Italia Oggi, 24 novembre 2006. Guerra del restauro. Sul mercato mancano baravi restauratori, ma i meccanismi per il conseguimento della qualifica professionale, attraverso l’Istituto centrale del restauro di Roma e l’Opifico di Pietre Dure di Firenze, "sono eccessivamente elitari e impediscono agli artigiani del settore di vedersi riconosciute le proprie capacità". E l’allarme è stato lanciato ieri a Torino da Mario Giuliano, presidente protempore del comitato coordinamento delle Confederazioni artigiane del Piemonte, CNA-Confartigianato-Casa durante il convegno inaugurale di Restructura, il salone della costruzione e ristrutturazione edilizia organizzato da Promotor International che chiuderà i battenti domenica. Secondo Giuliano, sostenuto nel suo appello anche dal presidente di CNA Piemonte, Sebastiano Consentino, a questo cortocircuito si dovrebbe "porre rimedio in sede legislativa per arrivare a un giusto compromesso formativo che tenga della preparazione scolastica e dell’esperienza imprenditoriale maturata sul campo". Gli artigiani seri e preparati devono insomma vedersi riconosciuto "il proprio saper fare".ma proprio la formazione nel settore edile, come ha denunciato il presidente del Collegio dei costruttori edili della provincia di Torino, Giorgio Gallesio, presenta un'altra grave lacuna: la mancata destinazione di risorse da parte del ministero della pubblica istruzione e delle regioni, con l’esclusione dell’edilizia dai poli formativi per l’istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts). Anche se negli ultimi cinque anni l’edilizia è cresciuta in valore del 21% contro un aumento del Pil del 9%, un ente scuola come il Cipet", ha detto Gallesio, specializzato nella formazione delle maestranze che coinvolge ogni anno 2 mila giovani per 20 mila ore di didattica , non è ancora adeguatamente sostenuto dal sistema pubblico". E proprio per qualificare le imprese edili del restauro e della decorazione, la Regione Piemonte, in sinergia con CNA, Casa e Confartigianato, sta definendo, prima in Italia, il disciplinare Conservazione e restauro in edilizia" che fa capo al marchio dell’Eccellenza artigiana, in cui i contenuti verranno anticipati domani mattina a Restructura. Sempre domani, l’ordine degli architetti della provincia e le tre Confederazioni artigiane firmeranno il protocollo d’intesa che darà vita alla Fondazione per il museo dei mestieri artigiani nell’architettura, un progetto che come ha spiegato il presidente degli architetti, Riccardo Bedrone, vuole riscoprire e valorizzare da un punto di vista economico antiche capacità tecniche e manuali indispensabili per il restauro di beni artistici e architettonici". Il Piemonte è del resto una delle regioni leader in Italia nel recupero del patrimonio artistico: il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, Mario Turetta, ha dichiarato che nel periodo 1996- 2006, con riferimento ai soli interventi conservativi sulle residenze sabaude piemontesi, sono stati spesi circa 500 milioni di euro, "grazie anche a un efficace collaborazione tra enti pubblici e fondazioni private".
Italia Oggi, 23 novembre 2006. L’eccellenza del restauro, disciplinari per il marchio. Si apre questa mattina a Torino, al Lingotto fiere la 19esima edizione di Restructura, il salone della costruzione e della ristrutturazione edilizia. E sarà ancora una volta un convegno ad inaugurare questo importante ed atteso evento fieristico, secondo in Italia solo dopo il Saie di Bologna, il primo di una lunga serie di 32 occasioni di dibattito e di confronto su leggi e problematiche di settore rivolte agli operatori delle costruzioni, ma anche ai rappresentanti delle istituzioni e dei sindacati dei lavoratori. "L’artigianato dell’eccellenza: una risorsa per il recupero del patrimonio artistico e architettonico del Piemonte" è il titolo del convegno inaugurale di Restructura, previsto per le 10,30, convegno moderato dal responsabile della direzione artigianato e commercio della regione Piemonte, Marco Cavaletto, a cui parteciperanno anche il vice presidente della regione, Paolo Peveraro, il presidente dell’ordine degli architetti di Torino, Riccardo barone, e il presidente regionale della CNA, Sebastiano Consentino. Durante il convegno, spiega a Italia Oggi il responsabile di CNA Costruzioni Piemonte, Giovanni Brancatisano, "servirà a fare il punto sulla stesura, in corso, dei disciplinari sulla conservazione e restauro in edilizia e decorazione artistica, prima esperienza a livello nazionale di qualificazione delle imprese artigiane di questo settori". I due disciplinari sono previsti dal marchio regionale Eccellenza Artigiana, che identifica le imprese artigiane di valore in svariati settori artistici e tipici , e dovrebbero entrare in vigore tra un anno. Il convegno sarà anche l’occasione per far capire a tutti, istituzioni, ordini professionali e Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici (sarà presente il direttore regionale Mario Turetta) "che gli artigiani restauratori e decoratori", spiega Brancatisano, "sono pronti e possiedono le qualifiche necessarie per poter operare all’interno dei grandi interventi di recupero del patrimonio artistico e architettonico". Nella giornata di giovedì si segnalano altri due convegni di interesse: "Edifici in muratura, valutazione della sicurezza sismica", alle 14,45, organizzato dalla Concrete Srl, "Rendimento energetico dell’edilizia, dlgs 192/2005: aspetti e legali e fiscali", alle 16,30,organizzato dalla Camera di commercio di Torino. Il convegno di punta di venerdì sarà invece quello patrocinato da Italia Oggi, alle 10, "La sicurezza nei cantieri olimpici: appunti tecnici", in cui l’Agenzia Torino 2006 si confronterà coni sindacati dei lavoratori e associazioni imprenditoriali sul tema degli infortuni sul lavoro nei cantieri. Venerdì, alle 17, l’Agenzia delle entrate terrà infine il convegno "36%: nove anni dopo; un bilancio sulle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni". Sabato, alle 10, si svolgerà il convegno "Tecnologie innovative delle vernici e nuove normative sulla sicurezza nel settore artigiano del legno, promosso da CNA Produzione. Restructura, si chiuderà domenica, con la premiazione dei tre concorsi di abilità promossi da CNA Torino rivolti agli artigiani decoratori e restauratori italiani.
