Il Giornale del Piemonte, 14 novembre 2006. Stangata sui rifiuti, artigiani in piazza. Per lo smaltimento dei rifiuti le imprese stanno sopportando una stangata senza precedenti, con aumenti dell’imposizione che vanno da un minimo del 30 a un massimo del 400 per cento e creano le condizioni per mettere in crisi più di una piccola e media azienda torinese. Gli artigiani e i piccoli imprenditori, hanno manifestato ieri mattina davanti alla Prefettura tutta la loro rabbia "per questa ennesima gabella che porta tanti di noi più vicini alla chiusura", come hanno spiegato alcuni manifestanti. La denuncia è stata raccolta anche da Api Torino, che addebita tutto al passaggio dal regime di tassa a quello di tariffa per il pagamento dei costi di smaltimento. Una situazione insostenibile, tenendo anche conto che le Pmi, oltre agli aggravi tributari su questo fronte, dovranno sostenere quelli imposti dalla Finanziaria 2007. Per questo Api ha avviato una forte azione attivando un pool di avvocati e tecnici per concretizzare al meglio i ricorsi possibili alla Commissione tributaria e al Tar con l’obbiettivo di bloccare i pagamenti oltre che bloccare i meccanismi di applicazione della nuova Tariffa Smaltimento Rifiuti. "Sono stai riscontrati – spiega a questo proposito la presidente dell’associazione delle Pmi. Claudia Porchietto – ingiustificati aumenti presso tutti i comuni che oggi hanno effettuato il cambiamento". E precisa che "si tratta di una fascia molto ampia di amministrazioni, circa l’80 per cento che di fatto va dal Sud al Nord di Torino comprendendo alcune delle aree industriali della provincia". L’indagine effettuata da Api ha individuato situazioni particolarmente significative nei comuni di la Loggia, Volvera, Nichelino, Moncalieri, Rivoli, Grugliasco, Alpignano, Settimo Torinese, Volpiano, Caselle. "Salvo rarissimi casi di risparmio- spiega la portavoce dei piccoli industriali- l’aumento ha raggiunto valori industriali che vanno da un 30 fino a un massimo di quasi il 400 per cento". E denuncia che "nel caso estremo, un tale aumento si è tradotto in costo finale pari a circa 120 mila euro". A essere colpite molte imprese che quindi, sono passate da poche migliaia di euro di due anni fa a valori pari di circa 30-40 mila di oggi. La crescita dell’imposizione, secondo Api, è ancora più inaccettabile tenendo conto di alcuni passaggi tecnici. Il costo dello smaltimento, infatti, dovrebbe essere legato al servizio di smaltimento e raccolta dei rifiuti urbani e assimilabili agli urbani; ma le aziende industriali producono in genere quantitativi molto limitati di rifiuti urbani assimilabili (esclusivamente dagli uffici e potenzialmente dai locali mensa e spogliatoi). "Di fronte a queste osservazioni – viene detto in Api – la motivazione principale degli aumenti, a sentire i comuni, è legata alla caratteristica del nuovo regime tariffario, per cui la copertura dei costi da parte dell’amministrazione deve essere totale senza l’utilizzo di tributi o tasse locali o parziale copertura come invece avveniva in passato in regime di tassa. A pagare, però sono le imprese". La situazione, nell’opinione della Porchietto, "è insostenibile, perché le nostre aziende, che hanno assistito negli ultimi anni a un graduale aumento della Tarsu (tra il 10 e il 30 per cento), giustificato dai Comuni per garantire un passaggio meno traumatico alla tariffa, nono sono intenzionate a sobbarcarsi questo nuovo enorme costo, anche perché, nella maggior parte dei casi, a fronte degli aumenti, non si è affatto riscontrato un miglioramento del servizio che, anzi molto spesso non viene affatto svolto". Sempre in tema di rifiuti, la Casa delle libertà, ha organizzato una manifestazione, ieri pomeriggio davanti alla sede del consiglio provinciale, contro lo smaltimento dell’immondizia messo a punto da Palazzo Cisterna. All’iniziativa ha preso parte anche il vice capogruppo di Forza Italia, Giovanni Maria Ferrarsi. "Il piano provinciale che va in approvazione in questi giorni – spiega Ferrarsi – non prevede alcuna modifica i provvedimenti già in vigore che hanno causato enorme aumenti delle tasse che diverranno tariffe e dei costi privati, creando un nutritissimo scontento da parte dei cittadini. E l’intestardirsi nel propugnare il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti "porta a porta", che ha miseramente fallito in tutti i comuni della provincia, ha del ridicolo".
Il Giornale del Piemonte, 4 novembre 2006. Sono 121 le eccellenze artigiane piemontesi. Nel contesto delle strategie e delle azioni messe in atto dalla Regione per consolidare e promuovere sempre di più l’artigianato di qualità, si è svolta, la cerimonia di premiazione delle imprese artigiane del comparto alimentare alle quali, previa valutazione positiva da parte delle Commissioni provinciali per l’Artigianato è stato conferito il riconoscimento "Piemonte eccellenza artigiana". La manifestazione che si è svolta nell’ambito del Salone del Gusto è stata organizzata in collaborazione con Confartigianato, con la commissione Regionale per l’artigianato e le associazioni di categoria artigiane CNA e CasArtigiani Piemonte. Protagoniste delle iniziative sono state le nuove imprese alimentari, ben 121, che sono così entrate a far parte del ricco e variegato panorama dell’"Eccellenza"artigiana piemontese. Trentaquattro le aziende del settore "Pasticceria e Gelato" e sette imprese appartengono al comparto "Cioccolato, caramelle, torrone". Una soltanto l’azienda premiata per il settore "Distillati, liquori, birra e prodotti di torrefazione". Sei nuove aziende nell’ambito "Pasta fresca", mentre per quanto riguarda "Gastronomia e prodotti sotto il vetro", le imprese artigiane che hanno ottenuto il riconoscimento, sono state 4. Molto più numerose, circa una quarantina, sono state invece le aziende del settore "Panificazione". Infine ventotto aziende sono state riconosciute per il nuovo settore della "Lavorazione dei salumi".
