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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Maggio 2009 > Torino, riqualificazioni e ...
 
Torino, riqualificazioni e nuova economia
 

Una ricerca CNA evidenza potenzialità e limiti dei quartieri che cambiano Quadrilatero, Vanchiglia, Campidoglio, Borgo Dora sospesi tra loisir e produzioni creative

Il Quadrilatero Romano, modello di riqualificazione di successo. Il quartiere Vanchiglia, zona universitaria. Borgata Campidoglio orientata ai servizi avanzati. Borgo Dora, esempio di riqualificazione mancata. Sono alcune delle conclusioni cui è giunta l’indagine esplorativa "Quartieri che cambiano: loisir, produzioni creative, gentrification", commissionata dalla CNA di Torino e dal Settore Promozione della Città di Torino alla cooperativa Antilia e presentata lo scorso 8 aprile a Eataly. Lo studio intendeva trarre alcune valutazioni su vantaggi e svantaggi per le attività produttive nell’essere collocate nei quartieri culturali di Torino. Le interviste in profondità a testimoni privilegiati e la rielaborazione di dati statistici hanno messo in luce come negli utilizzi e nell’evoluzione degli spazi urbani si intreccino interventi pubblici e privati, pratiche d’uso, aspettative culturali, elementi spaziali ed urbanistici, nonché aspettative e bisogni di gruppi sociali e di comunità professionali. L’analisi ha fatto quindi emergere tre concetti chiave, ha spiegato Salvatore Cominu, ricercatore di Antilia: il loisir e la movida, che caratterizza soprattutto il Quadrilatero Romano dove si è realizzata una convergenza tra la micro-economia serale del tempo libero e l’insediamento di studi e società del "terziario creativo", ma non ancora rispetto alla popolazione residente che presenta caratteristiche poco coerenti con il tessuto economico; le produzioni creative che ancora non hanno dato vita ad un vero e proprio distretto culturale, ma che si sono localizzate sia in Borgata Campidoglio sia presso il Cortile del Maglio; la cosiddetta gentrification, ossia la progressiva sostituzione dei residenti a basso reddito con popolazione appartenente a gruppi sociali in possesso di risorse economiche più ingenti e di capitale culturale diverso. A discutere di tali trasformazioni sono stati Paolo Alberti, Segretario CNA Torino; Alessandro Altamura, assessore al Commercio, Turismo, Attività Produttive e Marketing Urbano della Città di Torino; Lucia Tozzi, giornalista, collaboratrice della rivista "Abitare"; Romano Calvo, Acta - Associazione Consulenti Terziario Avanzato di Milano; Carlo Boccazzi Varotto, ricercatore del Progetto Atelier; Antonino Minniti, Associazione RiQuadrilatero; Pino Andriolo, Presidente CNA In Proprio. Alberti ha sottolineato "come sia discutibile sostenere la localizzazione di imprese culturali e creative allo scopo di riqualificare spazi urbani, in quanto difficilmente si arriva alla costruzione di distretti culturali che sono per lo più un fenomeno auto-organizzato. E’ necessario piuttosto prestare attenzione al fatto che l’espulsione delle attività artigianali tradizionali da alcuni quartieri semi-centrali non si traduca in una desertificazione artigianale, commerciale e di servizi". Ciò non significa quindi rinunciare a politiche di localizzazione produttiva ma puntare su accessibilità, dotazione di servizi, costi competitivi, condizioni di per sé più che sufficienti per attrarre operatori. Andriolo ha spiegato che gli obiettivi principali di CNA In Proprio nel prossimo futuro saranno appunto "offrire consulenza necessaria al fine di infrastrutturare il lavoro autonomo di seconda generazione, sviluppare le competenze professionali e favorirne l’accesso alla conoscenza, promuoverle sul mercato". Altamura, infine, ha concluso ribadendo che l’attenzione della Città di Torino verso il contesto urbano è molto forte e "che si sono realizzate e ancor più si realizzeranno grandi investimenti e interventi sull’urbanistica cittadina, operazioni che se si riuscirà a superare il vincolo imposto dal Patto di stabilità saranno il vero volano per far ripartire l’economia locale" (m.p).

 
 
 
 
 
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