Italia Oggi, 22 novembre 2006. Sicurezza, il cantiere olimpico docet. Esiste un modello torinese per migliorare la sicurezza dei cantieri edili? E se la risposta è si, è esportabile nel resto del paese? Partendo dall’esperienza olimpica che ha visto coinvolti quasi 7 mila lavoratori nei circa 100 cantieri aperti per la costruzione delle opere olimpiche, l’Agenzia Torino invita al confronto le istituzioni, le associazioni di rappresentanza delle imprese, i sindacati dei lavoratori e tecnici nel corso del convegno "La sicurezza nei cantieri olimpici: appunti tecnici". Il convegno, patrocinato tra gli altri da Italia Oggi, ministero delle infrastrutture e dei trasporti, regione Piemonte provincia e città di Torino, Camera di commercio di Torino, Unioncamere, Ordine degli architetti di Torino e CNA Unione Costruzioni, si svolgerà a Torino il prossimo 24 novembre, a partire dalle ore 10, nell’ambito di Restructura, il salone della costruzione e della ristrutturazione edilizia che aprirà il 23 novembre al Lingotto fiere. Secondo i dati forniti dall’Agenzia Torino 2006. l’ente creato attraverso la legge numero 285/2000 per la realizzazione delle opere necessarie allo svolgimento dei XX Giochi olimpici invernali di Torino, nei cantieri olimpici si sono avvicendati circa 7 mila lavoratori, con un picco di 4 mila in contemporanea tra il giugno 2004 e lo stesso mese del 2005. l’indice di frequenza degli infortuni è stato di 30 per mille addetti sull’intero periodo dei lavori, circa la metà rispetto alla tendenza nazionale, con un totale di 200 infortuni e un solo decesso direttamente imputabili all’Agenzia. Dati significativi che secondo l’Agenzia Torino 2006 sono stati possibili grazie ad una ferrea applicazione della legge n 626/94, ma anche ai ripetuti controlli in cantiere, al rispetto da parte dei lavoratori delle regole adeguatamente formata. Un vero e proprio modello, secondo gli organizzatori del convegno, che oggi può essere esteso a livello nazionale per contribuire a ridurre gli infortuni sul lavoro nel settore delle costruzioni, andando a integrarsi con i provvedimenti più recenti assunti dal governo per combattere il lavoro nero nei cantieri, come il tesserino magnetico e il Durc voluto per semplificare e rendere più trasparenti le procedure di partecipazione delle imprese agli appalti pubblici. Il lavoro nero e la scarsa preparazione dei lavoratori sono le principali cause di infortunio nell’edilizia. Le opere olimpiche sono costate in totale 1.700 milioni, cifra coperta per 1.200 milioni dallo stato e per la rimanente parte dagli enti territoriali, e hanno coinvolto 13 comuni della provincia di Torino. Sono state 65 le opere realizzate dall’Agenzia: sei stadi del ghiaccio, dieci villaggi olimpici e media, 12 impianti di risalita, dieci sistemi di innevamento programmato, cinque piste, quattro interventi per specialità in montagna (bob, trampolini, biathlon e fondo) e 18 interventi stradali.
Italia Oggi, 16 novembre 2006. Restructura, Torino capitale del recupero. Dal 23 al 26 novembre il quartiere fieristico del Lingotto di Torino ospiterà la 19esima edizione di Restructura, il salone della costruzione e della ristrutturazione che quest’anno conta 415 espositori provenienti da 17 regioni e si accredita come il più agguerrito concorrente del Saie di Bologna. Come spiega Umberto Benezzoli, a.d. di Promotor International Spa, proprietaria di Lingotto Fiere, anche quest’anno Restructura sarà legato da un filo logico ai due saloni gemelli Progetto&Arredo dal 18 al 26 novembre e Idea Sposa in contemporanea al Teatro Regio di Torino. Restructura ha ottenuto quest’anno ha ottenuto il patrocinio del ministero delle Infrastrutture e dell’ordine degli architetti ed è realizzato con il supporto della CNA torinese. CNA organizza lo spazio dedicato al recupero, restauro e decorazione che coinvolge 150 imprese artigiane che parteciperanno a tre concorsi di abilità eseguendo dal vivo vere e proprie opere d’arte. Restructura è suddivisa in tre sezioni: l’area "Consumer", nel padiglione 2, dedicata alle imprese del settore delle finiture e dei servizi e all’area CNA; l’area "Construction", nel padiglione 1 dove saranno esposte macchine e attrezzature da cantiere; nel padiglione 5, l’area "Professional", contenitore delle ultime novità in fatto di software e Hardware per la progettazione, per i più recenti sistemi costruttivi e per le attrezzature e i materiali edili in genere, anche innovativi. Il salone si estenderà su una superficie di 33.530 metri quadrati. In calendario 32 congressi, tra i quali vanno segnalati quello inaugurale, il 23 novembre, alle ore 10,30, su "L’artigianato dell’eccellenza: una risorsa per il recupero del patrimonio artistico e architettonico del Piemonte, e quello di venerdì 24, alle ore 10, patrocinato da Italia Oggi, su "la sicurezza nei cantieri olimpici", organizzato da Promotor International e dall’Agenzia Torino 2006, che ha realizzato tutte le opere per le Olimpiadi invernali. Benezzoli ha inoltre dichiarato che sono ancora in corso le trattative con la città di Torino e in particolare con Elda Tessore per arrivare ad un accordo sulla gestione dell’attiguo Oval, la struttura costruita per le Olimpiadi per ospitare le gare di pattinaggio di velocità e di hockey, di proprietà della città che potrebbe essere integrata al Lingotto, estendendo di circa 10 mila metri quadrati la superficie espositiva dal polo fieristico torinese. Intanto, Promotor International, come ha anticipato Benezzoli, sta lavorando per lanciare a Torino due nuovi saloni: uno dedicato all’agricoltura d’ eccellenza che potrebbe intercalarsi al Salone del gusto, con cadenza biennale, e uno dedicato alle tecnologie per la gestione intelligente del traffico veicolare, salone secondo in classifica dopo quello di Amsterdam, e potrebbe essere organizzato insieme alla britannica Mack Brooks.
Italia Oggi, 14 novembre 2006. Torino protesta davanti alla prefettura. Per protestare contro i contenuti della finanziaria una delegazione di artigiani piemontesi ha consegnato ieri simbolicamente gli attrezzi dei rispettivi mestieri al Prefetto di Torno Goffredo Sottile. Secondo le associazioni di comparto, infatti, CNA, Confartigianato e CasArtigiani del Piemonte, la manovre rischia di compromettere il futuro dell’artigianato. Gli attrezzi sono stai depositati dagli imprenditori in un contenitori sotto la prefettura a dimostrazione del disagio del settore. Tra i provvedimenti che destano maggiori preoccupazioni agli artigiani, oltre all’aumento dei contributi agli apprendisti oggetto però di un emendamento alla Finanziaria che ne ridurrà gli effetti, l’aggravio dell’imposizione fiscale derivante dalla revisione degli studi di settore e l’innalzamento dei contributi previdenziali per gli imprenditori. "con queste misure nel 2007 le piccole imprese vedranno il costo del lavoro aumentare di quasi un punto", fanno notare le tre associazioni. CNA, Confartigianato, CNA e CasArtigiani Piemonte hanno approfittato ieri per aver denunciato ancora una volta "la visone distorta che sembra aver ispirato questa legge finanziaria in cui il lavoro autonomo e l’artigianato vengono additati come un mondo da colpire in quanto ricettacolo di evasione fiscale e contributiva". La protesta degli artigiani, insomma, non si ferma e guarda alle novità che potrebbero arrivare da Roma con gli emendamenti alla manovra attualmente in discussione alla camera.