Il Giornale del Piemonte, 3 novembre 2006. Laureati 120 artigiani eccellenti. La grande Kermesse del Gusto ha "laureato". 120 Pmi artigiane come "eccellenti". Un Salone, dunque premiante sotto più punti di vista. Per gli organizzatori – Piemonte, Slow Food, città di Torino – per gli sponsor per i consumatori avvicinatisi al cibo "buono e giusto". E per i produttori espositori, in prevalenza artigiani, protagonisti dell’edizione 2006 e premiati doppiamente, dal pubblico e dalle Istituzioni. Proprio nella giornata conclusiva, delle rassegna, alla presenza del vicepresidente della Regione, con delega alle Attività produttive, Paolo Peveraro, e dell’assessore alla Montagna, Bruna Sibille, è stato conferito il riconoscimento "Piemonte Eccellenza Artigiana", a oltre 120 imprese dei diversi settori dall’alimentare: dalla pasticceria al cioccolato, dai distillati liquori ai salumi, dal caseario alla gastronomia, dalla pasta fresca alla panificazione. Per le imprese che lavorano utilizzando metodi e ingredienti rispettosi di una tradizione di qualità, capace nello stesso tempo di una forte attenzione a una sperimentazione che sappia collocarle sul mercato attuale, l’assessorato regionale dell’Artigianato ha da tempo istituito il marchio "Piemonte Eccellenza Artigiana" in collaborazione con le tre associazioni di categoria di Confartigianato, CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) e CasArtigiani. Le imprese sono state selezionate dopo aver ottenuto un riscontro positivo sia da parte delle Commissioni provinciali per l’artigianato, sia presso esperti del settore, sulla base dei criteri contenuti in appositi disciplinari metodologici di lavorazione e produzione. Oltre al marchi "Piemonte Eccellenza Artigiana"è stata consegnata ad ogni impresa una pergamena di attestazione di eccellenza alimentare. "In perfetta sintonia con i principi ispiratori di Slow Food, questa giornata ha rappresentato dunque un evento importante per l’artigianato alimentare piemontese: un momento di visibilità per le imprese riconosciute e una grande opportunità, per gli operatori del settore , per valutare come questo settore in constante crescita numerica possa rispondere alle sfide della globalizzazione, immettendo sul mercato prodotti e servizi che per qualità e tipicità innovazione o tradizione assumono un valore particolare e riconoscibile", ha dichiarato il vicepresidente Peveraro durante la premiazione. La cerimonia è stata preceduta dalla proiezione di un video con cui sono state presentate le indiscusse primizie del comparto. I "tesori del palato" sono stati protagonisti al Salone del Gusto, che si è confermato in tal modo come la più importante vetrina dell’enogastronomia di rilevanza internazionale , segnatamente specializzata nel riconosciuto sostegno delle piccoli produzioni alimentari tradizionali e di pregio.
Il Giornale del Piemonte, 31 ottobre 2006. Finanziaria: il rifiuto degli imprenditori. Più di 2 mila persone hanno manifestato domenica al teatro Alfieri, contro la Finanziaria del governo Prodi. L’incontro, promosso da Api, Ascom, Casa, Casa, CNA, Confagricoltura, Confartigianato e Confesercenti, si proponeva di dire no alla manovra economica. Maria Luisa Coppa, presidente dell’Ascom, ha ribadito il "No della sua associazione "a una Finanziaria che non incide sugli sprechi , al prelievo del Tfr che sottrae liquidità alle imprese all’aumento dei contributi previdenziali per apprendisti, lavoratori autonomi e collaboratori, all’inasprimento degli studi di settore e all’imposta di registro sulle successioni aziendali". Il presidente dell’api, Claudia Porchietto, ha invece ricordato che "se oggi siamo qui, è perché vogliamo, è perché vogliamo far sentire al voce delle imprese sul futuro della nostra economia e società". E ha sottolineato che "la Finanziaria 2007 e la politica economica del governo non ci hanno coinvolti nella concertazione" e che l’esecutivo "ha ascoltato solo il sindacato e la Confindustria". Molto circostanziate le accuse del portavoce della piccola e media impresa. "Al Sindacato - ha detto – ha garantito il finanziamento dei contratti del pubblico impiego, l’assunzione di centinaia di migliaia di precari nella scuola e l’intoccabilità delle uscite pensionistiche, mentre con la Confindustria dei grandi servizi monopolistici ha concordato il prelievo forzoso del Tfr sulle medie imprese". Da qui la rabbia degli industriali "da 50 a 500 dipendenti, il settore produttivo con il più alto tasso di crescita in Italia, che è stato colpito da una manovra recessiva", ha incalzato la Porchietto. E ha precisato che la piccola e media impresa ha deciso di far sentire la propria voce "perché la manovra del 2007 smentisce il documento di programmazione economica e finanziaria e gli impegni elettorali a non innalzare la pressione fiscale a favorire lo sviluppo". Lo scopo della manifestazione, hanno spiegato i residenti delle sette associazioni organizzatrici è quello di inviare un segnale forte alla classe politica, "perché la Finanziaria proposta dal governo tradisce l’obbiettivo dello sviluppo, è un mix di tecnocrazia fiscale e di retribuzione corporativa, di tutto si occupa tranne che elle condizioni necessarie alle imprese per produrre ricchezza". Sotto