Prosegue il confronto con gli Amministratori locali torinesi
In queste settimane CNA Torino è impegnata nella organizzazione di un ciclo di incontri territoriali con all’ordine del giorno il seguente tema: "Insieme, per superare la crisi". Abbiamo consapevolmente scelto il metodo della concertazione, invitando in ogni realtà locale l’amministrazione provinciale, i sindaci, i presidenti delle Comunità Montane a confrontarsi con noi e con le imprese. Ai soggetti istituzionali abbiamo chiesto di sostenere le nostre proposte, sia quelle rivolte al Governo centrale, sia quelle che più direttamente riguardano il loro operato in qualità di amministratori. Nelle varie sedi dove sino ad oggi si sono tenute le assemblee, la partecipazione di imprenditori artigiani, commercianti e piccoli industriali è stata elevata e si è contraddistinta per la pacatezza e il grande senso di responsabilità che ha accompagnato i loro interventi e domande. Un dato positivo, se rapportato alle difficoltà che le imprese stanno attraversando in questo periodo e al quadro generale di incertezza che pesa sul loro futuro. Non abbiamo sentito così come in altre passate occasioni quel sentimento diffuso del noi e del voi: "Noi" le imprese, "Voi" le associazioni. Questi elementi ci inducono ad una duplice riflessione: a) la nostra azione e presenza sin dai primi giorni della crisi e la sensatezza delle nostre proposte hanno prodotto un clima nuovo e positivo nel rapporto tra la Confederazione e i propri associati; b) la crisi è talmente pesante per cui gli imprenditori hanno interiorizzato l’idea che per uscirne non sono sufficienti le vecchie ricette e c’è bisogno di uno sforzo comune al quale loro stessi come individui si sentono di dover partecipare. Gli ultimi dati congiunturali a nostra disposizione, del resto, sono allarmanti, in particolare proprio per il comparto artigiano. Sul totale degli intervistati, il 43.9% ha visto diminuire il proprio fatturato, il 49% segnala un calo della domanda, il 9.5% di ridurre l’occupazione, il 67.2% di non effettuare investimenti. I settori che evidenziano le criticità maggiori sono il metalmeccanico e i trasporti. Nel nostro mondo purtroppo non si vedono ancora segnali di ripresa. La situazione per quel che riguarda l’utilizzo della Cassa integrazione in deroga rappresenta lo specchio evidente della gravità con cui la crisi ha intaccato la piccola impresa. Prendendo a riferimento solo il mese di aprile 2009 su marzo 2009, siamo di fronte ad una evoluzione preoccupante: nella nostra provincia le imprese artigiane che hanno richiesto la Cigs in deroga crescono di 195 unità raggiungendo la cifra totale di 570 aziende con un coinvolgimento di 3867 lavoratori che aumentano di 1415 unità. Una situazione così drammatica richiede interventi rapidi di carattere difensivo per mantenere vivo quel patrimonio inestimabile per l’economia locale costituito dagli imprenditori e dai loro dipendenti. Gli incontri sin qui tenuti sono stati l’occasione per verificare nel concreto l’impegno dei Comuni a dare immediatamente avvio a opere già cantierate, soprattutto quelle che essendo per il loro valore "sotto-soglia" Ue possono essere aggiudicate tramite il sistema della trattativa privata e interessano le piccole imprese di costruzioni; da parte della Provincia e in più di una occasione da parte del suo Presidente Antonio Saitta è stata inoltre espressa la volontà di ricercare tutte le soluzioni possibili per pagare le vecchie forniture e cantierare nuove opere usando le risorse disponibili pur nei vincoli del Patto di stabilità. La Regione Piemonte ha già fatto la sua parte stanziando 40 milioni di euro per sostenere i Confidi e istituendo due fondi di controgaranzia, di cui uno per l’artigianato, che permetteranno di elevare la garanzia sino all’80% per operazioni di consolidamento o rinegoziazione del debito che le imprese hanno verso le banche. Mentre dal Governo Berlusconi aspettiamo soldi veri per i Confidi e azioni concrete sul tema fiscale (rinvio della rata di giugno e revisione del modello di calcoli degli studi di settore per la dichiarazione dei redditi in corso), nelle nostre assemblee abbiamo richiesto a Provincia e Comuni di costituire nei vari territori dei tavoli permanenti per affrontare la situazione che si verrà a determinare a crisi superata, per dare futuro e certezza agli artigiani, ai commercianti e ai piccoli industriali e ai loro dipendenti che quotidianamente producono valore economico e coesione sociale nella comunità torinese