Secondo l’Osservatorio regionale la flessione interessa il 43.9% delle imprese
Dati riferiti al secondo semestre 2008; CNA chiede alle banche di sospendere i mutui
Secondo semestre 2008 fortemente negativo per l’artigianato piemontese, con minimi storici in termini di ordinativi, fatturato e investimenti. Lo rileva il rapporto annuale sull’artigianato piemontese, presentato lo scorso 9 aprile dal Sistema informativo sull’artigianato della Regione Piemonte. Il 43.9% delle imprese segnala una diminuzione del fatturato, il 49% un calo della domanda, il 9.5% riduce il numero degli occupati, mentre il 67.2% delle imprese dichiara di non essere nelle condizioni di effettuare investimenti. Critica la situazione per il settore manifatturiero, dove, rispetto al primo semestre 2008, si registra un drastico calo dei saldi di domanda (da -36.1% a -47.8%) e fatturato (da -30.2% a -42%). Tale tendenza è particolarmente rilevante per il settore metalmeccanico, il cui fatturato crolla per il 46.8% delle imprese. Fatturato compromesso anche per le manifatture leggere, settore che aveva già registrato un calo nella prima parte del 2008, e che, a fine 2008, registra -36.3%. Tra i servizi, per i trasporti contrazione del 53.3%. "Vi è la necessità di dare risposte adeguate a una situazione di sfiducia diffusa", ha detto il vice Presidente della giunta regionale, Paolo Peveraro, precisando che: "La patrimonializzazione dei Confidi, con una dotazione complessiva di 72 milioni di euro, e la costituzione di un fondo di riassicurazione, con un impegno di 40 milioni, sono i due provvedimenti messi in atto dalla Regione Piemonte per far fronte alla stretta creditizia". Intanto, dalle imprese artigiane iniziano ad arrivare segnali preoccupanti sulla capacità di tenuta del sistema. Il 55% delle imprese artigiane piemontesi ispezionate dall’Inps (un migliaio in termini assoluti) è stato dichiarato irregolare in merito ai contributi dovuti ai dipendenti. Il dato emerge ancora dal Rapporto annuale sull’artigianato piemontese, secondo il quale una parte importante di queste imprese ritenute "irregolari" aveva anche ricevuto finanziamenti regionali allo sviluppo nel periodo 2002-2004. L’importo totale dei contributi e delle sanzioni dovute all’Inps supera i 3 milioni di euro, quello dei finanziamenti ricevuti i 10 milioni, di cui 6.3 milioni concessi a imprese irregolari. Gran parte delle imprese irregolari non è stata sanzionata, perché ancora in tempo per sanare la propria situazione, o perché si é vista contestare somme contenute (inferiori ai 500 euro). Tre imprese su quattro non superano i 500 euro di contributi non versati, ma non mancano casi di irregolarità più gravi. CNA e le altre Confederazioni artigiane piemontesi hanno inoltre chiesto a tutti gli istituti di credito il congelamento, per 12 mesi, dei finanziamenti a termine o dei mutui in essere, naturalmente senza l’addebito di oneri aggiuntivi. "La situazione di crisi che vivono le imprese artigiane piemontesi ha determinato nel primo trimestre di quest’anno - scrive il Presidente di CNA Piemonte, Sebastiano Consentino - l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per oltre 6600 dipendenti mentre, nell’intero 2008, erano stati interessati circa 4 mila lavoratori" (Ansa).