accusa anche i decreti estivi di Bersani, con cui si viola lo Statuto del contribuente "con provvedimenti retroattivi che minano la programmazione degli investimenti, si colpiscono le imprese con l’aumento della pressione fiscale, la tassazione delle successioni aziendali, l’inasprimento degli studi di settore, il prelievo forzoso del Tfr, la minima riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro, annullata dall’aumento dei contributi su dipendenti, apprendisti e collaboratori". La Porchietto ha poi accusato l’esecutivo di essersi "dimenticato" dei provvedimenti per lo sviluppo, le liberalizzazioni dei servizi e dell’energia, le risorse per la ricerca e le sue infrastrutture, le semplificazioni burocratiche e amministrative "che il mondo dell’impresa attende da anni". Il presidente dell’Api ha detto che è sua intenzione ricevere risposte chiare e credibili dalla politica, dal governo e dall’opposizione, "perché il nostro non è un coro di lamenti ma, al contrario, la pretesa di condividere veri percorsi di risanamento e di sviluppo e per farlo chiediamo di essere messi nelle condizioni di poter operare come imprese, perché non vi è redistribuzione di nulla che non venga prima prodotto". E’ venuto prima il momento delle proposte concrete. "L’Api – ha chiarito Porchietto chiede la liberalizzazione dei grandi servizi, infrastrutture, scuola ricerca e innovazione, certezza e parità nel rapporto Stato-Impresa per un fisco non punitivo e per la reciprocità nella regolarità dei pagamenti , riforma previdenziale, tagli alla spesa pubblica improduttiva e sanzioni a tutti i cattivi amministratori pubblici".
Il Giornale del Piemonte, 27 ottobre 2006. Finanziaria, il weekend del protesta. Si avvicina la manifestazione di domenica "Una politica economica e per le imprese e lo sviluppo" promossa dalle associazioni di categoria degli imprenditori e dei commercianti contro la Finanziaria. Api, Ascom, Casa, CNA, Confagricoltura, Confartigianato e Confesercenti si ritroveranno al Teatro Alfieri, alle 10 del mattino, per dire, come spiegano i presidenti delle diverse organizzazioni, "no al prelievo del Tfr che sottrae liquidità alle imprese, no all’imposta di registro sulle successioni aziendali, no all’inasprimento degli studi di settore e non all’aumento dei contributi previdenziali per apprendisti, lavoratori autonomi e collaboratori". Gli imprenditori chiedono una vera concertazione e vogliono una Finanziaria a favore delle imprese produttive, "che intervenga davvero sulla riduzione della spesa pubblica e che favorisca lo sviluppo dell’economia". I partiti del centrodestra, che hanno annunciato il loro sostegno all’iniziativa, ripercorrono a loro volta i tanti punti deboli del documento economico e illustrano gli eventi che hanno a loro volta organizzato. Forza Italia sarà presente con 131 gazebo in Piemonte. In ogni capoluogo di provincia e nei luoghi Comuni, per tutto il fine settimana, gli "azzurri" incontreranno i cittadini "scontenti di una manovra che penalizza tutti e che ha il solo scopo di fare cassa" come fanno sapere dalla sede di Corso Vittorio. Soltanto a Torino saranno 26 e copriranno tutte le Circoscrizioni cittadine. "Devo dire – sottolinea il coordinatore regionale, Guido Crosetto – che Prodi è davvero riuscito a scontentare tutti, specialmente il Piemonte che vanta un forte tessuto produttivo e imprenditoriale". Entrando più nel dettaglio, il capogruppo del partito a Palazzo Lascaris, Angelo Burzi evidenzia che "non solo la giunta Bresso non ha mantenuti le promesse fatte ali elettori, ora anche il governo Prodi ci mette il carico da undici e introduce nuovi ticket sulle ricette a 10 euro e sul pronto soccorso da 23 a 41 euro a seconda dell’urgenza". E ricorda che si tratta di iniziative "che vanno esattamente in controtendenza, rispetto a tutte le promesse elettorali della sinistra, perché il governatore aveva detto che avrebbe eliminato i ticket sui farmaci, ma finora l’ha fatto solo per i generici, che incidono in misura minima sul consumo farmaceutico". Il presidente dei consiglieri regionali di Alleanza nazionale, Willliam Casoni, ammonisce l’Unione che se la Finanziaria non sarà profondamente modificata, "condannerà il nostro paese alla peggiore crisi economica degli ultimi anni". An ha in programma alcune iniziative, sia per mobilitare la piazza sia per trasmettere un chiaro segnale al premier. Oltre a all’appuntamento di domenica, all’Alfieri ci sarà quello di sabato 11 novembre al Teatro Nuovo a cui prenderà parte anche il presidente nazionale , Gianfranco Fini. "La manifestazione si chiamerà "No Tax, Si Tav"- ha precisato Casoni - sia per ribadire la volontà di An a favore della Torino - Lione, con cui nei giorni scorsi abbiamo spaccato la maggioranza della Bresso a Palazzo Lascaris, sia per sottolineare con forza che non resteremo con le mani in mano a far saccheggiare da Prodi le tasche degli Italiani, a veder diminuire i servizi e osservare la nazione scivolare in un vero e proprio baratro". Il portavoce dell’Udc, Michele Vietti, sarà domani a Roma al palazzotto delle sport per la manifestazione nazionale del suo partito contro la Finanziaria, ma ha assicuratola sua presenza e quella degli altri dirigenti di partito anche all’Alfieri, "per