Italia Oggi, 11 novembre 2006. Materie plastiche, 80 poli formativi. Entro la fine del 2006 il ministero della pubblica istruzione decreterà la nascita di 80 poli formativi in tutta Italia dedicati alla lavorazione delle materie plastiche. Lo ha detto ieri a Rivoli, provincia di Torino, il direttore generale istruzione post-secondaria del ministero, Maria Grazia Nardello, intervenendo ad un convegno internazionale sulla plasturgia dove su iniziativa dell’assessorato comunale si sono tracciati i possibili scenari per la rinascita del settore industriale della plastica. Proprio in Piemonte, tra Torino e Alessandria, è nato nel 2003-2004 il primo polo tecnologico formativo materie plastiche promosso a livello sperimentale del ministero della pubblica istruzione, in sinergia con la regione Sardegna. E proprio a Rivoli esiste uno dei tre istituti voluti da ministero che oggi si candida a diventare il modello formativo per gli 80 poli che sorgeranno nel resto d’Italia. Con cento chilogrammi di plastica pro-capite, l’Italia è al secondo posto d’Europa dopo la Germania (25,3%), per consumo di plastica, pari al 18, 4% del mercato, seguita dalla Francia (12,3%). A questo consumo non corrisponde tuttavia un ruolo di leadership nel campo della produzione delle materie prime, perso a favore del nord Europa. L’Italia è in particolare il Piemonte hanno però ancora molte carte da giocarsi sul terreno delle tecnologie per l’innovazione di processo e di prodotto e per la qualità delle lavorazioni. Una sfida che cercano ora di cogliere le imprese del settore plasturgia della provincia di Torino, circa 168 secondo un indagine Ires, di cui 56 al di sotto dei 100 dipendenti, in sinergia con Unione industriale, Api, CNA e ministero della pubblica istruzione, puntando sulla formazione dei giovani e sull’integrazione tra ricerca e produzione. Altre 81 aziende del settore plasturgia sono invece operative nell’alessandrino, all’interno del consorzio Proplast, che ha saputo mettere insieme imprese e centri di ricerca pubblici che potrebbe ora fare rete con il torinese. Secondo dati di fonte Api, in Italia sono 5 mila le aziende del settore plastica ed occupano 120 mila addetti, con un fatturato complessivo di 14 milioni di euro. Quasi il 60% di queste imprese opera però in subfornitura e sconta scarsa capacità di investimenti e difficoltà di pagamento da parte dei committenti. Per il rilancio del settore sembrano dunque necessari interventi più ampi anche se va detto che il settore è competitivo e gode di buona salute.
Italia Oggi, 6 ottobre 2006. Artigiani, Torino celebra i 60 anni. La CNA Torino festeggia i suoi primi 60 anni di attività con la premiazione, in presenza del presidente nazionale Iva Malavasi, e di settanta artigiani associati che hanno superato i 35 anni di anzianità imprenditoriale. L’evento si svolgerà a Torino domani, sabato pomeriggio all’Auditorium della Rai, e sarà seguito da un esclusivo concerto di Eugenio bennato e Taranta Power a cui sono stati inviati 1500 tra dipendenti del sistema CNA e loro familiari, artigiani associati e autorità. Come spiega il presidente della Confederazione nazionale degli artigiani e delle piccole imprese di Torino, Federico Casetta, "la CNA vuole festeggiare i propri 60 anni insieme ai propri soci imprenditori, ma anche ai dipendenti di tutte le società del proprio sistema associativo e alle autorità civili, militari e religiose". La serata si aprirà alle 16. 30 con la consegna, ad una sessantina di imprenditori, delle medaglie per la "fedeltà associativa". La medaglia verrà consegnata dal presidente provinciale Federico Casetta a tutti gli imprenditori associati che hanno superato i 35 anni di attività, in presenza del vice sindaco di Torino, Tom Dealessandri, del presidente della provincia, Antonio Saitta, e all’assessore al federalismo della regione Piemonte, Sergio Deorsola. Un traguardo importante che la CNA Torino ha deciso di valorizzare in occasione della celebrazione ufficiale del 60esimo anniversario dalla propria costituzione che avvenne il 19 settembre del 1946, con la sigla di "Artigianato di Torino e provincia", contribuendo alla costituzione della CNA nazionale a seguito del Congresso nazionale di Roma dl 9 dicembre 1946. previsto il saluto de presidente nazionale della CNA Malavasi, che ricorderà come i 60 anni la Confederazione nazionale degli artigiani e delle piccole imprese ha fatto molta strada e tagliato numerosi traguardi, a livello nazionale e torinese raggiungendo oggi 13.500 imprenditori e soci. Casetta, infatti, sottolinea come "oggi più che mai, la CNA rappresenta una parte importante dell’economia italiana: gli artigiani e le Pmi creano occupazione, soprattutto tra i giovani, e valorizzano le risorse umane generando a loro volta nuova imprenditorialità". Oggi CNA Torino è al fianco non solo degli artigiani, ma anche delle piccole industrie del manifatturiero, del commercio, del turismo, dei servizi e dei nuovi lavoratori autonomi.
Italia Oggi, 13 settembre 2006. Creative economy. Torino ai vertici. Dopo e Milano e Roma,Torino si accredita al terzo posto in Italia per numero di imprese attive e per totale degli addetti nel settore della creative economy. Lo rivela una ricerca curata dalla camera di commercio di Torino e dalla CNA torinese prima nel suo genere, che ha fatto emergere ben 11 mila attività economiche nel settore dell’editoria tradizionali e dei supporti multimediali; dell’informatica e dei contenuti diffusi via web; dei settori avanzati in genere (pubbliche relazioni, studi di architettura servizi per l’arte contemporanea); della cultura e dell’entertainment (produzioni cinematografiche e video relative piccole case di distribuzione; parchi divertimento; agenzie stampa; locali di intrattenimento e spettacolo). Secondo il presidente della Camera di commercio, Alessandro Barberis, "Torino conferma le proprie potenzialità e le possibilità di trasformarsi in una vera capitale internazionale della cultura, in cui non soltanto si ospitano grandi eventi, ma si creano". E come ha spiegato il presidente di CNA In proprio, Angelo Michelsons, "queste piccole imprese, quasi sempre artigiane, sono le vere protagoniste, accanto ai laboratori e ai centri di ricerca, della società della conoscenza da più parti auspicata". Autonomia, flessibilità e contatti con l’estero si rivelano i principali fattori di successo delle imprese "creative" che sembrano godere di buona salute e che negli ultimi cinque anni hanno manifestato un tasso di crescita davvero sorprendente, pari al 24%. Non solo queste imprese dimostrano di avere un giro di affari interessante e certamente superiore alla media delle imprese degli altri settori nelle stesse classi di addetti. Come spiega il presidente della CNA torinese, Federico Casetta, "il 10,5% delle imprese da 2 a 5 addetti fattura da 250 mila 500 mila euro e il 71,4% delle imprese da 6 a 20 addetti fattura oltre 500 mila euro, mentre il 36,8% delle imprese da 2 a 5 addetti fattura da 100 mila a 250 mila euro". Di fatto il 50% delle imprese ha dichiarato di aver incrementato il proprio giro d’affari negli ultimi tre anni un dato che sale al 60% per le filiere dei contenuti multimediali e delle arti visive. E se la committenza pubblica rappresenta un importante punto di riferimento per il 50% di queste attività economiche, i due terzi degli operatori ha lavorato o lavora con clienti esteri dimostrando di saper aggredire quote di mercato non strettamente locali come la maggior parte degli artigiani.
