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La Valsusa, 26 dicembre 2009. Torna Arte e Artigiani e al Castello il 7° sigillo. Fervono gli ultimi preparativi in attesa della 7 edizione della rassegna Arte e Artigiani della Valle di Susa e della Val Sangone che si terrà dal 5 dicembre al 5 gennaio 2010 con diverse novità di rilievo. Anzitutto, il periodo, invernale e non più estivo, la durata, dai canonici quattro giorni e oltre un mese; la location non più per le vie del centro storico ma all’interno del rinnovato Castello della Contessa Adelaide e, in ultimo la formula stessa della manifestazione. Non più mostra mercato, ma mostra evento vetrina di altissimo profilo per la valorizzazione delle eccellenze artigiane locali. «obbiettivo come spiega a nome della Cna il responsabile Comunicazione e rapporti con la stampa, dottor Vitaliano Alessio Stefanoni. Mettere in relazione gli artigiani del territorio delle Valli di Susa e Sangone con imprenditori, creativi e designer di tutta la provincia di Torino contribuendo allo sviluppo di un patrimonio di relazioni che sono la condizione essenziale per la difesa delle imprese locali e per il loro rilancio economico». Come per le passate edizioni la CNA Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa, ne cura l’organizzazione avvalendosi del sostegno delle Comunità Montane, delle Città di Susa, della Camera di Commercio di Torino, della Provincia, della Regione e delle altre Associazioni di categoria, Associazione locali e Scuole d’intaglio del territorio. L’esposizione comprenderà, altra grossa novità di quest’anno, quattro mostre evento, ognuna delle quali con il suo spazio ben preciso all’interno delle sale del Castello. “Moda e made in Italy tra arte e design. La qualità oltre la griffe”, questo è il titolo della prima. Una mostra itinerante per la promozione delle imprese artigiane, della filiera della moda, messe a confronto con giovani designer e artisti torinesi. Evento di richiamo con work shop, per gli imprenditori nel giorni di sabato 5, 12 e 19 dicembre e 9 gennaio 2010, con orario 9.30-12 e 30. Questa sensazione vuole essere di riferimento per tutte le imprese che in qualche modo si occupano di moda e che operano in provincia, proponendosi come spazio espositivo privilegiati per sartorie artigianali. Espongono, tra altri, tra gli altri Tino Aime, Francesco Casorati e il chierese Silvio Vigliaturo che caratterizzerà fortemente gli sazi espositivi con le sue tele e le sue suggestive creazioni in vetrofusione. “Il legno tra saper fare, arte e design”, la seconda mostra-evento. Rassegna delle competenze artigiane nell’artigianato del settore legno-arredo e nella produzione seriale di alta qualità. “L’Arte del restauro e della decorazione: l’artigianato per la tutela del patrimonio storico e artistico”, la terza. Dal vetro al mosaico, alla ceramica all’oro. Infine, “I laboratori del gusto, cioccolato, dolci da forno e golosità della valli di Susa” dove a rotazione le imprese proporranno la degustazione gratuita e la vendita di piccole quantità di prodotto. Queste le quattro sezioni che saranno attive tutti i sabati e le domeniche, anche festivi, con ingresso gratuito e orario continuato dalle 10 alle 18. In venerdì per gruppi , su appuntamento. Commenta il sindaco Gemma Amprino: «La Citta di Susa è lieta di poter promuovere e valorizzare Arte e Artigianato, discipline che per secoli hanno camminato strettamente intrecciate. In un epoca segnata dalla velocità, può essere utile riflettere sulla capacità di arricchire in ogni tempo la storia attraverso l’abilità delle mani guidate dal sapere e ispirate dal sentimento. Calore, partecipazione e ricordi non rintracciabili nell’anonima produzione in serie. L’affascinante Castello – conclude – arricchisce l’incantevole quadro». Ancora una volta Arte e Artigiani metterà in mostra il vasto e veriegato mondo dell’artigianato piemontese. L’inaugurazione, ad inviti è prevista per la sera del 4 dicembre a partire dalle ore 17 e 30. Un’edizione che sicuramente incuriosisce molto e un occasione unica per visitare le sale del rinnovatissimo Castello della Contessa Adelaide. Per ulteriori informazioni: Cna di Susa , tel. 0122.622458.
La Valsusa, 31 dicembre 2009. Apre "Arte e ed Artigiani" la rassegna al Castello di Adelaide, ed è subito successo. Tremila visitatori il primo week end. Chiusura il 10 gennaio.
L’eco del Chisone, 30 dicembre 2009. Anche i saldi soffrono la concorrenza. A nemmeno dieci giorni dallo sprint dell’acquisto natalizio incomincia anche quest’anno la stagione dei saldi, in attesa più che mai in un momento storico di grande attenzione al bilancio famigliare e di scarsa propensione alla spesa. Dopo un anno costellato di brutte notizie sul fronte occupazionale, sono molte le famiglie che hanno scelto di aspettare gli sconti per acquistare capi d’abbigliamento più costosi (in pole position la giacca invernale) Secondo una stima di Confcommercio, ogni nucleo familiare spenderà poco più di 400 euro in vestiti e accessori per un totale di spesa pari a 6,1 miliardi di euro. Un’ordinanza della Regione Piemonte ha stabilito che discrezione dei Comuni e delle associazioni di categoria, la data d’inizio dei saldi può essere fissata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 1° marzo e non deve superare le otto settimane. In Provincia di Torino, i Comuni si sono orientati tra il 2 e il 5 gennaio. Torino, Pinerolo e i Comuni della cintura concordano su martedì 5. «per motivi tecnici di organizzazione della vetrina». Spiega Paolo Reita presidente Cna Commercio Pinerolo. Stesso copione anche a Cavour e Barge. «Da sempre i saldi costituiscono gli esami di riparazione per i punti vendita – dice Giovanni Genovesio, presidente provinciale di Cna commercio. Sono settimane in cui si cerca di rimediare alle aspettative disattese dal periodo natalizio». Anche se i primissimi ( ancora incompleti) dati delle vendite per il Natale risultano decisamente confortanti rispetto alle previsioni: «A livello provinciale si parla di incassi leggermente maggiori rispetto al 2008 all’insegna di una timida ripresa continua Genovesio. La contrazione nei consumi si è registrata non tanto nell’affluenza quanto nelle singole battute alla cassa ( il prezzo del regalo "medio" si è ridotto, ndr)». Ma cosa ci si aspetta dai saldi? «Partire troppo presto può avere un risvolto negativo sulla stagione invernale successiva. Potrebbe indurre il consumatore. Potrebbe indurre il consumatore ad aspettare sistematicamente i saldi anziché acquistare a inizio stagione, è l’opinione di Genovesio. Secondo Pierino Bolla uno dei promotori di Ascor (Associazione commercianti orbassanesi), referente per Orbassano della Confesercenti proprietario di un negozio di abbigliamento, «la flessione c’è la sentiremo». E poi anche i saldi patiscono la concorrenza di altre formule di vendita scontata spiega, «Per tutto l’anno si sono susseguite un po’ ovunque vendite promozionali e "fuori tutto" per fallimenti o rinnovamento locali, quindi il consumatore non risulterà fortemente attratto dall’arrivo dei saldi. A questo si aggiunge la recente inaugurazione di un nuovo centro commerciale in zona che ha canalizzato l’attenzione dell’acquirente. Anche questa volta il commercio di vicinato dovrà fare squadra e investire la professionalità e qualità». Una garanzia soprattutto in tempo di saldi.
Torino Sette, 24 dicembre 2009. Prosegue fino al 10 gennaio la mostra tra Arte e design. Fino al 10 gennaio il castello della Contessa Adelaide di Susa ospita la 7a edizione di «Arte e artigiani»: la mostra mercato dedicata al made in valle di Susa e Sangone organizzata dal Cna Torino. Una vetrina d’altissimo profilo, articolata in quattro diversi problemi percorsi tematici di visita: la moda tra arte e design e della qualità oltre la griffe; il legno e il settore del legno-arredo nella produzione artigianale o seriale d’alta qualità; l’arte del restauro e dell’artigianato artistico il gusto e la golosità delle valli. Collegate alla manifestazione, anche le visite guidate a Susa e dei suoi antichi resti romani con la guida dei volontari dell’associazione Amici del Castello (info 338.49.51.954) e per sabato 9, dalle 9,30 alle 12.30 un workshop dedicato alla filiera della (prenotarsi: 011.46.17.652). La mostra è visitabile, ad ingresso libero, ogni sabato domenica dalle 10 alle 18 e tutti i venerdì per i gruppi (su appuntamento allo 0122.62.24 58), incluso il 6 gennaio ma non il 25 e il 26 dicembre: Info: www.cna-to.it
Torino Sette, 24 dicembre 2009. Al Castello della Contessa Adelaide, via al Castello 16, è allestita la mostra Arte e Artigiani della Valle di Susa e della Val Sangone fino al 10 gennaio. Sabato e domenica 10 e 18, ingresso gratuito.
La Valsusa, 24 dicembre 2009. Arte & Artigiani chiusa il 26. La mostra "Arte &Artigiani della Valle di Susa e della Valle Sangone rimarrà chiusa sabato 26 dicembre per la festività di Santo Stefano: la mostra sarà regolarmente aperta domenica 27 dicembre dalle ore 10 alle 18 sempre con ingresso gratuito. La mostra sarà anche aperta il 6 gennaio durante le festività dell’Epifania, si ricorda che, su appuntamento è possibile organizzare visite guidate per comitive il venerdì (escluso il giorno di Natale). Per Prenotare la visita occorre telefonare all’Ufficio territoriale della Can di Susa, tel 0122.622.458.
Torino Sette 24 dicembre 2009. Clip in Cna. Gruppo giovani imprenditori, di Cna www.cna.to.it. Il gruppo giovani imprenditori di Cna Torino in collaborazione con Cna In proprio indice la rassegna Clip in CNa obbiettivo della rassegna è quello di promuovere l’attività imprenditoriale professionale dei giovani partecipanti attraverso la realizzazione di un videoclip la partecipazione alla rassegna è talmente gratuita è aperta a tutti i titolari di partita Iva della Provincia di Torino che abbiano al massimo 40 anni compiuti. Info 011.46.17.698, giovanimprenditori@cna-to.it o www.cna.to.it
L’eco del Chisone, 23 dicembre 2009. Acquisti di Natale al rallentatore. «Più scontri degli anni scorsi, ma per cifre più basse». E’ la sintesi di una commessa di una gioielleria del centro di Pinerolo: Insomma, il regalo si fa ma piccolo. Diciamo il "classico" pensierino. Sotto i portici di corso Torino, sempre a Pinerolo alla libreria volare, il titolare Marco Vola fa una riflessione interessante: «Il libro in tempo di crisi è sempre stato un bene rifugio. Quest’anno lo è fino a un certo punto. Mi spiego stiamo tenendo il livello di vendite dell’anno scorso, ma bisogna tener conto del fatto che l’anno scorso non c’erano grandi titoli mentre quest’anno tutte le grandi case editrici hanno dato alle stampe un pezzo da novanta». I più venduti Erri De Luca con "il peso della farfalla", Fabio Volo Dan Brown e Isabelle Allende. «Non solo: stiamo vendendo molto bene libri locali, come quello di Remo Caffaro. Stiamo patendo un po’ più sui libri per bambini». Fuori del capoluogo a Cavour nel negozio di elettrodomestici di Luciano Quaglia in piazza Solferino, l’umore è altalenante, come il mercato. «Le vendite vanno a singhiozzo e a ritmo alterno. A momenti di fiacca ne seguono altri più vivaci. Speriamo ancora negli ultimi giorni». Qual è l’oggetto o il regalo che va per la maggiore? «Finita la corsa ai decoder ed ali televisori a parte qualche ritardatario che a ancora ne è sprovvisto, non esiste un prodotto trainante. Si vende la nuova piccola telefonia e tecnologia soprattutto per i più giovani e l’oggettistica per la casa con i mariti che acquistano dei "pensierini" per le mogli e i figli che fanno altrettanto con i genitori. Piccole cose, naturalmente». Precisano quel punto vendita di Luciano Quaglia. Quasi sulla stessa lunghezza d’onda è il punto di Torre Pellice: «Le cose stanno andando abbastanza male, le vendite sono fiacche. Gli acquisti non sembrano neppure quelli di Natale; appaiono addirittura inferiori quelli degli altri mesi: Confidiamo però in un incremento nei prossimi giorni». Preferenze dei clienti? «Nella telefonia si punta la primo prezzo, quello più basso. Per il resto prevale l’intento di sostituire quello che si è rotto». Dicono presso "Il punto è". Segno che la crisi costringe al risparmio o rende prudenti. Note non troppo liete anche da "Gulliver" abbigliamento sportivo e attrezzatura sci alpinistica, sempre a Torre Pellice: «Rispetto allo scorso anno le cose vanno meno bene, ma c’è da dire che la stagione passata si era rivelata eccezionale nelle vendite grazie soprattutto alle abbondanti nevicate. Ora non è più così, ne sul fronte meteorologico ne su quello economico». Si può quantificare il calo? «Rispetto al 2008 è vicino al 20 per cento, rispetto al 2007 si aggira sul 5 per cento, sempre in negativo». Specificano da "Gulliver". I bambini i meno trascurati a Natale secondo tradizione, avranno tutto quello che si aspettano? A sentire gli esercenti del settore, anche per loro sono prevedibili alcune rinunce. Dicono da "Li.Gia Giocattoli». Il negozio di via Giovanni XXIII ad Orbassano:«Questo è un Natale molto tranquillo, niente a che vedere con quelli di alcuni anni fa. La crisi esiste è pesante e si sente. Per noi, ad aggravarla ulteriormente è la presenza sempre più imponente ed invasiva dei supermercati». Che cosa si trova in cima ai desideri dei più piccoli? «Quello che pubblicizza la tv o quello che vedono dai loro amici, soprattutto se la richiesta parte da loro. Al di la dei giocattoli. I regalini si fanno sempre più piccoli e si fermano ai "pensierini" concludono da "Li.Gia". Il coro dei lamenti non si ferma neppure con Giovanni Genovesio presidente provinciale di Cna Commercio: «Non è un periodo di grandi consumi, inutile negarlo. Ciò è dovuto innanzitutto al crisi generale che nel pinerolese si è già tradotta in 7.800 persone in cassa integrazione inevitabile dunque che le vendite siano in calo, anche se negli ultimi giorni si è assistito ad una leggera ripresa». «I commercianti si lamentano sempre» verrebbe da dire. E’ cosi? «Se lo fanno è perché ne hanno motivo. Le difficoltà ci sono: dal difficile accesso al credito agli altissimi costi di gestione, dall’incidenza delle tasse comunali, alla concorrenza spesso " sleale" della grande distribuzione che apre tutte le domeniche e sovente non assume personale, ma ricorre alla cooperative. E l’elenco dei problemi potrebbe continuare». Aggiunge Giovanni Genovesio, che chiude però i suoi ragionamenti con un filo di speranza. «Di questi tempi non è facile, ma sappiamo anche sorridere a chi viene trovarci».
L’Eco del Chisone 23, dicembre 2009. La domenica è sempre domenica. O no? Apertura domenicale e festival dei negozi, si o no? Un dilemma che divide gli stessi lavoratori, e mette d’accordo tra loro neanche gli imprenditori. Eppure il fenomeno in Italia si sta allargando, il Pinerolese, poi presenta una situazione raramente una situazione riscontrabile in altre zone d’Italia e d’Europa con l’apertura della grande distribuzione consentita per tutte le domeniche dell’anno. Già i grandi supermercati di Beinasco, ad esempio non godono di tanta liberalizzazione: «Possiamo aprire fino a un massimo di 20 domeniche o festivi dell’anno». Afferma il direttore delle Fornaci Megashopping, Rosario Ficarra. «A Pinerolo, invece, la situazione è assolutamente fuori controllo – sottolinea Chicco Genovesio, presidente provinciale della Cna commercio e particolarmente insostenibile per il commercio tradizionale, che rimane schiacciato da un contesto privo di equilibrio». Alla base situazioni gestionali diverse: «Il piccolo commercio è nella maggior parte dei casi a conduzione familiare; costringere i componenti della ditta a lavorare anche la domenica vuol dire non permettere loro di vivere una vita degna di questo nome. Se invece hanno personale, non essendo soci di cooperativa ma dipendenti, il costo diventa esorbitante, improponibile». Sull’economicità dell’aperture domenicali sono davvero in tanti ad avere dubbi: «E’ sicuramente un costo in più, ma è un servizio che diamo in maniera concorrenziale per far fronte ad una necessità, ad una richiesta della clientela; certamente - aggiunge il direttore di Megashopping - per noi non è un aumento di volume d’affari, ma sostituisce quello della settimana». Su posizioni diverse Mario Reale, presidente dell’Ascot associazione commercianti di Orbassano, e tabaccaio: «E’ anacronistico regolare il commercio con divieti e obblighi. Ritengo che con l’imprenditoria privata debba poter muoversi come vuole; oltretutto molti esercizi sono a conduzione familiare per tanto l’apertura non prevede ulteriori costi aggiuntivi. E poi se tengono aperto vorrà ben dire che conviene, altrimenti chiuderebbero». La città di Orbassano può aprire i suoi negozi alla domenica perché è entrata a far parte della lista dei Comuni turistici, un escamotage utilizzato da molti Comuni per liberalizzare le aperture commerciali. La Germania invece, va in un’altra direzione. Recentemente non più di due settimane fa la corte costituzionale, di Karlsruhe, in Germania, ha stabilito che i negozi di Berlino non potranno restare aperti la domenica e nei giorni festivi, soprattutto durante le domeniche di Avvento. La questione era stata sollevata dalle Chiese, ma la motivazione della sentenza – che non vieta l’apertura dei negozi alla domenica, ma la limita – va decisamente oltre la giustificazione religiosa, affermando che «i giorni festivi sono giorni di riposo dal lavoro che devono dare a tutti la possibilità a partecipare alla vita sociale del Paese».
Luna Nuova, 22 dicembre 2009. Concerto successo per le magiche del violoncello di Enrico Dindo. Grande successo domenica per l’esibizione di Enrico Dindo violoncellista di fama mondiale reduce da un applauditissima serie di concerti in Svezia e Rossana Dindo, sua sorella affermata suonatrice di viola. Intorno all’ora di pranzo i due musicisti hanno fatto visita al papà Gianfranco promotore della scuola di liuteria segusina. L’associazione si sta radicando sempre più e cresce il numero degli allievi, il cui spazio della mostra "Arte e artigiani" riceve ogni giorno apprezzamenti da parte dei visitatori il cui flusso è continuo. Alla presenza dell’assessore all’artigianato Salvatore Penna e del nipote e del liutaio Plinio Michetti di Torino, fratello e sorella hanno suonato un duetto di Beethoven, mentre un’allieva della scuola, Carmela Pizzulli, si è esibita al violino. E l’attività della scuola continua mantenendo il laboratorio in via Palazzo di Città molto apprezzato dai turisti.
