Incontro organizzato da CNA Impresa Donna sulle differenze di genere in azienda
A confronto cinque diverse "coppie" professionali, dal wellness alla comunicazione

"Mestieri allo specchio: lei, lui e il lavoro" è il titolo dell’ultima iniziativa organizzata da CNA Impresa Donna, lo scorso 15 giugno in CNA Torino, per evidenziare attraverso confronti di genere differenze e affinità tra uomini e donne che fanno impresa. "Siamo qui per metterci in discussione, per andare al di là degli stereotipi, per confrontarci su un terreno solidale affinché, in futuro, non ci sia più bisogno di parlare di pari opportunità" ha detto Silvana Neri, Presidente CNA Impresa Donna Torino, aprendo i lavori. "Lo vogliamo fare focalizzando l’attenzione su criticità e positività di uno stesso mestiere evidenziate da cinque coppie professionali" ha aggiunto Anna Marengo, Responsabile CNA Impresa Donna Torino. E così ha preso il via il confronto di genere a partire dal wellness con la coppia Monica Percelsi di Estetica Monica e Maurizio Gatto del centro estetico Rita Uno. Monica ha spiegato che la sua attività richiede sempre più un allungamento degli orari di apertura e costringe a sacrificare la propria vita privata e la cura dei figli, ma ha anche chiarito che rifarebbe la stessa scelta: "Il mio lavoro mi piace perché aiuto le persone a stare bene, a rilassarsi e a sentirsi più belle". Maurizio ha rinunciato a qualcosa in più: dopo la nascita del figlio, ha chiuso uno dei due centri estetici e accantonato l’idea di una catena. "La scelta è stata all’inizio forse più di mia moglie, ma poi ho capito grazie al contatto continuo con le donne, quanto sia importante che anche il padre si prenda cura dei figli e così abbiamo persino cambiato casa, avvicinandoci al negozio". Maurizio ha però soprattutto raccontato il suo mondo alla rovescia: perché in un settore dominato da donne era lui, all’inizio, a sentirsi discriminato. "Quando diciassette anni fa ho iniziato la scuola di estetica ho affrontato mille pregiudizi e molti scommettevano che non ce l’avrei fatta a portare avanti un centro estetico e invece grazie alla mia determinazione ho una clientela affezionata di donne e da me vengono più volentieri anche gli uomini". Per il settore produzione hanno portato la propria testimonianza Elena Imberti di Manifactura e Silvio Cattaneo di Cattaneo Cravatte. Elena ha raccontato che durante la maternità ha avuto il tempo di elaborare il suo progetto d’impresa, la produzione di bijoux, scegliendo di affidarla a donne che lavorano a domicilio: "Non ho mai avuto particolari problemi sul lavoro in quanto donna, certo una formazione di genere legata al lavoro mi sarebbe stata utile, ma alla base di qualsiasi rapporto professionale c’è il rispetto e questo prescinde dall’essere uomo o donna". Silvio, invece, che si dedica alla produzione della "cravatta che non esiste ancora" dando seguito all’azienda di famiglia fondata dalla mamma, si è detto un femminista convinto: "In azienda sono tutte donne, tranne me, che col tempo ho imparato a delegare e ritengo che le donne riescano meglio non solo nella produzione, ma anche come Pr, commerciali, amministrative". La coppia successiva è stata quella degli avvocati Monica Rosano ed Emiliano Riba, colleghi nello studio legale Comba e Associati. Un idillio: lei ringrazia lui per esser stato il suo mentore, lui fa i complimenti a lei per la sua intelligenza. Entrambi concordano però sul fatto che le donne abbiano difficoltà maggiori nel far carriera e nel rapportarsi ai colleghi ma anche alle colleghe: il risultato è che spesso risultano più aggressive e difficilmente riescono a lavorare in team. Per il commercio si sono confrontati Tiziana Quarisa di Ag.Com e Leonio Allegretti di Allmag. Se la prima, lavorando in un mondo maschile come quello del commercio di materiali edili non ha potuto far altro che evidenziare le maggiori difficoltà riscontrate nel dimostrare la propria professionalità, il secondo si è detto convinto che il mondo sia ormai "in mano alle donne" e che il loro errore sia quello di adottare comportamenti maschili. Il dibattito non ha potuto che animarsi e Tiziana ha ribadito che la donna non può scegliere di prendersi cura dei figli e della casa, deve farlo, mentre l’uomo sceglie, al limite, di darle una mano. Per la comunicazione, si sono infine confrontati Elena Garnero di Gap Design e Luca Amideo di Life Communication. Elena ha sostenuto che "i lavori migliori sono il frutto dell’incontro tra sensibilità maschile e femminile". Luca, invece, ha sottolineato che anche per un uomo la gestione della vita privata è difficile perché "da un uomo si pretende di più e non è socialmente accettato che lui voglia dedicare più tempo alla famiglia". Paolo Alberti, Segretario CNA Torino, ha quindi tratto le conclusioni della serata ampliando la riflessione: "L’economia sempre più destrutturata impone lavori sempre più flessibili e con tempi meno certi: un modello che ostacola la conciliazione dei tempi e la solidarietà tra i sessi, divora e non genera nuove risorse sottraendo opportunità alle generazioni future. L’incontro è stato moderato da Vitaliano Alessio Stefanoni, Responsabile Ufficio Comunicazione e Stampa CNA Torino (m.p).