Italia Oggi, 5 luglio 2006. Restauri, accordo delle Pmi torinesi. Il Centro di conservazione e restauro dei beni culturali di Torino La Venaria Reale, terzo polo universitario italiano del settore, si apre a un rapporto di collaborazione con le imprese artigiane. È stato siglato ieri, infatti, un protocollo d’intesa sottoscritto presso la Reggia di Venaria, fra il presidente Carlo Calmieri e i presidenti regionali di CNA (Sebastiano Consentino), Confartigianato (Mario Giuliano) e CasArtigiani (Ulderico Carboni), alla presenza di Marco Cavaletto, direttore artigianato e commercio, in rappresentanza dell’assessorato alle attività produttive della regione Piemonte. In Piemonte le imprese interessate al settore del restauro nelle sue varie articolazioni sono quasi 1.500 e occupano oltre 3 mila addetti. Questa, fanno notare i firmatari dell’accordo, è la prima esperienza che viene realizzata in campo nazionale e che qualifica il Piemonte come regione pilota per tutte le altre realtà territoriali del paese in merito allo sviluppo delle imprese artigiane del settore artistico tradizionale. "Alla base dell’accordo c’è l’incontro di vocazioni e missioni molto vicine tra di loro", commenta Carlo Callieri, presidente del Centro di restauro. "Il Centro, infatti, mira alla qualificazione delle categorie professionali legate al mondo del restauro attraverso l’organizzazione e la gestione di una scuola per l’alta formazione di restauratori di beni culturali e allo sviluppo economico del territorio che la ospita". Soddisfazione anche tra le imprese artigiane. "CNA Confartigianato e CasArtigiani del Piemonte", dichiara Mario Giuliano, presidente del comitato di coordinamento delle confederazioni artigiane, "hanno come obbiettivo la difesa e la divulgazione del valore culturale delle attività artigianali artistiche e tipiche, la promozione sul mercato nazionale ed internazionale delle imprese, la nascita di nuove attività e l’accesso per le imprese alle attività di ricerca e analisi svolte nei laboratori scientifici. Questo accordo consente di perseguire tali obbiettivi". Diversi i punti qualificanti il protocollo d’intesa: la costituzione di un tavolo permanente per concertare politiche e programmi di crescita del territorio e delle imprese legate alla tradizione delle manifatture e mestieri reali; la fruizione, da parte delle imprese, dei laboratori scientifici e di restauro della Fondazione; l’utilizzazione delle professionalità presenti nelle Confederazioni artigiane relativamente ai temi di gestione della professione e dell’impresa (fiscalità marketing,risorse umane, comunicazione), della conoscenza dei problemi ambientali e della sicurezza nei luoghi di lavori. E: la valorizzazione di docenti e testimoni dell’eccellenza artigiana per la scuola di alta formazione e studio; la promozione dell’organizzazione di attività e corsi di formazione professionale per le figure complementari al restauro e l’attivazione di stage e tirocini professionalizzanti.
Italia Oggi, 28 giugno 2006. Il dizionario d’impresa fa il bis. Dopo il tutto esaurito che aveva fatto registrare nel 2003, con la sua prima edizione, la Camera di commercio di Torino ha presentato alla stampa e agli operatori la seconda edizione del dizionario Le parole dell’impresa, che in sette lingue e oltre 250 pagine contiene più di 250 vocaboli utili per gli stranieri che vogliono fare impresa nel nostro paese, ma anche, come ha sottolineato il presidente della Camera di commercio di Torino (Cdc), Alessandro Barberis, "per facilitare il dialogo tra gli imprenditori italiani e i loro dipendenti extracomunitari". Il dizionario informato tascabile è stato commissionato all’ente camerale alla Cna di Torino, che già aveva curato la prima edizione dell’opera, stampata in 5.700 copie. Come ha evidenziato il presidente della Cna Torino, Federico Casetta, "spesso la lingua rappresenta un ostacolo a chi si avvicina alla creazione d’impresa". Un ostacolo che questo dizionario, stampato in 5 mila copie e distribuito presso l’Urp della Cdc di Torino gli otto uffici decentrati in provincia e le 22 sedi di Cna nel Torinese, contribuirà a superare. In Provincia di Torino, al primo trimestre, operavano 16 mila imprenditori non comunitari, quasi il doppio rispetto al 2000.
Italia Oggi, 25 maggio 2006. Auto, le Pmi superano la crisi Fiat. Le piccole medie imprese e gli artigiani dell’indotto auto piemontese hanno imparto a superare la crisi Fiat attuando una diversificazione dei loro fornitori su scala europea e con una minima concentrazione dell’occupazione, mediamente del 5%, hanno saputo incrementare il loro fatturato, tra il 2000 e il 2005, del 20% con punte anche dell’80%. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalle prime anticipazioni di un’indagine ancora in fase di completamento dal professor Aldo Enrietti dell’Università di Torino in collaborazione con Api Torino, Cna Torino e l’Ires Piemonte. L’indagine ha coinvolto un campione di 300 Pmi con l’obbiettivo di verificare le trasformazioni avvenute le strategie perseguite dall’imprese subalpine tra il 2000 e il 2005 per uscire dalla crisi dell’automotive. L’indagine ha rivelato la capacità della maggior parte delle imprese che operano in subfornitura di affrancarsi dalla dipendenza Fiat andando alla ricerca di nuovi clienti all’estero, tra i principali concorrenti europei (fatturato verso le altre case costruttrici in crescita del 23%). Per struttura dimensionale le imprese dell’indotto appaiono fortemente concentrate al di sotto dei 49 addetti (47% del campione), anche se queste imprese pesano per il 28% sull’occupazione complessiva; viceversa, il 20% circa dell’imprese censite è di medie dimensioni e occupa quasi il 70% degli addetti. Da un punto di vista territoriale l’indagine confermala forte concentrazione di queste imprese nella provincia di Torino (oltre il 90%). Nel 2005 la dipendenza da Fiat in termini di fatturato è scesa in media al 27.6% del totale, contro il 35,3% rilevato nel 2000. se si considerano solo le 145 imprese che forniscono direttamente Fiat Auto, cioè il 50% del campione, la dipendenza è scesa dal 44.1% del 2000 al 38.4% del 2005. Enrietti sottolinea tuttavia una debolezza strutturale in questo processo di emancipazione da Fiat: le piccole e medie imprese dell’indotto si sono concentrate sugli investimenti di processo, innovando impianti e macchinari (87.3%) del totale investito dal campione) e poco per il lancio di prodotti innovativi (6.4%) o comunque nuovi (8.9%). Del resto, la percentuale di imprese che ha dichiarato di non effettuare in investimenti in ricerca e sviluppo (R&S) è ancora molto alta, soprattutto le micro (85.3%) e le piccole imprese (70.9%), mentre il dato migliora tra le medie imprese (il 62.5% investe in R&S).
Italia Oggi, 9 maggio 2006. Estetica, sos abusivi. No all’abusivismo del settore dell’estetica. E’ questo l’appello dell’artigianato piemontese che, con Cna Confartigianato e Casartigiani. Ha presentato ieri a Torino, una campagna di sensibilizzazione contro l’aumento dell’abusivismo nel settore e di difesa dei consumatori. Il fenomeno dell’abusivismo non può dirsi certamente debellato: oltre alle 1.500 aziende piemontesi regolari e ai loro 4 mila occupati operano moltissimi "irregolari" che, si stima, assorbono oggi il 40% del mercato. Un pericolo che ben presto si riproporrà in modo massiccio su tutte le spiagge italiane, negli ultimi invase da massaggiatrici non qualificate spesso di provenienze cinese. Questi numeri, denunciati dalle confederazioni artigiane, hanno convinto la regione a intervenire "sostenendo e sponsorizzando", dichiara Tiziana Bernengo, della direzione artigianato della regione, "una campagna di sensibilizzazione che segue una percorso destinato a valorizzare la figura dell’estetista, i suoi requisiti di formazione e di professionalità. Sarà utile anche per aprire una serie di approfondimenti sulla attuale normativa". La campagna procederà all’insegna di slogan quali "l’abusivismo ha messo le mani avanti" e "non permettere che giochino sulla tua pelle". Messaggi ribaditi da professionisti del settore come le estetiste Paola Baiolini (Confartigianato) e Elsa Forte (Cna) che hanno sottolineato i vantaggi di cui il consumatore può usufruire avvalendosi di un ‘impresa regolamentare iscritta. A partire dalla certezza di rimettere la cura della propria persona a operatori qualificati da anni di studio, apprendistato e aggiornamenti (senza tralasciare la certezza di entrare in entri che rispettano le leggi su igiene e sicurezza e di affidarsi a imprenditori in regola con fisco e contratti di lavoro). La campagna "Non permettere che giochino sulla tua pelle" prevede la distribuzione di 10 mila locandine rivolte ai consumatori presso gli esercizi commerciali dei capoluoghi di provincia e negli uffici pubblici e 5 mila vetrofanie per gli operatori del settore. Alla conferenza stampa è inoltre intervenuto il segretario del comitato di coordinamento delle confederazioni artigiane Silvano Berna. Presenti anche Sebastiano Consentino, presidente del centro studi per l’artigianato e Aldo Suppo in rappresentanza del settore estetica in Artigianato Casartigiani Piemonte.