Il Mercoledì, 22 dicembre 2009. Occupazione, a che punto siamo? Tempi duri per dipendenti ed aziende e soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni: forse è il punto più avuto dalla crisi sul fronte del lavoro. Questa è la fotografia che emerge dal convegno organizzato dall’associazione "La città che cresce" che è servito sul fare il punto su quanto si sta verificando nell’area moncalierese ma anche per capire quali prospettive esistano. «Abbiamo fatto un profondo lavoro di ricerca per avere dati precisi per fare valutazioni approfondite ha spiegato il presidente Giuseppe Bonino è la seconda parte del lavoro presentato la scorso anno». L’analisi dei dati è stata presentata da Vittorio Sarco. «Al centro per l’impiego vi è stato un incremento di 4.835 iscritti (+39% ) che è superiore alla media della provincia di Torino e che fa di quello moncalierese il terzo distretto più colpito dopo quello di Rivoli ed Ivrea: Le difficoltà nel lavoro interessano molto di più gli uomini». Se molti hanno perso il posto pochi l’hanno trovato; infatti i nuovi occupati sono stati di circa il 19% in meno dell’anno precedente. I settori. I settori più penalizzati sono stati il metallurgico e i trasporti; in controtendenza è il commercio che ha visto salire dell’80% gli avviamenti, «però nella maggior parte dei casi si tratta di lavoro interinale» ha puntualizzato Saraco che poi ha fatto il punto sulla mobilità "è cresciuta del 30% e il dato ancora più grave se si pensa che la maggior parte delle persone interessate non sono indennizzate». Questa valutazione riguarda l’area sud-torinese perché nello specifico di Moncalieri su oltre un migliaio di persone messe in mobilità 720 sono indennizzate e 374 non lo sono. Sul fronte delle aziende, il saldo tra quelle che hanno cessato di operare e quelle nate è totalmente negativo. «Tutti i comparti presentano dati in rosso – ha concluso Saraco. Persino il commercio e questo significa che si sono sviluppati i centri commerciali ed hanno chiuso diversi negozi tradizionali». Ma chissà se il peggio è ormai alle spalle? «Per ribaltare questo scenario ci vorranno almeno 3 anni- risponde Umberto Franconi, ex assessore comunale alle attività produttive. Più nulla sarà come prima e alle aziende servirà un profondo processo di internazionalizzazione. Per l’occupazione temo però che i tempi della ripresa siano ancora più lunghi: un altro pericolo sarà la precarizzazione del lavoro. Però occorre che la politica accompagni la ripresa ad esempio dando vita a "stanze"dove gli imprenditori presentano progetti e poi vengono accompagnati a realizzarli». Secondo l’ex sindaco di Moncalieri Carlo Novarino «In Piemonte la recessione è più acuta che altrove perché c’è debolezza nel capitale umano e scarsa innovazione. Per avere delle carte per uscirne occorrono avere una decisa scelta verso la conoscenza e investimenti sulla formazione sia per l’ingegno sia per la manodopera. Inoltre serve valorizzare la progettazione e collegarla alla produzione per farne un tuttuno. Basilari saranno la diffusione della banda larga, l’efficienza della pubblica amministrazione e la capacità delle imprese di mettersi in rete per elaborare progetti comuni». Dopo l’analisi e le ricette del mondo politico, gli imprenditori moncalieresi si sono espressi con Giorgio Rocchia presidente del consorzio Sandra Vadò, che ha esordito rimarcando alcuni concetti già espressi di recente anche sul nostro settimanale. «L’ente pubblico non può più permettersi di penalizzare chi vuole investire e creare sviluppo con le sue indecisioni. Il tessuto industriale ha delle grandi potenzialità che devono essere valorizzate, perché nonostante la crisi "la testa" le aziende ce l’hanno ancora qui Comunque chi teme che la mia denuncia sia fatta per attirare l’attenzione, in vista delle elezioni può stare tranquillo non mi candiderò», per l’associazione Api Torino è intervenuto Arfinengo. "Tra le difficoltà la piccola e media impresa ha quella di sviluppare la ricerca e per questo ha bisogno che l’accademia si apra maggiormente al dialogo e al supporto». Un’altra voce dell’imprenditoria è quella del Cna, che con il presidente provinciale Paolo Alberti ha ricordato il nostro tessuto produttivo e composto per il 98% da piccole aziende, ma per questo si è fatto troppo poco. Come hanno dimostrato i patti Territoriali che sono stati una burla ed hanno dimostrato che le politiche industriali non devono essere fatte dai Comuni perche si finisce di disperdere le risorse, Enti pubblici? C’è bisogno che paghino come puntualità. La posizione dei lavoratori è stata presentata da Mimmo Lacava, segretario Cgil Moncalieri che ha evidenziato "questa crisi deve portarci a considerare il lavoro in modo diverso e pensare ad una produzione che sia attenta al territorio. Non specifico bisogna arrivare ad un patto per il lavoro ed un Welfare che offre garanzie minime anche a chi svolge un lavoro precario». Ci sono poi state altre testimonianze come quella di Marco Carta della cooperativa di Carmagnola che ha parlato dei positivi risultati ottenuto da alcune aziende del territorio che hanno innovato i loro prodotti. Dunque le idee e alla speranza ci sono, ma la ripresa non sembra dietro l’angolo.
Luna Nuova, 18 dicembre 2009. La Cna alla valle: «Accettate il Tav». La Confederazione nazionale degli artigiani, la maggiore rappresentanza di categoria, chiede ai propri associati della valle di Susa di accettare il Tav in cambio del coinvolgimento delle ditte artigiane della valle nel grande business che ruoterà intorno alla realizzazione della nuova linea. Il presidente provinciale di Cna Daniele Vaccarino, riconosce che in valle di Susa anche per il sindacato artigiani far passare il Tav tra i propri iscritti non è mai stato facile. «Abbiamo spesso constatato- ricorda Vaccarino - una difficoltà a comprendere le ragioni di quest’opera anche nelle assemblee in valle di Susa con i nostri associati e non si tratta certo di persone che rifiutano le grandi opere per ragioni ideologiche. E’ evidente che tra gli artigiani della valle c’è una difficoltà a leggerne l’utilità e capirne le ricadute positive». Per il presidente di Cna la ragione di questa "difficoltà" sta nel fatto che artigiani della valle sono scettici sul fatto che porti lavoro anche a loro. «Il dramma è che l’esperienza che gli artigiani hanno sempre avuto con le grandi opere parla di una sistematica esclusione del lavoro locale da questi appalti». E perché questa volta dovrebbe essere diverso? «Perché con il lavoro dell’Osservatorio e soprattutto con il Piano strategico della Provincia si è deciso che questa sarà un’opera che porterà interventi in tutto il territorio. Non si pensa più ad un appalto per realizzare una linea ferroviaria ma anche a una serie notevole di lavori minori che dovranno migliorare il territorio oltre che inserire l’opera nel contesto ambientale della valle. E questi sono tutti lavori che le nostre imprese artigiani locali passano benissimo svolgere. E poi c’è il modo stesso con cui pensa di condurre i cantieri. Se si pensa a non realizzare baraccopoli per le maestranze ma di ristrutturare edifici nelle frazioni per metterci a dormire gli operai dei cantieri, chi le potrebbe fare queste ristrutturazioni di vecchi fabbricati se non gli artigiani edili della valle? E quando si parla di non fare arrivare i pranzi e le cene ma di mandare gli operai a mangiare nelle trattorie e nei ristoranti della valle, tutto questo non porta lavoro a tutta la filiera locale alimentare e della ristorante?». Queste convinzioni con proprietari di immobili e ristoratori si possono benissimo fare, ma come la mettiamo con i subappalti? Come si fa a garantire che le ditte della valle lavorino in cantiere dove gli appalti se li aggiudicano grandi raggruppamenti europei? «Intanto noi proponiamo di parcellizzare il più possibile gli appalti soprattutto come ho detto, quelli non direttamente coinvolti nell’opera. Ma la stessa cosa si potrà fare con una parte degli appalti per la realizzazione. Poi chiederemo che sia inserita una clausola nei capitolati che privilegi l’utilizzo del lavoro locale». Ma ci sono norme europee per gli appalti che vietano il protezionismo a favore del loro locale. «Lo sappiamo ma siamo sicuri che si può trovare la formula giusta. Le faccio l’esempio delle Olimpiadi del 2006. Nei primi anni i cantieri sono andati avanti senza che i nostri artigiani potessero metterci piede: poi quando sono arrivati con l’acqua alla gola nel mese di ottobre a novembre del 2005, siamo stati coinvolti perché non riuscivano a finire. Allora vede che si può fare? Basta volerlo davvero. Intanto noi faremo la nostra parte favorendo al massimo l’aggregazione delle nostre imprese per permetterle di partecipare in forma associata agli appalti. Ma vogliamo che quando si fa il progetto preliminare sia messo nero su bianco che si destinerà una buona fetta di lavoro alle imprese locali nei cantieri, nelle opere di mitigazione, nelle opere accessorie, nella logistica e nell’accoglienza delle maestranze». In questo modo tutti i valsusini che hanno un’attività propria dovrebbero diventare Si Tav? «Con un’opera che non è più calata dall’alto, ma è concertata con i sindaci che permette il recupero urbanistico di molte aree anche per nuove attività edilizie, con la certezza che per 20 anni ci sarà tanto lavoro per chi ha la propria attività in valle credo proprio di si».
Le dauphinè. 19 dicembre 2009. Les artisans d’art s’exposent. Le chateau de la comtesse Adèlaide accueille jusq’au 10 jenvier "Ambassadeurs du mede in Italy de qualitè", propose par les Artises et artisans de la vallèe de Suse et du Val Sangone, septieme edition d’une manifestation qui se tenait jusque-là en juillet. Plus de 150 exposants sont rèpartis en quatre sections: " Laboratoires du gout, du chocolat et des desserts" avec degustion-vente; " Le bois a travers les savoir-faire, l’art e le design"; Restauration e decoration : l’artisanat au service du patrimoine historique et artistique ; et enfin "Mode e made in Italy à travers l’art et le design, la qualitè au – de la griffe" En outré, on pourra admirer les creation d’Anjia Langst, peintre renomèe a Bardoneccia, d’origine allemande, mais qui vit au Borgo Vecchio depuit vingt ans. Elle est bien connue a Modane pur avoir participè plusieur fois, avec son compagnon caricaturiste Benny Naselli , au Printemps des arts.
Graph Creative, dicembre 2009. L’impero di Adriano. Lui, Davide ha 40 anni ed è nato a cuneo. L’altro Gabriele di anni ne ha 38 ed è nato a Torino. In comune hanno parecchie cose che poco sembrerebbero aver a che fare con il blasonato studio Adriano Design da loro aperto nel 1998 in piazza Sabotino, a Torino, e da qui trasferito, nel 2004, al Cortile del Maglio: un papà in pensione, Valerio, ex autista dei bus per l’Atm, ma contadino nell’anima; tante estati trascorse da adolescenti nelle campagne di Serralunga d’Alba letteralmente “fuori dal mondo”, dove per passare il tempo “dovevi per forza inventarti qualcosa”. Eppure è da lì che bisogna partire per capire i fratelli Adriano e il loro mondo Un mondo fatto di creatività che osa tutto senza mai rinunciare alla concretezza, alla praticità, all’usabilità delle cose, alla riproducibilità seriale. Prima di diventare architetti, i fratelli Adriano Soci Cna dal 2008, sono stati due ragazzi che hanno imparato a osservare le cose e a inventarne di nuove partendo da ciò che avevano a disposizione . gli studi universitari sono arrivati, dopo la loro prima “palestra” è stata la vita in campagna. E non a caso ai giovani che desiderano intraprendere la professione di designer consigliano senza mezze misure di “andare a bottega”, come gli artigiani e gli artisti. Mestiere strano quello del designer: Un po’ stilista e un po’ inventore: Difficile da codificare, ancora più difficile da insegnare e da praticare con profitto in un mercato che spesso teme l’innovazione. Eppure sono proprio le aziende che hanno il coraggio di mettere sul mercato prodotti nuovi quelle che fanno strada e che anche in tempi di crisi non stanno mai ferme. E’ questa la ricetta del successo che gli Adriano insegnano ai loro clienti. Una ricetta che da sempre da sempre da buoni frutti . Il loro studio ha già lavorato per aziende di mezze mondo: dalla Germania, al Brasile, dagli Usa alla Svizzera. E in Italia hanno già lasciato la loro impronta in Veneto nelle Marche, in Lombardia, in Piemonte. Il loro cliente ideale è la media impresa, ma in alcune delle creazioni più geniali le hanno proposte e realizzate con piccole imprese, di dimensioni artigianali. «Oggi le aziende non possono più confrontarsi sul prezzo - spiega Davide Adriano - sul mercato globale si è Vincenti innovando, proponendo prodotti unici e inimitabili dalla concorrenza”. Certo, innovare costa: «Serve tanta ricerca, quindi costa. Ma poi rende». Non a caso, lo Studio Adriano non ha ancora risentito degli effetti della crisi. «Quest’anno stiamo lavorando come non mai», dice entusiasta Davide, che precisa: “E in questi momenti che gli imprenditori lungimiranti investono per rinnovare il prodotto e differenziarsi dai concorrenti». E loro sono esperti nella ricerca di aziende lungimiranti. Rimanendo nel torinese , Davide cita la Progind per cui lo Studio Adriano ha realizzato la tastiera Bajca con cui questa azienda di stampaggio di materie plastiche, storico terzista, vorrebbe iniziare a proporsi sul mercato cin prodotti a proprio marchio; la mitica Tre Spade produttore tradizionale di macinini per il pepe e il caffè, a cui gli Adriano stanno rinnovando tutta la gamma introducendo anche prodotti ad alta tecnologia; Vanni – Nicodesign, il noto produttore di montature per occhiali di Torino che da un anno a questa parte ha aperto il proprio ufficio tecnico alla creatività degli Adriano. Del resto, automotive a parte, gli Adriano hanno già progettato di tutto portando il design nei luoghi più impensati: dalle macchine per il caffè dei bar (Cma) alle sorprese Kinder-Ferrero, delle tavolette dei wc (Bemis) al calcio balilla (B. Lab). E ovunque sono arrivati gli Adriano hanno lasciato il segno, trasformando in modo radicale forma e sostanza delle cose che hanno progettato. «Non facciamo vestitini nuovi per oggetti vecchi - commenta Davide, non facciamo innovazione vera». E non per niente il sogno nel cassetto degli Adriano è inventare una nuova forma di mobilità di massa in grado di sostituire l’auto. Loro che di automotive non si sono mai occupati, che hanno sempre cercato di dimostrare, nella città dell’auto, quanto il design possa contribuire a modificare le abitudini di tutti i giorni delle persone, cambiando forma e funzionalità delle cose di cui ci circondiamo, insomma anche loro sognano di applicarsi alla progettazione di un mezzo di spostamento. La promessa è che non sarà un bolide da corsa, un’auto sportiva ma un utilitaria rispettosa dell’ambiente. Perché c’è così tanto da innovare nel mondo delle auto secondo i fratelli Adriano: «Dalla propulsione alla forma, nessuno da decenni ha il coraggio di inventare qualcosa di veramente nuovo».
L’Eco del Chisone, 16 dicembre 2009. «Nemmeno la solidarietà unisce i commercianti». «Questa volta me la prenderò con i miei colleghi». Sgombera subito il campo da equivoci Paolo Reita, presidente di Cna Commercio. A farlo uscire fuori dai gangheri, le adesioni scarse – alle manifestazioni natalizie (leggasi luminarie , addobbi e quest’anno anche un progetto di solidarietà). «Non entro nel merito degli aspetti tecnici dell’organizzazione, ma voglio porre l’attenzione sull’imperante menefreghismo nei confronti di una proposta solidale», spiega. Su 500 commercianti che popolano il centro solamente 100 hanno aderito: «Questo significa che se il comune non avesse pagato buona parte delle luci, Pinerolo sarebbe rimasta al buio». E ancora: «Com’è possibile che tanti troppi commercianti abbiano risposto picche a chi chiedeva loro di aderire, accampando come motivazione il fatto che «tanto nella mia strada l’illuminazione c’è comunque, che io paghi o no? E questo ancora più grave se si considera che una quota dell’adesione sarà devoluta al Ciss». Molti non aderenti lamentano il ritardo nel presentare il progetto da parte dell’Amministrazione e delle Associazioni di categorie coinvolte (alcuni avevano già provveduto ad abbellire il proprio negozio quando è stato proposto il progetto curato “Vivi-Pinerolo”). Altri ritengono alto il prezzo per aderire. E qui Reita, insieme a “Vivi Pinerolo”, ribadisce che lo spirito voleva essere un altro: «Certo che un pino lo trovo a 20 euro, e in questo caso pagherei molto di più, ma in cambio si riceve a tutto tondo e soprattutto, di solidarietà. Quello che conta è fare squadra, essere parte di una grande colletta alimentare per le famiglie bisognose», conclude Reita.
Luna Nuova, 11 dicembre, 2009. Le porte del Castello si aprono per gli artigiani. Si aprono le porte del Castello di Adelaide e parte la settima edizione della rassegna “Arte e artigiani della Valle di Susa e della Val Sangone”. Dopo la grande attesa le eccellenze del made in Italy sono finalmente apprezzabili da tutti. Vitaliano Alessio Stefanoni, responsabile della sezione “Moda e made in Italy tra arte e design-La qualità oltre la griffe” e cicerone dell’intera mostra ha presentato l’iniziativa al pubblico. A seguire i ringraziamenti dell’assessore provinciale Ida Vana e del commissario della Comunità montana bassa valle Susa Antonio Ferrentino. Il sindaco Gemma Amprino ha continuato dicendo che la città di Susa è onorata di poter ospitare un evento di questa portata: Per questo motivo si è messa in gioco e ha messo a disposizione per la mostra evento il suo contenitore più bello. «Spesso sottovalutiamo l’importanza di avere mani creative - ho ricordato il sindaco di Susa - In realtà è uno strumento importantissimo, che sappiamo utilizzare fin da piccoli e che è in grado di renderci immortali». In un momento non così facile a causa della crisi l’adesione delle imprese al progetto è stata assai consistente. «Il ringraziamento va a tutte le aziende, gli artisti e gli artigiani che hanno aderito a questa iniziativa – spiegano Stella Cribari e Paolo Alberti della Cna- Sono davvero tanti, siamo riusciti a collocare ben 160 imprese». La passeggiata lungo i quattro piani del Castello di Adelaide offre la possibilità di ammirare vere eccellenze della creatività dell’anima. Al piano terra espongono i loro capolavori le scuole di intaglio di Meana e Chiomonte, che rappresentano l’altra valle, il circolo culturale Valdora 2006 di Caselette e la scuola di intaglio bussolenese. La scuola “Ricami d’arte bandera valle di Susa” propone le sue lavorazioni, tra le quali spicca il cuscino con i fiori della valle realizzato da Giovanni Fossati. Inoltre borse e scialli dell’associazione culturale “il quadrifoglio” asciugamani e centrini realizzati dal “Centro Adelaide e i pizzi di “Giaveno ricama”. La sezione “L’Arte del restauro e della decorazione: l’artigianato per la tutela del patrimonio storico e artistico” vanta grandi imprese che da tempo sono presenti in questo ambito. Tra tutte spiccano le associazioni che realizzano decorazioni artistiche in mosaici parietali e pavimentali in marmo e smalti veneziani. “Il legno tra saper fare, arte e design” ospita molte aziende che operano nel campo della falegnameria e dell’arredamento. Si trovano veri e propri allestimenti da camere da letto e salotti. L’azienda Gianinetti di Bussoleno dimostra la sua abilità e competenza con tendaggi e tappezzerie. Una delle sale è interamente dedicata ai liutai segusini, che espongono, strumenti già rifiniti e altri in fase di realizzazione, mostrando tutti i passaggi della particolare arte liutaria. Per quanto riguarda l’artigianato artistico un opera di rilievo è l’albero della vita” realizzato dal gruppo di “Teknè. Dai rami della pianta escono frutti che sono piccoli capolavori di ebanisteria, vetro fusione, lavorazione ceramica decorazione e mosaici. Lungo l’itinerario della mostra al sezione “I laboratori del gusto, dolci da forno e golosità dellle Valli di Susa e interamente dedicate all’alimentare. Il sabato mattina le imprese propongono la degustazione gratuita di vini e creme. Nell’area mercato i visitatori possono comprare prodotti locali della valle di grande eccellenza. Si possono trovare la focaccia di Susa i canestrelli tipici dei vari paesi della valle, caffè, cioccolato, liquori dell’alta valle e vere prelibatezze dolciarie. L’ultimo piano del castello ospita la rassegna “Moda e Made in Italy tra arte e design-La qualità oltre la griffe” dove avviene la sorprendente fusione tra arte e artigianato. Silvio Vigliaturo è l’ artista di punta colui che più di tutti ha creduto nella possibilità di sviluppare contaminazioni culturali tra il mondo della moda e quello dell’arte. La mostra itinerante, già ospitata dalla città di Chieri, si è arricchita di lavorazioni e opere d’arte rispetto al mese di ottobre si presenta a Susa con tantissime esposizioni. «Probabilmente – spiega Silvio Vigliaturo – l’ha voluta la contessa Adelaide, le i che già all’epoca sapeva circondarsi di cose belle». L’artista chierese ha inoltre citato per promuovere il mede in Italy di qualità una frase una frase che pronunciò un artigiano: «A me del mondo cinese che ci copia non me ne frega nulla. Se mi copiano una borsa io domani ne progetto un’altra». L’abito scultura, realizzato in collaborazione con la sartoria Cristiana Righetti, di Pino Torinese, ha come particolarità, oltre ai colori sgargianti che caratterizzano l’arte di Vigliaturo, la possibilità di mettere o togliere a seconda delle occasioni, un grande fiocco giallo. Sempre all’ultimo piano oltre a sciarpe, dipinti, abiti , bijoux e borse di grande qualità sono esposte le opere degli studenti dell’Istituto europeo di design di Torino che, in collaborazione con alcuni artigiani selezionati da Cna Federmoda, hanno concepito e realizzato capi d’abbigliamento e accessori ispirati al futurismo, movimento di cui quest’anno cade il centenario. Tra gli artisti d’eccezione delle mostra – evento troviamo Tino Aime, che propone le sue finestre sulla Valle di Susa e Daniela Baldo che, con energia e sperimentazione, passa dalla pittura al bijou.
