Nuovo decreto impone uso di componenti irreperibili sul mercato
Autotrasportatori ancora infuriati. Questa volta per le modalità con cui si sta dando applicazione al cosiddetto "decreto Specchi" che prevede l’installazione di nuovi specchi retrovisori sui veicoli commerciali già immatricolati. Si tratta di una normativa europea che risale al 2001, entrata in vigore con grave ritardo a decorrere dal primo aprile scorso. CNA Fita denuncia ora l’ennesimo paradosso: l’assoluta impossibilità di reperire sul mercato gli specchi, con la conseguente mancata revisione dei veicoli da parte della motorizzazione civile e il grave rischio che gli stessi possano essere sottoposti a fermo da parte delle autorità. Oltre al danno economico, l’ennesima beffa. "È certamente paradossale – denuncia in una nota stampa il Coordinatore nazionale di CNA Fita, Gianni Montali - che in un momento di estrema difficoltà economica le imprese siano costrette a subire gravi danni a seguito del fermo dei veicoli, dovuto ad una gestione assolutamente pressappochista della vicenda da parte degli Uffici competenti del ministero dei Trasporti". E ancora: "E’ certo che questa vicenda dimostra, ancora una volta, quanto poco siano tenute in considerazione le ragioni dell’autotrasporto". CNA Fita ritiene ora indispensabile un provvedimento amministrativo che faccia slittare il termine a suo tempo indicato del primo aprile per dare la possibilità di reperire la componentistica necessaria o comunque un provvedimento che consenta ai veicoli di poter circolare anche senza tale adeguamento (al.st).