Italia Oggi, 5 maggio 2006. Consumatori, lotta contro l’abusivismo. Cna, Confartigianato e Casa del Piemonte, grazie al contributo della regione avviano una nuova campagna di sensibilizzazione nei confronti e a difesa dei consumatori, contro l’aumento dell’abusivismo nel settore dell’estetica che conta in Piemonte quasi 1.500 aziende con circa 4 mila occupati. Il fenomeno dell’abusivismo, fanno notare le associazioni artigiane, non può certamente dirsi debellato: si stima infatti che a tutt’oggi occupi il 40% del mercato i vantaggi di cui il consumatore può usufruire avvalendosi di un’impresa regolarmente iscritta sono innumerevoli a partire dalla certezza di affidare la cura della propria persona a operatori qualificati in anni di studio, apprendistato e aggiornamenti. Senza tralasciare la certezza di entrare in centri e luoghi in cui vengono rispettate le leggi su ambiente, igiene e sicurezza, di affidarsi a imprenditori in regola col fisco e con contratti di lavoro. Viceversa, insistono gli artigiani, i danni che un abusivismo può arrecare ai clienti sono notevoli. Si tratta di interventi non affidabili perché svolti da persone non qualificate, senza alcun controllo rispetto alla sicurezza e all’incolumità della clientela. Inoltre l’abusivismo svolge concorrenza sleale nei confronti dell’imprenditore regolare che, invece, vuole svolgere il suo lavoro nella correttezza e nel rispetto delle leggi versando regolarmente le imposte e i contributi. La campagna "Non permettere che giochino sulla tua pelle "sarà illustrata lunedì prossimo e prevede la distribuzione di 10 mila locandine rivolte ai consumatori presso gli esercizi commerciali dei capoluoghi di provincia negli uffici pubblici e 5 mila vetrofanie per gli operatori del settore.
Italia Oggi, 26 aprile 2006. Pmi, è business con food e design. Piccole e medie imprese e artigiani possono trovare nel design una formidabile competitiva per ridare un nuovo impulso all’economia torinese. Ne è convinta la Cna Torino che dopo essere stata ufficialmente accettata come socio aggregato dall’Adi, l’Associazione disegno industriale, prosegue ne suo progetto di avvicinamento delle 13.500 imprese associate al mondo del design e del brand design, per favorire ogni forma di contaminazione possibile anche in vista all’evento che, nel 2008, vedrà Torino "Capitale mondiale del design" Da qui nasce anche la partecipazione della Cna al 32° congresso Pda, The pan european brand design association, dal titolo "The taste of design", che si terrà il 19 maggio al castello di Rivoli. A questo importante evento la Cna cercherà di dare tutto contributo, nono solo coinvolgendo al massimo le imprese associate ma anche grazie all’intervento di Giovanni Brunazzi, titolari dell’agenzia "Brunazzi & Associati", che cercherà di ripercorrere gli investimenti in comunicazione effettuati dall’associazione negli ultimi anni. Cna è consapevole che ricerca e innovazione vanno promosse con coraggio e perseveranza per favorire la nascita di interessanti forme di collaborazione tre designer e piccoli imprenditori che potranno dare risultati estremamente promettenti, in particolare nei settori del food design e del packaging. Nel corso del convegno il mondo del food, mercato importantissimo per il design, verrà considerato da differenti punti di vista, tutti riconducibili al concetto di marca: dal food design, dove la creazione di nuovi piatti è frutto di una perfetta armonia fra esperienza gustativa e visiva, al brand e packaging design con il contributo di aziende leader nel settore alimentare e designer, a ricerche sulle tendenze alimentari. L’evento Pda cercherà di esplorare questo universo poliedrico muovendosi, tra il 18 e il 20 maggio, tra i luoghi più rappresentativi di Torino, città che coniuga una storia e una tradizione di grande prestigio con le più attuali stanze di rinnovamento urbano, sociale, artistico e culturale. Il convegno sarà, infatti, anticipato e seguito da molti eventi nella tre giorni torinese: dal cocktail di benvenuto alla Mole Antonelliana, ai lavori del congresso, alla cena di gala presso il ristorante del Cambio. Ogni incontro sarà occasione di esperienza, conoscenza e piacere, in ogni senso: chef, manager di livello internazionale, sociologi, designer di chiara fama, esperti di global food e cultori della specialità territoriali delizieranno i partecipanti con la loro visone del cibo, come oggetto da progettare, come merce da vendere, come opera d’arte, come marca, come ricchezza da tutelare e difendere.
Italia Oggi, 22 aprile. Artigiani torinesi in cerca di spazio. Gli artigiani torinesi lanciano un appello all’amministrazione comunale chiedendo più spazi dove localizzare le loro imprese. A seguito di un’indagine dello Csar, centro studi artigianato piemontese, commissionata da Cna, Casa e Confartigianato, e promossa dalla Camera di commercio di Torino e dalla stessa città di Torino, risulta che negli ultimi dieci anni, dal 1994 al 2004, le imprese artigiane ubicate in città sono diminuite in modo significativo: il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni all’albo artigiano evidenzia, infatti, una perdita secca di 3.357 unità, pari a un calo del 15.56%, in parte forzata proprio dalla mancanza di spazi adeguati nel tessuto urbano cittadino. E se la presenza artigiana si è mantenuta sostanzialmente stabile nella prima cintura di Torino, la seconda cintura vede un saldo positivo di 562 unità, pari a un aumento del 5.44%. La colpa di questo esodo, secondo Claudio Dongiovanni e Sebastiano Consentino che hanno parlato a nome delle tre Confederazioni artigiane, è della mancanza di adeguate politiche localizzative da parte della città di Torino e della inadeguatezza del piano regolatore urbano rispetto alle nuove tendenze delle piccole imprese. A raccogliere prontamente l’appello degli artigiani torinesi è stato l’assessore torinese alle politiche del lavoro e dello sviluppo, Tom Dealessandri, ricordando come la città abbia voluto, collaborando a questa indagine, "comprendere le dinamiche insite a questo esodo imprenditoriale", si è detto disponibile da subito "a tenere conto di questo fenomeno" adottando opportune misure in grado di contenerlo e possibilmente di invertirne la tendenza. "L’artigianato contribuisce a mantenere vivo e coeso il tessuto sociale cittadino", ha detto Dealessandri, ricordando proprio come le imprese artigiane "siano utili agli abitanti e alle imprese più strutturate del tessuto imprenditoriale cittadino". Di fatto, secondo l’indagine, oggi a Torino città opera solo il 38% delle imprese artigiane attive nell’intera provincia di Torino, contro il 49.8% del resto delle imprese localizzate del torinese. Torino città comunque ancora quasi 21.600 imprese artigiane: 14.500 sono localizzate nella prima cintura e oltre 10.300 sono nella seconda. Gli artigiani tendono del resto a essere molto stanziali: il 65.9% non ha mai cambiato localizzazione e tra coloro che vogliono cambiare sede il 37% cerca un posto vicino alla sede attuale.