Torino Sette, 11 dicembre 2009. Susa. Al Castello della contessa Adelaide, via al Castello 16, è allestita la mostra Arte e Artigiani della Valle di Susa e della Val Sangone fino al 10. Sabato e domenica 10-18, ingesso gratuito. Sabato 12 work shop gratuito per gli imprenditori della filiera della moda e della comunicazione dalle 9.30 alle 12.30.
La Valsusa, 10 dicembre 2009. Per “Arte e Artigiani” è un assalto al Castello. Eccezionale successo di pubblico per il primo fine settimana, con appendice martedì 8 per l’Immacolata della mostra vento Arte e Artigiani che proseguirà fino al 10 gennaio. La grande vetrina delle eccellenze artigiane della provincia fortemente voluta dalla Cna, inaugurata al Castello lo scorso venerdì. La mattina di martedì contava già oltre tre mila visitatori. Folla dei grandi eventi attirata dall’alto livello della rassegna ma anche della curiosità di visitare i rinnovati saloni del Castello, aperti per la prima volta al pubblico dopo il recente restauro. Molto partecipata l’inaugurazione con gli interventi di Vitaliano Alessio Stefanoni, Paolo Alberti e Stella Cribari per la Cna. Dell’Assessore provinciale Ida Vana, di Antonio Farrentino della Comunità Montana, dell’Artista Silvio Vigliaturo, maestro della vetro-fusione e del sindaco di Susa Gemma Amprino che commentava: «Quanto avremo di vedere parte da lontano. Le nostre abilità spesso hanno una storia che si perde nei secoli. L’importanza è nell’avere mani creative che producono opere immortali. In un tempo di scontri questo evento dimostra come territori e persone diverse possano lavorare sulla parte comune dando vita ad u prodotto di alta qualità. La Città di Susa è onorata. Faccio un plauso all’Assessore al commercio Francesco Penna e ai partner straordinari che ci hanno affiancato”. Aggiunge l’assessore Ida Vana: Le piccole imprese non si conoscono, questa mostra serve a creare contatti. Dalle frequentazioni nascono nuove opportunità». «Questa mostra è stata un po’ scommessa – commenta Paolo Alberti della Cna, ma lo sforzo organizzativo è stato premiato. E’ un segnale forte quello che vogliamo lanciare, le piccole imprese hanno un forte bisogno di rapporto col territorio. In questa mostra cerchiamo di far si che figure anche lontane si possano contaminare a vicenda». «Ringrazio tutti gli amministratori che in tutti questi anni hanno creduto nella manifestazione – aggiunge Stella Cribari e tutti gli artisti e imprenditori che hanno creduto nel progetto. Purtroppo a molti siamo stati costretti a dire no perché non ci stavano più». Un plauso alla Cna e a tutti gli enti coinvolti viene invece di Farrentino che aggiunge «abbiamo vinto una nuova scommessa». Di nuove idee e della contaminazione tra arte e artigianato che trova spazio al terzo piano del Castello con la mostra di punta Moda e Made in Italy parla invece l’artista Vigliaturo. «Collaborare con gli artigiani è stato per me un vero piacere», aggiunge. All’inaugurazione, tra il pubblico, anche il maestro liutaio Gianfranco Dindo. Lo stand della sua scuola, al primo piano con esposti i violini prodotti dagli allievi, è stato uno dei più visitati dal pubblico. Scuola della città di Susa che produce artigiani. Il maestro non manca di regalare una sorpresa , domenica 13 alle ore 12 presso il suo stand ci sarà la visita del figlio Enrico. Uno dei più grandi violoncellisti contemporanei a livello mondiale già due volte esibitosi nella Cattedrale di San Giusto e primo italiano ad aggiudicarsi nel 1997 il primo premio al famoso concorso “Rostropovich” di Parigi che proverà i violini e offrirà una piccola performance alla Cna, al papà e a tutti i presenti un appuntamento nell’appuntamento cui non mancare. In totale circa 160 gli stand, dal tessile all’alimentare, passando per il restauro, la pittura gli arredi i mosaici, l’edilizia… Molti dei quali fregiati del prestigioso marchio dell’eccellenza artigiana come il consorzio san Luca primo consorzio torinese a ricevere tale riconoscimento. Equipe di imprese e professionisti attivi nei settori della cultura della creazione artistica e restauro dei beni culturali di cui fa parte la segusina Carla Trecerri specializzata nel restauro e nella lavorazione delle vetrate artistiche. Un azienda che riassume lo spirito dell’evento quello dell’unione del confronto e della collaborazione. Presenti poi nei settori alimentari i noti marchi segusini Favro e Pietrini. A fare il resto a splendida cornice del Castello, con i figuranti in costume del Torneo Storico lungo i saloni tornati a vivere. Un matrimonio senza dubbio riuscitissimo che ha popolato come non mai le vie cittadine. Complici anche il mercatino Azeta Service Stella Cometa lungo le vie del centro storico e la nuova illuminazione natalizia a proiezione che ha fatto la sua comparsa, in collaborazione con l’associazione I Love Susa. La 7 edizione di arte e artigiani nella sua nuovissima veste, non poteva partire sotto auspici migliori.
La Valsusa, 10 dicembre 2009. Quale economia per la Valle? Per il futuro (e anche per il presente), su quale economia deve puntare la Valle di Susa? Anche l’ultimo ponte dell’Immacolata caratterizzato dal boom di villegginati, sembra confermare il consolidamento di una nuova vocazione: per il territorio quella turistica, non solo legata alle piste da sci, ma anche alla valorizzazione dei beni culturali locali: castelli chiese, musei fortificazioni. Perché soprattutto nell’ultimo anno che sta per concludersi, il dato di contraddizione i Valle di Susa è lampante. Da un lato c’è un settore forte, ma ormai è in fase di declino, ossia quello dell’economia industriale, che anche in queste ultime settimane registra segnali negativi continui, consistenti in cassa integrazioni licenziamenti chiusure o trasferimento delle fabbriche altrove. Dall’altro lato invece emergono nuove opportunità economiche. Si tratta del turismo, non solo sportivo, ma anche culturale. Una peculiarità oramai non più legata soltanto all’Alta Valle. Infatti oltre alla Conferma dei comuni da Comuni da Sestriere a Bardonecchia, che in questi quattro giorni di ponte hanno accolto migliaia di persone nei negozi, sulle piste da sci e nei locali (l’80% i posti letto alberghieri occupati- fonte Atl) il dato di novità è rappresentato dall’interesse dei turisti per chiese, musei e monumenti della Valle, se vengono valorizzati davvero. L’ultimo caso è proprio quello del Castello di Susa che nei tre giorni di riapertura durante l’immacolata è stato visitato da oltre 3000 mila persone, migliaia di turisti che con il loro passaggio nella Città di Cozio hanno creato un indotto- seppure di breve periodo a favore degli operatori economici locali (negozi di attività commerciali). Se questi due aspetti aggiungano anche la notizia con cui un paio di mesi fa, abbiamo aperto il giornale - ossia che nel 2008 sono stati circa 150 mila dei beni artistici della Valle, con Sacra di San Michele e Abbazia di Novalesa appare chiaro che per gli amministratori e politici della Valle sia ora di rifletterci davvero e concretamente, su cui bisognerà puntare per dare un futuro certo al territorio, e ai propri figli. Certamente l’industria è ancora il cavallo forte, ma una maggiore attenzione di investimento economico e progettuale al fine di valorizzare il patrimonio culturale di cui siamo dotati nei nostri piccoli e grandi paesi, può garantire quel’indotto che può vivere e svilupparsi davvero facendo rinascere l’attività privata del ceto medio e della piccola media impresa, che in altre parti d’Italia sta rappresentando una fonte di ricchezza e di benessere.
L’Eco del Chisone, 9 dicembre 2009. Spesa last minute… al rallentatore. Si concluso lunedì 30 novembre il primo round del progetto. “Spesa last minute” promosso da Cna Commercio con l’appoggio dell’Amministrazione comunale. Una bella sfida in cui i tempi in cui gli zeri alla “voce spese” aumentano in molte famiglie senza un adeguato corrispettivo in entrata. L’idea coniuga una certa attenzione nei confronti del consumatore sempre in più difficoltà ma anche un opportunità per il commerciante che a fine giornata a volte si trova costretto a gettar via l’invenduto (parliamo di prodotti deperibili). Di qui la scelta di mettere in vendita nell’ultima mezz’ora di apertura dei negozi aderenti, prodotti freschi o deperibili a prezzi scontati («partendo dal 10 per cento si può arrivare fino al 50 a discrezione del commerciante, aveva detto alla presentazione Giovanni Genovesio , presidente provinciale Cna Commercio). Buona l’idea ma la risposta non sembra essere stata all’altezza. O meglio: «In alcune attività i riscontri sono stati maggiori – spiega Bucci di Cna Commercio mentre in altre l’iniziativa non ha influito molto sull’afflusso di clientela». Lo conferma Claudio Piccato, titolare di un alimentare in via Palestro. La sua è una clientela affezionata, che nella relazione diretta con il commerciante trova un importante valore aggiunto: «I nostri clienti guardano poco al prezzo e chiedono tanto in termini di servizio in più, gli anziani non escono la sera nell’ultima mezz’ora prima della chiusura. Per loro probabilmente bisognerebbe pensare a giornate intere di offerta». La stessa riflessione arriva da Chiabrando (la gastronomia di via Buniva): «Crediamo molto in questo progetto, ma non ha avuto il riscontro che ci aspettavano. In ogni caso sono disponibile a partecipare nuovamente all’iniziativa. Magari aggiustando il tiro». Cambiando zona non cambia il quadro. Al Raviolone di via Bignone la proprietaria sperava in qualcosina di più:«Qualcuno è venuto nell’orario prestabilito per gli sconti ma li posso contare sulle dita di una mano». Un primo tentativo al rallentatore , insomma. Ma, d’altronde il pubblico pinerolese ci ha abituati a una certa lentezza nel rispondere agli stimoli. L’unica è non desistere. E Cna commercio sembra sulla strada giusta, fermamente intenzionato a ripetere “Spesa last minute” anche a gennaio, coinvolgendo nuove categorie (panetterie e macellerie in primis).
La Sentinella del Canavese, 7 dicembre 2009. Group 59, prototipo sul fotovoltaico al alta concentrazione. Il Consorzio d’imprese Group 59 nato a poco più di due mesi su iniziativa della Cna, all’interno dell’ex area Novelis di Borgofranco. Ad illustrarne le peculiarità erano presenti nello stand, l’ingegner Paolo Paulisic, di Area 59 detentore di brevetti e l’ingegnere Michele Boulanger, consulente dello Sportello Energia delle Cna e presidente della Raib (Recupero area industriale di Borgofranco) Il Consorzio intende lavorare proprio su questo tipo di tecnologia progettando e vendendo sistemi ad alta concentrazione per la produzione di energia elettrica e termodinamica da fonte solare. «Questo prototipo spiega in una nota, Paolo Paulisic permette di produrre un Kw di energia elettrica a 500 w di potenza termodinamica su una superficie di 2.56 metri quadrati . E’ un sistema a concentrazione termo voltaica per produrre energia cicli combinati » Del Consorzio Group 59 fanno parte, ad oggi quindici aziende, di cui 7 artigianali. I vertici sono impegnati nella ricerca di partners e finanziamenti per avviare il processo di industrializzazione del prototipo.
Torino Sette, 4 dicembre 2009. Artigiani & creativi. S’apre per la prima volta al pubblico il Castello della contessa Adelaide di Susa appena restaurato, che da sabato 5 ospita «Arte e artigiani della Valle di Susa e della Val Sangone». La tradizionale mostra mercato, giunta alla settima edizione, quest’anno si presenta come una mostra evento dedicata alla valorizzazione dell’artigianato del territorio, delle micro e piccole imprese piemontesi. L’obbiettivo, infatti, è quello di mettere in relazione gli artigiani del luogo, con imprenditori, creativi e designer di tutta la provincia di Torino, contribuendo allo sviluppo di un patrimonio di relazioni che sono la condizione essenziale per la difesa delle imprese locali e per il loro rilancio economico. L’esposizione, a ingresso gratuito si compone di quattro mostre. «Moda e made in Italy tra arte e design-La qualità oltre la griffe» promuove le imprese artigiane della moda, messe a confronto con giovani designer e artisti torinesi. E’ già stata esposta a Chieri, dove i visitatori sono oltre mille, ad aprile si potrà ammirare a Rivoli. Nome di punta della sezione è quella di Silvio Vigliaturo, sculture che più di tutti ha creduto nella possibilità di sviluppare contaminazioni culturali tra il mondo del fashion e quello dell’arte: sono esposte numerose creazioni di moda e in tessuto ispirate alla sua arte, iniziando dall’abito scultura realizzato con la sartoria Cristiana Righetti di Pino Torinese. Le altre mostre che compongono Arte e artigianato sono «Il legno tra saper fare, arte e design», rassegna sull’artigianato legno-arredo e sulla produzione seriale d’alta qualità, «L’arte del restauro e della decorazione l’artigianato per la tutela del patrimonio storico e artistico» e «I laboratori del gusto, cioccolato, dolci, da forni e golosità delle valli », dove, rotazione , le imprese propongono la degustazione gratuita e la vendita di golosità della zona. Cna cura come sempre l’organizzazione con il sostegno delle Comunità montane Bassa e Alta Valle di Susa e Val Sangone, città di Susa, Camera di commercio di Torino, Provincia, Regione, e altre associazioni di categoria, associazioni locali e Scuole d’intaglio del territorio. La mostra è in programma al castello (in via al Castello) da sabato 5 a domenica 10 gennaio: è aperta sabato e domenica (10-18), l’8 dicembre e il 6 gennaio. Per gli imprenditori sono previsti workshop gratuiti su prenotazione sabato 5, 12, 18 dicembre e 9 gennaio (orario 9.30-12.30) mentre ogni venerdì possibilità di visite per gruppi. Info: 0122/62.24.58.
La Valsusa, 3 dicembre 2009. Moda e Made in Italy tra l’arte e il design. La contaminazione tra le competenze tecniche dell’industria tessile, il saper far proprio della sartoria artigianale e le arti visive ha permesso di scrivere con riferimento alla prima metà del Novecento, le pagine più prestigiose della storia della moda. Dal Fauvismo al Cubismo, dall’Art Nouveau al Futurismo, tutte le avanguardie artistiche hanno ispirato profondamente la moda e attraverso di essa la società e i suoi costumi, segnando di fatto l’ingresso dell’Arte con la A maiuscola nella produzione tessile seriale. Il rapporto tra l’Arte e il mondo della Moda nella sua totalità è stato a volte solo provocatorio, ma molto più spesso esplicitamente orientato a contribuire al rinnovamento della società e dei comportamenti in modo del tutto parallelo alla nascita della moderna comunicazione pubblicitaria, a partire dalla fine dell’Ottocento e ancor più dai primi anni del Novecento, gli artisti hanno messo a disposizione di industriali e artigiani la loro creatività per far nascere un nuovo stile di vita. Attraverso vestiti femminili, le collane le scarpe disegnate da Futuristi ed in primis di Giacomo Balla, Filippo Tommaso Marinetti e Fortunato Depero, oppure gli straordinari ghirigori dinamici di colore impressi sulle sete ideate da Roul Dufy per Bianchini-Ferrier si respira un mondo nuovo che lentamente comincia a prendere forma. A colpire è però soprattutto un fatto: lo spirito di collaborazione e la voglia di mettersi in discussione accomuna produttori e artisti, spesso ancora non celebri del momento in cui iniziano a provocarsi a vicenda andando a integrare esperienze abilità diverse che faranno nascere qualcosa di veramente nuovo. Il rapporto tra la creatività artistica e la produzione di tessuti, capi d’abbigliamento e accessori è però andato indebolendosi con il passare del tempo, lasciando un vuoto che in parte è stato occupato dalle competenze del moderno design. La mostra allestita dalla Cna Torino al Castello della Contessa Adelaide vuole in questo senso essere di riferimento per tutte le imprese che in qualche modo si occupano di moda e che operano in provincia di Torino, proponendosi come spazio espositivo privilegiato per sartorie artigianali; piccole manifatture; ricamatrici, produttori di bijou, calzature e borse e tutto quanto rende tangibile il piacere di indossare. Torino è ancora oggi una Città della Moda certamente non più ricca come in altri tempi eppure ancora viva e capace di sorprendere popolata da un fitto sottobosco di piccole imprese che sanno ancora stare sul mercato, ma che proprio guardando all’Arte e il Design potrebbero ritrovare nuova linfa per affrontare con successo le sfide delle globalizzazione e della crisi complessiva del tessile piemontese. Non a caso quindi, la mostra propone le opere di alcuni di alcuni artisti torinesi che in varia misura hanno manifestato un interesse verso il mondo della moda, partendo dal chierese Silvio Vigliaturo che caratterizzerà fortemente gli spazi espositivi con le sue tele e le suggestive creazioni in vetro fusione, per arrivare al torinese Francesco Casorati che nelle sue tele ha sempre giocato, provocatoriamente, con il concetto del filo e a Tino Aime che ben interpreta lo spirito della Valle di Susa. E con l’obbiettivo di mettere concretamente in relazione gli imprenditori appartenenti ai variegati settori della filiera del fashion, tra loro ma soprattutto con gli artisti e i designer torinesi, la mostra prevede nelle giornate di sabato 5,12, 19 dicembre a 9 gennaio dei work shop riservati agli imprenditori. La mostra propone infine, con pari dignità, i lavori degli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Torino che in collaborazione con alcuni artigiani selezionati da Cna Federmoda hanno concepito e realizzato capi d’abbigliamento e accessori ispirati al Futurismo di cui quest’anno cade io centenario. Perché al forza del Fashion italiano risiede da sempre nella creatività e nella cura delle lavorazioni: competenze proprie di un made in Italy di qualità tutto artigianale e piccolo industriale che deve però ancora imparare a distinguersi, uscendo dal protagonista dal cono d’ombra delle grandi griffe, questo può avvenire utilizzando anche la leva del design e le contaminazioni con il mondo dell’arte. L’allestimento della mostra è stato curato dalla scenografa artigiana Elena Imberti di Manfactura (Cna ringrazia per la preziosa collaborazione il vetrinista Mario Barbero). Il catalogo della Mostra e Made in Italy (40 pagine a colori) è stato stampato in sole 500 copie numerate a cura della Cna Torino. Sono esposte opere di: Silvio Vigliaturo, Francesco Casorati, Tino Aime, Guido Appendino, Daniela Baldo, Alberto Bongini, Silvio Cocco, Limda Crema , Piero Fonis, Marcello Gobbi, Gianni Tuninetti, Varrè, Mauro Villone.