manifestare la nostra solidarietà alle categorie produttive ingiustamente vessate e punite dalla manovra". Il deputato del partito cattolico denuncia poi che, con la criminalizzazione di intere categorie come evasori e l’aumento delle imposte locali che si sommano al peso delle aliquote Irpef, si è creato un clima di sfiducia che, invece di farci agganciare alla ripresa in atto in Europa, rischia di trasformarsi nel fanalino di coda dell’economia continentale". Il segretario regionale di Lega Nord, Roberto Cota, afferma invece di non capire "la strategia economica del governo, a parte quella di massacrare i cittadini attraverso l’inasprimento fiscale. La verità e che si è voluta colpire la base sociale che non vota a sinistra con un sentimento spietatamente vendicativo". Secondo il parlamentare del Carroccio, "in questo momento, c’era bisogno di fare due cose, ossia ridurre la spesa pubblica e dare impulso, un rilancio alla produttività , mentre l’esecutivo è riuscito a fare l’esatto opposto , perché ha aumentato, la spesa pubblica, non diminuendo assolutamente le spese inutili bensì tagliando quelle necessarie, come i trasferimenti ai comuni, la spesa sanitaria e gli investimenti in infrastrutture". E accusa il governo di aver stanziato 900 milioni per la Tav, che non possono certo bastare- puntualizza e questo perché evidentemente non vogliono finire il collegamento con la Francia ne realizzare o completare le infrastrutture del Nord".
Il Giornale del Piemonte, 18 ottobre 2006. Pmi in rivolta contro la Finanziaria (1). Si susseguono a tutti livelli e le iniziative e le iniziative contro la Finanziaria proposta dal governo Prodi. La battaglia dei parlamentari dell’opposizione affiancati in più di una circostanza anche da una parte di quelli di maggioranza, trova ora sostegno quella delle piccole e medie imprese della provincia di Torino che scenderanno in piazza insieme, domenica 29 ottobre, per dire "No". La manifestazione che si svolgerà. La manifestazione che si svolgerà presso il teatro Alfieri con modalità ancora da definire, è organizzata da sette associazioni – Confagricoltura, CNA, Confartigianato, Casa, Confersercenti e Api che rappresentano le piccole aziende dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e dell’industria. "La Finanziaria – ha affermato Maria Luisa Coppa, presidente dell’Ascom torinese – nasce zoppo perché ha un peccato originale: le aziende del commercio, dei servizi, dell’artigianato e dell’agricoltura, cioè il 90 per cento delle imprese italiane sono state escluse dal tavolo di concertazione". Secondo il portavoce dei commercianti, "l’obbligo di emettere lo scontrino fiscale rivela di fare un uso ideologico e punitivo del fisco e delle procedure di controllo". Levata di scudi generalizzata, poi, contro la norma che prevede la chiusura degli esercizi commerciali al primo scontrino fiscale non battuto. "Una misura esageratamente punitiva", ha commentato la Coppa. "Non ci stiamo a essere tacciati come categoria degli evasori fiscali, è un presupposto inaccettabile", ha aggiunto Giuseppe Bagnolesi, presidente della Confesercenti che giudica inaccettabile anche l’inasprimento degli studi di settore, l’aumento di contributi previdenziali, il trasferimento da parte del Tfr all’Inps. "ancora una volta – ha detto la loro revisione da parte di un presupposto inaccettabile, e vale a dire che nel lavoro autonomo si annidi l’evasione". E ha rivendicato che "è proprio grazie a essi che il fisco italiano ha recuperato gettito in maniera significativa ed essi costituiscono la base di quel patto tra fisco e categorie che si vuole mettere, di fatto in discussione. Si parla di revisione ma, in realtà, il rischio è quello di un ulteriore inasprimento delle imposte". Secondo Bagnolesi è grave che "dimenticarsi, a questo proposito, che gli studi di settore sono uno strumento per accertare il reddito, che può essere in aumento ma anche in diminuzione. Il governo, invece ha stanziato a bilancio una certa somma derivante dagli studi di settore, presupponendo dunque un aumento del gettito". L’Api Torino ha raccolto le proteste di oltre mille e 500 imprese che hanno inviato fax all’associazione: "non c’è chiarezza nelle norme. La Finanziaria sta creando grossi problemi alle aziende per delineare le loro strategie di medio termine", ha osservato la presidente Claudia Porchietto. E ha denunciato che, "come ha già detto il governatore della Banca d’Italia, questa Finanziaria si preoccupa di attingere e non di dare al tessuto economico italiano". Le associazioni artigiane – hanno spiegato il presidente della CNA, Federico Casetta, della Confartigianato, Paola Buggia e della Casa, Claudia Dongiovanni – chiedono in particolare che sia rivista la norma sull’apprendistato, canale privilegiato dei giovani nelle aziende. "Proponiamo che sia tolto il contributo aggiuntivo del 10 per cento – ha spiegato Paolo Alberti della CNA – per l’assunzione di apprendisti da parte di imprese come meno di 15 addetti e che siano previsti, con gradualità per le aziende più grandi". Per il presidente onorario della Confagricoltura, Cesare Serafino, quella del 29 è una manifestazione di disagio contro una Finanziaria che sottrae risorse senza un progetto di politica".
