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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Gennaio-febbraio 2009 > A Torino il terzo settore è ...
 
A Torino il terzo settore è in crescita
 

Una ricerca della Camera di commercio ha censito l’economia civile in provincia
Duecentomila tra volontari e lavoratori, per un giro d’affari di 2 miliardi di euro

Una ricerca della Camera di commercio ha censito con precisione la cosiddetta "economia civile" torinese: 202 cooperative sociali, 1178 organizzazioni di volontariato, 191 fondazioni e diverse migliaia tra società di mutuo soccorso, comitati, associazioni, enti religiosi. E sono oltre 200 mila tra volontari e lavoratori retribuiti i soggetti impegnati nell’universo delle organizzazioni no profit, di fatto una persona su 10 tra i residenti del torinese. Si tratta, inoltre, di un settore economico di tutto rispetto, anche per quanto riguarda il fatturato: il volume d’affari complessivo è stimato in quasi 2 miliardi di euro per la sola provincia di Torino che diventano 3 miliardi di euro in Piemonte. Questi dati sono tratti dalla ricerca "I numeri dell’economia civile nella provincia di Torino" pubblicata dall’Osservatorio dell’economia civile della Camera di commercio di Torino e presentati a gennaio nel corso di una conferenza stampa da Pierluigi Ossola, coordinatore delle attività dell’Osservatorio, e dal suo Presidente Aldo Romagnolli. L’economia civile presenta caratteristiche proprie: produce e distribuisce servizi, genera reddito, ma anche beni relazionali preziosi per il benessere, la coesione sociale e lo sviluppo economico. Il cosiddetto "terzo settore" è dunque ormai una realtà che si affianca al mondo dell’impresa tradizionale e a quello dello Stato, svolgendo funzioni di pubblica utilità, servizi di assistenza (sociale, sanitaria ed economica) e contribuendo attivamente a sviluppare politiche attive del lavoro e interventi nell’ambito della cultura, del turismo, dello sport e della ricerca. Particolarmente importante, inoltre, proprio in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, è la funzione di ammortizzatore sociale svolta dalle realtà dell’economia civile, che spesso garantiscono servizi alla popolazione laddove non arrivano le amministrazioni pubbliche. L’economia civile in provincia di Torino conta 8300 differenti organizzazioni. Le 202 cooperative sociali torinesi possono contare su 10.700 operatori retribuiti (soci o dipendenti), di cui ben 1739 lavoratori svantaggiati (disabili fisici o psichici, ex carcerati, tossicodipendenti); 1000 i volontari; 288 milioni di euro il fatturato complessivo. Il volontariato torinese conta 1178 organizzazioni, con 173 mila volontari e 713 operatori retribuiti. Il 66% delle realtà opera in campo socio assistenziale e sanitario. Le fondazioni in provincia di Torino sono infine 191, con 3598 operatori retribuiti e 971 volontari e 8.7 miliardi di patrimonio. "Le organizzazioni del non profit, seppur con fatiche e inevitabili fallimenti - ha detto Romagnolli - registrano da oltre dieci anni una costante crescita occupazionale e di fatturato".

 
 
 
 
 
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