La Valsusa, 3 dicembre 2009. Gli ambasciatori del “made in Italy” a Susa. Quest’anno la tradizionale mostra mercato “Arte e artigiani della Valle di Susa e della Val Sangone” , giunta alla sua settima edizione viene proposta in forma di mostra evento per la valorizzazione dell’artigianato del territorio, una vera e propria vetrina di altissimo profilo dei prodotti locali. L’obiettivo di questa edizione speciale di Arte e Artigiani è quello di mettere in relazione gli artigiani del territorio delle Valli di Susa e Sangone con imprenditori creativi e designer di tutta la provincia di Torino, contribuendo allo sviluppo di un patrimonio di relazioni che sono la condizione essenziale per la difesa delle imprese locai e per il loro rilancio economico. Come sempre Can ne cura l’organizzazione avvalendosi del sostegno della Comunità Montana Bassa Valle di Susa, della città di Susa della Camera di Commercio di Torino, della Provincia di Torino e della Regione Piemonte, della Comunità Montana Alta Valle di Susa, della Comunità Montana Val Sangone , altre Associazioni di categoria, Associazioni locali e Scuole d’intaglio del territorio. La mostra si svolgerà nella prestigiosa cornice del Castello di Susa, fresco di restauro, da sabato 5 dicembre a domenica 10 gennaio, tutti i sabati e le domeniche incluse le festività dell’8 dicembre e del 6 gennaio. Si tratta del primo vento ospitato all’interno del Castello della Contessa Adelaide dopo l’opera di restauro che sarà anticipato da un inaugurazione ad inviti la s era del 4 dicembre a partire dalle ore 17.30. L’edizione speciale dedicata alla moda, all’alimentare di qualità, al legno arredo e all’artigianato artistico sarà articolata in quattro distinte sezioni: “Moda e made in Italy tra arte e design-La qualità oltre la griffe”, mostra itinerante per la promozione delle imprese artigiane della filiera della moda, messe a confronto con giovani designer e artisti torinesi; “Il legno tra saper fare, arte e design, rassegna delle competenze artigiane nell’artigianato del settore legno-arredo e nella produzione seriale di alta qualità; “L’Arte del restauro e della decorazione: l’artigianato per la tutela del patrimonio storico e artistico”; “I laboratori del gusto , cioccolato dolci da forno e golosità delle valli di Susa dove a rotazione le imprese proporranno la degustazione gratuita e la vendita i piccole quantità di prodotto. Arte e Artigiani, contrariamente a quanto è avvenuto negli anni passati, durerà quindi oltre un mese e permetterà di creare innumerevoli occasioni di incontro e di promozione verso i segusini e turisti natalizi. Ancora una volta, «Arte e Artigiani» metterà in mostra il vasto e variegato mondo dell’artigianato e delle micro e piccole imprese piemontesi, valorizzando donne e uomini che credono nel proprio lavoro e nelle opere contribuendo alla crescita economica del Paese. Gli orari della manifestazione saranno i seguenti: tutti i sabati e le domeniche con orario continuato dalle ore 10-18 venerdì per gruppi su appuntamento. Per ulteriori informazioni e per prenotare le visite delle comitive, contattare la Responsabile dell’ufficio Cna di Susa Stella Cribari, tel. 0122.62.24.58, scribari@cna-to.it
Skart magazine, dicembre 2009-gennaio 2010. A Susa gli ambasciatori del made in Italy. Gli Ambasciatori del made in Italy sono in mostra la Castello di Susa con “Arte e Artigiani della Valle di Susa e della Val Sangone” evento che si svolgerà dal 5 dicembre al 10 gennaio, con ingresso gratuito (sabato e domenica, ore 10-18 venerdì su appuntamento per comitive aperto anche l’8 dicembre e il 6 gennaio). Cna in collaborazione con la città di Susa e la Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Valcenischia, propone quattro grandi mostre evento in una sola esposizione nella splendida cornice del Castello di Susa appena restaurato e per la prima volta aperto al pubblico: il restauro e la decorazione; le eccellenze enogastronomiche del territorio e il laboratori del gusto: il legno-arredo e il design; la moda e i suoi accessori incontrano l’Arte e il Design. Quest’ultima sezione della mostra è costituita dal progetto “Moda e Made in Italy tra Arte e Design – La qualità oltre la griffe” allestita per la prima volta a Chieri dal 3 al 31 ottobre e ora riproposta in una versione rinnovata e arricchita. Arte e Artigiani è un evento organizzato dalla Cna Torino in collaborazione con la città di Susa e la Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Valcenischia e con il sostegno della Regione Piemonte, della provincia di Torino, delle Comunità Montane Alta Valle di Susa e Val Sangone, della Camera di commercio di Torino, delle associazioni locali e di Turismo Torino e Provincia: per gli imprenditori della filiera della Moda e della Comunicazione sono previsti dei Workshop nelle giornate di sabato 5, 12, 19 dicembre e 9 gennaio alle ore 9.30-12.30. La partecipazione ai workshop è gratuita, ma l’iscrizione è obbligatoria compilando l’apposita scheda reperibile su www.cna-to.it
Luna Nuova, 1 dicembre 2009. Artigianato in valle. Conto alla rovescia. Ci avviciniamo a grandi passi alla settima edizione della rassegna “Arte e artigiani della Valle di Susa e della Val Sangone” La mostra evento “ Gli ambasciatori del mede in Italy di qualità” resterà aperta dal 5 dicembre al 10 gennaio la prestigiosa sarà il rinnovato castello della contessa Adelaide. L’ingresso sarà gratuito e la rassegna potrà essere visitata tutti i sabati e le domeniche dalle 10 alle 18, incluse le festività dell’8 dicembre e del 16 gennaio. Il venerdì sarà dedicato, su appuntamento, alle comitive. L’intento promosso, promosso dagli organizzatori dell0’evento è quello di mettere in relazione gli artigiani del territorio con imprenditori creativi e designer di tutta la provincia di Torino, contribuendo allo sviluppo di un patrimonio di relazioni che sono la condizione essenziale per la difesa delle imprese locali e per il loro rilancio economico. La mostra prevede infatti nelle giornate di sabato 5, 12, 19 dicembre e 9 gennaio dei workshop riservati agli imprenditori, con orario 9,30-12.30. L’esposizione comprenderà grande novità di quest’anno, quattro sezioni: “I laboratori del gusto, cioccolato, dolci da forno e golosità delle valli di Susa”, “Il legno tra saper fare, arte e design”, l’Arte del restauro e della decorazione: l’artigianato per la tutela del patrimonio storico e artistico” e come fiore all’occhiello la mostra itinerante, già tenuta nella città di Chieri nel mese di ottobre, “moda e Made in Italy tra arte e design- La qualità oltre la griffe”. I visitatori avranno la possibilità di assaporare vere prelibatezze ammirando le opere esposte. L’apertura sarà preceduta da un inaugurazione ad inviti la sera di venerdì 4 a partire dalla 17.30.
Obiectiv, 1 dicembre 2009. Nasce Cna Piccola Industria. Lunedì 20 novembre, presso la sede Cna Torino, si è tenuta la conferenza stampa per presentare la nascita di Cna Piccola Industria, uno spazio di aggregazione per le piccole e medie imprese che già conta quasi 1200 attività imprenditoriali aderenti, creato all’interno della Cna Torin, forte di quasi 15 mila imprenditori associati sul territorio della Provincia di Torino. Fra questi al momento, ben 500 sono di nazionalità romena. “Lo scopo è quello di dare di più peso, più forza, più rappresentanza al sistema delle piccole imprese del territorio torinese, che hanno difficoltà ad essere riconosciute e sostenute nei loro sforzi imprenditoriali, con apposite politiche industriali e sociali da parte dei governi locali” ha affermato Rosa Maria Polidoro, presidente di Cna Piccola Industria Torino, tra i membri della direzione per la prima volta un importante stranieri, Hassan Jammoul, importante imprenditore di origine marocchina.
Luna Nuova, 1 dicembre 2009. Cna Piccola Industria, casa degli imprenditori. E’ nata anche in provincia di Torino Cna Piccola Industria. Alla guida è stata eletta Rosa Maria Polidori, imprenditrice metalmeccanica. Il suo vice sarà Bruno Scanferla: membri della presidenza sono stati eletti i seguenti imprenditori: Leonio Allegretti, Donatella Babbini, Roberto Barbieri, Germano Demicheli, Luca Fiorano Enzo Innocente, Carlo Navire, Giorgio Riela, Paolo Costa, Giovanni Mancini. E’ infine stata eletta la direzione composta da: Antonio Adamo, Fulvio Cerutti. Eligio Gervasoni, Hassan Jammoul, Antonino Mineo, Bruno Passerini, Maria Vittoria Pelazza , Nicola Scarlatelli , Michele Spadaro, Federico Tedino, Luca Veltri , Aldo Spangaro, Andrea Tesio, Cristina Fresia, Piermassimo Massa. La costituzione di questo specifico raggruppamento all’interno del sindacato artigiano nasce dall’interesse delle piccole imprese e dall’evoluzione delle aziende artigiane che in questi ultimi anni hanno scelto di essere rappresentate da Cna Torino. Piccola Industria, all’interno delle 13.500 imprese aderenti all’associazione, per un totale di quasi 15 mila imprenditori associati, annovera circa 1200 aziende, che avendo una natura giuridica di Sas e Srl non artigiane più un consistente numero di srl artigiane e genera una dimensione da piccola impresa (10-15 addetti) hanno esigenze diverse dall’artigianato, in particolar sui contratti di lavoro, sulle politiche industriali e sul sistema creditizio e alcuni servizi di consulenza specialistica. Nella nostra area le imprese fino a 20 addetti rappresentano il 98 per cento del totale, un dato che sale al 99 per cento se si considera la classe da 0 a 50 addetti; inoltre l’altro elemento rilevante emerso negli ultimi anni è che più del 50 per cento degli occupati nella nostra provincia opera in aziende con meno di 20 addetti, percentuale che sale al 65 per cento se si considerano le aziende fino a 50 addetti.
Luna Nuova, 27 novembre 2009. Ambasciatori del made in Italy. Ritrovato l’antico splendore il castello riapre le sue porte per ospitare un prestigioso evento. Il restauro e la decorazione, le eccellenze enogastronomiche del territorio e i laboratori del gusto, il legno-arredo e il design, la moda e i suoi accessori incontrano il mondo dell’arte per oltre per oltre un mese nella dimora della contessa Adelaide. La mostra evento “Gli ambasciatori del made in Italy di qualità” , organizzata dalla Cna Torino in collaborazione con la città di Susa e la Comunità montana, con il sostegno della Regione, della Provincia, della Camera di commercio, delle associazioni locali e di Turismo Torino e provincia, sostituisce e rinnova la mostra mercato che generalmente si teneva nel mese di luglio. Si tratta di una grande vetrina per l’artigianato per i prodotti della valli di Susa e Sangone. L’intento è quello di mettere in relazione gli artigiani del territorio con imprenditori creativi e designer di tutta la provincia, contribuendo allo sviluppo di un patrimonio di relazioni, che sono la condizione essenziale per la difesa delle imprese locali e per il loro rilancio economico. La mostra prevede infatti nelle giornate di sabato 5, 12, 19 dicembre e 9 gennaio dei workshop riservati agli imprenditori. Il castello di Susa, fresco di restauro, sarà la prestigiosa cornice dell’esposizione, che si svolgerà da sabato 5 dicembre domenica 10 gennaio. L’apertura sarà preceduta da un’inaugurazione ad inviti la sera di venerdì 4 a partire dalle 17,30. L’ingresso è gratuito e la rassegna sarà visitabile tutti i sabati e le domeniche dalle 10 alle 18, incluse le festività dell’8 dicembre e del 6 gennaio . L’esposizione sarà articolata in quattro sezioni. “ I laboratori del gusto, cioccolato, dolci da forno e golosità delle Valli di Susa” , dove le imprese proporranno al degustazione gratuita e la vendita di piccole quantità di prodotti locali. I visitatori avranno la possibilità di assaporare vere prelibatezze. “il legno tra saper fare, arte e design”, dove i lavori artigianali di valle verranno a contatto con il design dando vita a un ottimo mix di tradizione e futuro. “L’arte del restauro e della decorazione l’artigianato per la tutela del patrimonio storico e artistico” nella qual verranno esposte opere di rifinitura, piccoli esempi di artigianato creati da veri artisti. “Moda e made in Italy tra arte e design – La qualità oltre la griffe” mostra itinerante, già tenuta a Chieri nel mese di ottobre per la promozione delle imprese artigiane della filiera della moda, messe a confronto con i giovani designer e artisti torinesi. Questa sezione vuole essere un riferimento per tutte le imprese che si occupano di moda e accessori che operano in provincia di Torino, proponendosi come spazio espositivo privilegiato per sartorie artigianali, piccole manifatture ricamatrici, produttori di bijou, calzature e borse. «Torino è ancora oggi una città della moda certamente non più ricca come in altri tempi, eppure e ancora viva e capace di sorprendere, popolata da un fitto sottobosco di piccole imprese che sanno ancora stare suo mercato ma che proprio guardando all’arte e al design potrebbero ritrovare nuova linfa per affrontare con successo le sfide della globalizzazione e della crisi complessiva del tessile piemontese- spiega Vitaliano Alessio Stefanoni, responsabile della sezione “Moda e made in Italy tra arte e design-La qualità oltre la griffe” – Non a caso, quindi la mostra propone le opere di alcuni artisti torinesi che, in varia misura, hanno manifestato un interesse verso il mondo della moda, partendo dal chierese Silvio Vigliaturo che caratterizzerà fortemente gli spazi espositivi con le sue tele e le sue suggestive creazioni in vetro fusione, per arrivare al torinese Francesco Casorati, che nelle sue tele ha sempre giocato, provocatoriamente con il concetto del filo e il pittore Tino Aime che ben interpreta lo spirito e le suggestioni delle valle di Susa, fino ai liutai della scuola di Susa, in grande espansione». La mostra proporrà inoltre i lavori degli studenti dell’Istituto Europeo design di Torino che in collaborazione con alcuni artigiani selezionati da Cna Federmoda, hanno concepito e realizzato capi d’abbigliamento e accessori ispirati al futurismo. Movimento di cui quest’anno cade il centenario. Saranno presentate opere delle scuole d’intaglio del territorio delle associazioni di ricamo e di altri pittori della zona. Nella sezione dedicata alla moda l’artista di punta sarà Silvio Vigliaturo che più di tutti hanno creduto nella possibilità di sviluppare contaminazioni culturali tra il mondo della moda e quello dell’arte. Saranno esposte numerose creazioni di moda o comunque in tessuto ispirate alla sua arte, in modo particolare l’abito scultura realizzato in collaborazione con la sartoria di Righetti Cristiana di Pino Torinese. «Il made in Italy, da sempre caratterizzato in particolare per gusto e bellezza, sta attraversando un periodo difficile. Proprio per questo motivo abbiamo dato vita a questa innovativa fiera dell’artigianato- spiegano gli organizzatori della mostra – Speriamo che possa servire da stimolo a rappresentare il prodotto italiano nei termini in cui è conosciuto ed apprezzato, distinguendosi così da altre produzioni più anonime e seriali». Sempre nell’ottica del rilancio dell’artigianato e della piccola industria venerdì 11 alle 21 si terrà presso il Castello di Susa una tavola rotonda sul credito e lo sviluppo dell’economia di valle, caratterizzata, come la gran parte del territorio italiano, dalle imprese di piccole dimensioni.
Torino Click, 25 novembre 2010. Borse di plastica bandite dal 2010. Sarà un passaggio graduale per permettere a commercianti e distributori di esaurire le scorte, ma la strada è ormai intrapresa. La direttiva Ue EN 13432 sugli imballaggi vieta a partire dal 1° Gennaio dal 2010 la produzione e la commercializzazione di sacchetti non biodegrabili, i tradizionali shopper di polietilene ( anche detti “col manico a conottiera). Il Governo Italiano ha ottenuto una proroga del provvedimento di un anno, fino al 1 gennaio 2011, ma il comune di Torino, d’accordo con i commercianti, ha deciso di anticipare quella data e di mettersi in regola con la direttiva europea nel 2010. L’assessore al Commercio Alessandro Altamura e l’assessore all’Ambiente Roberto Tricarico, hanno siglato oggi un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria del commercio e dei consumatori Api, Ascom, Cna, Confesercenti, Federdistribuzione, Coop, Federconsumatori, Adiconsum, Asiap, Fenapi, Anva, Cia, Ubat, Coldiretti e le associazioni ambulanti Fiva, Fivag e Asiap per avviare una graduale eliminazione dei sacchetti dalla distribuzione commerciale e la loro sostituzione con sacchetti in mater-bi biodegrabili in sei mesi dalla data di produzione, o in alternativa da borse in cotone riutilizzabili. Mai più borse di plastica, dunque. “ L’iniziativa che presentiamo questa mattina è la prima in Italia ha detto Roberto Tricarico, assessore all’ambiente e la firma del protocollo cade nella Settimana europea per la riduzione dei rifiuti cui hanno aderito, Regione, Provincia e Comuni. Una delle sfide e l’eliminazione delle buste di plastica della spesa. E per sensibilizzare cittadini e operatori abbiamo distribuito gratuitamente in quattro mercati 5 mila borse riutilizzabili realizzate dalle detenute delle Vallette. L’Amiat e i commercianti torinesi ha proseguito Tricarico, hanno dimostrato una grande sensibilità offrendo la loro collaborazione una città che sempre di più all’ecologia” L’assessore all’ambiente della Provincia Roberto Rocco, ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa e la sintonia con le azioni già messe in campo dal suo assessorato, sottolineando il proprio impegno a estendere l’iniziativa agli altri comuni della provincia torinese. I sacchetti sono l’oggetto fabbricato in maggior numero di esemplari nell’intera storia dell’umanità. Solo in Italia ogni anno ne vengono prodotti oltre 10 miliardi. L’ambiente impiega ben 400 anni a distruggere un sacchetto di plastica non correttamente smaltito. Inoltre, in Italia la produzione dei sacchetti è accompagnata dal rilascio di 400 mila tonnellate di anidride carbonica. Il protocollo darà avvio a partire da oggi e fino al 31 marzo 2010, a un programma sperimentale per la progressiva diffusione della “buona pratica” del non utilizzo di sacchetti non biodegrabili per l’asporto delle merci. Dal 2 aprile 2010 la città vieterà “agli esercizi commerciali, artigianali e di somministrazione alimenti e bevande esercenti attività sul territorio comunale in sede fissa o su area pubblica, nonché ai produttori agricoli che effettuano l’attività di vendita al dettaglio sui mercati cittadini” la distribuzione ai consumatori di sacchetti non biodegrabili per l’asporto delle merci, salvo esaurimento delle scorte. La norma riguarderà soprattutto gli operatori mercatali e i commercianti di genere alimentari, maggiori “distributori” di borse di plastica. Città e associazioni si impegnano reciprocamente a promuovere la graduale sostituzione dei sacchetti in polietilene non biodegrabili per l’asporto delle merci con sacchetti biodegrabili preferibilmente conformi alla norma tecnica Uni En 13432, come campagne di informazione, progetti nelle scuole, distribuzione di shopper riutilizzabili. Insieme, promuoveranno attività di sensibilizzazione dei cittadini delle imprese associate e dei consumatori, per agevolare un cambiamento delle abitudini e raggiungere l’obiettivo condiviso. Una commissione Comune-Associazioni verrà periodicamente convocata al fine di monitorare la diffusione “della buona pratica” e di consentire eventuali interventi correttivi del percorso. «Il nostro impegno è andare verso la lenta sostituzione dei materiali non biodegrabili – ha precisato Alessandro Altamura, assessore al Commercio e Attività produttive per questo daremo il tempo ai piccoli commercianti di esaurire le scorte a disposizione, un problema che non si pone per la grande distribuzione che ha già fatto molti passi in avanti in questa direzione. Le associazioni di categoria si sono impegnate a sostenere con noi questa scommessa per il futuro ed è un segnale positivo per il tessuto economico torinese in una fase di crisi economica». «Per questo – ha concluso Altamura – non ci sarà un approccio sanzionatorio , ma un azione di monitoraggio, in collaborazione con le associazioni per intervenire in tempo reale là dove emergano difficoltà».