Italia Oggi, 1 aprile 2006. Pmi piemontesi missione in Cina. Le piccole industrie torinesi metalmeccaniche, tessili e dell’edilizia cercano nuovi sbocchi commerciali nel Nordest della Cina, nella provincia del Liaoning, dove da domani al 6 aprile si terrà una missione commerciale promossa dalla Cna Torino nell’ambito del progetto di cooperazione industriale "Italy-China Stars Bridge". Ideato dalla Cna. A guidare la delegazione piemontese, composta da otto imprenditori, è il presidente della Cna torinese, Federico Casetta, costruttore specializzato nell’edilizia residenziale che proprio nel Liaoning cerca nuove opportunità di investimento e di mercato. Alla missione partecipano in sindaci di alcuni dei comuni del Patto territoriale di Torino Sud, in particolare i primi cittadini delle città di Moncalieri, Lorenzo Bonardi, e di Andezeno, Manuelita Nosengo. La delegazione raggiungerà il capoluogo del Liaoning, Shenyang: una città di oltre 7 milioni di abitanti di fatto la quarta città cinese per dimensione e rilievo politico, economico e culturale all’interno della Cina del Nordest. A Shenyang, gemellata con Torino, opera la Seda (Shenyang economical and development area), l’ente di sviluppo economico: Seda è il desk cinese partner della Cna Torino della Cna Torino nel progetto Italy-China stars bridge che si occupa di ricercare, su segnalazione delle aziende italiane, le imprese locali cinesi interessate all’acquisizione o alla vendita di beni e servizi. Tra le imprese che partecipano alla delegazione, la Candis di Andezeno, 30 dipendenti, che commercia in Italia e all’estero pitture murali per interni e che opera da alcuni anni a Shanghai; come spiega il presidente, Alberto Gilli, "il Liaoning può diventare una piazza interessante per il restauro dei monumenti, come nel caso della Città Proibita di Shenyang". Nel settore tessile si segnala la ditta Vasino, chierese, interessata a importare tessuti per arredamento e tendaggi; un interesse condiviso con la ditta Piovano che dopo un recente incendio sta cercando di recuperare la propria capacità produttiva e di tamponare le perdite con un attività commerciale di importazione di tessuti. La Mabel di Rivoli, azienda del settore arredamenti in legno, vuole importare semilavorati e compensati a minore costo rispetto a quelli reperibili in Italia. La Finder Design, di Chieri, cerca di riconvertire la propria capacità produttiva inserita nella filiera della subfornitura per auto. Davide Giraud, titolare della B.R. di Castagnole, specializzata nella produzione di cuscinetti a sfera, fornitore di Skf Italia, cerca invece nuovi sbocchi sul mercato cinese. La Salbras di Saverio Lauria, infine, azienda metalmeccanica di Cascine Vica, attiva nella produzione di apparecchiature per disabili, cerca "di acquistare in Cina apparecchiature, componentistica e semilavorati.
Italia Oggi, 23 marzo 2006. Rc-Auto, indennizzi da rivedere. Modificare la nuova disciplina del sistema di indennizzo diretto della Rc-auto, i cui decreti attuativi sono attesi entro aprile: è quanto chiedono gli autoriparatori della Cna, a tutela della libera concorrenza delle imprese del settore e della qualità del servizio reso all’utenza. Un appello che l’associazione piemontese ribadirà ad autorevoli esponenti di maggioranza e opposizione, a ridosso delle elezioni politiche il prossimo sabato 25 marzo a Torino, nel corso di un convegno a cui parteciperanno il responsabile nazionale dell’Unione Cna servizi alla comunità, Ettore Cenciarelli, il coordinatore piemontese del settore carrozzerie Cna, Saverio Mercadante, il segretario provinciale della Cna torinese, Paolo Alberti. Gli interlocutori saranno esponenti delle istituzioni: i sottosegretari Roberto Cota e Maria Grazia Siliquini, e gli onorevoli Alberto Nigra ed Enrico Buemi. Secondo la Cna, la possibilità di ottenere il risarcimento diretto del danno da parte della propria compagnia di assicurazione farà venire meno, nei fatti, la libertà del consumatore di scegliere il proprio carrozziere di fiducia, andando così ad alterare il delicato rapporto tra l’automobilista danneggiato, il riparatore auto e la compagnia di assicurazione. Il rischio è, insomma, la creazione di un vero e proprio cartello tra le compagnie di assicurazione che potranno decidere con quali carrozzerie vorranno avere un rapporto, escludendo le altre. Non solo. Secondo Cna, a rischio è anche la qualità delle riparazioni effettuate: il servizio reso all’utenza sarà infatti minacciato da una pericolosa corsa agli sconti sul costo della manodopera.
Italia Oggi, 15 marzo 2006. L’artigianato punta sul design. Le pmi e gli artigiani trovare nel design una formidabile leva competitiva per ridare un nuovo impulso all’economia torinese. Ne è convinta la Cna Torino, la più grande associazione di rappresentanza dell’artigianato e delle pmi della provincia. Partendo dalla recente assegnazione al capoluogo piemontese, nel 2008, del ruolo di capitale mondiale del design, Cna Torino ha deciso di promuovere ogni forma di coinvolgimento e contaminazione tra piccoli imprenditori, cercando sinergie con l’Associazione designer italliani (Adi) e con le due più importanti scuole di design della città, l’Istituto europeo di design (Ied), diretto da Cesar Mendoza, e l’Istituto d’arte applicata e design (Iaad) diretto da Laura Milani. E in questa ottica si inseriscono alcune importanti iniziative che si terranno a partire dal mese di marzo. La Cna ha, infatti, promosso un importante concorso di idee tra gli studenti dello Iaad di Torino, di cui sono nati dieci progetti di design altrettanti prototipi di base di cioccolato che potranno essere messi in produzione degli artigiani torinesi: disegni e prototipi saranno presenti al pubblico e premiati durante "Cioccolatò", dal 24 marzo al 2 aprile, il grande festival del cioccolato di Torino che da alcuni fa concorrenza all’Eurochocolate di Perugina. Non solo. Il 31 marzo Cna organizzerà un importante convegno metterà a confronto, a Torino, produttori di cioccolato, designer ed esperti di comunicazione con l’obbiettivo di individuare nuove forme di collaborazione capaci di proiettare su mercato nazionale e internazionale il distretto torinese del cioccolato. Parteciperanno Giovanni Brunazzi, dell’Agenzia Brunazzi & Associati, esperto di comunicazione d’impresa; Guido Gobino, artigiano del cioccolato, titolare del laboratorio torinese Guido Gobino. E ancora: Cesar Mendoza, direttore dell’Istituto europeo di design (Ied); Laura Milani, direttore dell’Istituto d’arte applicata e design (Iaad); Luisa Bocchietto, presidente dell’Adi, Delegazione Piemonte e Valle d’Aosta; Fabrizio Bernasconi, presidente Pda, the Pan european brand design association. Cna Torino sarà inoltre, congress sponsor del 32° Congresso Pda, dedicato al tema "The taste of design", che si terrà il 19 maggio al museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli. Cna darà il proprio contributo soprattutto in termini di un significativo coinvolgimento delle imprese associate e rappresentate, per avvicinarle al mondo del design e alle incredibili opportunità che questo mondo può offrire alle piccole imprese per valorizzare i loro prodotti. "La Cna è consapevole del fatto che la ricerca e l’innovazione vanno promosse con coraggio e perseveranza per favorire la nascita di interessanti forme di collaborazione tra designer e piccoli imprenditori che potranno dare risultati estremamente promettenti, in particolare nel settore del food design e del packaging spiega, il segretario provinciale della Cna Torino, Paolo Alberti. Nel corso del convegno, il mondo del food, certamente un mercato importantissimo per il settore del design verrà considerato da differenti punti di vista, tutti comunque riconducibili al concetto di marca: dal food design, dove la creazione di nuovi piatti è frutto di una perfetta armonia fra esperienza gustativa e visiva, al brand e packaging design, con il contributo di aziende leader nel settore alimentare e designer a ricerche semiotiche e di tendenze alimentari.
