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Home > Corriere Artigiano > Archivio > Luglio-agosto 2009 > I lavoratori della conoscenza ...
 
I lavoratori della conoscenza sotto la lente
 

Torino Internazionale ne indaga i bisogni
Sono tra gli attori protagonisti della "costruzione" della città del futuro

"Lavoratori della conoscenza. Protagonisti, politiche, territori" è il titolo della ricerca, promossa da Torino Internazionale e curata da Stefano Musso e Salvatore Cominu, presentata lo scorso 15 giugno alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nell’ambito di un convegno che ha messo a confronto professionisti, studiosi, politici e rappresentanti datoriali e sindacali sul mondo dei lavoratori della conoscenza a Torino e sul loro contributo al delinearsi di una nuova città; per CNA era presente il Segretario provinciale Paolo Alberti. Il volume raccoglie anche una parte a cura del Consorzio Aaster dedicata a "Design e creatività sull’asse Torino-Milano" e la ricerca "Innovazione, design e management. Strategie e politiche per il sistema Piemonte" di Roberto Verganti. La ricerca sui lavoratori della conoscenza parte dall’osservare come Torino, e la società italiana nel suo complesso, conosca da tempo un vasto e generalizzato processo di terziarizzazione. E’ cambiata la struttura del comparto industriale: il peso dell’occupazione nelle grandi imprese in Piemonte passa, infatti, dal 29% del totale del 1971 al 13% del 2001 (nel comparto manifatturiero dal 42% al 19%) ed è quindi sempre di più la piccola e media impresa il riferimento del tessuto produttivo locale. Sono drasticamente diminuiti gli impiegati d’ufficio, gli esercenti autonomi del commercio e gli operai non qualificati. Nell’arco di dieci anni, dal 1997 al 2007, nel quadro di un incremento occupazionale di quasi 80 mila unità, in provincia di Torino sono 150 mila in più gli occupati in attività qualificate che sono passati dal 30% al 42% del totale. Nei tre grandi gruppi delle attività qualificate (dirigenti e imprenditori, professioni intellettuali e scientifiche, professioni tecniche), il gruppo che ha incrementato maggiormente gli occupati è quello dei professionisti, praticamente raddoppiati, mentre il gruppo che è cresciuto di più in termini di incidenza percentuale è costituito dai tecnici qualificati. Tra questi gruppi i lavoratori che possono definirsi della conoscenza (scienza e ingegneria, architettura e design, cultura, arte, musica e spettacolo, fino alle professioni più creative nei campi del diritto, del commercio, della finanza) in provincia di Torino ammontano a circa 120 mila. Qual è il denominatore comune per questo strato di lavoratori? L’ambiente metropolitano torinese ha favorito lo sviluppo dei lavoratori della conoscenza ed in particolare di quelli che traggono dalla localizzazione urbana il vantaggio della prossimità alle istituzioni pubbliche e private della ricerca e dello sviluppo. L’ipotesi avanzata dalla ricerca è quella della città come spazio produttivo: non tanto di beni e servizi, ma più propriamente di una nuova identità sociale, attraverso la combinazione di risorse formative, culturali e sociali che la città mette a disposizione. Infine, lo studio approfondisce il problema della rappresentanza di tali soggetti che esprimono una pluralità di bisogni e di interessi ma che al momento non hanno trovato risposta nelle tradizionali Associazioni datoriali o sindacali dando vita a nuovi fenomeni nuovi associazionismo.

 
 
 
 
 
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