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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Dicembre 2008 > Contro la crisi c’è la ...
 
Contro la crisi c’è la ricetta dei Confidi
 

Rafforzano le garanzie dell’impresa e riducono anche il rischio assunto dalle banche
Il Presidente Malavasi interviene all’assemblea straordinaria
di Cogart CNA Piemonte

Passare rapidamente dalla teoria ai fatti: questo, in sostanza l’appello lanciato dal Presidente nazionale della CNA, Ivan Malavasi, in conclusione del convegno "Quale credito all’artigianato e alla Pmi per superare la crisi e creare nuovo sviluppo? Le proposte di CNA e di Cogart CNA Piemonte" organizzato domenica 16 novembre a Torino presso la Galleria d’Arte Moderna. All’iniziativa, a cui hanno partecipato più di trecentocinquanta imprenditori, sono intervenuti Sebastiano Consentino, Presidente CNA Piemonte; Mario Comana, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari (Università Luiss di Roma); Enzo Innocente, Presidente Cogart CNA Piemonte; Andrea Bairati, assessore alla Ricerca, Industria e Innovazione della Regione Piemonte; Gilberto Pichetto Fratin, senatore di Forza Italia, segretario della V Commissione permanente (Bilancio); Enrico Morando, senatore, coordinatore Governo ombra del Partito Democratico; Ivan Malavasi, Presidente nazionale CNA. I lavori sono stati coordinati dal Segretario della CNA Piemonte, Michele Sabatino. "Le nostre proposte - ha evidenziato Malavasi - sono state fatte proprie da tutte le organizzazioni della piccola impresa e hanno ricevuto il consenso del Governo ma di fatto, fino a oggi, nessun provvedimento è stato varato a livello nazionale, mentre in alcune regioni, quali il Piemonte, sono stati già compiuti importanti interventi a sostegno delle imprese". E allora, "analizzare i motivi della crisi attuale è sicuramente appassionante, ma intanto - ha sottolineato con preoccupazione Malavasi - il pericolo è che, mentre tutti discutono di assetti mondiali, le imprese chiudano". Cogart CNA e CNA Piemonte hanno comunque affidato il compito di analizzare la situazione finanziaria attuale al professor Mario Comana, ordinario di Economia della Luiss che intanto ha chiarito un punto: "Si tratta di una crisi nata dall’economia reale. Trova origine dall’eccessivo indebitamento delle famiglie americane, esposte al 150% del proprio reddito per l’acquisto della casa e per il credito al consumo". Comana ha chiarito: "Le terapie devono essere decise a livello internazionale; le banche centrali possono agire solo sui tassi di interesse. E’ necessario invece garantire l’interbancario perché lì si annida il vero rischio per la tenuta del sistema nel suo complesso". Fra le conseguenze della crisi Comana prevede sicuramente una minore disponibilità delle banche a concedere il credito a cui le piccole imprese potranno difendersi ricorrendo ai Confidi. "In passato – ha ricordato Comana – molti pensavano che i Confidi fossero uno strumento di serie B, oggi sono portati in palmo di mano. Essi possono prestare all’impresa garanzia idonee e io ritengo siano il vero strumento utile per difendersi dalle rigidità delle banche." Per favorire l’operatività dei Confidi sarebbe inoltre augurabile, secondo Comana, un’attenuazione delle rigidità imposte da Basilea 2: "Finanziare oggi i Confidi non è demagogico: è un modo efficace di fare politica economica". Proprio il ruolo dei Confidi è stato al centro dell’intervento del Presidente di Cogart CNA Piemonte, Enzo Innocente, che ha ripercorso tutta la strada compiuta dalla cooperativa di garanzia per arrivare al processo di unificazione utile a diventare un soggetto vigilato dalla Banca d’Italia radicato in tutto il territorio piemontese. E’ stato il Presidente di CNA Piemonte, Sebastiano Consentino, a lanciare le proposte per tutelare le imprese in questo difficile momento di mercato. "E’ ormai crisi conclamata", ha affermato Consentino, che ha aggiunto: "In Piemonte il calo del fatturato è generalizzato. Tutti i settori vivono una fase molto critica"; ed ha proposto interventi per sostenere i consumi delle famiglie e i redditi più bassi e la rivisitazione del "patto di stabilità". Per le imprese, Consentino ha sollecitato interventi straordinari su tempi e modalità degli adempimenti tributari in scadenza: revisione della percentuale dell’acconto o rateizzazione dell’importo da corrispondere; versamento scaglionato di contributi Inps, Inail, utenze aziendali e tributi locali; un adeguamento allo stato di crisi degli studi di settore, l’applicazione della legge antiusura e la riduzione dei premi Inail. Consentino ha anche sollecitato la Regione ad assicurare la piena operatività di Artigiancassa e prevedere interventi straordinari per le imprese in crisi e i loro lavoratori attraverso l’Ebap. Ha espresso invece un giudizio positivo sulla decisione assunta dalla Giunta regionale di patrimonializzare con 70 milioni di euro i confidi piemontesi. Una rassicurazione in tal senso è arrivata dall’assessore regionale Bairati che ha esortato a guardare alle capacità di rilancio della nostra Regione: "Nonostante le gravi difficoltà di interi settori produttivi, bisogna puntare sulle opere infrastrutturali e destinare risorse all’innovazione e alla ricerca, punti di eccellenti delle capacità espresse dal nostro territorio e dare corso rapidamente a quanto previsto dal Patto per lo sviluppo". Il senatore Pichetto ha ricordato l’importante percorso svolto dal Piemonte per la costruzione di una rete efficiente di Confidi il cui merito va dato a chi ha diretto le organizzazioni datoriali in questi anni. Il Piemonte, ha poi sottolineato il senatore, "è anche stata la prima regione a sperimentare la cassa integrazione in deroga e oggi si sta studiando per estenderla". "E’ tempo di prendere decisioni rimandate da troppo tempo", ha esortato il senatore Morando, precisando che: "E’ urgente una politica di concertazione europea delle politiche fiscali e di bilancio, superando gretti interessi nazionalistici". Morando ha invitato il Governo a cambiare politica economica: "Per evitare la recessione bisogna unire interventi moderatamente espansivi ad una drastica riduzione dei costi della pubblica amministrazione". D’accordo sul sostegno ai Confidi, Morando ha auspicato l’introduzione di nuove regole per le banche e le corporation per modernizzare il sistema economico e industriale italiano da lui considerato decisamente medievale. Nelle sue conclusioni il Presidente nazionale Malavasi ha ricordato l’impegno della CNA per una seria politica di razionalizzazione dei propri confidi: "A livello nazionale, dieci anni fa i Confidi di emanazione associativa erano 800, oggi sono 103 e sono già previste ulteriori fusioni". E ancora: "Questa crisi è totalmente diversa dal passato. Abbiamo tutti l’obbligo di creare le condizioni affinché le imprese possano reggere e reinvestire sapendo cogliere, quando si evidenzieranno, le prime opportunità di rilancio". "Se non è possibile ottenere i pagamenti in tempi più rapidi, almeno ci sia consentito la compensazione con le imposte e il versamento dell’Iva solo ad incasso avvenuto, anche se – ha ricordato – ci piacerebbe che l’Italia si allineasse a quei Paesi europei in cui la pubblica amministrazione evade i pagamenti in soli 30 giorni". Infine, Malavasi ha lanciato ai partiti un appello: "Mettetevi d’accordo, il nostro Paese sembra allo sfascio, ma si può salvare. Non c’è bisogno di essere bipartisan: basta decidere di agire con buonsenso nell’interesse di tutti e in piena normalità".

 
 
 
 
 
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