Il 2008 si è chiuso con una crescita dello 0.92% delle attività; bene l’artigianato

Nonostante la crisi che sta colpendo il nostro territorio, resiste la voglia di fare impresa. Questo è quanto emerso durante la conferenza stampa della Camera di commercio di Torino tenutasi martedì 31 marzo per illustrare i dati relativi alla natimortalità delle imprese torinesi nel 2008. Dopo un 2007 che segnò il record di iscrizioni, sul 2008 ha iniziato a pesare la crisi internazionale, soprattutto nell’ultimo trimestre, e il tasso di crescita delle imprese torinesi si è chiuso a + 0.92%, un dato comunque più elevato di quello italiano e piemontese. "Con 235.912 imprese registrate nel 2008 – ha spiegato Alessandro Barberis, Presidente della Camera di commercio di Torino – ovvero il 3.9% del totale nazionale, Torino si conferma a livello italiano la quarta provincia per numero di imprese dopo Roma, Milano e Napoli". Resiste la voglia di fare impresa a Torino, 2166 è il saldo tra iscrizioni e cessazioni nel 2008, ma la crisi internazionale dei mercati finanziari ha cominciato a far sentire i suoi effetti anche qui. Il 2008 si è chiuso con il più basso tasso di crescita del tessuto imprenditoriale degli ultimi nove anni, +0.92% (nel 2007 l’indice era risultato pari al +1.32%), anche se il dato è più elevato di quelli italiano (+0.59%) e piemontese (+0.44%). "La crisi dell’autunno 2008 – precisa Alessandro Barberis – ha prodotto un rallentamento nella crescita del tessuto imprenditoriale provinciale". Emerge così una sostanziale tenuta dell’industria manifatturiera torinese, in controtendenza rispetto al quadro nazionale. E per quanto riguarda il 2009, nei primi due mesi dell’anno "si nota una certa cautela nell’apertura di nuove attività, ma una sostanziale stabilità in termini di cancellazioni". I settori produttivi torinesi hanno manifestato una dinamica fortemente diversificata nel 2008. Alla strutturale e graduale diminuzione delle imprese agricole, si affianca anche un rallentamento del commercio, dove si contano 341 imprese in meno rispetto all’anno precedente. Al calo di questi settori fa invece da contrafforte la vitalità delle imprese edili, 1121 unità in più, e del turismo, 359 unità in più tra bar, alberghi e ristoranti. Analizzando i macrosettori di attività economica, nell’industria sono in calo il comparto cartario-editoriale, la chimica e la gomma-plastica. Tengono, invece, i comparti metallurgico e meccanico e sono in crescita i mezzi di trasporto (+2.6%) e l’alimentare (+3.2%). Per il commercio, scende l’intermediazione commerciale e il commercio all’ingrosso; tengono gli ipermercati, calano il dettaglio alimentare, il tessile e l’arredamento; crescono il commercio di "seconda mano", quello ambulante e delle riparazioni. Per i servizi, complessivamente in aumento, crescono soprattutto informatica e ricerca. Stazionario l’immobiliare. I servizi sociali sono in crescita, trainati dalle attività ricreative, culturali e sportive. Il turismo e l’edilizia sono i due settori che hanno dato prova di grande dinamicità nel 2008. Per quanto concerne la forma giuridica delle imprese, le società di capitali hanno continuato a contribuire in maniera significativa allo sviluppo del tessuto imprenditoriale torinese, a fine 2008 risultavano registrate 35.870 società di capitali, con un tasso di crescita del +3.32%, più del triplo rispetto alla media provinciale. Le imprese individuali hanno manifestato una leggera crescita (+0.79%) grazie soprattutto all’imprenditorialità straniera. Le imprese artigiane registrano un +1.37% e rappresentano il 29% del tessuto imprenditoriale della provincia. Il 43.3% delle imprese artigiane torinesi è impegnato nel settore edile, il 25.1% nell’industria manifatturiera, il 14.1% nei servizi orientati alle imprese e il 9.9% nei servizi pubblici, sociali e personali. Nel 2007-2008 gli imprenditori stranieri sono cresciuti del +7.4%.