Il Giornale del Piemonte, 18 ottobre 2006. Anche Forza Italia prenderà parte alla protesta dei lavoratori autonomi (2). Il gruppo regionale di Forza Italia aderisce alla manifestazione contro la Finanziaria organizzata per domenica 29 ottobre da Api, Confagricoltura, CNA, Confartigianato, Casa, Ascom, e Confesercenti. Con una lettera alle organizzazioni imprenditoriali, il capogruppo a Palazzo Lascaris, ha ribadito l’impegno degli "azzurri" "a contrastare una legge finanziaria iniqua, che colpisce i centri produttivi del Paese". E ha annunciato che "come gruppo abbiamo segnalato in consiglio regionale, con numerosi ordini del giorno, la nostra posizione di netta contrarietà sia all’impianto complessivo della manovra, sia taluni aspetti specifici che toccano più da vicino i problemi delle imprese, dalla rapina del Tfr a favore dell’Inps alla moltiplicazione della tasse locali". Burzi si è poi detto visivamente soddisfatto che un arco così ampio di associazioni, rappresentative del mondo dell’impresa di chi lavora e rischia ogni giorno in prima persona, abbia deciso di schierarsi contro una Finanziaria che porterebbe il Piemonte e l’Italia alla rovina". Di Finanziaria si è parlato anche lunedì sera a un convegno organizzato da Forza Italia nel centro congressi della Regione. Luigi Casero, responsabile della politica economica del partito, ha ribadito che la Finanziaria ha "una visione ideologica e tutto ciò che è privato viene visto in negativo". Secondo il dirigente della Casa delle libertà, "detassare gli utili a investire e il centrosinistra non l’ha capito". Ha poi chiarito che la Finanziaria sarà di 35-40 miliardi di euro con nuove forme di tassazione e si è detto certo che sarebbe bastata da 10-13 miliardi. Casera ha poi puntato l’indice contro i meccanismi perversi che costringeranno gli enti locali ad aumentare l’Ici e le addizionali Irpef". Anche lui ha confermato che "è stato toccato pesantemente il ceto medio, perché su un reddito medio avere incremento dello 0,8% è pesante più che per una famiglia abbiente". Nel dibattito è intervenuta anche Maria Teresa Armosino. "Il passaggio del Catasto al Comune – ha detto – fa si che l’ente pubblico aumenti le rendite catastali, facendo passare le rendite da figurativa a reale. In questo modo l’Ici aumenterà del 100 per cento". Il deputato del centrodestra ha negato inoltre che questo governo sia in grado di contrastare l’evasione fiscale, "perché l’emersione del nero non si fa minacciando di fare verifiche, occorre invece incentivare le persone a non fare del nero facendo pagare tasse eque, altrimenti è u patto leonino, e quindi contro la legge". Enzo Ghigo ha scelto invece di fare un excursus storico partendo dagli spunti dati dal libro- "La grande bugia" di Gianpaolo Pansa, libro che rivede criticamente la Resistenza, e ha parlato delle bugie della sinistra in campagna elettorale non mantenute in seguito. Anche lui ha assicurato la propria presenza all’Alfieri domenica 29, "per esprimere la mia solidarietà nei confronti delle categorie produttive così gravemente colpite dalla Finanziaria Prodi-Visco". Il senatore di minoranza ha osservato che "man mano che approfondiamo i temi della finanziaria ci rendiamo conto che esprime una volontà classista del governo, i ceti che non hanno sostenuto il centrosinistra in campagna elettorale. In questo modo, però, si penalizza lo sviluppo dell’intero Paese soprattutto in Piemonte dove il tessuto delle piccole e medie imprese industriali, artigianali e commerciali, agricole e dei servizi costituisce un elemento trainante,che ha sostenuto la crescita della Regione nei momenti in cui la grande impresa era in difficoltà".
Il Giornale del Piemonte. 18 ottobre 2006. Finanziaria: scende in piazza il fronte del No (3). Si susseguono a tutti i livelli le iniziative e le manifestazioni contro la Finanziaria proposta dal governo Prodi. La battaglia dei parlamentari dell’opposizione, affiancata in più di una circostanza anche da una parte di quelli di maggioranza, trova ora sostegno quella delle piccole e medie imprese della provincia di Torino, che scenderanno in piazza insieme, domenica 29 ottobre, per dire "No" alla manovra economica. La manifestazione che si svolgerà presso il Teatro Alfieri con modalità ancora da definire è organizzata da sette associazioni – Confagricoltura, CNA, Confartigianato, Casa, Ascom, Confesercenti e Api – che rappresentano le piccole aziende dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e dell’industria. Piena solidarietà all’iniziativa è venuta dal gruppo regionale di Forza Italia, che ha annunciato la sua adesione alla manifestazione. Con una lettere alle organizzazioni imprenditoriali, il capogruppo a Palazzo Lascaris, Angelo Burzi ha ribadito l’impegno degli "azzurri" "a contrastare una legge finanziaria iniqua, che colpisce i centri produttivi del Paese". E ha annunciato che "come gruppo abbiamo segnalato in consiglio regionale, con numerosi ordini del giorno, la nostra posizione di netta contrarietà sia all’impianto complessivo della manovra, sia a taluni aspetti specifici che toccano più da vicino i problemi delle imprese, dalla rapina del Tfr a favore dell’Inps alla moltiplicazione delle tasse locali".
