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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Maggio 2009 > In Piemonte la crisi affossa ...
 
In Piemonte la crisi affossa l’export
 

Il 2008 si chiude con un +1.5%, ma nell’ultimo trimestre c’è stato un crollo del 10%
Automotive, metalmeccanica e alimentare sono i settori economici più performanti

Sulla base dell’ultima rilevazione Istat, nel 2008 il valore delle esportazioni piemontesi ha raggiunto i 37.8 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1.5% a valori correnti rispetto al 2007. Valutando le singole performance trimestrali si osserva tuttavia come, dopo le variazioni positive dei primi trimestri dell’anno (pari rispettivamente a +3.7%, +8.1% e +5%), tra ottobre e dicembre si sia registrato un vero e proprio crollo delle vendite piemontesi oltre confine, quantificato nell’ordine dei 10.3 punti percentuale. La lieve crescita delle esportazioni regionali nel 2008 si colloca comunque al di sopra dell’incremento medio nazionale che si ferma al +0.3%. La dinamica italiana è la sintesi di performance contrastanti nelle diverse regioni: si incrementano le esportazioni dell’Italia insulare, occidentale e, sebbene più debolmente, di quella meridionale, mentre si registrano contrazioni per il Nord Est e, soprattutto, per le regioni centrali. La crescita annua dell’1.5% conferma il Piemonte come quarta regione esportatrice, con una quota del 10.3% sul totale delle vendite nazionali oltre confine; solo l’Emilia Romagna realizza una performance migliore (+2.4%), mentre, tra le altre principali regioni esportatrici, la Lombardia manifesta un trend analogo a quello piemontese (+1.6%) e il Veneto subisce una contrazione del proprio export pari al -4.6%. Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte, sottolinea in particolare come "le aziende piemontesi abbiano conseguito risultati migliori sui mercati extraeuropei, nonostante il contesto valutario legato al livello dell’euro non sia stato sicuramente favorevole: un ulteriore segnale della competitività dei prodotti Made in Piemonte che puntando sull’alta qualità che li contraddistingue risentono poco della variabile prezzo". La tenuta delle vendite piemontesi oltre confine è il frutto delle buone performance di quasi tutti i principali comparti. Si segnala, in primo luogo, il risultato conseguito dai mezzi di trasporto che, con una quota pari a un quarto delle esportazioni regionali, ha realizzato un incremento di +7.6 punti percentuale; lo sviluppo del comparto è frutto di una crescita sia sul versante della componentistica (+3.6%) sia, soprattutto, sul fronte degli autoveicoli (+9.3%). È positivo anche il trend manifestato dalla meccanica, secondo comparto dell’export regionale con una quota del 20.5%, che incrementa le proprie esportazioni del +4.3%. Si segnala, inoltre, l’ottima performance della filiera alimentare (+9.1%), che rappresenta ormai da tempo uno dei settori trainanti delle esportazioni piemontesi. Il tessile-abbigliamento, infine, conferma le difficoltà riscontrate sul fronte della produzione industriale, subendo una contrazione del proprio export pari al 7.6%. Quanto ai mercati di sbocco delle merci piemontesi, il bacino dell’Ue a 27 ha continuato ad attrarre quasi i due terzi delle esportazioni regionali, contro il 34% delle vendite piemontesi dirette a partner extracomunitari. Si segnalano, nell’ambito dei partner comunitari, le flessioni registrate da Francia (-2.2%) e Germania (-1.8%), che rappresentano rispettivamente il primo e il secondo mercato di sbocco delle merci piemontesi. Sul fronte dei Paesi extra-Ue 27 sono da sottolineare, invece, le buone performance conseguite in Russia e in Brasile. Il dettaglio territoriale mostra, infine, come nel 2008 sia cresciuto l’export di sole quattro province: Verbano-Cusio-Ossola (+7.2%), Torino (+4.3%), Cuneo (+0.8%) e Asti (+3.1%). Le altre realtà locali scontano, invece, una dinamica negativa: le flessioni più pesanti si manifestano per Alessandria (-5.1%) e Biella (-5%), mentre sono più contenute per Vercelli (-1.2%) e Novara (-1.9%).

 
 
 
 
 
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