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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Maggio 2009 > L’artigianato, la giusta ...
 
L’artigianato, la giusta risposta alla crisi. Imprese a confronto al meeting del Mip
 

Il progetto "Mettersi in Proprio" della Provincia di Torino prosegue fino al 2011

 

Può il lavoro artigiano essere la giusta risposta alla crisi? E i mestieri della tradizione rappresentare un business per i nuovi imprenditori? Titolari d’impresa, studiosi e rappresentanti delle istituzioni si sono confrontati su questi argomenti il 2 e 3 aprile nell’ambito della terza edizione di "C’è ancora voglia di impresa", manifestazione organizzata dalla Provincia di Torino in seno al progetto Mip-Mettersi in proprio. "La riscoperta dei mestieri tradizionali - ha spiegato nel suo intervento Salvatore Cominu, ricercatore del Consorzio Aaster - se non è semplicemente una strategia di marketing o un’etichetta vuota, è vincente perché va incontro alla riscoperta del saper fare, alla reazione alla standardizzazione dei consumi, al rispetto dell’ambiente e ad un nuovo stile di vita che si sta sempre più diffondendo". Ciò spiega l’attenzione della Regione Piemonte verso i mestieri tradizionali, in particolare attraverso il marchio dell’Eccellenza Artigiana e il progetto Botteghe Scuola. "Nell’ottica di tutelare e valorizzare sempre di più le imprese eccellenti e i consumatori è stato istituito un sistema di verifica del mantenimento dei requisiti delle quasi 2500 imprese che hanno ottenuto il marchio Eccellenza Artigiana nato ormai dieci anni fa" ha affermato Giuseppe Benedetto, Direttore delle Attività produttive della Regione Piemonte. Il progetto Botteghe scuola, invece, grazie alla collaborazione tra giovani, imprenditori e agenzie formative, tra cui quella della CNA (Ecipa Piemonte) permette attraverso tirocini formativi della durata di 6 mesi (8 ore al giorno) di avvicinarsi alle professioni dell’artigianato tipico e tradizionale. "Dal 2002-03, anno di avvio, ad oggi, si è passati da 60 a 253 imprese coinvolte, da 47 a 100 tirocini per un totale di oltre 1000 giovani e 770 imprese coinvolte e 325 tirocini formativi conclusi" ha commentato Fulvio Pesce dell’Associazione Scuole tecniche San Carlo capofila del progetto Bottega Scuola. Inoltre, da un sondaggio sui tirocinanti delle prime tre edizioni del progetto è emerso che ben il 47% oggi collabora con aziende artigiane mentre il 7% ha avviato o intende avviare un’impresa artigiana e in alcuni casi si è addirittura realizzato il passaggio dell’attività. Dati incoraggianti. "Bisogna avere passione, curiosità e spirito di osservazione: non bisogna rimanere nel proprio cortile, ma saper guardare al mondo" ha esortato Guido Gobino, maestro cioccolatiere, sostenendo che l’internazionalizzazione è la chiave del successo di un impresa artigiana che proprio sui mercati stranieri può trovare la risposta ai momenti di crisi o di calo stagionale della produzione. "Per essere veri imprenditori non bisogna aver paura di lavorare fuori orario, anche il sabato e la domenica, o lontano da casa e combattere l’idea di una bottega vecchia e polverosa; nelle nostre aziende c’è molta innovazione" ha concluso Gobino. Dello stesso parere Stefania Battezzati titolare insieme al fratello Gianfranco della ditta Amat percussioni che quest’anno festeggia i suoi primi cinquant’anni e che ha sempre curato i dettagli, il design, l’innovazione dei propri prodotti giungendo ultimamente a proporre i propri tamburi anche come oggetto di arredo. "Siamo come il sarto del tamburo: la nostra capacità di fornire un prodotto su misura rispondendo a tutte le esigenze del cliente, ci ha permesso di battere la concorrenza dei prodotti di importazione asiatica che hanno costi molto inferiori" ha spiegato Battezzati. Sergio Cavaglià, restauratore di mobili antichi che da quindici anni opera nel restauro di mobili e manufatti lignei, non per tradizione famigliare ma per passione personale, ha infine consigliato ai giovani imprenditori una buona dose di flessibilità: "Il lavoro bisogna andarselo a cercare, là dove c’è. Lavorando soprattutto con clientela privata ho sempre cercato di soddisfare le diverse esigenze guadagnandomi la fiducia del committente: il passaparola è la mia migliore pubblicità, un cliente soddisfatto vale più di mille inserzioni. In più, soprattutto per quelli come me che ‘giocano’ da soli, la collaborazione con altre ditte è vincente perché consente di accettare commesse più importanti mettendo insieme più competenze". I mestieri tradizionali sono quindi capaci di occupare nuovi spazi di mercato, ma devono saper puntare all’innovazione per poter crescere, anche dimensionalmente: la media è di 2.4 dipendenti per azienda artigiana, quindi oltre il 60% sono ditte individuali (m.p).

Creazione d’impresa con il servizio Mettersi in Proprio. Mip è un servizio di supporto alla creazione di nuove imprese formato da un insieme articolato di azioni volte a diffondere la cultura imprenditoriale, a stimolare la nascita di idee d’impresa e favorire la creazione e lo sviluppo di nuove attività di successo. Il servizio è promosso dalla Provincia di Torino ed è gratuito grazie a finanziamenti dell’Ue, dello Stato italiano e della Regione Piemonte. Mip è attivo da gennaio 2003 e verrà erogato fino alla seconda metà del 2011. Info e consulenze: numero verde 800.14.67.66, www.mettersinproprio.it

 
 
 
 
 
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