Il Giornale del Piemonte, 7 ottobre 2006. CNA Torino, 60 anni di storia in concerto. Questa sera, all’Audiotorium della Rai, la serata – evento con Eugenio Bennato & Taranta Power per celebrare i 60 anni di CNA Torino. La manifestazione si aprirà alle 16, 30 con la consegna, da parte del presidente provinciale Federico Casetta, delle medaglie per la "Fedeltà Associativa" agli imprenditori con 35 anni di attività, presenza di Sergio Chiamparino, Antonio Saitta e Paolo Peveraro. Alle 21 inizierà il concerto di Eugenio Bennato & Taranta Power, "Sponda Sud", anticipato dalla performance del gruppo folk-rock, Lou Tapage. "Da 60anni CNA produce idee per far crescere l’artigianato e la piccola media impresa a Torino e provincia. Idee solide, dense di valori e di contenuti operativi, come i mattoni di un grande edificio in continua evoluzione. Sessant’anni che la CNA Torino festeggerà insieme ai propri soci imprenditori, ma anche ai dipendenti di tutte le società del proprio sistema".
Il Giornale del Piemonte, 13 settembre 2006. A Torino la creatività si fa impresa. È stata presentata ieri in Camera di commercio a Torino la ricerca "Creative economy a Torino" affidata dall’Ente camerale alla CNA torinese per analizzare il mondo delle piccole imprese che si occupano di produzioni legate alla cultura, ai nuovi media e all’entertainment. Con 11mila e 154 unità produttive Torino è la terza città in Italia per numero di operatori nei settori considerati. Il posizionamento però varia con i settori: nelle attività editoriali Torino si colloca dietro Milano, Roma e Napoli, mentre nelle attività informatiche e nei servizi avanzati rappresenta la terza realtà a livello nazionale. Più distanziata invece nel campo delle attività culturali e di entertainment. L’indagine ha previsto la realizzazione di 50 interviste a Pmi torinesi e professionisti, permettendo così la raccolta di dati sui modelli competitivi e comportamenti professionali più diffusi di cinque "filiere" produttive: cinema, audio-video, arti visive, musica e contenuti multimediali. Il 50 per cento degli operatori del campione ha dichiarato aver incrementato il fatturato negli ultimi tre anni. Le filiere che esprimono le performance migliori sono quelle dei contenuti multimediali e delle arti visive, dove il giro d’affari è aumentato nel 60 per cento. Prevale un’elevata professionalità e autonomia, sia in ambito esecutivo sia in quello progettuale. Soltanto il 6 per cento indica, infatti, come modalità prevalente, la realizzazione di prodotti ideati e progettati dal committente. Le istituzioni pubbliche rappresentano per quasi la metà dei rispondenti al sondaggio un committente strategico: se a ciò si assommano i committenti culturali (24 per cento) e gli altri senza scopo di lucro (8 per cento) si ottiene un quadro di attività fortemente di dipendente dall’economia pubblica e dai fondi stanziati dalle istituzioni. Tuttavia nel 42 per cento dei casi uno dei principali committenti è rappresentato dalle aziende private di grandi dimensioni. Un aspetto interessante dell’indagine e di avere raccolto il punto di vista degli intervistati sulle caratteristiche dell’ambiente torinese legate alla propria attività: il giudizio medio è sostanzialmente positivo per quanto riguarda la diffusione di professionalità tecniche e capacità di esprimere innovazione e creatività. Un po’ meno positivo sulle capacità dell’ambiente torinese di creare eventi di rilievo extra- locale. Le risposte inoltre offrono un quadro d’apprezzamento sui cambiamenti intervenuti di recente perché la metà degli intervistati reputa migliore la sua situazione odierna, e solo per il 18 per cento dei rispondenti la giudica invece peggiorata. Dall’indagine emerge quindi che per fare di Torino la capitale della Cultura occorre rafforzare questo sistema locale di produttori di contenuti: solo così gli eventi nasceranno direttamente nell’area metropolitana e non dovranno essere importati dall’esterno. I dati di Camera di commercio di CNA dicono che il tessuto imprenditoriale è vivace ma, poiché le attività legate alla cultura e all’intrattenimento sono strutturate secondo i tempi di realizzazione del prodotto stesso emerge la necessità di mantenere un’elevata flessibilità che però limita la capacità di investimento delle imprese e può impedirne l’irrobustimento. Per questo è necessaria una politica di intervento che favorisca assetti imprenditoriali più strutturati che colleghi i singoli imprenditori artigiani alle logiche di "rete" e di "lavoro per i progetti". "CNA, attraverso il raggruppamento di interesse CNA in Proprio – spiega il presidente della sezione torinese della Confederazione nazionale artigianato Federico Casetta- rappresenta un autorevolezza da alcuni anni anche le imprese di questo nuovissimo settore, accreditandosi come un facilitatore nelle relazioni delle imprese della creative economy nei confronti delle istituzioni e delle parti sociali". "Si tratta – spiega il presidente della Camera di commercio di Torino, Alessandro Barberis – di un settore in espansione ben posizionato sul mercato, con un giro d’affari in crescita contatti con clienti esteri e che si distingue per un’elevata autonomia in ambito creativo progettuale. Torino conferma così le proprie potenzialità e la possibilità di trasformarsi in una vera capitale internazionale della cultura, in cui non soltanto si ospitano grandi eventi, ma si creano".
