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Professione: Artista! CNA difende lo spettacolo
 

Professione: Artista!!!

Difendiamo lo spettacolo

 

Domenica 28 febbraio 2010

Cna Piemonte - via Roma

 

 

Una kermesse di musicisti, attori, ballerini, cantanti in scena a Torino, in via Amendola angolo via Buozzi (riferimento via Roma) domenica 28 febbraio dalle 16,15 alle 18,30 avrà il compito di presentare CNA Artisti, la nuova associazione presieduta dal M° Daniele Comba.

Lo spettacolo realizzato grazie al xontributo della Camera di commercio di Torino  sarà preceduto da un convegno, dedicato ai problemi del settore che si terrà presso la Cna Piemonte dalle ore 15 alle 16 al quale parteciperanno la presidente della Giunta Regionale del Piemonte on. Mercedes Bresso, l’on. De Biasi nella sua veste di presentatrice della proposta di legge quadro sullo spettacolo dal vivo per valorizzare il patrimonio culturale e l’immagine del nostro Paese, il presidente della Camera di Commercio di Torino Alessandro Barberis,  il direttore regionale della Siae Filippo Gagliano, il direttore della sede Enpals di Torino Antonio Plini, il presidente della Cna Piemonte Franco Cudia, il segretario generale della CNA Sergio Silvestrini.

Tutti hanno sotto gli occhi le vicende di cantanti, musicisti e attori famosi. Le loro vite finiscono su rotocalchi e riviste, descritte come paradisi dorati.

Ma la realtà quotidiana degli artisti è altra. E’ quella di migliaia di “piccoli imprenditori” dello spettacolo che ogni giorno lottano per vedersi riconoscere i propri diritti elementari: ricevere un adeguato compenso per il proprio lavoro, vedersi riconosciuta una giusta contribuzione. Si tratta di migliaia di lavoratori attorno ai quali ruota un altrettanto nutrito indotto di artigiani e piccole imprese. Pensiamo solo a quanti professionisti sono indispensabili alla riuscita di un evento artistico: dagli elettricisti, ai tecnici audio, dagli scenografi ai costumisti, alle estetiste, ai parrucchieri, ai comunicatori (fotografi, grafici, pubblicitari). E’ un settore economico a cui non viene dato il giusto peso e che potrebbe rappresentare uno sbocco occupazionale importante.

Si tratta oltretutto di eventi che offrono ai cittadini un’alternativa alla programmazione televisiva, un’occasione per uscire dalle case e accrescere la propria cultura anche attraverso spettacoli “popolari” come il ballo e la musica d’intrattenimento, incontrando altre persone e sfuggendo all’individualismo sfrenato della nostra società; questi eventi quindi svolgono un ruolo fondamentale per restituire le strade e le piazze alla gente comune.

Il nostro mondo politico non è certamente attento a tale realtà. Intanto l’Italia, pur avendo un grande bagaglio culturale da difendere in tutte le arti, è sicuramente il Paese che in Europa investe meno in cultura. Quando lo fa, si occupa soprattutto degli spettacoli culturali offerti nei grandi teatri e attraverso i grandi eventi. Ma l’offerta culturale non può limitarsi a questi ambiti.

La cultura nel nostro Paese viene considerata ancora un bene di lusso e non un diritto per tutti.

La confusione normativa in cui versa il settore confonde ulteriormente gli ambiti e questo non fa che accrescere il lavoro nero, il sommerso e l’erosione sistematica dei profitti del singolo artista, il quale - non dimentichiamolo - per poter garantire un’ora di spettacolo di buon livello qualitativo, deve poter dedicare molte ore allo studio e alle prove, un tempo che oggi certamente non gli viene né riconosciuto, né tanto meno retribuito.

Debolezza contrattuale, scarsa conoscenza dei propri diritti, finto associazionismo, controlli insufficienti da parte degli organi preposti hanno portato il settore ad un’incredibile situazione di sofferenza economica, abbassando la qualità culturale proposta a tutto vantaggio di chi preferisce lavorare nel sommerso, di chi - sostenendo di offrire musica dal vivo – svende il proprio lavoro svolto in modo abborracciato con la complicità delle infinte possibilità offerte dall’elettronica e dalle basi preregistrate.

Cna Artisti nasce quindi per difendere i diritti di chi dell’arte ha deciso di fare una professione autonoma ed imprenditoriale; per offrire servizi per lo sviluppo e la promozione della propria attività artistica, affinché gli enti pubblici e i privati possano rendersi conto dell’incredibile potenzialità culturale offerta da questo settore, in grado di garantire intrattenimento per tutte le età, tutte le passioni e tutte le tasche. Occorre infatti offrire spettacoli realizzati con professionalità a prezzi accessibili a tutti, altrimenti la gente continuerà a stare in casa davanti alla televisione. A meno che non sia questo il vero fine: e allora si abbia il coraggio di dichiararlo.

 

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