Italia Oggi, 24 febbraio 2006. Gli artigiani star delle Olimpiadi. L’Artigianato di eccellenza protagonista delle Olimpiadi di Torino 2006. Sono state le torte di due artigiani piemontesi, infatti ad attendere a Casa Italia le quattro atlete le quattro che hanno conquistato, nella disciplina dello short trek, la medaglia di bronzo, la centesima medaglia italiana nella storia delle Olimpiadi della neve. Una per gli studi della Rai, è stata preparata da Capitano Rosso, un’azienda della Cna torinese guidata da Gianfranco Rosso. L’altra, tagliata e onorata da effluvi di spumante davanti a fotografi e telecamere e una nutrita rappresentanza dei vertici delle confederazioni artigiane Cna, Confartigianato e Casa. Anche Silvio Bessone, presidente di Agire (l’agenzia creata per lo sviluppo delle imprese dell’eccellenza artigiana), fra gli animatori dell’area dedicata all’artigianato dolciario piemontese che, con i suoi prodotti, ha allietato i giorni olimpici di atleti, ospiti, personalità, turisti e appassionati torinesi in pellegrinaggio a Casa Italia. I prodotti dell’eccellenza, dunque, sono stati i protagonisti di questa Olimpiade: come è già accaduto ad Atene, i pasti serviti a Casa Italia sono stati preparati secondo la tradizione culinaria piemontese. Al Sestriere, per iniziativa di Agire, sono stati presenti 40 imprese dell’eccellenza artigiana che rappresentavano settori che andavano dal caseario ai panificatori, liquori e distillati, pasta fresca, ferro ceramica, torrefazione, legno, gioielleria e tessile e che si sono alternate nelle 19 cassette allestite sulla via e sulla piazza principali del sito olimpico. Così è avvenuto a Torino nell’area di Borgo Dora. Con cioccolatò e biscotti prodotti dagli artigiani eccellenti piemontesi, inoltre, sono state allietate le serate delle migliaia di spettatori che hanno assistito ai concerti della Medals Plaza, l’area nel cuore di Torino dedicata alla premiazione degli atleti. Glia artigiani piemontesi hanno così cercato di sfruttare al massimo questa bella vetrina internazionale: ora panettieri, pasticcieri, gastronomie si stanno attrezzando per allietare il palato delle migliaia di persone che si attendono per la seconda notte bianca che si svolgerà il 25 febbraio in una città parata a festa e piena di iniziative musicali e di intrattenimento.
Italia Oggi, 14 febbraio 2006. A Torino artigiani olimpionici. Le Olimpiadi di Torino 2006 non sono un grande evento sportivo, ma anche un’occasione irripetibile per valorizzare il Piemonte, la sua storia e le sue tradizioni enogastronomiche. Un’occasione, secondo la Cna, significativa per fare conoscere a livello nazionale e internazionale, le 13.500 imprese associate nel torinese e le altre 30mila in Piemonte. L’associazione ha, così, collaborato col comune alla realizzazione di un ambizioso progetto che ha permesso, nel rispetto delle leggi che tutelano il marchio ufficiale di Torino 2006 e i cinque cerchi Olimpici, di dotare migliaia di attività commerciali e artigianali di un kit di accoglienza in grado di attirare l’attenzione dei turisti italiani e stranieri. Si tratta del kit identificato dal logo "Benvenuti a Torino città Olimpica". A seguito della costituzione, il 12 aprile scorso, del tavolo di lavoro per l’accoglienza e l’animazione del territorio in occasione delle olimpiadi invernali 2006, presso l’assessorato coordinamento attività per le Olimpiadi della città di Torino, guidato da Elda Tessore, Cna Torino è stata scelta in accordo con le altre associazioni di rappresentanza del commercio e dell’artigianato invitate dalla commissione (Ascom, Confesercenti, Casa e Confartigianato) come soggetto capofila per la realizzazione di una serie di materiali promozionali destinati alle attività economiche diffuse del territorio. Gli oggetti promozionali, contraddistinti dal marchio Torino città Olimpica, progettato dall’ufficio centrale di comunicazione della città di Torino, sono stai messi in produzione da Cna e distribuiti alle imprese a gennaio da parte di tutte le associazioni di categoria del torinese. Il Kit di accoglienza è costituito da espositori da vetrina, rendiresto, bandierine per i mercati, tovagliette in carta per la ristorazione, vetrofanie, locandine per i saldi e per contraddistinguere le imprese dell’eccellenza artigiana tradotte in inglese e francese. Cna ha inoltre collaborato con Confartigianato e Casartigiani alla realizzazione di una serie di mercatini tematici a Torino nell’area di Borgo Dora dove saranno protagonisti, dal 20 al 22 febbraio, una cinquantina di artigiani che venderanno prodotti tipici della provincia di Torino e del Cunese. Al Sestiere nel cuore delle valli olimpiche espongono inoltre, su iniziativa di Agire, l’agenzia regionale del Piemonte, per lo sviluppo commerciale delle imprese artigiane dell’Eccellenza artigiana, 40 imprese eccellenti che vanno dal caseario ai panificatori, liquori e distillati, pasta fresca, ferro ceramica, torrefazione, legno, gioielleria tessile. Queste imprese si alterneranno nelle 19 casette allestite nei pressi dei luoghi dove si svolgono le gare. L’iniziativa sta già riscontrando molto successo, specialmente per le aziende di prodotti alimentari. Agire, animerà, inoltre a Torino quattro serate alla Medals Plaza dove prodotti dolciari dell’ Eccellenza artigiana verranno offerti in degustazione con vini piemontesi. E durante le premiazioni alla Medals Plaza, su iniziativa della città di Torino, verranno omaggiati al pubblico torcetti, grissini rubatà, paste di meliga, tutti i prodotti tipici della provincia di Torino con l’obbiettivo di far scoprire ai turisti i sapori della tradizione dolciaria torinese.
