Ora servono decisioni rapide e concrete da parte delle Istituzioni
Critico, ma ottimista. Secondo il vice Sindaco di Torino, intervenuto all’Assemblea annuale della CNA Torino, "quella che stiamo vivendo è una crisi epocale". "Politicamente parlando, la mia memoria storica - spiega - risale al 1966 e una crisi così veloce e orizzontale che tocca tutti i settori non l’avevo mai vista". Dal caffè all’auto, Torino è colpita in ogni settore economico vitale. Tuttavia, spiega Dealessandri, "siamo chiamati a non rispondere con il pessimismo". Non bisogna, pertanto, rinviare le decisioni che possono essere prese subito. Servono coraggio e rapidità, in specie con riferimento alle decisioni che possono incidere concretamente a livello locale. Certo, adesso le risorse a disposizione di imprese, enti locali e consumatori saranno inferiori al passato, "ma dobbiamo ora più che mai scommettere sulla trasformazione futura della città e non arrenderci all’idea di un inevitabile declino". Ancora una cosa: "Da questa crisi è certo che potremo uscire solo ripensando il nostro modello di sviluppo economico e sociale". Il Presidente della CNA Piemonte, Sebastiano Consentino, ha però puntato l’indice sulla necessità di scongiurare una vera e propria emergenza sociale che potrebbe scaturire dalla significativa perdita di posti di lavoro che già in parte si sta verificando e che sempre di più nei prossimi mesi potrebbe verificarsi a causa della crisi economica. "Il problema primario che dobbiamo affrontare - ha detto Consentino - è quello di salvare i posti di lavoro e, conseguentemente, la capacità di spesa delle famiglie". La riduzione dei consumi rischia infatti di aggravare ulteriormente la situazione già grave in cui ci troviamo. Sergio Bisacca, vice Presidente della Provincia di Torino, teme un vero e proprio "effetto Tsunami" sull’economia italiana e torinese, di cui ancora "nessuno può immaginare le reali conseguenze nel medio e lungo periodo". Su un punto però Bisacca ha preso le distanze da Dealessandri: "E’ vero che la politica deve prendere decisioni concrete e deve farlo in tempi veloci, ma ogni livello istituzionale deve fare la sua parte con le risorse di cui dispone". Insomma: niente confusione di ruoli, altrimenti si rischia di fare solo demagogia. Un vero e proprio appello alla concretezza è infine arrivato dal Segretario della CNA Piemonte, Michele Sabatino, che ha ammonito tutti i rappresentanti istituzionali sulla necessità di dare seguito alle enunciazioni politiche con azioni concrete che poi si devono tradurre in soldi che davvero arrivano alle imprese. "Non è il momento di creare attese inutili con proclami a cui poi non seguono i fatti", ha detto Sabatino, precisando che "bisogna anche evitare di costituire troppi tavoli decisionali che alla fine rischiano solo di aggiungere caos al caos" (al.st). |