Ordini professionali, Associazioni imprenditoriali e sindacati discutono al Lingotto

L’Ordine degli architetti torna a proporre l’introduzione del "libretto dei fabbricati" per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e negli spazi abitativi. Secondo il Presidente dell’ordine provinciale torinese, Riccardo Bedrone, intervenuto al convegno inaugurale di Restructura, il salone delle costruzioni e della ristrutturazione edile che si è svolto al Lingotto Fiere dal 27 al 30 novembre scorsi, "quando si parla di sicurezza in edilizia ci si dimentica spesso delle condizioni in cui si trovano le abitazioni private e molti edifici pubblici sia dal punto di vista dell’impiantistica che da quello strutturale". Le case costruite nel Dopoguerra e quelle degli anni ’70 necessitano di un "monitoraggio speciale" secondo Bedrone che sottolinea come sia stato un "grave errore" accantonare la proposta avanzata tempo fa dall’Ordine nazionale degli architetti di dotare ogni edificio di un vero e proprio libretto sulla sicurezza. E la proposta di Bedrone è stata subito accolta dal Presidente degli ingegneri della provincia di Torino, Ilario Cursaro, secondo il quale il libretto dei fabbricati dovrebbe essere esteso a tutti gli edifici pubblici per diventare la "memoria storica sulla loro manutenzione". Ma Bedrone è andato anche oltre, annunciando la disponibilità degli architetti torinesi "a fare attività di controllo sullo stato di salute degli edifici delle pubbliche amministrazioni del territorio con costi contenuti, puramente politici". Restructura si è così confermato anche quest’anno un luogo in grado di favorire il confronto tra enti pubblici, ordini professionali, associazioni imprenditoriali e sindacati dei lavoratori. Al convegno inaugurale, promosso da CNA e patrocinato dal quotidiano Italia Oggi, dedicato al "La sicurezza sul lavoro in edilizia e i suoi linguaggi", accanto a Bedrone e Cursaro sono intervenuti anche il Segretario generale della Fillea Cgil, Dario Boni, il Segretario della CNA Piemonte Michele Sabatino, il Direttore generale di Lingotto Fiere Andrea Varnier, il vice Presidente della Regione Piemonte Paolo Peveraro, il Presidente del Collegio dei costruttori edili di Torino Alessandro Cherio, il Presidente del Comitato di coordinamento delle Confederazioni artigiane piemontesi CNA-Casa-Confartigianato Mario Giuliano. Allarmante l’intervento di Carlo Torretta del Comitato paritetico regionale dell’artigianato secondo il quale il nuovo Dlgs 81/2008 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro che ha mandato in pensione la 626/94 "è un testo caotico che nel tentativo di riassumere 50 anni di legislazione sulla sicurezza comporterà uno sforzo interpretativo enorme a tutto svantaggio della chiarezza delle disposizioni normative che le imprese dovranno attuale e i lavoratori rispettare". Tutti i relatori hanno del resto evidenziato come già oggi la sicurezza sul lavoro parli linguaggi diversi a seconda degli enti che sono preposti alla vigilanza e alla sanzione e come questo crei non pochi problemi. Giambattista Quirico, ingegnere capo della Città di Torino, ha sottolineato come la sicurezza non sia solo una questione di applicazione di regole, spiegando quanto questa sia invece soprattutto legata "alla corretta gestione dei luoghi di lavoro e dei comportamenti dei lavoratori". Servono dunque più informazione e più formazione per datori di lavoro e lavoratori. Ma deve cambiare in generale l’approccio al tema della sicurezza in edilizia, tenendo conto delle specificità di questo settore. Secondo Massimo Maccagno, Presidente del Comitato paritetico territoriale in edilizia a Torino e provincia, molte questioni sono di non facile soluzione: perché le imprese edili sono sempre più destrutturate, perché all’interno di un solo cantiere convivono molte imprese, perché ormai un terzo dei lavoratori che operano in un cantiere sono stranieri e di nazionalità differenti. Resta però il fatto che nei cantieri edili si continua a morire: sono stati 244 gli incidenti mortali avvenuti in edilizia in Piemonte nel 2007 a fronte di un totale di 73 mila infortuni in tutti i settori di attività. E ad aggravare le statistiche come ha detto senza mezzi termini Boni della Fillea Cgil "sono anche i folli ribassi d’asta incentivati dalle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici" (al.st). |