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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Marzo 2009 > Il nuovo Testo unico per ...
 
Il nuovo Testo unico per l’artigianato: "Una legge nata dalla concertazione"
 

Il Corriere Artigiano intervista il vice Presidente della Regione Paolo Peveraro

Il Testo unico per l’artigianato è realtà. Come anticipato sul numero di gennaio-febbraio del Corriere Artigiano, dopo oltre due anni di serrato confronto tra l’assessorato all’Artigianato della Regione Piemonte e le Associazioni di categoria, il documento è finalmente stato approvato all’unanimità, ottenendo anche il sì dell’opposizione. Il provvedimento, che raccoglie tutta la normativa regionale in materia, aggiornando la legge precedente ormai vecchia per impostazione, detta i principi di semplificazione e snellimento burocratico degli interventi a sostegno del comparto. Un comparto che per l’economia regionale è di forte peso: sul territorio piemontese ci sono, infatti, 135 mila imprese che occupano 303 mila addetti, contribuendo al Pil per il 12%. L’iter di approvazione del provvedimento è stato seguito passo passo dall’assessore regionale all’Artigianato Paolo Peveraro che ha operato in stretto accordo con i rappresentanti delle tre Confederazioni dell’artigianato tra cui la CNA.

Peveraro, quanto è stata importante la concertazione? "È stata fondamentale. Ci siamo confrontati a lungo per preparare un testo che fosse condiviso e rispondesse alle esigenze del comparto. Il provvedimento accoglie molte sollecitazioni del mondo artigiano e delle Associazioni di categoria, che da tempo attendevano lo svecchiamento della normativa, risalente ad oltre dieci anni fa. Diversi emendamenti del testo originario, proposti dalle Confederazioni artigiane, sono stati recepiti e votati dal Consiglio regionale. In aula anche l’opposizione ha fatto la sua parte, esprimendosi a favore del nuovo provvedimento".

Gli interventi previsti in materia di credito agevolato rispondono alle esigenze delle imprese? "Sicuramente sì. La legge prevede che, in fase di programmazione, un posto di rilievo venga dato alle iniziative riguardanti l’accesso al credito per le imprese artigiane con l’obiettivo di favorirlo, soprattutto in momenti come questo, di profonda crisi per il Piemonte ma più in generale per l’economia mondiale. Di fatto la Regione già si è mossa in questa direzione quando, a novembre 2008, per fronteggiare le difficoltà congiunturali, ha messo in campo misure straordinarie, tra cui lo stanziamento di 70 milioni di euro per patrimonializzare i Confidi regionali".

Via lacci e lacciuoli. È vero che ora si può aprire un’impresa artigianale in un giorno? "Con la comunicazione unica per l’iscrizione all’Albo, introdotta dal Testo unico, sì. Prima chi voleva aprire un’impresa artigiana doveva aspettare non meno di trenta giorni, il tempo necessario affinché la Regione completasse tutte le verifiche. Ora con la nuova legge chi intende avviare un’attività dovrà soltanto presentare la documentazione (tra l’altro semplificata), che vale come un’autocertificazione, dopodiché potrà iniziare l’attività, fin da subito, senza inutili attese. Ad effettuare i successivi controlli per sincerarsi che l’impresa sia in possesso dei requisiti richiesti dalla legge, sarà poi la Regione che, in caso negativo, potrà chiedere eventuali integrazioni".

Quali sono gli aspetti del Testo unico che ritiene più qualificanti? "Oltre alla comunicazione unica per l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane, un altro importante risultato raggiunto che avrà riflessi positivi sulla vita delle imprese è la realizzazione di sistemi di monitoraggio quantitativo e qualitativo degli interventi attuati dalla Regione per verificare l’efficacia delle politiche. Inoltre, maggiore enfasi è stata data all’Eccellenza artigiana: nell’ottica di tutelare e valorizzare sempre di più sia le imprese eccellenti che i consumatori pertanto è stato istituito un sistema di verifica del mantenimento dei requisiti richiesti alle imprese che hanno ottenuto il marchio di "Eccellenza artigiana" o il titolo di "Maestro artigiano". Il riconoscimento, prima riservato alle attività manifatturiere, verrà inoltre allargato ai servizi alla persona".

Sul piano dei finanziamenti, la Regione stanzierà risorse sufficienti per far sì che la legge risulti efficace? "Occorre innanzitutto ricordare che il Testo unico è una legge quadro, che in quanto tale mette sul tavolo tutti gli strumenti a disposizione per poi rinviare a programmi annuali e triennali gli interventi di dettaglio definiti, volta a volta sulla base delle disponibilità finanziarie, delle esigenze del tessuto produttivo e degli obiettivi prioritari. Intanto, il Bilancio di previsione 2009, rispetto al 2008, raddoppia lo stanziamento destinato al settore: da 15 milioni del 2008 i fondi passano agli attuali 30 milioni".

 
 
 
 
 
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