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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Luglio-agosto 2009 > Federico Casetta racconta la ...
 
Federico Casetta racconta la sua CNA, ventiquattro anni di impegno convinto
 

Intervista al Presidente provinciale uscente: il passato, il presente, il futuro

Dopo 24 anni di impegno ininterrotto nella vita associativa della CNA, Federico Casetta passa il testimone al nuovo Presidente provinciale e traccia un bilancio importante del suo lavoro e in qualche modo della sua vita, certo di non essere affatto giunto ad un punto di arrivo. Classe 1941, nato a Montà, cuneese, sposato con Maria Filippa, due figli, Maurizio e Silvia, imprenditore dall’età di 21 anni, prima installatore termo-gas-idraulico e poi costruttore, in Italia e in svariati paesi all’estero, Casetta è un lavoratore instancabile che ha sempre creduto nelle proprie capacità e che ha saputo crescere, passo dopo passo, con i piedi per terra, ma senza mai fermarsi.

Con l’Assemblea elettiva quadriennale della CNA Torino si chiude il tuo secondo mandato da Presidente provinciale e, in qualche modo, un ciclo del tuo impegno associativo. E’ tempo di bilanci… "E’ vero, anche se devo dirti che sento di dover fare ancora molte cose e per questo rimarrò ancora nella Presidenza provinciale e nel consiglio di amministrazione di CNA Servizi Srl. Vedi, ricopro incarichi associativi dal 1985, da quando sono diventato Presidente della sede territoriale CNA di Moncalieri, carica che mi fu rinnovata per un secondo mandato in concomitanza con la mia nomina a vice Presidente regionale CNA. Poi, sono stato eletto per due volte consecutive Presidente regionale e, quindi, per due mandati sono stato Presidente della CNA Torino".

La CNA è molto cambiata in questi anni e tu sei stato senza dubbio un testimone privilegiato e uno dei protagonisti di questo cambiamento… "Siamo diventati sempre più bravi a fare il nostro lavoro. A difendere gli interessi degli artigiani e dei piccoli industriali e ora anche dei commercianti e a dare loro i servizi giusti al giusto prezzo. A livello regionale molto è stato fatto per rafforzare il dialogo con le altre Confederazioni dell’artigianato, con la nascita, una dozzina di anni fa, del Comitato unitario delle Confederazioni artigiane del Piemonte che è servito per dare più forza di fronte alle istituzioni alle richieste degli artigiani. A livello provinciale i risultati maggiori sono senz’altro da individuarsi nella accresciuta solidità finanziaria dell’associazione con la progressiva acquisizione della proprietà degli uffici territoriali e, da ultimo, ad aprile del 2007, con l’inaugurazione della nuova sede provinciale di via Millio dove oggi lavorano quasi 80 persone, la prima sede provinciale di proprietà dell’associazione, dopo la lunga permanenza in locali in affitto prima in via Bogino, dove la CNA è nata nel 1946, e poi in via Avellino 6".

Insomma, una storia di successi. "La CNA è molto cresciuta. E’ indubbio e tutti ce lo riconoscono. Oggi siamo più visibili di un tempo, abbiamo più associati, è migliorata la nostra capacità di rappresentanza e di relazione con il mondo esterno, con le Istituzioni e con le altre Associazioni di rappresentanza".

E la tua storia imprenditoriale? Un po’ è cresciuta parallelamente al tuo impegno in CNA… "Mi sono associato alla CNA nel 1960, ancora in via Bogino, quando ho iniziato l’attività di installatore. Facevo corsi serali per imparare il mestiere, per specializzarmi nei settori dell’idraulica, del riscaldamento e del condizionamento. Negli anni ‘70-80 avevo già un’azienda con 25 dipendenti a libro paga e tanti collaboratori. Ma nel frattempo avevo iniziato ad occuparmi della costruzione di piccole unità immobiliari, un mestiere che a partire dagli anni ’90 ho scelto in modo definitivo e che continuo a fare con grande soddisfazione, in Italia e all’estero. Ho dato molto alla CNA, ma la CNA mi ha dato a sua volta moltissimo, in termini di maturità imprenditoriale".

Perché un imprenditore dovrebbe iscriversi, oggi, ad un’associazione di rappresentanza datoriale e, magari, proprio alla CNA? "Perché un’associazione come la nostra può essere molto utile a chi fa un lavoro autonomo, di qualsiasi tipo. Perché frequentandoci si ha accesso immediato alle informazioni che aiutano a fare business, alle nuove leggi di settore, ai finanziamenti agevolati. Non sai quanti piccoli imprenditori in questi mesi di grande difficoltà economica hanno scoperto di poter utilizzare la cassa integrazione in deroga dopo aver parlato con i nostri funzionari. Molte imprese pensano ancora che la cassa integrazione sia una cosa per la Fiat o giù di lì".

E quali sono, secondo te, gli obiettivi che la CNA può raggiungere nel breve periodo, subito dopo il tuo avvicendamento? "Con questa crisi in atto è difficile parlare di obiettivi. La vera sfida è difendere le posizioni acquisite negli anni passati. Tenere insieme la base associativa, mantenere inalterata la qualità dei servizi che diamo alle imprese".

Un messaggio al nuovo Presidente provinciale? "Un sincero augurio di buon lavoro" (al.st).

 
 
 
 
 
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