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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Settembre 2008 > "Posta… e risposta": la ...
 
"Posta… e risposta": la rubrica dei lettori
 

Può un Internet point essere adibito anche a sala giochi installando al suo interno dei videogiochi nel numero consentito dalla normativa vigente? Se fosse possibile si deve presentare una Dia (Dichiarazione di inizio attività) al comune nel quale ha sede l’impresa? E l’installazione dei videogiochi richiede una nuova "sorvegliabilità" ai sensi dell’art.153 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza)? Non risultano disposizioni ostative all’esercizio congiunto dell’attività di sala giochi e di quella di Internet point, salvo che la locale questura, competente per l’attività oggetto di quesito non disponga diversamente. Sotto il profilo della sorvegliabilità questa dovrà essere valutata nel complesso dell’unità immobiliare e non in base alla singola attività ivi esistente. Con la presente si richiedono chiarimenti riguardo i mestieri girovaghi: di quale tipo di autorizzazione o iscrizione necessitano? Da quale normativa tale attività viene disciplinata? Bisogna essere iscritti alla Camera di commercio? A seguito dell’abrogazione dell’art. 121, commi 1 e 2 del Tulps, approvato con il Regio decreto 773/1931, operata dal Decreto del Presidente della Repubblica 311/2001, coloro che esercitano i mestieri che, un tempo, erano chiamati girovaghi, non devono più essere più iscritti nell’apposito registro previsto dal citato art.121. Non devono neppure iscriversi in albi od elenchi camerali se non esercitano attività per le quali si richiedono particolari specializzazioni. Per autorizzare la loro attività occorre far riferimento alle normative contenute nei regolamenti comunali di polizia municipale e per la occupazione di spazi ed aree pubbliche, nei quali dovrebbero essere contenute specifiche discipline anche per regolare la concessione di spazi a chi esercita i mestieri in oggetto. I Soci sono invitati a scrivere a: emelloni@cna-to.it

 
 
 
 
 
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