiori comodità di orario e di parcheggio?" domanda a nome di tutta la categoria il Presidente di CNA Commercio, Giovanni Genovesio, che chiede "un immediato confronto con le istituzioni al fine di ottenere una seria pianificazione delle aperture straordinarie. Deve esserci una linea guida a livello provinciale e regionale a cui i Comuni devono attenersi, perché è sempre più impari l’attività dei supermercati rispetto a quella dei negozi di vicinato". La difesa delle amministrazioni comunali interessate è pressoché sempre la stessa: la deroga alla normativa vigente riguarda tutte le attività economiche della città, non è pensata solo per il centro commerciale e per lo più cade in concomitanza con eventi culturali che si svolgono sul territorio cittadino. L’atteggiamento di Venaria e Grugliasco è comunque differente, se la prima è uscita in modo polemico dal tavolo di coordinamento provinciale dopo l’iniziativa di Beinasco, Grugliasco ne continua a far parte e dichiara di attenersi a quanto in esso concordato. D’altra parte la Città di Torino, nella persona dell’assessore al Commercio Altamura, sta preparando la delibera per il calendario delle aperture della zona turistica, mentre la Regione Piemonte, nella persona dell’assessore competente Luigi Ricca sta lavorando per evitare che i Comuni decidano per conto loro, senza un coordinamento, le deroghe agli orari canonici dei centri commerciali e dei negozi, spesso dietro il paravento della dicitura di comune artistico e turistico.
|