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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Dicembre 2008 > Torino economia: mai così ...
 
Torino economia: mai così male dal 2001
 

All’Assemblea annuale CNA Torino il Presidente Casetta lancia l’allarme per il 2009
In crisi le imprese sotto i 50 addetti, peggio gli artigiani:
calano gli ordini e il fatturato

"Quando diciamo che la crisi sta assumendo nella provincia di Torino caratteristiche peggiori che altrove, non ci basiamo su semplici intuizioni, ma su dati certi e attendibili", ha affermato il Presidente Federico Casetta nel suo discorso di apertura dell’Assemblea annuale della CNA Torino che si è svolta lo scorso 25 novembre, la prima convocata nella nuova sede provinciale di via Millio. Casetta ha così snocciolato una serie di dati preoccupanti, a partire da quelli forniti dalla rilevazione sul primo trimestre 2008 di Unioncamere nazionale che segnala un ulteriore peggioramento dei principali indicatori economici quali la produzione, il fatturato e le esportazioni. A pagarne il prezzo più alto sono proprio le piccole imprese, quelle fino a 50 dipendenti. Per questa tipologia di imprese si registra, infatti, un calo della produzione pari al 3.9%, una diminuzione del fatturato del 3.6% e una riduzione delle esportazioni dell’1.3%. E va ancora peggio per l’artigianato: la produzione diminuisce del 4.3%, il fatturato si riduce del 4% e le esportazioni calano dell’1.3%. "Sul fronte delle imprese i primi effetti della crisi si manifestano attraverso l’allungamento dei tempi di incasso delle fatture e un ridimensionamento del portafoglio degli ordini", ha precisato Paolo Alberti, Segretario CNA Torino. Già nell’ultimo trimestre gli ordinativi hanno registrato una flessione del 3.8% per le imprese fino a 49 dipendenti e del 4.2% per le imprese artigiane. Attraverso l’analisi dei dati contenuti nell’indagine pubblicata l’8 novembre scorso dalla Banca d’Italia è ancora possibile approfondire il quadro relativo alla nostra regione. L’attività produttiva è tornata ai livelli minimi dal 2001. Nel mercato immobiliare le transazioni scendono del 15%. Un terzo delle aziende prevede un calo del fatturato nei primi nove mesi dell’anno in corso, il doppio di quanto è avvenuto nel 2007. Il 60% delle imprese prevede una vera e propria situazione di stagnazione economica. Le stesse non pensano di sviluppare significativi investimenti nei primi sei mesi del 2009. Ma la CNA vuole essere ancora più precisa ed ha avviato un indagine presso le proprie imprese associate per verificare la loro situazione e per sostenerle in caso di necessità. La grande preoccupazione è rivolta al 2009. L’artigianato, infatti, in base ai dati dell’indagine congiunturale curata dall’Osservatorio della Regione Piemonte, manifesta difficoltà in tutti i settori e in ogni profilo aziendale. Continua la grave crisi delle aziende fino a 5 addetti. Per la prima volta, dopo diverse rilevazioni, il saldo del fatturato è negativo anche per le imprese che occupano tra 11 e 15 addetti. "Nel nostro comparto si assiste ad un brusco ridimensionamento del fatturato con una caduta superiore al 30%" denuncia ancora Alberti. "L’occupazione scende del 5.6%. Proprio nell’area torinese si assiste alla maggiore riduzione occupazionale rispetto allo scenario regionale. Nei primi nove mesi del 2008 la Cassa integrazione in deroga è fortemente cresciuta. Le domande pervenute sono state pari a 921 a fronte delle 693 relative all’intero 2007. Aumentano le richieste di intervento rivolte al nostro Ente bilaterale Ebap. I settori maggiormente coinvolti sono quelli del metalmeccanico, dell’impiantistica industriale e della carta". Nel corso dell’Assemblea la CNA ha quindi ribadito le proprie richieste al Governo, ma anche chiamato in causa Provincia e Città di Torino rappresentate rispettivamente da Tom Dealessandri, vice Sindaco del Comune di Torino, Alessandro Altamura, assessore alle Attività produttive, commercio e turismo del Comune di Torino, Sergio Bisacca vice Presidente della Provincia di Torino. In sintesi, le principali proposte sono le seguenti: a) l’istituzione di un Fondo di riassicurazione delle operazioni di credito attraverso l’assistenza della garanzia del sistema dei Confidi; b) consentire alle imprese di compensare i crediti certi ed esigibili vantati nei confronti della pubblica amministrazione con i debiti di natura fiscale e contributiva, in analogia con il principio che lo Stato applica nei confronti delle imprese; c) concedere dilazioni nel pagamento di Ires, Irpef e Irap; d) consentire alle imprese, con più agilità, la rateizzazione dei debiti tributari emergenti dalle cartelle esattoriali per almeno un triennio (2008-2010); si ritiene che questa possibilità, oltre a concedere un respiro alle imprese, dia una maggiore certezza all’erario sulla riscossione del debito; e) consentire il versamento dell’Iva dopo l’effettiva riscossione del corrispettivo; f) procedere alla immediata revisione delle tariffe dei premi assicurativi Inail; g) prevedere una detrazione Ici per gli immobili strumentali delle piccole imprese; h) introdurre un sistema di incentivi fiscali premianti per le imprese che realizzano performance migliori; si propone in tal senso un sistema di aliquote che diventano regressive al superamento di una soglia di reddito convenzionale stabilito, in modo differenziato in base alle dimensioni d’impresa, all’attività svolta e tenendo conto degli studi di settore.

 
 
 
 
 
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