E’ allarme liquidità aziendale e la CNA chiede alle banche di erogare credito

Il Gruppo Giovani imprenditori della CNA si è confrontato lo scorso 30 ottobre sulla crisi finanziaria e sul rischio recessione nel corso di un incontro che si è svolto nella sede provinciale di via Millio. I giovani hanno chiesto quali rischi reali stanno correndo i nostri risparmi, ma sono soprattutto preoccupati dal rischio recessione e dalla temuta stretta creditizia che rappresentano le due minacce più gravi sia per gli imprenditori che per i lavoratori. Alla presenza di Paolo Alberti Segretario provinciale CNA Torino, Giancarlo Rolfo responsabile Area gestione finanziaria CNA Torino, Marina Tabacco Presidente Commissione regione Abi Piemonte, Aldo Boffa vice Direttore Cogart CNA Piemonte e Paola D’Agostin Coordinatore dei Giovani imprenditori CNA si è cercato di fare chiarezza sulla situazione finanziaria attuale, certamente grave ma allo stesso tempo non così catastrofica come hanno titolato molti quotidiani. Ciò che preoccupa maggiormente Paolo Alberti, moderatore dell’incontro, è che nei prossimi mesi non ci saranno molte richieste di credito per gli investimenti e quindi per lo sviluppo futuro, mentre cresceranno le domande di finanziamento per affrontare la gestione ordinaria dell’impresa. Giancarlo Rolfo ha inoltre parlato della riduzione dei consumi in atto, indotta dal "modo suicida di fare informazione". "Creando la sensazione di un disastro imminente", ha detto Rolfo, "si acutizzano tutti i problemi perché le famiglie non acquistano più e le imprese già in crisi si fermano". Nei prossimi anni la situazione andrà ad aggravarsi per le aziende con più di 50 dipendenti che, non potendo più gestire internamente il Tfr degli impiegati, accresceranno il loro indebitamento proprio mentre la crisi li colpirà ai fianchi. Un altro problema delle aziende è il rapporto con la banca che dovrebbe imparare a differenziare il trattamento rivolto alle imprese solide rispetto a quelle più deboli. Secondo Marina Tabacco l’attuale quadro finanziario è la conseguenza della crisi dell’agosto 2007 che fu assolutamente sottovalutata. Tabacco ha poi evidenziato che l’epicentro della crisi sono gli Stati Uniti, dove per troppi anni si è avuta una politica espansiva con abbondanza di liquidità, tassi d’interesse bassi ed erogazione di credito a soggetti non sicuri. Secondo Tabacco il sistema credito italiano è invece "solido e ben vigilato". |