Italia Oggi, 18 gennaio 2006. Fondartigianato alla svolta. Ma servono maggiori risorse. Dopo aver messo in campo, nel biennio 2004 2005, quasi 20 milioni di euro per la formazione continua al servizio degli artigiani e delle pmi, di cui 8,4 milioni spendibili a partire da aprile, per Fondartigianato il 2006 sarà l’anno della svolta. Lo ha detto ieri a Torino Enrico Amadei, presidente nazionale del fondo bilaterale nato nel 2004, in applicazione delle Finanziarie 2002- 2003, su iniziativa di Cna, Confartigianato, Casa, Claai e di Cgil, Cisl e Uil, sottolineando che fino a oggi il fondo ha operato a livello sperimentale, beneficiando anche di alcuni finanziamenti ministeriali, "ma che proprio dal 2006 dovrà iniziare a camminare con le proprie gambe, contando sulle proprie risorse e sulla propria capacità progettuale". Il fondo, alimentato dal gettito volontario, da parte delle imprese, dello 0,3% dell’imponibile contributivo un tempo versato all’Inps in relazione alla disoccupazione involontaria, potrà contribuire in modo determinante, secondo Amadei, rilanciare la formazione continua a favore dei dipendenti degli artigiani e delle piccole imprese. Del resto, sul terreno della formazione l’Italia è agli ultimi posti della classifica dei paesi dell’Ue allargata: "24a su 25, preceduta solo dalla Lituania". In questo senso, il sistema nazionale dei fondi bilaterali dovrebbe contribuire a ripensare e sviluppare il sistema della formazione, riavvicinandola alle reali esigenze della produzione. Ma sul piano delle risorse disponibili, da Franco Lago, vicepresidente di Fondartigianato, già si leva un primo appello al governo. I nove fondi bilaterali costituiti in Italia andranno nel loro insieme a movimentare 700 milioni di euro per avviare progetti di formazione continua a favore dei lavoratori dipendenti. "Ma queste risorse, a prima vista significative", sottolinea Lago, "arrivano da un versamento dello 0,3% quando in Francia si arriva al 2,16% e in Spagna all’1,75%". E nel novero delle proposte per sviluppare la formazione al servizio del mondo della produzione c’è anche quella, formulata sempre da Lago, di destinare il 20% delle risorse dei fondi di sostegno al reddito degli Enti bilaterali per fare formazione continua al servizio del titolari delle imprese che al pari dei dipendenti sono fortemente impegnati nella produzione". Come ha sottolineato il presidente dell’Ente bilaterale artigianato Piemonte, Paolo Alberti, occorre inoltre un serio confronto con il ministero del lavoro per evitare che anche Fondartigianato e gli altri fondi bilaterali possano essere viziati dalle logiche burocratiche che appesantiscono l’operatività degli altri sistemi di erogazione della formazione, come per esempio in ambito comunitario con il Fse e il Fesr. Detto questo, Fondartigianato sembra godere di ottima salute. A fine 2005 al fondo hanno aderito quasi 598 mila dipendenti in rappresentanza di 144 mila aziende, di cui il 20% circa piccolo- industriali e l’80% artigiane. Forte è però il divario fra Nord e Sud è appena 11.848 al Sud, dove in alcune regioni l’operatività dl fondo potrebbe addirittura essere a rischio.
Italia Oggi, 14 gennaio 2006. Torino punta sulla banda larga. Le associazioni imprenditoriali piemontesi scommettono sulla banda larga e si attiveranno per coinvolgere il tessuto economico subalpino attraverso la promozione di macroprogetti finalizzati a incrementare la competitività delle imprese. In Piemonte è attualmente in corso il progetto Rupar 2, ora denominato Wi – Pie, che prevede la realizzazione entro il 2007 di un sistema di connessione diffuso a banda larga su tutto il territorio, progetto di valore di 100 milioni di euro, promosso e sostenuto dall’amministrazione regionale, anche attraverso i fondi del Docup dell’Ue. E in linea con questo progetto, le principali associazioni imprenditoriali piemontesi, Api, Cna, Confindustria, hanno costituito un tavolo di confronto presso il Csi Piemonte, il consorzio per l’informatizzazione della pubblica amministrazione subalpina, a cui aderiscono anche la Camera di commercio di Torino, Biella intraprendere, l’istituto superiore Mario Boella che fa capo al Politecnico di Torino e la fondazione Torino Wireless per lo sviluppo delle tecnologie senza filo. Il tavolo, aperto anche al mondo del commercio e a tutti i soggetti rappresentativi del tessuto imprenditoriale che vorranno aderirvi, si è dato l’obbiettivo di sensibilizzare le imprese verso le grandi opportunità di mercato che potranno essere colte grazie all’utilizzo della trasmissione dati a banda larga, ovvero superiore ai 2 megabytes al secondo. Oggi in Piemonte la bada larga copre il 75% della popolazione, ma solo il 24% del territorio. Con Wi-Pie la banda larga arriverà in tutto il territorio regionale, compresi i 468 comuni montani. E questa autostrada digitale aprirà nuove opportunità per le imprese, sia piccole sia grandi. Basti pensare che anche un colosso come Banca Sella riscontra, problemi di connessione internet. E per ridurre il digita divide, condizione indispensabile per avvicinare le piccole imprese alle tecnologie informatiche, sono stati stanziati 7,8 milioni di euro, in parti con fondi comunitari, per diffondere la sensibilità verso la connessione a banda larga nei principali distretti industriali piemontesi. Il progetto, di durata biennale si svilupperà in tre aree, l’Albese, il Biellese e la zona di Oleggio-Borgamanero, e intende coinvolgere almeno 300 imprese attraverso iniziative di alfabetizzazione informatica che consentiranno anche di ridurre i costi di accesso alle nuove tecnologie e di sperimentare concretamente alcune tipologie di servizi on-line.
Italia Oggi, 14 gennaio 2006. Le pmi a caccia di affari negli Eau. Il made in Italy sta letteralmente conquistando gli Emirati arabi uniti (Eau) che quest’anno accoglieranno l’edizione della fiera Italian lifestyle in the Emirates. La rassegna, organizzata da Artex presso l’Expo Center di Sharjah City, si svolgerà dal 23 al 26 maggio (per informazioni consultare il sito web www. artex. firenze.it). La presenza delle imprese italiane, artigiane e pmi (erano 100 in occasione della prima edizione, 200 lo scorso anno), sarà eseguita dall’Ice in collaborazione con Cna e Confartigianato. I settori più coinvolti da questa rassegna che è l’unica interamente dedicata al made in Italy negli Emirati arabi e nei paesi del Golfo arabico saranno quelli dell’agro-alimentare di qualità, dell’arredamento, degli articoli per l’illuminazione e dei materiali per l’edilizia; sul fronte dei servizi, i più richiesti dal mercato sono quelli progettazione architettonica e di interior design. La fiera riflette lo stato di buona salute delle relazioni economiche tra l’Italia e gli Emirati Arabi sviluppate anche grazie all’ azione della Cna Torino e della Cna nazionale. E proprio nelle settimane scorse, presso la Cna nazionale, a Roma, si è svolta una riunione del Consiglio della Camera di commercio italo-araba, a cui hanno partecipato il rappresentante degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed Al Midfa, che è anche presidente della Camera di commercio di Sharjah e dell’Expo Sharjah, Antonio romano per Assocamerestero e per la Cna Claudio Capellini e Mauro Marzocchi, responsabile del Progetto Emirati Arabi della Cna. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sullo stato di attuazione del protocollo d’intesa firmato nel 2004 da Cna, Confartigianato e Camera di commercio di Sharjah per promuovere gli scambi tra l’Italia e gli Eau. E da entrambe le parti è stata ribadita la reciproca soddisfazione per le numerose iniziative che sono state messe in campo in questi anni, a partire dalla costituzione, nello stesso 2004, della Camera di commercio italiana per gli Emirati Arabi e i paesi del Golfo nata dall’evoluzione del progetto Italy in Emirates avviato dalla Cna Torino nel 1999. Del resto, i dati di fonte Ice confermano lo sviluppo delle relazioni commerciali tra i due paesi. Nel periodo gennaio-settembre 2005 le esportazioni italiane verso gli Eau si sono attestate a 1,72 miliardi di euro (+ 14,9 rispetto ai primi nove mesi del 2004). L’italia è al quinto posto tra i fornitori, dietro a Usa, Giappone, Germania e Francia. |