Ansa, 25 novembre 2009. Edilizia: sicurezza nei cantieri. Al via domani Restructura. Manifestazione in programma fino al Lingotto Fiere. Da domani a domenica è in programma la 22esima edizione di Restructura, la quattro giorni torinese dedicata all’edilizia organizzata da Lingotto Fiere- gruppo GL Events Italia. Punto d’incontro di tutti i protagonisti tecnici e operatori dell’edilizia come dell’artigianato e della tradizione manuale è un momento di dibattito e sui temi importanti, come energia bioedilizia, architettura sostenibile, ma anche meccanica e sicurezza. Proprio la gestione nella sicurezza dei cantieri è il tema di massima attualità che apre le giornate di confronto e aggiornamento indirizzate al mondo delle costruzioni. Nella Sala Blu del Padiglione 2 alle 10.30 il convegno Costruire in sicurezza: modelli di valutazione dei rischi dopo la modifica del Testo Unico organizzato da Cpt (Comitato Paritetico Territoriale per la Prevenzione Infortuni, L’Igiene e Costruzioni, Confartigianato, Casartigiani, Filca- Cisl, Fillea Cgil, Fneal Uil, Inail Piemonte sigla l’inizio della manifestazione . E’ questa l’occasione nella quale viene presentato il manuale “La valutazione dei rischi nel settore delle costruzioni”. Dopo i saluti di Andrea Vanier, Direttore Generale di Lingotto Fiere, Alessandro Barberis, presidente della Camera di commercio di Torino, e Paolo Alberti , Segretario provinciale Cna Torino, è Lino Scopacasa, segretario del Cpt di Torino e Provincia a condurre il dibattito che vede intervenire le figure tecnico-gestionali la pubblica amministrazione e gli Organismi di Vigilanza. Il programma di convegni prosegue alle 15, sempre in Sala Blu, con “Finanziarie la valorizzazione dei beni culturali: Sinergie tra committenza impresa artigiana e forme associate” Organizzato da Conservare per Innovare Associazione Culturale, Consorzio San Luca per la Cultura , l’arte e il Restauro. La giornata si conclude alle 18 con il convegno “Lavori e forniture negli appalti pubblici; i termini dei pagamenti nella Pubblica Amministrazione; il Piano Casa: ruolo degli Enti locali a sostegno delle imprese regionali, dei cittadini e dei territori”, proposta da Cna Piemonte. Complessivamente, oltre 60 i seminari, workshop i convegni a disposizione degli operatori professionali del mondo edile durante i quattro giorni di Restructura.
Ansa, 25 novembre 2009. Crisi: Cna agli enti locali, ognuno faccia la sua parte. Per superare la crisi «ognuno giochi la sua parte» E’ l’appello che la Cna Piemonte rivolgerà agli enti locali domani in occasione di un convegno organizzato nell’ambito di “Restructura” La Cna chiede “L’avvio delle opere immediatamente cantierabili, l’affidamento diretto di lavori e forniture fino a 500 mila euro, il rispetto dei termini dei pagamenti rivedendo i patti di stabilità e realizzando accordi tra enti locali e banche per anticipare i crediti della pubblica amministrazione alle imprese”. La Confederazione dell’Artigianato chiede inoltre di “attuare il Piano casa divulgando nei rispettivi comuni le opportunità offerte dalla legge e offrendo ai cittadini uno sportello di prima informazione”. La Cna chiede poi di “ intervenire sul calcolo dei tributi locali legandoli a criteri di reddito e non a dati indipendenti della produttività dell’impresa, contribuendo così alla riduzione della tassazione sulle imprese”. Tra le altre richieste della Can agli enti locali c’è la possibilità, per le aziende in crisi, di dilazionare i pagamenti dei tributi, incentivare il risparmio energetico, prorogare l’entrata in vigore del blocco ai mezzi diesel euro 2 prevista per gennaio 2010.
Ansa 25 novembre 2009. Inchiesta solarium: Cna, da 18 anni aspettiamo nuove norme. Le irregolarità trovate dalla Procura di Torino nei solarium cittadini sono la diretta conseguenza «della mancata emanazione di un decreto ministeriale che il settore attende da diciotto anni»: ad affermarlo è la Cna (confederazione nazionale artigianato) del Piemonte in merito agli sviluppi delle indagini del Pm Raffaele Guariniello in otto centri, di cui risalta che 30 apparecchi su 35 non sono a norma. «Le imprese del settore estetico – dice una nota della Cna non possono che accogliere con favore ogni iniziativa che sia mirata alla maggiore sicurezza degli operatori e degli utenti». I ministeri interessati, però devono approvare il provvedimento, «che può finalmente consentire di avere regole e generalizzate» in tema di impiego e di cautele d’uso degli apparecchi. Cna, inoltre, raccomanda «un comportamento responsabile da parte degli amanti della tintarella» «L’esposizione al sole artificiale – viene spiegato deve avvenire con prudenza e gradualità, rispettando i temi di esposizione collegati anche al proprio fototipo ed evitando eccessi che a lungo andare possono portare anche a patologie gravi. E’ sempre bene rivolgersi a strutture in cui sia presente personale qualificato in estetica».
Ansa, 25 novembre 2009. Ambiente: Torino; sacchetti plastica vietati da aprile 2010. Dal 2 aprile 2010 i commercianti di Torino non potranno più dare ai clienti sacchetti in plastica, in anticipo di quasi un anno rispetto al divieto su scala nazionale, slittato al 2011 grazie a una deroga. Proprio oggi il Comune rappresentano dagli assessori al Commercio Alessandro Altamura e all’ambiente Roberto Tricarico ha firmato un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria del commercio ( Api, Federdistribuzione, Coop, Cna Fiva, Fivag, Ansiap). L’accordo prevede un periodo sperimentale di quattro mesi , da oggi la 31 marzo , per la progressiva diffusione della “buona pratica”. I sacchetti poletilene per l’asporto delle merci che hanno una durata di 400 anni – saranno sostituti con involucri biodegrabili . Sarà poi un adeguamento di una norma a stabilire le multe per i trasgressori. La città e le associazioni comunicheranno la novità con campagne di informazione, progetti nelle scuole , distribuzione di shopper riutilizzabili.
Cronaca qui, 24 novembre 2009. Fatturati ancora giù. «Solo leggeri segnali di miglioramento». La piccola industria torinese continua a risentire della crisi anche se si intravedono leggeri segnali di miglioramento. Nel periodo maggio – agosto 2009. il 52% delle imprese ha registrato nuovi cali di fatturato, contro il 76% del quadrimestre precedente. È quanto emerge dalla seconda indagine congiunturale sull’artigianato e la piccola industria presentato oggi da Cna Torino che ha anche annunciato la nascita di Cna Piccola industria, nuova realtà associativa che conta circa 1.200 iscritti. «La situazione di crisi non è nuova – ha detto Rosa Maria Polidori, neo eletta presidente di Cna Piccola Industria Torino e preme di più sulle aziende strutturate che hanno effettuato investimenti. L’obbiettivo di Cna piccola Industria – ha aggiunto è di dare voce alle imprese di piccole dimensioni, partendo dalla proposta di un unione bilaterale con il sindaco per uscire dalla crisi». Nel contesto recessivo il periodo maggio –agosto che ha riguardato il 36 % delle Imprese intervistate (contro il 22% della precedente rilevazione) mentre un aumento è stato registrato dal 12% delle aziende (2% nel periodo gennaio aprile). A subire in misura maggiore gli effetti della crisi, pur con dati in miglioramento rispetto al periodo precedente , è ancora il tessile, settore in cui il 90% degli intervistati denuncia un calo di fatturato. Seguono il legno (75%) l’industria chimica (66%), tipografia e cartotecnica (60%) metalmeccanica (55%). Stabilmente negativa la situazione occupazionale: le imprese che fanno ricorso alla cassa integrazione sono il 40% (46% nel primo semestre 2009), ma in quasi la metà dei casi la Cig ha interessato oltre il 50% dei dipendenti. Stabili (42%) le previsioni di utilizzo di ammortizzatori sociali per il secondo semestre. Ancora critici si presentano gli indicatori che misurano gli investimenti. Nel periodo maggio-agosto 2009 l’82% delle imprese non ne ha effettuati. Il 18% di imprese che ha investito ha indirizzo le risorse alla sostituzione dei macchinari, senza aumentare la capacità produttiva. Nel prossimo quadrimestre appena il 10 delle imprese prevede nuovi investimenti. Ancora difficile il rapporto con le banche. Il 90% delle aziende ha un finanziamento in essere. Di questi il 12 % denuncia una riduzione degli affidamenti. Quasi un impresa su tre sostiene che il costo del credito è aumentato.
Cronaca qui, 24 novembre, 2009. Allarme artigianato: occupazione in calo. Si attenua leggermente la crisi per il comparto artigiano torinese, anche se il quadro rimane ancora negativo. Nel quadrimestre maggio agosto 2009, le imprese che hanno denunciato una contrazione del fatturato sono state il 42%. Di queste il 3,6% sono a rischio chiusura, il 5,3% ha registrato diminuzioni tra il 30% e il 50%. Sono i dati che emergono dalla secondo indagine congiunturale sull’artigianato condotta da Cna Torino. In base alle rilevazioni, nel secondo quadrimestre del 2009 il fatturato è rimasto invariato per il 45% delle imprese del settore mentre è aumentato per il 13,2%. Si tratta di dati leggermente rispetto ai primi mesi dell’anno, quando il 58% delle aziende denunciava una contrazione del fatturato, il 32% dichiarava una situazione stabile e il 10% segnalava un incremento. La crisi continua a interessare il settore tessile, dove gli imprenditori che rilevano un calo di fatturato passano dal 71.4% all’83% e il comparto tipografico e cartotecnico (dal 60% al 75%). Migliora il metalmeccanico, che passa dall’83% di calo dichiarato dalle aziende nel primo quadrimestre al 71% del secondo periodo. Nel capitolo dell’occupazione la situazione rimane critica. Se le assunzioni hanno interessato il 7,6% delle aziende (erano il 6% nel precedente), tra maggio e agosto il 2009 il 19% delle imprese ha fatto ricorso alla cassa integrazione. Ancora fermi gli investimenti: le imprese che ne hanno effettuati passano dal 10% di gennaio-aprile all’8% di maggio-agosto. Quando sono avvenuti gli investimenti hanno riguardo la sostituzione di macchinari (98% dei casi). Nel prossimo quadrimestre solo il 3.6% delle imprese prevede di fare nuovi investimenti. Migliore di altri comparti e infine il rapporto con le banche: il 95% delle imprese intervistate dichiara di non aver subito o revoche degli affidamenti in essere.
Ansa, 23 novembre 2009. Crisi: Artigianato; occupazione in calo, fermi investimenti situazione pesante per i settori tessili e tipografico. Si attenua leggermente la crisi per il comparto artigiano torinese, anche se il quadro rimane ancora negativo. Ne quadrimestre maggio-agosto 2009, le imprese che hanno denunciato una contrazione del fatturato sono state il 42%. Di queste, il 3.6% sono a rischio chiusura, il 5.3% ha registrato diminuzioni tra il 30% e il 50%. Sono i dati che mergono dalla seconda indagine congiunturale sull’artigianato condotta da Cna Torino. In base alle rilevazioni, nel secondo quadrimestre del 2009 il fatturato è rimasto invariato per il 45% delle imprese del settore, mentre è aumentato per il 13.2%. Si tratta di dati leggermente migliori rispetto ai primi mesi dell’anno, quando il 58% delle aziende denunciava una contrazione del fatturato. Il 32% dichiarava una situazione stabile e il 10% cento segnalava un incremento. La crisi continua a interessare il settore tessile dove gli imprenditori che rilevano un calo di fatturato passano dal 71.4% all’83% e il comparto tipografico e cartotecnico (dal 60% al 75%). Migliora il metalmeccanico, che passa dall’83% di calo dichiarato dalle aziende nel primo quadrimestre al 71% del secondo periodo. Nel capitolo dell’occupazione la situazione rimane critica. Se le assunzioni hanno interessato il 7.6% delle aziende (erano il 6% nel periodo precedente), tra maggio e agosto 2009 il 19 per cento delle imprese ha fatto ricorso alla Cig o al fondo di sostegno al reddito dell’Ebap. Ancora fermi gli investimenti: le imprese che ne hanno effettuati passano dal 10% di gennaio aprile all’8% di maggio-agosto. Quando sono avvenuti, gli investimenti hanno riguardato la situazione di macchinari (98% dei casi). Nel prossimo quadrimestre solo il 3.6% delle imprese prevede di fare nuovi investimenti. Migliore di altri comparti è infine il rapporto con le banche: il 95% delle imprese intervistate dichiara di non aver subito riduzioni o revoche degli affidamenti in essere. Rispetto al costo del credito un aumento viene rilevato dal 19.5% delle aziende. E’ invece invariato per il 76.5% degli intervistati.
Ansa, 23 novembre 2009. Autotrasporto: Cna Piemonte, dal 9 dicembre 5 giorni di stop. Cinque giorni di fermo a partire dal 9 dicembre per chiedere alla Regione Piemonte un intervento a sostegno delle imprese di autotrasporto. E’ la protesta che la Cna Piemonte è pronta a mettere in atto qualora non ci fossero iniziative dal parte degli enti locali in vista del blocco dei mezzi euro 2 che entrerà in vigore il primo gennaio. La Cna Piemonte chiede alla Regione di imitare il provvedimento della Regione Lombardia, che prevede l’assegnazione di contribuiti per l’istallazione di dispositivi anti particolato. «Si tratta di una misura da adottare con urgenza anche in Piemonte» sostiene Cna, ricordando che sono circa 50 mila gli automezzi in circolazione potenzialmente interessati. Le limitazioni del traffico ai veicoli euro 1 ed euro 2 e la conseguente sostituzione delle auto da parte dei cittadini, sottolinea la Confederazione dell’artigianato, hanno prodotto effetti negativi anche nel mercato dell’autoriparazione: i meccanici hanno subito una contrazione di fatturato del 6,3% gli elettrauto del 12.5% i carrozzieri del 9,6% ed i gommisti del 8,7%. Le imprese del settore in Piemonte, rileva Cna, si sono ridotte del 13,2% a fine 2008. Problematica anche la situazione generale dell’autotrasporto, motivo fondante, secondo Cna, dei cinque giorni di stop annunciato: il 30% del parco circolante è fermo, l’80% delle imprese ha ridotto gli occupati le imprese del settore sono diminuite del 13%.
Ansa, 23 novembre 2009. Crisi: Piccola industria, solo lievi segnali di miglioramento ancora in calo fatturati, nasce Cna piccola industria Torino. La piccola industria torinese continua a risentire del crisi anche se si intravedono leggeri segnali di miglioramento. Nel periodo maggio- agosto 2009, il 52 % delle imprese ha registrato nuovi cali di fatturato, contro il 76% del quadrimestre precedente. E’ quanto emerge dalla seconda indagine congiunturale sul artigianato e la piccola industria presentato oggi da Cna Torino che ha anche annunciato la nascita di Cna Piccola Industria nuova realtà associativa che conta circa 1200 iscritti. «La situazione di crisi non è nuova - ha detto Rosa Maria Polidori, neo eletta presidente di Cna Piccola Industria Torino e preme più sulle aziende strutturate che hanno effettuato investimenti. L’obiettivo è di dare voce alle imprese di piccole dimensioni, partendo dalla proposta di una unione bilaterale con il sindacato per uscire dalla crisi». Nel contesto recessivo, il maggio- agosto 2009. Si è caratterizzato per una stabilità di fatturato che ha riguardato il 36% delle imprese intervistate (contro il 22% della precedente rilevazione) mentre un aumento è stato registrato dal 12% delle aziende (2% nel periodo gennaio-aprile). Rispetto alle previsioni per i prossimi, sono il 24% le imprese che si aspettano un aumento del fatturato. Il 26% prevede un ulteriore riduzione , mentre il 50% pensa che il volume d’affari rimarrà invariato. A subire in misura maggiore gli effetti del crisi, pur con dati in miglioramento rispetto al periodo precedente., è ancora il tessile, settore in cui il 90% degli intervistati denuncia un calo di fatturato. Seguono il legno (75%) l’industria chimica (66%) tipografia e cartotecnica), metalmeccanica (55%). Stabilmente negativa la situazione occupazionale; le imprese che fanno ricorso alla cassa integrazione sono il 40% (46% nel primo semestre 2009). Ma in quasi la metà dei casi ha interessato oltre il 50% dei dipendenti. Stabili (42%) le previsioni di utilizzo degli ammortizzatori sociali per il secondi semestre. Ancora critici gli indicatori che misurano gli investimenti. Nel periodo maggio agosto 2009, l’82% delle imprese non ne ha effettuati. Il 18% che ha investito ha indirizzato le risorse alla sostituzione dei macchinari, senza aumentare la capacità produttiva. Nel prossimo quadrimestre appena il 10% delle imprese prevede nuovi investimenti. Resta difficile il rapporto con le banche. Il 90% delle aziende ha un finanziamento in essere. Di questi il 12% denuncia una riduzione degli affidamenti. Per il 28% delle imprese il costo del credito è aumentato il 5% lo giudica invariato, il 14% afferma che è diminuito.
Corriere di Chieri, 20 novembre 2009. Choco e Pack, bello e buono. Fiumi di cioccolato all’Imbiancheria del Vajro. Bontà e tutela dell’ambiente la fanno da padrone alla mostra concorso “Choco e Pack, il packaging sostenibile per il cioccolato” Esposti fino a domenica 29 ci sono undici progetti di design del cioccolato e degli incartamenti non inquinanti già mostrati in anteprima nell’atelier Cana a CioccolaTò nel marzo scorso. Il concorso ha per tema la creazione di nuovi progetti di design del cioccolato in tutte le sue forme e tipologie abbinati alla realizzazione di confezioni e incartamenti ecosostenibili. I requisiti degli imballaggi? Moltissimi: garantire l’integrità del prodotto per quanto riguarda la sicurezza alimentare ma per il mantenimento delle qualità organolettiche, l’impatto ambientale la riciclabilità e o smaltimento dell’imballo. Bontà e bellezza insomma devono sposarsi con l’attenzione per l’ambiente. La mostra - concorso mette in relazione competenze distinte ed integrabili come quelle dei designer e degli artigiani e piccoli imprenditori del cioccolato, in particolare i “maitre chocolatier”(maestri cioccolatai) insigniti del marchio Piemonte Eccellenza Artigiana per favorire collaborazioni permanenti che accrescano al capacità competitiva delle aziende cioccolatiere stesse. Lunedì alle 18 si svolgerà la premiazione dei vincitori del concorso, secondo i criteri di una giuria formata da un consulente di Food design e un rappresentante della Camera di commercio di Torino, dell’assessorato all’Artigianato della Regione Piemonte della Adi e della Cna Torino. I progetti in gara sono: Choco Smak designer Paola Carboni, realizzato da cioccolato Shebirè Fesseha (giudicato il migliore della giuria popolare durante la scorsa edizione di cioccolaTò); choco Wine, designer Deborah De Lucia, realizzato da Pasticceria di Biase di Giovanni di Biase; Scioglilingua, designer Chiara Angioli, realizzato da Cioccolato, Marino di Giuseppe Marino; Cioccolatta, designer Soupstudio realizzato da La Perla di Torino di Sergio Arzilli; Qbotto designer Stefano Saini, realizzato da Pasticceria del capitano rosso di Gianfranco Rosso; Shocolate, designer Massimo Di Filippo realizzato da Monteccone Cioccolato; Choco –Life designer Raffaello D’Accolto realizzato da Sorrisi Sas di Stefano Silvola: Gioco dell’Oca, designer Emilia Cicchetti , realizzato da Avidano Pasticceria di Marco Avidano; Choco Schock designer Andrea Giorgi realizzato da Pasticceria Gerla di Francesco Ciocatto; Choice designer, Soup studio, realizzato da Guido Castagna; Cioccolato Qualità & Sicurezza designer Luca Barbiero e Sedurre con Precauzione, designer Guseppina Chianese, realizzati da Pfatisch Sas di Marco Ferraris &C. Orario mostra: da lunedì al venerdì ore 15,30 -19; sabato e domenica, ore 10,30-12.30.
