Si è discusso di crisi dei mercati, ripercussioni sul sistema piemontese e federalismo fiscale Silvestrini chiede 1 miliardo di euro per controgarantire i Consorzi fidi e sostenere le Pmi

Il federalismo fiscale e la riforma dello Stato avrebbero dovuto essere al centro dell’assemblea annuale della CNA Piemonte e della tavola rotonda svoltasi domenica 12 ottobre a Torino presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ma di fatto ad occupare la scena è stata la gravissima situazione dell’economia mondiale. Presieduti dal Presidente regionale Sebastiano Consentino, introdotti dalla relazione del Segretario regionale Michele Sabatino, sono intervenuti l’onorevole Roberto Cota, Presidente gruppo parlamentare Lega Nord Camera dei Deputati; Paolo Peveraro, vice Presidente della Regione Piemonte; il senatore Enzo Ghigo, Coordinatore regionale di Forza Italia; Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino; Antonino Saitta, Presidente della Provincia di Torino; l’onorevole Gianfranco Morgando, Segretario regionale del Pd. Ad avanzare le proposte della CNA è stato il Segretario generale Sergio Silvestrini. Hanno portato il loro saluto il Presidente di CNA Torino Federico Casetta, il Prefetto di Torino Paolo Padoin, il Presidente della Camera di commercio di Torino Alessandro Barberis e Silvano Berna in rappresentanza delle Organizzazioni datoriali piemontesi. Nello stigmatizzare la grave situazione dei mercati finanziari internazionali, Cota ha ricordato come più volte la Lega Nord abbia chiesto al sistema bancario di essere più vicino al territorio e al sistema delle imprese locali. "Oggi è necessario – ha aggiunto Cota - riscrivere la nostra economia su basi diverse più legate alla realtà produttiva e all’industria e non ad un sistema finanziario gravato di debiti". Tuttavia, rassicurando i numerosi convenuti, Cota si è detto convinto che il sistema bancario italiano corra minori pericoli di quello statunitense e ha ribadito l’esigenza di coniugare le politiche per la riduzione del debito pubblico alla diminuzione dei livelli di tassazione. D’altra parte Peveraro, a nome della Regione Piemonte, ha risposto positivamente alle richieste avanzate dal sistema delle Pmi, assicurando in particolare il rifinanziamento del Fondo rotativo e di Artigiancassa e lo stanziamento di 20 milioni di euro per la patrimonializzazione dei Confidi. E ha concluso auspicando "un ampio consenso di tutte le forze politiche per una rapida approvazione della riforma del Testo Unico per l’Artigianato, una legge che sicuramente rappresenterà un importante strumento per il rilancio del settore". "Occorre essere pronti ad intervenire sul sistema delle Pmi perché riescano a contenere gli effetti della crisi" ha esordito Ghigo ricordando come il suo partito abbia presentato un provvedimento in Parlamento per consentire all’artigianato e alle piccole imprese di versare l’Iva solo a incassi avvenuti. Convinto della necessità di procedere nella realizzazione delle Aree Metropolitane, Ghigo ha sollecitato però le forze politiche a non perdere d’occhio "l’obiettivo di ridurre complessivamente il costo della macchina statale, tendendo conto che il federalismo fiscale è l’ultima grande occasione per il nostro Paese di crescere in modo armonico, livellando le differenze oggi presenti tra Nord e Sud". Saitta ha invece rivendicato la grande capacità di innovazione della Provincia di Torino nella gestione efficiente dei servizi e il ruolo primario svolto dall’ente nell’attrarre sul territorio importanti industrie, contribuendo così ad aumentare i posti di lavoro, a sostenere le neo imprese (13 aziende si costituiscono ogni mese grazie al programma Mettersi in proprio) e a realizzare economie di scala a vantaggio di tutti i cittadini. Nel dichiararsi pronto a discutere i vari livelli di competenza ha però esortato tutti a trovare un accordo "per chiudere quegli enti strumentali creati non per creare efficienza, ma per rispondere a mere esigenze politiche". Un appello che è stato colto da Chiamparino che pur ricordando l’importante ruolo svolto dagli enti locali per il sostegno delle famiglie e della competitività dei territori, ha però sottolineato l’opportunità di "smagrire fortemente il livello centrale". Riguardo alla crisi economica il Sindaco di Torino ha accennato alla necessità di "più anni per ritornare in un circolo economico virtuoso" ed espresso soddisfazione per la scelta del Pd di sostenere il decreto del Governo, essendo questo "il momento in cui ogni forza politica deve rispondere ad interessi di responsabilità nazionale". Chiamparino ha poi domandato al Governo la prosecuzione, facendo leva sulla Cassa Depositi e Prestiti, delle grandi opere in corso nel Paese: "La crisi finirà – ha