Il Giornale del Piemonte, 4 luglio 2006. Accordo tra Venaria Reale e artigiani. Il centro di conservazione e restauro "La Venaria Reale" si apre alla collaborazione artigiane grazie al protocollo d’intesa che sarà sottoscritto oggi, alle ore 15, presso la sede del centro, la reggia di Venaria Reale. Il documento sarà firmato dal centro Carlo Callieri e i presidenti regionali Mario Giuliano (Confartigianato), Sebastiano Consentino (CNA) e Ulderico Carboni (CasArtigiani), alla presenza di Nicola Pollari, sindaco di Venaria e Giuseppina de Santis, assessore alle Attività Produttive della provincia di Torino. "Alla base dell’accordo c’è l’incontro di vocazioni e missioni molto vicine tra di loro – commenta Carlo Callieri – il centro, infatti, mira alla qualificazione delle categorie professionali legate al mondo del restauro attraverso l’organizzazione e la gestione di una scuola per l’alta formazione dei restauri del beni culturali e allo sviluppo economico del territorio che la ospita". I punti qualificanti del protocollo d’intesa sono la costituzione di un tavolo permanente per concertare politiche e programmi di crescita del territorio e delle imprese legate alla tradizione della manifatture e dei mestieri.
Il Giornale del Piemonte, 28 giugno 2006. Il dizionario per stranieri che piace ai torinesi. E’ proprio vero che la lingua italiana: è difficile così succede che un dizionario voluto dalla camera di commercio per gli imprenditori stranieri con un bel po’ di spiegazioni sui termini burocratici sia stato poi apprezzato e usato anche dagli imprenditori locali. Sette lingue, oltre 200 parole, più di 250 pagine in formato tascabile: si presenta, così decisamente arricchita, la nuova edizione "Le parole dell’impresa". Il glossario, voluto dalla Camera di Commercio di Torino e realizzato da Cna Torino, presenta rispetto al precedente edizione, la traduzione dei termini, oltre che inglese e francese, arabo e rumeno in altre tre lingue: spagnolo albanese e cinese. Riporta, inoltre nuovi termini utili e aggiorna alcune parole in linea con un rinnovato contesto normativo, amministrativo, fiscale e commerciale. Come ha ricordato il presidente della Camera di Commercio, Alessandro Barberis, "nel primo trimestre del 2006 sul nostro territorio si contavano oltre 16 mila imprenditori non comunitari, un valore doppio se confrontato con il 2000, con un incremento del 18, 8 per cento rispetto al 2004. si tratta di un fenomeno senz’altro positivo che contribuisce ad aumentare la vivacità dell’offerta e l’eterogeneità delle attività produttive locali". "La prima versione de "Le parole dell’impresa - ha sottolineato, durante la presentazione, Federico Casetta, Presidente Cna Torino - ha dimostrato quanto questo glossario possa essere utile durante la quotidiana gestione dell’azienda da parte di tutti gli imprenditori, italiani e stranieri. Le oltre 5 mila copie si sono infatti esaurite rapidamente e abbiamo ricevuto numerose richieste una sua riedizione. "le parole dell’imprese", in distribuzione gratuita sarà disponibile al pubblico da oggi presso l’Ufficio Relazioni con il pubblico della Camera di Commercio di Torino presso la sede di Cna Torino.