Torino Sette, 20 novembre 2009. Mostra Choco & Pack. Il packaging sostenibile per cioccolato. Mostra di prodotti innovativi a base di cioccolato e proposte di design per un packaging sostenibile. Appuntamento all’Imbiacheria del Vairo. Via Imbianacheria 12. L’ingresso è libero.
L’Eco del Chisone, 18 novembre 2009. Un Natale sobrio, luminoso e solidale. Sobrio, illuminato solidale. Sono queste le caratteristiche del progetto per il Natale in centro a Pinerolo. La formula adottata dal Comune ricalca quella già sperimentata durante la Rassegna dell’artigianato. Gestione affidata alle associazioni di categoria (in questo caso commercianti ed esercenti del Pinerolese – Cna commercio) che si avvarranno della collaborazione operativa dei tre protagonisti di vivi Pinerolo, il logo che riunisce le competenze di Studio Erica, Linea G e Lookout. Ovviamente, coadiuvati dalla Pro loco con i suoi 25 volontari. «Sarà un bellissimo Natale- ha detto il sindaco Covato nel corso della presentazione - «E’ importante, in un anno come questo, che sia per tutti un momento di festa e di gioia, senza dimenticare le persone in difficoltà perché la solidarietà è un valore fondamentale per una società come la nostra». E proprio la solidarietà sarà protagonista in Piazza S. Donato dove saranno allestiti un presepe e uno spazio per raccogliere derrate alimentari da destinare a famiglie bisognose. Mercatini di Natale in Piazza Facta e Piazza Duomo, trenino e carrozza per spostarsi nel centro, animazioni e spettacoli di strada. E poi ovviamente le luci che quest’anno partiranno dall’ alto e dal basso: i negozi che aderiranno consegneranno ad ogni acquisto (anche soltanto 1 euro) una Christmas card con tagliando da ritagliare e imbucare in piazza S. Donato ogni coupon corrisponderà a una derrata alimentare per le famiglie in difficoltà. Cinque giornate in particolare saranno il clou degli eventi: i due week end del 12 e 13 e del 19 e 20 e il 24 dicembre. Si rinnova il progetto dell’assessorato alle Politiche sociali con il contributo della Regione di Auser, Anteas e Volontari oratorio S, Domenico) che già impegna “nonni”nel contratto degli attraversamenti pedonali, nella vigilanza fuori dalle scuole in accompagnamenti sugli scuolabus, nella custodia dei centri sociali… Ricevono come ringraziamento abbonamenti a giornali o ingressi o strutture sportive e ricreative. Per aderire: 0121.361.228.
Luna Nuova, 17 novembre 2009. Moscia, conferma al vertice. Continua in ascesa la carriera di uno dei professionisti più eclettici della zona: titolare dell’omonimo salone di acconciature ferrierese, riconfermato per il secondo mandato consecutivo presidente della “Unione benessere e sanità” all’interno della Cna Nazionale. Rinnovo quadriennale, fino al 2012 alla crescita e all’intraprendenza, come dimostrano le iniziative non solo nell’ambito della rappresentanza della categoria, ma anche editoriali e di innovazioni metodologica professionale. 58enne, Moscia è pronto a riversare energia ed entusiasmo anche in questo riconfermato ruolo di portabandiera degli interessi di migliaia di colleghi del settore non solo del benessere, ma anche della salute, di tutta la penisola. «Devo constatare con soddisfazione che dopo quattro anni i mondi del benessere e della sanità, le due anime della nostra Unione hanno imparato a convivere bene. Abbiamo lavorato per dare alla nostra categoria la dignità che la compete per ottenere la considerazione necessaria per un settore importante dell’economia nazionale. Non siamo solo gli imprenditori del superfluo rappresentiamo 110 mila aziende con 300mila dipendenti e otto miliardi di fatturato annuo», commenta Savino Moscia, Richieste che partono da una serie di chiare rivendicazioni rivolte alla politica: «Chiediamo la riduzione dell’Iva al dieci per cento per i servizi di acconciatori e centri estetici - avanza Moscia - Vorremmo poi la possibilità di affittare la poltrona a professionisti con partita Iva presso i nostri saloni, come già avviene negli Stati Uniti». Spina nel fianco del settore del benessere l’abusivismo di chi esercita la professione in nero a domicilio: «Proponiamo una lotta alla rovescia: permettere agli acconciatori con negozio e alle estetiste titolari di salone di bellezza di esercitare a domicilio dei clienti- continua Moscia – Misure necessarie, visto che nessuna azione di contrasto all’abusivismo ha mai dato risultati apprezzabili e visto che in Italia nel settore dell’acconciatura l’evasione rappresenta il 15 per cento del mercato: oltre 50 milioni di euro all’anno». Altra battaglia contro il costo dei diritti d’autore per la diffusione di musica d’ambiente nei saloni:«Paghiamo già la Siae e un canone speciale Rai, non accettiamo quindi l’ulteriore pretesa del Scf (Società Italiana Fotografici) di un canone aggiuntivo - dettaglia il presidente ferrierese - Siamo pronti ad aprire una linea di difesa legale come a favore dei nostri associati. Come sta affrontando la crisi il settore del benessere e della bellezza? «La crisi nel nostro settore è arrivata con un po’ di ritardo, ma ci sta investendo proprio in questo periodo - spiega Moscia - Abbiamo una riduzione del 20 per cento del fatturato, ma differenza di altri settori, non andiamo a piangere i contributi del governo, ma cerchiamo di tenere con grandi sacrifici. Abbiamo 300 mila dipendenti e, a oggi non abbiamo ancora effettuato licenziamenti o tagli del personale». Riconferma all’unanimità al ruolo di presidente che galvanizza Salvino Moscia e lo spinge versi nuove aspirazioni: «L’obbiettivo del nostro comparto è pesare di più in politica con rappresentanti in parlamento. Non mi dispiacerebbe scendere direttamente in politica per portare, nei prossimi quattro anni, un acconciatore e un estetista in parlamento».
Riforma-Eco delle Valli Valdesi, 13 novembre 2009. Ultima mezz’ora: prodotti deperibili con lo sconto. La Cna commercio, in collaborazione con il comune di Pinerolo ha lanciato recentemente «spesa last minute». «nell’ultima mezz’ora di apertura - spiegano alla Cna - i negozianti aderenti venderanno i prodotti freschi o deperibili a prezzi scontati. L’iniziativa proseguirà per tutto il mese di novembre proponendo ai consumatori tanti prodotti a prezzi vantaggiosi: pane e prodotti da forno, latte e yogurt e latticini vari, pasta fresca, prodotti di gastronomia e poi scatolette di tonno, fagioli, piselli, succhi di frutta, sughi pronti, biscotti e merendine, omogeneizzati e tanto altro ancora». L’iniziativa presentata la settimana scorsa a Pinerolo, coinvolgerà diversi negozi di Pinerolo, «Siamo soddisfatti delle iniziative proposte dalle sempre attive associazioni di categoria del nostro territorio- dice il sindaco Paolo Covato- che manifestano in questo modo un attenzione verso i pinerolesi e le loro necessità. In questo periodo, in cui la crisi economica ha messo in difficoltà numerose famiglie e con esse il sistema commerciale, un iniziativa come “Spesa Last Minute” può essere la strada giusta per venire incontro a famiglie e commercianti». «Quando l’economia è in crisi non serve lamentarsi, ma occorre mettere in atto nuove idee- spiega il presidente provinciale di Cna Commercio, Giovanni Genovesio. Abbiamo quindi pensato di estendere alla spesa alimentare, soprattutto per alcuni generi di prima necessità, il meccanismo del prezzo che scende a mano a mano che passa il tempo sperimentato con successo nel campo del turismo con il last minute». Il progetto nelle intenzioni degli organizzatori dell’iniziativa, vuole essere una sorta di «patto di solidarietà» fra il «negozio sotto casa» e il consumatore, «nella consapevolezza delle attuali difficoltà legate alla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e della convivenza di una spesa garantita dal commerciante di fiducia».
La Valsusa, 12 novembre 2009. Gli imprenditori: “Apriamo un confronto per rilanciare la valle”. Tutti a parlare di crisi, di gente che il posto di lavoro, di lavoratori in cassa integrazione ordinaria che poi diventa straordinaria che poi diventa straordinaria e che alla fine, rischia di trasformarsi in mobilità cioè licenziamento. Drammi individuali, famigliari, individuali famigliari sociali che si ripetono a raffica ovunque dall’autunno del 2008 ad oggi. Un anno terribile vissuto nel tunnel di una recessione di cui forse solo ora iniziano a intravedersi i primi spiragli di luce che indicano l’uscita. Un anno da incubo per moltissimi lavoratori, una situazione pesante per le imprese. Anche in Valle di Susa dove a patire sono le grandi come le piccole realtà produttive, artigiani compresi. Un universo complesso quello dell’artigianato che raccoglie un po’ di tutto: dal parrucchiere, al carrozziere all’azienda metalmeccanica che arriva a sommare qualche decina di dipendenti. Enzo Gioberto contitolare dello studio graffio (editoria e grafica) di Borgone da qualche mese è il presidente della Cna Valle di Susa: Il suo è un osservatorio interessante per capire come gli artigiani valsusini navigano nel mare della crisi. «I mass media - commenta dicono che stiamo per uscire dalla recessione. Può darsi. Temo però che, anche in presenza di un inversione di tendenza, il 2010, per le aziende e i lavoratori sarà ancora un anno molto duro». E lo sarà tanto più per le realtà artigianali che spesso “dipendono” dalle realtà produttive più grandi. «Per questo anche se gli indicatori economici, produttivi e occupazionali precedenti la crisi». Un esempio concreto della vita tormentata degli artigiani? «Direi la sofferenza nella liquidità. Le realtà artigianali che lavorano per le industrie, specie nel settore metalmeccanico si trovavano a dover fare i conti con i pagamenti tra i 120 e i 180 giorni. Adesso a causa della crisi in alcuni casi arrivano anche 360. In pratica i lavori effettuati vengono pagati anche dopo un anno. Cosa fa l’artigiano? Chiede aperture di credito alle banche. E anche se il costo del denaro è diminuito, oltre un certo limite non si può comunque andare» La stessa cosa capita anche a molte aziende artigiane che lavorano con enti locali: «I pagamenti del lavori spesso vengono “congelati” a causa del patto di stabilità (un sistema che limita la capacità di spesa degli enti) o delle procedure burocratiche. Tanto per fare un esempio, mi risulta che, a causa di questi meccanismi, La provincia non sia riuscita ancora a pagare le ditte che lo scorso inverno, sono state impegnate nello sgombero neve: e anche qui è passato quasi un anno! Insomma, al ripresa sperando che ci sia, non darà presto gli effetti desiderati. Intanto che si fa? Sul piano locale la novità è rappresentata dalla nuova Comunità Montana che comprende tutta la Valle di Susa e la Val Sangone, Riuscirà a parlare non solo dell’annosa questione Tva ma anche del rilancio economico del territorio? «Le iniziative come l’euro per l’abitante” finalizzata a sostenere il reddito dei lavoratori espulsi dalle fabbriche senza ammortizzatori sociali servono ad attenuare gli effetti della crisi sulle situazioni ma non bastano a prefigurare una ripresa e un rilancio economico del territorio. Servirebbe piuttosto l’apertura di tavoli di concertazione, magari ipotizzando un patto territoriale che coinvolga alta e bassa Valle di Susa e Val Sangone. Sarebbe il modo per canalizzare investimenti su un area in difficoltà come la nostra e per dare incentivi concreti allo sviluppo delle imprese del territorio». E altre proposte come la zona franca in cambio della Tav. «Certo sarebbe una compensazione molto… visibile che non credo la politica valsusina possa accettare. Ma in questo momento mi apre più che altro una “boutade” anche perché lo stato non riesce a trovare i soldi per l’infrastruttura stessa figuriamoci per creare una zona franca». Giovanni Marcon, è il titolare della Serplast (una quarantina di addetti) azienda produttrice di serramenti in PVC. Da qualche tempo la sua attività si è trasferita da Susa a Bussoleno passando da 400 metri quadrati di superficie a 4000. Di questi tempi non è poco. «Ma spiega gli effetti della crisi economica li abbiamo sentiti pure noi, eccome. Aggravati anche da un inverno rigido come nevicare frequenti che ha rallentato non poco il settore dell’edilizia. E poi dalle incertezze sugli incentivi fiscali nel campo del risparmio energetico che sono stati riconfermati nel mese di maggio». Cosi «un certo calo di ordinativi e siamo stati costretti a gestire la diminuzione di lavoro utilizzando, sia pure in modo marginale, la cassa integrazione. Strumento a cui siamo ricorsi per riorganizzare l’azienda per rivedere i progetti d’investimento e per creare le condizioni per il rilancio». «Cosi oggi l’azienda è in fase di recupero e le ore di cassa integrazione si sono trasformate in ore di straordinario. E c’è stato anche l’inserimento di qualche lavoratore interinale». Insomma da qualche parte della valle il barometro sembra segnare di nuovo bel tempo. Ma se la ripresa dovesse confermarsi, serviranno segnali e scelte anche dal mondo istituzionale. «E’ importante che si sostengano tutti gli strumenti per agevolare il risparmio energetico e gli investimenti delle famiglie sulle loro case, questo può essere il motore di un nuovo sviluppo e di nuovi mercati». E le istituzioni locali cosa possono fare? Marcon non si sottrae a un riferimento sulla questione Tav: «Ho l’impressione che la politica nella nostra valle confonda le idee; si discute all’infinito senza mai chiarire le prospettive. Sarebbe meglio, un azione, fare qualcosa piuttosto che sprecare ancora ore, settimane, mesi anni per si discutere su quale sia il progetto migliore per la nostra valle. Siamo come un vecchi Hercules stracarico e no sappiamo quando e come riusciremo a decollare. Occorrerebbe invece stringere i tempi, trovare la collaborazione di tutti gli imprenditori, i lavoratori, gli amministratori pubblici, delle forze produttive e creative delle nostre valli. Perché la ripresa, se arriverà, dovrà essere rapida e concreta». Il problema però sostiene un imprenditrice della bassa valle al settore meccanico. «E che non sembra che le istituzioni abbiano capito l’entità della crisi e le misure da adottare per affrontarla. Molte aziende utilizzano la cassa integrazione e stanno passando da quella ordinaria alla straordinaria. In molti casi si è già alle procedure di mobilità. E l’impressione è che dal punto di vista sociale il peggio debba ancora arrivare». La ripresa? «Nel nostro settore, l’automotive c’è un andamento a singhiozzo. Ci sono periodi con cali ordinativi del 50-70 per cento e altri in cui si sale ma non più del 15per cento. Alla fine, però il saldo è negativo e anche questa ripresa più che altro sembra un arresto della caduta più che una risalita». Ma il problema vero qual è? «Che in Italia a tutti i livelli, manca una vera politica industriale con un progetto di lungo respiro e questo è vero anche a livello locale, di valle. Basta vedere come si è persa l’occasione delle Olimpiadi per un vero rilancio del turismo». E la nuova Comunità Montana cosa potrebbe fare? «Intanto non perdere le occasioni sedersi a tutti i tavoli di confronto. Portare idee nuove per lo sviluppo del territorio. I “tavoli” non mancano. Uno per tutti: il Centro Estero della Camera di Commercio. Forse nemmeno tutti gli imprenditori sanno che esiste e che ha grandi potenzialità per far conoscere le imprese e la valle del mondo». Insomma se si vuole uscire dalla crisi occorre esserci, proporre e pensare in grande».
Il Risveglio, 12 novembre 2009. La Cna: «Comune più rapido nel liquidare le fatture». Velocizzare i termini di pagamento e, dove possibile dare una mano alle piccole imprese del territorio che oggi sentono, eccome il peso della crisi economica. Queste sono state in sintesi le richieste avanzate dalla Cna la Confederazione nazionale dell’artigianato durante l’incontro della scorsa settimana con il sindaco Francesco Brizio. Favorire la ripresa del territorio puntando sulle realtà locali: questo è stato l’invito di Domenico Ciccaldo, presidente di Cna Cirié Valli di Lanzo e del responsabile di zona Domenico Zumbo:«Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di accorciare i tempi di liquidazione delle fatture al termine dei lavori effettuati per conto del Comune spiegano-purtroppo le imprese artigiane lamentano proprio la mancanza di liquidità. E i tempi lunghi del settore pubblico di certo non aiutano, anzi. Per questo abbiamo voluto incontrare il sindaco e fargli presente qual è la situazione in cui si trovano i nostri associati». L’altro tema trattato è stato quello degli appalti promossi da Palazzo D’Oria: «Abbiamo chiesto di non abbandonare il mondo artigiano - continuano Ciccaldo e Zumbo. Soprattutto in questo difficile momento di crisi. Vorremmo che non soltanto la città di Cirié, ma anche tutto il circondario, così come la Comunità montana Valli di Lanzo, possano avere un occhio di riguardo per le eccellenze del nostro territorio e dare un attimo di respiro a chi, soprattutto in questo ultimo anno è stato costretto a grossi sacrifici pur di non chiudere i battenti. Il nostro augurio e che tutti insieme, associazioni di categoria e Enti locali, si possa trovare una soluzione». Non sono mancate le aperture da parte del primo cittadino: «E stato senza dubbio un incontro proficuo- risponde Brizio nel quale ha potuto nota delle loro richieste soprattutto in vista della stesura del bilancio per il prossimo anno. E’ importante avere un confronto continuo e costruttivo con realtà importanti come la Cna ci siamo promessi di rivederci entro la fine dell’anno per valutare quali potrebbero essere le misure da adottare in modo da venire incontro a quelle che sono le esigenze dei piccoli artigiani».