pronosticato – e bisognerà essere pronti ad agganciare il nuovo sviluppo e il rilancio della produttività del sistema Italia". Venendo alla riforma Calderoli il Sindaco ha chiesto "di costituire un tavolo di confronto per definire i costi dei servizi di base da garantire in tutto il Paese e, dopo il trasferimento dei poteri e delle risorse a Roma capitale, di attuare un trasferimento analogo anche per le altre Aree metropolitane esistenti, fra cui quella torinese". "Un maggiore federalismo è auspicabile" ha affermato Morgando "deve essere però una riforma che sappia riordinare complessivamente le istituzioni. Il sistema delle imprese e le famiglie non sono più in grado di sostenere i costi della pubblica amministrazione e delle inefficienze del Paese". Sergio Silvestrini, Segretario generale CNA, traendo le conclusioni del dibattito ha invitato a guardare alla situazione in atto come alla nascita di un nuovo mondo, in grado di superare le discrasie di un mercato impazzito e ha chiesto il salvataggio delle banche e dei risparmiatori accompagnato da una forte attenzione per il sistema delle piccole imprese. Preoccupato dalla contrazione del credito e dalla diminuzione degli affidamenti (-15% in un anno), Silvestrini ha paventato tutti gli effetti della situazione recessiva e invita il Governo al varo urgente di un fondo pubblico di un miliardo di euro che controgarantisca le operazioni dei Consorzi fidi e che goda della garanzia dello Stato in modo da non penalizzare le Pmi. "Le classi dirigenti – ammonisce - saranno misurate sulla capacità di rispondere a questo sconquasso, pertanto sono necessarie politiche neokeynesiane, capaci di far ripartire la crescita economica e produttiva, oltre al potenziamento del ruolo dell’Europa e degli investimenti in infrastrutture e innovazione". Silvestrini inoltre ha chiesto misure per ridare potere d’acquisto alle famiglie e rilanciare i consumi interni ed ha sollecitato il Governo al rispetto degli accordi con il settore del trasporto per scongiurare un fermo che potrebbe essere realmente dannoso per il Paese. Infine, sulla proposta Calderoli Silvestrini ha sospeso il proprio giudizio: "Tutti i livelli istituzionali devono essere riordinati per garantire maggiore efficienza ed è un percorso da realizzare in tempi opportuni, ma anche contenuti". Al termine dell’Assemblea i partecipanti hanno votato un ordine del giorno, illustrato dal Presidente Consentino, con le proposte da avanzare a livello nazionale e locale. E’ stato quindi approvato, nella seduta riservata ai soli Soci, il bilancio della CNA Piemonte su cui ha relazionato il vice Segretario regionale Santoro Maviglia. In sintesi, le proposte votate dalla CNA sono: a) istituire un fondo nazionale di garanzia per l’artigianato e le Pmi che riassicuri l’operatività dei Confidi per favorire l’erogazione di finanziamenti a tasso contenuto; b) rifinanziare l’Artigiancassa e il Fondo rotativo della legge regionale 21/97 a sostegno degli investimenti e dei progetti di innovazione delle imprese artigiane; c) provvedere all’immediato trasferimento delle risorse stanziate dalla Regione per la ricapitalizzazione dei Confidi di emanazione associativa; d) costituire, coinvolgendo le istituzioni, le banche e le parti sociali, un tavolo nazionale, articolato anche a livello regionale, per monitorare l’andamento dell’erogazione del credito; e) Mmodificare la riforma della legge regionale urbanistica come leva per rilanciare l’attività edilizia e proporre condizioni più favorevoli per l’acquisto della prima casa; f) impegnare il governo al rispetto degli impegni assunti verso l’autotrasporto, per scongiurare un possibile fermo del settore; g) arrivare ad una rapida approvazione in Consiglio regionale del nuovo Testo Unico per l’Artigianato prevedendo la costituzione dei Centri di assistenza per l’artigianato e delle Agenzie per l’impresa con il compito di facilitare ed assistere le Pmi; h) trovare un’intesa in Parlamento per semplificare e riordinare, attraverso la riforma costituzionale, i livelli istituzionali tagliando la spesa improduttiva; i) prevedere sgravi fiscali in favore di soggetti (imprese e privati) fiscalmente virtuosi lavorando in un’ottica concertativa per fare della riforma del federalismo fiscale lo strumento capace di produrre meno tassazione, meno burocrazia e più servizi alle famiglie e alle imprese; l) sperimentare, di concerto con le parti sociali, una soluzione per alleggerire il costo del lavoro, senza aumentare i costi per le imprese ma aumentando i salari e la produttività con l’obiettivo di rilanciare i consumi; m) parificare i trattamenti riservati ai pensionati da lavoro autonomo a quelli da lavoro dipendente e aumentare le pensioni minime per sostenere la domanda interna. |