Savino Moscia e Pino Sciarrino raccontano la loro nuova esperienza imprenditoriale Dopo oltre 20 anni di attività hanno unito le forze, per migliorare il servizio ai clienti

Costruttori di immagine, non solo parrucchieri. E, soprattutto, uniti da un comune progetto imprenditoriale che ha il sapore della sfida alla crisi economica e al tempo stesso a chi non crede nelle potenzialità di sviluppo dei saloni di acconciatura indipendenti, non omologati dalle grandi catene in franchising. Savino Moscia e Pino Sciarrino, acconciatori uomo-donna, hanno deciso di mettersi in società per rispondere meglio alle esigenze dei loro clienti, ma anche per aumentare la gamma dei servizi offerti. E la loro scelta, rara nel panorama imprenditoriale torinese, può diventare un modello per molti operatori del settore. Entrambi sono dirigenti dell’Unione CNA Benessere e Sanità: Savino è Presidente nazionale, Pino Presidente torinese. E proprio in CNA si sono prima conosciuti e poi apprezzati: non solo dal punto di vista umano, ma soprattutto da quello imprenditoriale. Insieme fanno una bella squadra: Sciarrino è più solare, Moscia più introspettivo. Si completano a vicenda e uniti sono più forti. Il loro nuovo salone di acconciatura che si avvale di cinque giovani collaboratori, ha esternamente la fisionomia rassicurante dei locali del famoso "Savino’s Stylist" di Ferriera di Buttigliera Alta, nel cuore della bassa Valle di Susa, dove Savino Moscia opera da decenni (la società è nata nel 1972), ma con l’ingresso in società di Pino Sciarrino quello che sta cambiando è dentro, l’aria che si respira: tante nuove idee e nuova clientela, in parte quella fedelissima del salone di Collegno aperto nel 1983 grazie ad una consulenza dell’ufficio di Grugliasco della CNA. Sciarrino ha chiuso la sua vecchia attività ed è entrato in società al 50% con Moscia. "E’ stata una scelta professionale impegnativa e ponderata. In qualche modo sto ricominciando tutto daccapo. Mi sto rimettendo in discussione con nuovi clienti. Ma è molto stimolante. E’ un’esperienza che consiglio a tutti i colleghi". Del resto il messaggio di Moscia è molto chiaro e qui più che l’appello di un collega è la voce del sindacalista a squillare: "Gli acconciatori devono imparare a stare insieme. Solo così si è vincenti. Bisogna riunire ciò che è sparso. Siamo in troppi sul mercato e la crisi dei consumi rischia di infliggere un colpo mortale alla categoria". Ma se uniti si è più forti, per vincere le sfide della competizione occorrono anche tanta formazione e tanta innovazione. Avviare collaborazioni con i grandi marchi dei prodotti di bellezza e di cura della persona, viaggiare molto all’estero e in particolare nelle città laboratorio che per l’acconciatura sono innanzitutto Parigi, Londra e Bologna, essere sempre disponibili al confronto con le novità del settore e con i diversi gusti della clientela. Per questo Moscia ha sempre prestato grande attenzione nella selezione dei suoi collaboratori, stessa cura che oggi ha posto nella scelta del socio con cui condividere il proprio lavoro che senza mezzi termini definisce "la passione della sua vita": ogni figura professionale che entra nel salone deve essere adatta a coprire una certa fascia di utenza. Perché non siamo tutti uguali e i servizi alla persona si vendono anche "a pelle", in base alle empatie che si riescono a sviluppare con il cliente. Poi bisogna coprire tutta la gamma dei servizi al cliente. E qui Moscia le ha già studiate tutte, iniziando da una piccola divisione estetica integrata nel salone che offre i servizi base per il wellness. Anni fa Moscia ha persino creato un salone di acconciatura semi-indipendente all’interno del proprio salone. Si tratta del "Quick Service", un servizio rapido e a basso costo dato in gestione ad uno specifico team di collaboratori con il preciso obiettivo di avvicinare quella fascia di utenza che di solito tende a "fare tutto in casa", dal taglio alla tinta. Il progetto è poi stato abbandonato, ma ora con il contributo di Sciarrino verrà ripristinato. "Il Quick Service è anche una sfida per il resto del salone - spiega entusiasta Moscia - perché se il progetto decolla è un po’ come avere la concorrenza in casa, con un flusso di utenza che ti entra nel salone perché può risparmiare e questo ti spinge ad essere ancora più propositivo e innovativo nella vendita di servizi a più alto valore aggiunto che giustifichino agli occhi di un certo tipo di clientela il prezzo più alto che pagano". Ma il vero punto di forza del salone è il servizio "Color Ego", mutuato dall’esperienza del cinema statunitense: una consulenza mirata che individua i "colori amici" e i "colori nemici" del cliente per valorizzarne l’immagine partendo dalla tinta dei capelli per arrivare al taglio, al trucco e persino all’abbigliamento. Una vera e propria esperienza sensoriale tutta da scoprire (al.st). Si invitano i Soci CNA a raccontare la propria esperienza imprenditoriale al Corriere Artigiano: tel. 011.46.17.652-621, e.mail ufficiostampa@cna-to.it |