Graph Creative, novembre 2009. Il look perfetto. Dal 1961 a oggi, a Torino, oltre 130 aziende ed enti di rilievo nazionale rifatte il look trovando o ritrovando una vera e propria identità visiva. I loro noni sono tra i più prestigiosi: Piaggio Sai Assicurazioni, Butan Gas, Sava, Torino Film Festival; Museo nazionale del cinema Recchi, Gb Sportelli, Lindau. Gli artefici di questi interventi che, giocando con le parole potrebbero collocarsi a metà strada tra la chirurgia estetica e la psicologia analitica, sono due grandi professionisti della comunicazione, creativi nel senso più pieno della parole e al tempo stesso costruttori di immagini che nella comunicazione hanno saputo travasare tutte le competenze e la cultura che deriva dalla loro formazione di architetti: Giorgio de Silva e Oliva Mazzarelli. Insieme, sul lavoro come nella vita provata sono titolari del blasonato studio de Silva associati, fondato da Emilio del Silva che proprio nel 1961 lasciava la natale Milano per creare a Torino un laboratorio di comunicazione che ancora oggi nelle mani del figlio e della nuora mantiene le caratteristiche della bottega artigiana dove il lavoro è fatto di prove, di sudore, di capacità di ascolto del cliente, di notti insonni, di idee che finiscono nel cestino per fare posto ad altre idee che verranno presentate solo quando saranno diventate mature e figlie di una strategia intimamente condivisa da loro creatore. Così nascono i marchi e i progetti di comunicazione nello studio de Silva, azienda associata alla Cna Torino: per durare nel tempo e sopravvivere alle mode passeggere, per comunicare con forza i valori di un impresa per raccontarne la storia e la vocazione per suscitare emozioni in chi li vede: marchi che sono figli di un grande rigore morale e che si portano dietro teorie forti per il rilancio dello sviluppo delle imprese, mai pensati per compiacere chi li commissiona. Così nel 1952 nasceva il marchio di Butan Gas che con piccoli restyling sopravvive quasi immutato ai nostri giorni; stessa storia per il marchio della Piaggio , ideato nel 1967 da Emilio de Silva e sviluppato graficamente dall’ancora giovanissimo Giorgio , cresciuto in bottega come un garzone d’altri tempi e di altri mestieri, quelli in cui di solito ci si sporca le mani e si lavora non solo con il cervello. Con orgoglio Giorgio e Oliva mostrano al Corriere Artigiano il bozzetto originario del marchio della Piaggio con le due P contrapposte e l’esagono che vuole evocare il concetto della fabbrica: riporta in bella grafia la firma di Umberto Agnelli, con l’appunto “Molto Bene”. Poco prima , nel 1964-65 era nato il marchio della Sai Assicurazioni, anche quello progettato da Emilio e disegnato a mano da Giorgio su i vecchi tecnigrafi che ancora fanno bella mostra di se nello studio di via Carlo Alberto. «La nostra famiglia proviene dal mondo della comunicazione visiva» spiega Giorgio de Silva; ed è a quel mondo che, costantemente, attinge, al creatività dello studio, da due generazioni. Tutto è partito col nonno, classe 1881, grande collezionista di valori bollati e cartamoneta: la passione per la grafica e la comunicazione, per i dettagli le linee che si chiudono sempre in modo armonico, senza fratture, affonda le sue radici nell’amore per i francobolli e le banconote. Una passione trasmessa a Giorgio e al fratello Valter che dallo studio di famiglia si è poi allontanato per coltivare la sua personale passione per il car design: un altro modo per dare forma e contenuto alle linee, un altro modo per sporcarsi le mani anche se solo d’inchiostro e polvere di grafite. L’esperienza maturata al fianco del papà Emilio è stata determinante, formativa all’ennesima potenza: Ma Giorgio ci ha messo molto di suo: la sua creatività, la sua passione, al sua attenzione al cliente. Sono nati così alcuni marchi che raccontano da soli il tessuto economico sociale e piemontese italiano ed europeo: Kenzo Paris, 1982 Torino Film Festival 1982; Arena Metropolis, 1987; Gurlino Arredamenti, 1984; Ordine degli Architetti di Torino, 1996; Teatro Regio e Fondazione Teatro Regio Torino, 1998; Gb Sportelli abbigliamento, 1998 Macchi ingegneria e costruzioni, 2001 Museo nazionale del cinema di Torino 2005. Oggi lo studio del Silva è entrato in una fase di ripensamento della propria mission aziendale e si dichiara aperto a «sperimentare e sviluppare nuove forme di sinergia con altri operatori torinesi della comunicazione». Dopo 40 anni di attività spiega Giorgio – siamo convinti che molti imprenditori non abbiano ancora chiaro quanto il loro successo dipenda dalla forza del loro marchio e talvolta si tratta proprio del marchio che abbiamo progettato noi». E’ dal marchio e dal prodotto che parte la storia di un’impresa, di qualsiasi impresa, di qualsiasi dimensione, una storia che è storia di prodotti venduti in quanto riconosciuti dai consumatori. E proprio in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, il valore della comunicazione deve essere riscoperto e valorizzato.
L’Eco del Chisone, 4 novembre 2009. Chi tardi arriva meno spende. Per fronteggiare la crisi, il commercio tradizionale prende a prestito una pratica diffusa nei mercati rionali. Quando ormai è ora di sbaraccare il cibo invenduto rischia di finire in spazzatura, al consumatore ritardatario si praticano sconti non indifferenti, Tanto che alcuni habitué scelgono di fare la spesa a fine mattinata. «Abbiamo scelto di ufficializzare il fenomeno e di applicarlo alla qualità». Spiega Giovanni Genovesio presidente provinciale di Cna Commercio, che lancia l’iniziativa “Spesa last minute”. Partita due settimane su Torino, la campagna approda per tutto il mese di novembre anche a Pinerolo dove ha trovato il consenso dell’Amministrazione comunale. L’iniziativa consiste nella vendita nell’ultima mezz’ora di apertura dei negozi aderenti di prodotti freschi o deperibili a prezzi scontati «(partendo dal 10 per cento si può arrivare fino a 50 a seconda del prodotto»). Una sorta di patto tra il negozio sotto casa e il consumatore, nella consapevolezza delle attuali difficoltà legate alla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e della convenienza di una spesa garantita da commerciante di fiducia». Non solo: un’opportunità anche per tutta quella fetta di lavoratori che soltanto nel tardo pomeriggio può affacciarsi al negozio. Trovarlo ancora aperto permette di rivolgersi al piccolo esercizio piuttosto che alla grande distribuzione . Occhio quindi ai cartelli promozionali fuori dalla vetrina dalle 19 in poi: segnaleranno l’adesione alla campagna “last minute” che come –ha annunciato Reita, il presidente di Cna Commercio del Pinerolese potrebbe essere riattivato anche a gennaio. I commercianti che aderiscono: “Chiabrando & C.”: (via Buniva 39), “Punto e pasta”(via Buniva 56) , Claudio Piccato (via Palestro 3), “L angolo dei sapori” (via Duca degli Abruzzi 1), “Dolce e Salato” (piazza Roma), “La briciola” (via Virginio 2), “Il raviolone” (via Bignone 7/B). Fuori Pinerolo: a Cercenasco Francesca Morello (via XX Settembre 2) , a Roure Caterina Sacco (via Nazionale 44-frazione Castel del Bosco) e a Pragelato “Self” di Elisa Scotto (via Nazionale 14 bis –Soucheres Hautes).
Corriere di Chieri, 3 novembre 2009. Voce e idee degli artigiani (1). Un migliaio di visitatori e oltre 80 imprese artigiane presenti al work shop programmati. Successo per la mostra “ Moda e made in Italy tra arte e design” Organizzata dalla Cna (Confederazione nazionale delle’artigianato all’Imbiancheria del Vajro. Sabato con la visita dell’assessore provinciale alle attività produttive Ida Vana ha chiuso i battenti. «Il riscontro da parte di artigiani e cittadini è stato ottimo –commenta Vitaliano Alessio Stefanoni. Funzionario della Cna Torino e organizzatore dell’esposizione-Ci sono state oltre 80 imprese che hanno partecipato ai work shop, confrontandosi con artisti e designer. L’obbiettivo della mostra che è rimasta aperta praticamente per tutto il mese di ottobre è stato quello di portare l’arte e il design nel settore tessile e manifatturiero della moda cercando di aiutare gli artigiani e dare una nuova immagine alle loro produzioni. Sono stai esposti, bijoux calzature, borse e gioielli e capi d’abbigliamento prodotti da una cinquantina di aziende artigianali e piccole realtà industriali della provincia. Al loro fianco dipinti e sculture di una decina di artisti con uno spiccato interesse verso la moda. A testimoniare il successo della mostra dal 5 dicembre al 10 gennaio 2010 le stesse produzioni saranno esposte al Castello di Susa. E sulla scia dell’esposizione organizzata dalla Cna il corriere ha intervistato una serie di artigiani attivi nel Chierese che hanno esposto i loro prodotti all’Imbiancheria. Esperienza, capacità, prospettive e problemi, tutto di loro parla di una realtà ricca e importante nel panorama produttivo.
Corriere di Chieri, 3 novembre 2009. Larizza, solo giacche e gonne a mano per difendersi dai cinesi (2). «Le persone oggi fanno molta attenzione al prezzo e alla marca: Noi artigiani siamo la fascia che ne risente di più». Antonietta Larizza, 61 anni sposata titolare del negozio di abbigliamento femminile Cio in via Vittorio Emanuele 40 e del laboratorio di sartoria collegato, traccia una quadro del periodo critico che vive dall’autunno 2008. la sua è un ‘attività quasi del tutto artigianale, vende soprattutto giacche, gonne, cappotti e maglie realizzati a mano da lei con una figlia e una dipendente. «Ci caratterizzeranno per il servizio alcune nostre produzioni sono fatte su misura e siamo in grado di realizzare capi di abbigliamento da un giorno all’altro. Spiega Larizza che ha aperto il suo laboratorio “Studio Torino moda nel 1999. A Torino abbiamo macchinari, lineari da cucire, presse per stirare e tagli e cuci che consentono di produrre vestiti in qualsiasi momento». Dopo aver acquistato la materia prima Larizza crea gonne, cappotti, abiti e camicie femminile da vendere in negozio. Si basa su modelli che ogni anno cambia seconda della moda e delle tendenze».«Ci documentiamo sulle sfilate e in certi casi ci facciamo aiutare da un modellista». Sottolinea l’artigiana che ha aperto un punto vendita di Chieri da due anni. Prima lavorava esclusivamente con terzi. In particolare per il gruppo finanziario tessile. Oggi la maggior parte delle attività riguarda la vendita al dettaglio e il lavoro conto terzi è limitato a due piccoli clienti. «Una volta c’erano grandi lavorazioni e tanti clienti si lamenta Larizza – Oggi fatichiamo a tirare avanti». Una tendenza che non sembra causata soltanto dalla crisi ma che ha radici nella forte concorrenza dell’est europei e orientali. Le persone vengono da noi e pretendono di avere la qualità spendendo poco. Sono disposti a pagare cifre elevate soltanto quando si trovano davanti a un capo di marca, anche se in realtà è realizzato all’estero i nostri sono sicuramente di qualità superiore».
Corriere di Chieri, 3 novembre 2009. Asciugacapelli e ferri da stiro? Anche loro possono essere belli (3). Linee morbide o futuristiche moderne o retrò prende forma a Chieri il design di famose marche di asciugacapelli, ferri da stiro e accessori per scuter e cellulari. E tutto frutto del genio e dell’inventiva della coppia di designer Franco Bozzolasco e Sergio Casalegno che dalla fine degli anni novanta disegnano le forme di prodotti e oggetti che fanno parte della quotidianità di molte persone in tutta Italia. I due hanno fondato la Finder design dieci anni fa, una società che opera nel settore industriale e offre alle aziende un ampia gamma di servizi che coprono tutte le fasi di sviluppo di un progetto dall’idea iniziale fino alla produzione. Fino a domani, sabato, espongono alcune delle loro creazioni alla mostra “Moda e Made in Italy tra arte e design”, organizzata dalla CNA all’Imbiancheria del Vajro. «Siamo specializzati nella creazione di design per prodotti con materie plastiche - Introduce il 43 enne Francesco Bozzolasco sposato due figli, di casa a Chieri - solitamente le aziende ci contattano per un singolo progetto da sviluppare prima eseguiamo uno schizzo a mano su carta e poi passiamo tutto su cad dove portiamo avanti l’idea». Sin dall’inizio il design, viene affrontato in modo razionale e pratico considerando i principali aspetti legati alla fattibilità. I due amano puntare direttamente all’obbiettivi a sempre lasciando spazio alla creatività e seguendo con attenzione le esigenze del marketing. La ricerca estetica viene sviluppata esplorando diverse alternative condotta con modelli matematici eseguita al Cad e supportati da illustrazioni digitali a colori che simulano fedelmente il prodotto finito in ogni fase di sviluppo sono in costante rapporto e dialogo con il cliente soprattutto nell’assecondare la sua filosofia aziendale. Bozzolasco e Casalegno provengono entrambi dalla Italdesign, dove hanno lavorato per 12 anni: poi nel 1999 la scelta di aprire un’attività in proprio e mettere frutto la professionalità acquisita nella prestigiosa società torinese del design. La coppia è ben amalgamata, perché ognuno mette sul tavolo una competenza per sviluppare il prodotto: Bozzolasco è diplomato il liceo artistico con due anni nella formazione nel campo dell’architettura dell’automobile ed offre un contribuito dal punto di vista della creatività e del disegno, mentre il 48 enne sposato di casa a San Mauro Torinese ha un passato nella grafica, e quindi è capace di coprire aspetti a volte più tecnici. Scooter, citofoni, cronotermostati, e poi ferri da stiro e asciuga pelli Imetec, serrature e manici Dierre, custodie per cellulari Motorola, web point Telecom, frigoriferi per supermercati a registratori di cassa sono alcuni dei più importanti prodotti il cui design ha origine nello studio chierese di piazza Mosso! «Nel nostro lavoro è necessario mettere creatività, ma bisogna anche guardarsi attorno su quello che viene commercializzato dalla concorrenza - spiega Bozzolasco. La fase di engineering ci impone di trovare idee nuove e soluzioni che non esistono sul mercato che consentono alle aziende di produrre a basso costo. Ad esempio cerchiamo di proporre l’utilizzo di materiali nuovi o sistemi per facilitare la produzione industriale». La maggior parte dei clienti della Finder design si trova nel Nord Italia, ma in passato ci sono sati contatti di lavoro anche con ditte estere, in particolare da Svezia e Russia. Spesso, però i due hanno a che fare con passi stranieri, nello specifico in Oriente, dove ormai la maggior parte delle imprese italiane hanno i loro centri di produzione. «Mandiamo i file dei progetti direttamente in Cina - conclude Bozzolasco - Nella fase di produzione ci dobbiamo relazionare con i tecnici cinesi».
Corriere di Chieri, 3 novembre 2009. Workshop fra tessile ed eleganza (4). Tessile e moda artigianato e design. Sono le componenti delle mostra che si è chiusa sabato alla’Imbiancheria del Vajro. “Moda e made in Italy tra arte e design” E’ il titolo dell’iniziativa, organizzata dalla Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna di Torino), insieme al comune, alla Camera di commercio e Federmoda. Nel mese di apertura della mostra, bijou, calzature , borse. Gioielli e capi d’abbigliamento hanno fatto “compagnia” agli antichi telai della Fondazione Chierese per il Tessile. I prodotti arrivano da una cinquantina di aziende artigianali e piccole realtà industriali delle provincia. A queste si sono aggiunti opere di artisti locali legate al mondo della moda e del design: le pitture e le suggestive creazioni in vetro fusione del Chierse Silvio Vigliaturo; le tele di Francesco Casorati. Le pennellate “orientali” di Silvio Cocco; le fotografie di Mauro Villone, foulard, gioielli e quadri di Guido Appendino anche li di Chieri, Gli acquarelli di Gianna Tuninetti; il colore vivo di Varrè, “la pop Art” chierese come gli atri due artisti presenti alla mostra Linda Crema e Pietro Fonio. Inoltre per celebrare il centenario della nascita del Futurismo gli studenti dell’Istituto europeo del design di Torino hanno esposto capi d’abbigliamento e accessori inspirati al movimento fondato da Tommaso Marinetti. Oltre a far conoscere opere di artisti locali, l’obbiettivi della mostra era ridare slancio al mondo artigianale della provincia e, in particolare del chierese per quanto sono stati organizzati cinque workshop durante l’apertura della mostra rivolti agli imprenditori locali. Il fine era mettere in relazione artigiani e piccoli industriali con gli artisti come spiega Vitaliano Alessio Stefanoni, responsabile comunicazione del Cna di Torino «Vogliamo aprire gli orizzonti con la speranza di legare gli operatori di Chieri e del chierese con altre aziende della provincia e rilanciare l’artigianato locale. Una via potrebbe essere proprio questo della moda quindi collegando l’arte al tessile: un esempio sono le opere di Silvio Vigliaturo i cui oggetti possono essere utilizzati per capi d’abbigliamento e accessori». Aggiunge Daniele Vaccarino, presidente di Cna Torino «Dobbiamo puntare sulla creatività e sulla cura delle lavorazioni queste competenze del made in Italy artigianale devono ancora imparare a distinguersi e la strada potrebbe essere proprio quella di puntare sul design e sul mondo dell’arte».
Corriere di Chieri, 3 novembre 2009. Dall’abbigliamento ai mobili. Idee nel segno del “vintage” (5). Il vintage come filo conduttore nell’ideazione e produzione di vestiti accessori mobili e complementi d’arredo. Da quattro anni nel suo laboratorio chiamato Soho: In strada della contessa 12. La 45 enne Daniela Bosco crea capi d’abbigliamento utilizzando tessuti anni cinquanta, sessanta, settanta e ottanta. Sono vestiti borse e bijou con elementi e tocchi d’originalità. Oltre la moda la creatività dell’artigiana ultimamente ha trovato sbocco anche nella trasformazione di complementi d’arredo e mobili. «Rivisito i vecchi mobili e le sedie ad esempio ricoprendoli con tessuti d’epoca chiarisce Daniele Bosco, che fin da giovanissima ha amato il mondo dell’arte ed è per questo che diplomato al liceo artistico. Ho alle spalle quattro anni d’Accademia, ho una preparazione verso scultura, pittura, design, e creatività in genere». Da sempre ha coltivato l’occasione per l’antiquariato, che nel corso del tempo l’ha spinta ha collezionare una serie di tessuti del passato. Ora li riutilizzo per le mie creazioni. Creo capi e accessori che sono unici e che a volte richiedono anche tempi lunghi di realizzazione». Daniela Bosco è più che altro una designer lei lo concepisce il vestito e lo elabora artisticamente, ma per il confezionamento si affida ad una sarta. L’abbigliamento che produce soprattutto per donna, anche, se nell’ultimo periodo ha cominciato a ideare prototipi di giacche da uomo. La clientela che si rivolge a Soho è il singolo privato e la maggior parte delle vendite si concretizzano quando la creativa chierese espone le proprie produzioni nei mercatini vintage o in rassegna di strada. «Per il momento soprattutto cose sempre nuove perche amo sperimentare sembra non interessarle troppo l’aspetto commerciale della sua attività e mi piace recuperare accessori bijou, abbigliamento vintage nei mercati di tutto il mondo, in particolare a Parigi».
Corriere di Chieri, 3 novembre 2009. Sartoria e disegno. L’avventura è… Su misura (6). Disegno e sartoria possono unirsi per creare abiti originali e su misura. Cristiana Righetti titolare dall’atelier R. Cris in via Solarino 9 a Pino Torinese da 18 anni si prende cura di spose, donne in carriera o in cerimonia di un cento livello. Disegna e produce a mano abiti da sposa e da sera, tailleur e vestiti da cerimonia, tutto seguendo le esigenze delle clienti, perché la sua produzione è esclusivamente incentrata sulla donna. Nei giorni scorsi ha esposto uno dei suoi migliori tailleur alla mostra “Moda e made in Italy tra arte design”, organizzata dalla Cna all’Imbiancheria del Vajro. «Lavoro molto con i privati: vengono nel mio laboratorio e insieme a loro valutiamo quello che desiderano e tipi di tessuti da utilizzati- racconta la 40aenne pinese Cristiana Righetti. Alcune volte hanno già una loro idea che io devo soltanto mettere in pratica, in altre occasioni mi danno la libertà di creare vestiti su misura». Di solito, insieme alla cliente, Righetti sviluppa un percorso per studiare il giusto modello di abito quello che vesta bene alla donna che dovrà indossarlo. «E’ necessario capire forme e linee delle persone per fare in modo che certe parti siano valorizzate a discapito di altro illustra la sarta che insegna taglio e cucito all’Unitre di pino ed è diplomata all’istituto d’arte Passioni di Torino nella sezione disegno moda e costume – Per esempio i vestiti devono evitare di far sembrare un grissino una persona alta e magra. Righetti ha anche un campionario di abiti che possono essere adattati alle diverse esigenze delle clienti e sono completamente a loro disposizione. La giovane artigiana del taglio e cucito deve comunque rimanere sempre aggiornata, spulciando riviste e cataloghi di moda andando a vedere le vetrine dei negozi del centro di Torino e partecipando ad alcune fiere di settore al di la di quello che posso inventare devo restare al passo con le tendenze della moda- chiarisce la sarta che è anche diplomata come modellista industriale e specializzata in sartoria all’istituto d’arte e moda di Torino, ogni sei mesi devo andare alla ricerca di tutto che quello che di nuovo offre il mercato». La sua attività individuale e nel suo laboratorio possiede solo pochi macchinari perché il lavoro è quasi esclusivamente. Sogna, però di aprire, un atelier con una vetrina sulla strada in modo da poter crescere. Perché la crisi si fa sentire anche in questo settore «Una volta le persone volevano sempre un abito nuovo. Oggi, invece ti portano a modificare il vestito tra i pezzi che hanno ripescato nel guardaroba chiedendoti di farlo diventare alla moda».