Il Giornale del Piemonte, 25 maggio 2006. Non c’è più soltanto Fiat nel futuro dell’indotto auto. "E’ significativo il fatto di essere riusciti a costruire una ricerca che può essere la base conoscitiva per costruire una strategia politica per l’indotto auto", osserva Claudia Torchietto, presidente dell’Api per presentare la ricerca "la filiera ce la fa:la componentistica auto in Piemonte dopo la crisi Fiat", condotta dalla stessa Api, da Cna e dall’Ires. E aggiunge che "emerge che in 5 anni il comparto ha effettuato una svolta epocale. C’è stata una diversificazione produttiva e dal portafoglio clienti". Secondo il portavoce della piccola e media impresa, "occorre meditare che molto spesso sul fatto che strumenti messi a disposizione delle imprese non sono stati adeguatamente utilizzati. Una certa responsabilità va anche attribuita alle banche che per molto tempo nono si sono rese conto delle potenzialità di crescita e ripresa del settore". E precisa che "anche i centri di ricerca devono riuscire ad agganciarsi con più efficacia alle esigenze del Pmi. Circa le aree di Mirafiori, sicuramente sarà strategico per i prossimi anni, ma occorre adesso condividere le scelte di crescita e utilizzazione delle stesse con le associazioni di rappresentanza delle Pmi". Enzo innocente, presidente di Cna Produzione Torino, si dice d’accordo con l’analisi della situazione delle Pmi del settore che deriva dalla indagine e con il ruolo del sistema bancario". E precisa che "adesso deve essere una condivisione fra enti locali e associazioni d’impresa sul destino delle aree di Mirafiori per arrivare a definire provvedimenti precisi per l’indotto auto". Chiede poi che si lavori per individuare più strumenti per la capitalizzazione delle Pmi la loro aggregazione e la ricerca". Innocenti ritiene inoltre "necessario anche individuare le strade più efficaci per una migliore internazionalizzazione delle Pmi dell’indotto auto". Oggetto specifico delle analisi sono le profonde trasformazioni - con riferimento ai processi di diversificazione, alle strategie localizzative, agli investimenti innovativi, ai mutamenti organizzativi - che negli ultimi quattro anni hanno significativamente modificato la configurazione del settore della componentistica auto in Piemonte, a seguito della crisi Fiat, con effetti rilevanti in particolare sullo stabilimento di Mirafiori. L’indagine ha coinvolto 300 piccole medie imprese delle filiera, con l’obbiettivi di verificarne l’evoluzione strutturale e le strategie perseguite tra il 2000 e il 2005 in termini di diversificazione produttiva e commerciale, di mutamenti di mercati di destinazione, di dipendenza da Fiat Auto, di capacità innovativa e di evoluzione organizzativa. Le imprese analizzate, pur collocate in termini funzionali prevalentemente al secondo e terzo livello della fornitura, rappresentano un segmento consistente e cruciale del settore e sono state profondamente coinvolte dagli effetti della crisi Fiat e dalla ridefinizione dei flussi di approvvigionamento della case auto. L’analisi offre, dal punto di vista dinamico, diversi risultati meritevoli di riflessione. Per quanto riguarda il grado di dipendenza-autonomia da Fiat Auto, nella media del campione il fatturato della destinato alla casa torinese, risulta, nel 2005, pari a circa il 27 per cento, in decremento rispetto al 2000 (35.3). Se si considerano invece solo le 145 imprese che forniscono direttamente Fiat Auto, e cioè la metà del campione, la dipendenza è, nel 2005, pari al 38.4% ma anche in questo caso in diminuzione rispetto al 44.1 nel 2000. Dimensionalmente, la dipendenza da Fiat Auto aumenta nell’aumentare della dimensione d’impresa: nel 2005 le micro forniscono a Fiat il 33% del fatturato, le piccole il 37.4 per cento e le medie il 42.7 per cento, in ciò riflettendo la forte presenza di imprese di secondo e terzo livello. Esaminando la destinazione del fatturato "liberato" da Fiat risulta come sia stato prevalentemente destinato ad altre case automobilistiche, la cui quota cresce dal 22.6 per cento al 27.8 per cento, piuttosto che verso una diversificazione del prodotto. Ne emerge quindi un quadro di imprese che hanno sviluppato una forte competenza a livello settoriale, tale da consentire loro di spostarsi verso clienti concorrenti di Fiat Auto. Un altro elemento significativo per valutare per valutare le trasformazioni intervenute in questi anni è la propensione all’export: sono 129, e cioè meno della metà del totale, le imprese che esportano (automotive o no) con una quota dell’export sul fatturato che cresce dal 30.2 al 32.7 per cento.
Il Giornale del Piemonte, 25 maggio 2006. Non c’è più solo Fiat nel futuro dell’indotto auto. "È significativo il fatto di essere riusciti a costruire una ricerca che può essere la base conoscitiva per costruire una strategia politica per l’indotto auto" osserva Claudio Torchietto, presidente della Api, per presentare la ricerca "La filiera ce la fa: la componentistica auto in Piemonte dopo la crisi Fiat", condotta dalla stessa Api, da Cna e dall’Ires. E aggiunge che "emerge che in 5 anni il comparto ha effettuato una svolta epocale. C’è stata una diversificazione produttiva e del portafoglio clienti". Secondo il portavoce della piccola media impresa, "occorre meditare sul fatto che gli strumenti messi ad disposizione delle imprese nono sono stai adeguatamente utilizzati. Una certa responsabilità va anche attribuita alle banche che per molto tempo non si sono rese conto delle potenzialità di crescita e ripresa del settore". E precisa che "anche i centri di ricerca devono riuscire ad agganciarsi con più efficacia alle esigenze delle Pmi".
Il Giornale del Piemonte, 23 marzo 2006. Assicurazioni e indennizzi diretti. "Indennizzo diretto: il nuovo rapporto automobilista- carrozziere - assicurazione - Qualità della riparazione, sicurezza del vicolo, diritti del danneggiato" è il titolo del convegno che si terrà sabato la Lingotto. Il programma prevede alle 9.30 l’apertura lavori con Luca Massenz, responsabile provinciale Cna per i servizi alla Comunità. La relazione introduttiva è stata affidata a Ettore Cenciarelli, responsabile nazionale Cna per i servizi alla Comunità. Seguiranno gli interventi di Roberto Cota sottosegretario alle attività produttive, della senatrice Maria Grazia Siliquini, sottosegretario all’Istruzione con delega alle professioni, dei deputati Alberto Nigra (Ds), Enrico Buemi (Sdi) e di Giancarlo Dicono, di Audiconsum. Alle 12 si aprirà il dibattito e le conclusioni successive sono affidate a Paolo Alberti, segretario provinciale Cna Torino. |