Corriere di Chieri, 3 novembre 2009. Quaderni come opere d’arte realizzati con carta riciclata (7). Addio contenitore del riciclaggio di carta e cartone, con i metalli di recupero si producono agende, quaderni spiralati, album, libri materiali di cartoleria. La 36 enne Mariana Manolache titolare della legatoria Lamar, si è inventata un nuovo di modo di lavorare, rispettando l’ambiente e realizzando prodotti unici, con carta, cartone, polipropilene e stoffa riciclati. «Produco tutto a mano, soltanto con l’ausilio di due macchine, una semiautomatica per bucare la carta e una per “spiralare” racconta Manolache che vive a Chieri da tre anni e ha aperto la legatoria nel 2007 in un laboratorio di 200 metri quadri in via Colomiatti 2. A novembre lancerò il mio primo catalogo con tutte le mie lavorazioni». L’obbiettivo della giovane imprenditrice che per il momento fa tutto da sola , è crearsi un giro di vendite nelle cartolerie del Piemonte: la sua produzione è caratterizzata da agende e quaderni. Lo stile è molto originale e diverso dalle lavorazioni in serie tutte uguali. «A me interessa realizzare prodotti di qualità, specifica Manolache che aveva un nonno di Roma e si trova in Italia da cinque anni. la giovane artigiana ha alle spalle un passato nel tessile: a Bucarest per due anni ha lavorato come sarta d’alta moda e poi per otto anni è stata alle prese con i campionari per le camicie. Ho quindi una produzione ampia nella produzione artigianale e così ho potuto applicare le conoscenze già acquisite unendole alla creatività. Ma ad averla ispirata c’è anche l’attenzione verso natura e ambiente una sorta di filosofia ambientalista: «Credo molto nel recupero dei materiali perché le risorse che ci sono adesso non andranno avanti per sempre, se oggi cerchiamo di gestire al meglio quello che abbiamo il nostro futuro potrà essere migliore, spero quindi che sempre più persone possano interessarsi al riciclato». Per guadagnarsi da vivere però Marina Manolache è ancora costretta a lavorare per conto terzi, trascurando in certi periodo le sue lavorazioni. Questo finchè la linea di prodotti che sta per lanciare non riuscirà a prendere piede sul mercato. E per il futuro sogna: «di poter investire nel nuovo catalogo anche le cartelline con gli anelli e quelli con la corda elastica che le tiene chiuse sempre prodotte con materiale riciclato.
Corriere di Chieri, 3 novembre 2009. In tempo di crisi, lavora chi sa riparare (8). Dove la crisi produce un effetto contrario e offre più occasioni di lavoro. Ne laboratorio di sartoria Rosa Blu, in via Tana 11. Rosanna Trinchero da circa un anno ha visto aumentare le richieste di riparazioni di vecchi abiti o la trasformazione di capi riposti da anni in naftalina in nuovi e scintillanti modelli di alta moda. «La gente ha meno soldi, dunque al posto di comprare vestiti nuovi ora tende a riparare quelli più vecchi». Conferma la 44 enne artigiana che si è messa in proprio 10 anni fa e da quel momento ha portato avanti da sola il suo laboratorio. La crisi ha quindi un lato positivo e si riflette soprattutto sul fronte delle riparazioni perché già da alcuni mesi diverse persone hanno cambiato stile di vita e scala di valori e mano a mano sono uscite dalla logica consumistica dell’usa e getta. Così si sono riscoperti quegli artigiani capaci di rendere di nuovo indossabile un vestito malandato o utilizzabile una vecchia scarpa polverosa. Ma l’attività di Rosanna Trinchero non è solo caratterizzata dalle riparazioni ma anche dalla misura per donna e bambino che vanno dai vestiti da sposa per quelli per cerimonia dai tailleur agli abiti da sera. «Elaboro tutto in base alle esigenze della clientela –specifica la sarta che ha iniziato a cucire per hobby all’età di 14 anni e poi si è ritrovata a farlo di mestiere «Spesso sono le clienti a portarmi i tessuti da cui devo tirar fuori il capo d’abbigliamento altre volte sono io che vado a cercare i materiale più adatto alle esigenze». E aggiunge: «il problema maggiore nel mio lavoro è dove realizzare un vestito con tessuti a volte scandenti». Per rimanere al passo con i tempi e con le mode dettate dai grandi marchi del settore. Rosanna Trinchero si aggiorna periodicamente su riviste specializzate e osserva quello che viene proposto nelle più importanti sfilate. «produco tutto a mano avvalendomi di qualche piccolo macchinario conclude l’artigiana che in passato ha lavorato anche in sartorie artigianali. Non ho cataloghi ne modelli da far vedere alle clienti. Non amo standardizzare la produzione, dunque tutto quello che realizzo è un pezzo unico che viene fatto appositamente per quella persona».
Cronacaqui, 31 ottobre 2009. Pane e latte costano meno con la “Spesa last minute” . Per venire incontro a famiglie e commercianti in questo periodo di crisi economica, la Cna Commercio in comunicazione con il comune di Pinerolo lancia per tutto il mese di novembre una nuova iniziativa: “La Spesa last minute”Nell’ultima mezz’ora di apertura, da lunedì al venerdì i negozianti aderenti venderanno i prodotti freschi o deperibili a prezzi scontati. Sarà a discrezione del commerciante applicare lo sconto sui prodotti di gastronomia, scatolette di tonno, fagioli piselli, succhi di frutta, sughi pronti, biscotti, merendine, omogeneizzati. Obbiettivo: dare la passibilità alle famiglie di acquistare prodotti di qualità a basso prezzo. «Quando l’economia è in crisi non serve lamentarsi, ma occorre mettere in atto nuove idee - spiega il Presidente provinciale di CNA Commercio, Giovanni Genovesio. Abbiamo quindi di estendere alla spesa alimentare soprattutto per alcuni generi di prima necessità il meccanismo del prezzo che scende mano a mano che passa il tempo sperimentato con successo nel campo del turismo con il Last Minute . Il progetto vuole essere una sorta di “patto di solidarietà” fra il “negozio sotto casa” e il consumatore, nella consapevolezza delle attuali difficoltà legate alla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e della convenienza di una spesa garantita dal commerciante di fiducia». A Pinerolo sono i sette negozi di gastronomia, salumeria, pasta fresca e alimentari aderenti: Chiabrando & C. Snc, Dolce e Salato. Il raviolone, l’angolo dei sapori, La Briciola, Piccato Claudio, Punto e pasta. A cui si aggiungono gli alimentaristi di Pragelato (Self), Cercenasco (Morello Francesca) e Roure (Sacco Caterina). «Alla fine di novembre se l’iniziativa avrà riscontrato successo tra i cittadini verrà riproposta nuovamente a gennaio» conclude Genovesio.
Cronaca qui, 29 ottobre 2009. E Saitta ci ripensa. Lo stop degli Euro 2 rinviato a gennaio. I proprietari con un auto diesel con 10 anni sulle spalle possono tirare un sospiro di sollievo. Il blocco degli Euro 2 è stato rinviato a gennaio. Una battaglia vinta anche dalle migliaia di cittadini che hanno risposto al nostro appello. “Salviamo le Euro2” Ieri infatti l’assessore alla’Ambiente della provincia di Torino, Roberto Ronco ha annunciato che il «provvedimento entrerà in vigore a gennaio 2010». Anche questa volta senza stabilire una data precisa. Lo stop, dopo la prima riunione di metà settembre, doveva scattare a ottobre. Almeno secondo le speranze dell’assessore che aveva dovuto fare i conti con la levata di scudi delle associazioni di categoria e dei Comuni interessati. Nichelino, Chiveasso e Orbassano hanno già comunicato che per una serie di ragioni non intendono comunque applicare lo stop. Le associazioni invece hanno chiesto alla Provincia una pausa di riflessione. Pausa concordata, come è emerso ieri sul tavolo di confronto con le associazioni di categoria (Ance, Aparc-Usarci, Api, Apsaci, Ascom, CNA e Fai) che si è tenuto nella sede della Provincia di corso Inghilterra. «Nell’incontro ha sottolineato Ronco – emerso un positivo atteggiamento di apertura delle associazioni, che hanno posto un no pregiudiziale. Abbiamo così valutato insieme i modi per rendere accettabile anche delle imprese duramente colpite dalla crisi il provvedimento del blocco degli Euro 2 che entrerà in vigore a gennaio 2010in vista di un nuovo incontro che sarà convocato tra un paio di settimane, saranno verificate le possibilità di sostegno bancario e di incentivi per chi deciderà di cambiare il mezzo e la praticabilità di soluzioni tecniche che consentono anche ai privati cittadini di ridurre le emissioni senza sostituire il veicolo» L’apertura del tavolo di confronto con le associazioni d’impresa segue di un giorno la mozione votata in un consiglio provinciale dalle forze di maggioranza che impregna il presidente Saitta e l’assessore Ronco a rinviare i provvedimenti del traffico peri veicoli Euro 2 diesel all’inizio del 2010 legandoli agli incentivi per il rinnovo del parco auto «che il Governo si sarebbe reso disponibile a inserire nella prossima legge finanziaria» e a promuovere un tavolo- che coinvolga i Comuni, la Regione, l’Agenzia per la mobilità metropolitana: non è stata, invece, approvata la mozione presentata da Pdl (Porchietto, Bonino) sostenuta dalla Lega che chiedeva di rinviare lo stop di un anno. Lo schema del provvedimento, in ogni caso non dovrebbe essere modificato . Così i veicoli Euro 2 diesel immatricolati da più di dieci anni e prima dal 31 dicembre 1999, non potranno circolare per 11 ore al giorno (dalle 8 del mattino alle 19) a Torino e nei Comuni della cintura: ore 9 divise in due tranche se si tratta di un veicolo adibito al trasporto di merci (dalle 8.30 alle 13 e dalle 14,30 alle 19). I Comuni interessati salvo ulteriori ripensamenti sono quelli di Beinasco, Borgaro Torinese, Carmagnola, Chieri, Chivasso, Collegno, Grugliasco, Ivrea, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pinerolo, Rivoli, San Mauro Torinese, Settimo Torinese, Torino Venaria Reale. Adesso si attendono le nuove riunioni del tavolo anche per definire una data precisa: perché ora sul sito del Comune che poi rimanda a quello della Provincia) le limitazioni al traffico per gli Euro 2 diesel sono ancora previste per ottobre, anche se viene precisato che «la data è in via di definizione».
La Valsusa, 29 ottobre 2009. Cassa integrazione in valle. La crisi continua a mordere. Aumentano le ore di cassa integrazione, in comuni e servizi sociali sono letteralmente presi d’assalto da persone in stato di necessità che richiedono sostegno economico aziende, fino a un anno fa “solide” come l’azimut di Avigliana fanno da mesi i conti con la dura realtà della mancanza di lavoro. Sono i dati di realtà di un territorio, quello valsusino che come il resto d’Italia ( per non dire del mondo) fa i conti con una recessione economica inedita. Che ha portato anche alla chiusura di aziende “storiche” della valle come la Cabind di Chiusa San Michele. Insomma una vera e propria emergenza che si può leggere anche nel dato reso noto dalla Cna sulla cassa integrazione in deroga. Cioè sull’ammortizzatore sociale che interessa le imprese artigianali che per legge non possono ricorrere alla normale cassa integrazione e le imprese che hanno già esaurito il numero di ore di cig disponibili. Ecco il dato. Sul territorio di competenza del Centro per l’impiego di Susa (in pratica tutta la valle, alta e bassa), la richiesta di cassa integrazione in deroga dal 15 settembre 239.377 ore, con 154 richieste avanzate da 73 aziende. Ad essere interessati, in tutto, sono 343 lavoratori. Una dato che da l’idea di quanto la crisi sia profonda e sia giunta ad interessare da vicino anche le realtà più piccole nel tessuto produttivo locale. Non va meglio sul fronte dell’Industria di dimensioni più grandi. Qui il panorama continua a vedere un ricorso diffuso, quasi cronico, allo strumento della cassa integrazione. Con alcuni poli produttivi rilevanti come la Beltrame di San Didero –Bruzolo ormai passati dalla cassa ordinaria a quella straordinaria. E altre aziende, come l’Alcar di Vaie ( produttrice di componenti per macchine movimento terra) che faranno la stessa scelta obbligata nel mese di novembre. Situazione analoga alla Selmat, dove prosegue il ricorso alla cassa integrazione e dove stando ai “si dice”, sarebbe imminente l’accorpamento degli stabilimenti di Condove e S. Antonino ma senza conseguenze sugli organici delle aziende.
Cronaca Qui, 23 ottobre 2009. Ztl, retromarcia della Sestero: «Nulla è stato ancora deciso». Alla fine l’assessora Sestero si è dovuto affidare a una velina di Palazzo Civico per spiegare le sue ragioni e tentare in questo modo di stemperare le polemiche. «Io voglio semplificare le cose e combattere l’inquinamento- si legge in sostanza nel comunicato inviato ieri nel pomeriggio da Comune - e non certo cancellare le deroghe ai divieti per i controlli sanitari e le terapie. Per le scuole individueremo strumenti adeguati. Ma nulla di definitivo è stato deciso». Acqua sul fuoco, dopo che l’assessore aveva nell’ordine ipotizzato l’introduzione di un bonus di accesso per il centro, si era scagliata contro le mamme abituate ad accompagnare a scuola i figli con la macchina e aveva lanciato una crociata del tutto personale contro i Suv, vera allegoria dell’inquinamento, arrivando alla provocazione di «vietarli» come già fatto dal governatore della California Arnold Schwarzenegger. Esternazioni che hanno attirato sulla Sestero il tiro incrociato delle mamme indignate e dei banchi della Sala Rossa, con poche differenza tra maggioranza e opposizione. «Le sue battute, oltre a non far ridere, possono essere anche considerate offensive per tutti coloro che non utilizzano l’auto per diletto, ma per recarsi al lavoro, accompagnare i figli a scuola o accedere agli ospedali ed ai centri analisi che si trovano all’interno della Ztl ambientale»attacca il capogruppo di An-Pdl, Roberto Ravello. «L’assessore alla Viabilità certe volte imbarazza i consiglieri con le infelici battute. Richiederò comunicazioni al sindaco e presenterò un interpellanza urgente perché l’assessore smentisca le sue dichiarazioni». E Barbara Bonino, mamma e coordinatrice provinciale Pdl, ha scritto una lettera aperta alla Sestero:«Caro assessore, invece di mettere al bando famiglie e lavoratori, forse sei tu ad avere bisogno di muoverti un po’ di più alla poltrona di assessore per capire come vive la gente normale». Intanto, l’assessore provinciale all’Ambiente, Roberto Ronco, ha annunciato che la prossima settimana verrà convocato un tavolo con le associazioni di categoria (Api, CNA, Ascom, Fai, Aparc Usarci e Ance) sul tema del blocco degli autoveicoli Euro2 diesel «per arrivare a un testo di ordinanza che ne faciliti l’applicazione».
Corriere di Chieri, 23 ottobre 2009. Fontaneto troppo grande per le aziende artigiane. «L’area industriale di Fontaneto, così come è stata realizzata in questi anni, non ha tenuto conto del mondo delle piccole e medie imprese artigiane». Comincia con uno sguardo al passato e una critica al lavoro dell’ex Giunta Gay la proposta di Claudio Campagnolo, presidente della CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato di Chieri), per rilanciare l’artigianato e il tessile in città.«Fontaneto non risponde alle necessità delle piccole manifatture chieresi, perché sono stati edificati capannoni troppo grandi e costosi da gestire per gli artigiani», denuncia Campagnolo. Che propone: «Vorremmo creare “incubatori industriali artigianali”». Che cosa significa? «Mettere a disposizione dei piccoli imprenditori spazi per crescere, per esempio ristrutturando aree dimesse». Il progetto lanciato da Campagnolo ha lo scopo di aiutare il settore tessile e artigianale a mantenere e sviluppare le attività sul territorio, favorendo anche un ricambio generazionale. «L’idea è creare delle botteghe scuola per avvicinare i ragazzi al mondo del tessile e dell’artigianato - illustra il presidente della CNA chierese - In parallelo, realizzare piccoli laboratori per favorire la permanenza in città delle aziende a conduzione familiare e attirarne di nuove». Inoltre, «Ci sono falegnami e restauratori che arricchiscono il nostro territorio, ma sono ormai anziani e hanno perso entusiasmo. Vorremmo aiutarli a ritrovare le motivazioni, magari mettendo al loro fianco dei giovani». La realizzazione di un progetto così ambizioso di rilancio del tessuto artigianale di Chieri deve necessariamente passare dall’aiuto concreto del Comune. Il sindaco Lancione e l’assessore alle attività produttive Sodano sono già a conoscenza della Cna, e nei prossimi mesi discuteranno le proposte all’interno della maggioranza. «Nel frattempo andremo a sondare tra gli imprenditori se sentono l’esigenza di un’iniziativa del genere e contatteremo le associazioni di categoria - spiega Campagnolo - Per arrivare a un progetto concreto si dovrà attendere l’anno nuovo». Tra le idee messe sul tavolo dalla CNA ci sarebbe anche quella di realizzare a Chieri un polo di sviluppo del tessile e dell’artigianato, una sorta di zona franca, dove le attività produttive vengono incentivate nel loro lavoro. Come? Per esempio, attraverso la riduzione dell’Ici o mettendo a disposizione degli imprenditori alcuni locali con mutui agevolati, che consentono di avviare nuove attività con spese meno elevate. Naturalmente, il tutto grazie all’aiuto del Comune che farebbe da tramite tra gli imprenditori e le banche.
L’Eco del Chisone, 21 ottobre 2009. Arriva la spesa last minute. Gli ultimi arrivati risparmiano. È il concetto alla base di “Spesa last minute”, l’ultima proposta anti-crisi di Cna commercio Pinerolo. Nell’ultima mezz’ora di apertura per tutto il mese di novembre, escluso il sabato, i negozi aderenti venderanno prodotti freschi o comunque deperibili a prezzi scontati dalle 19. Il progetto, partito in via sperimentale da alcune circoscrizioni “più sensibili” della città di Torino, interessa panetterie, negozi di alimentari e frutta e verdura, gastronomie macellerie , pescherie. L’intento è di ottenere vantaggi economici, sociali, e perché no? Ambientali. L’imprenditore recupera i propri costi, il consumatore risparmia e l’ambiente ne beneficia per la minore quantità di rifiuti prodotti. Per aderire: CNA commercio Pinerolo, via Chiappero 15, tel. 0121.040.270.
Cronaca Qui, 21 ottobre 2009. Da Intesa-Sanpaolo un miliardo di euro per le aziende artigiane. Ammontano a circa un miliardo di euro i finanziamenti che Intesa Sanpaolo destinerà alle imprese artigiane e del terziario piemontesi. L’accordo che a livello nazionale ha un plafond da sei miliardi, è stato presentato ieri a Torino da gruppo bancario e da Confartigianato, Cna, Casartigiani e Confcommercio. L’obbiettivo è aiutare le aziende a recuperare solidità e fiducia attraverso interventi finanziari mirati e processi operativi semplificati per la concessione del credito in sede di delibera accelerando i tempi di risposta. L’accordo prevede la moratoria sui mutui leasing, il rinvio delle scadenze a breve termine e misure per la ricapitalizzazione delle imprese. «La grave situazione di crisi- dichiarato Silvano Berna, segretario regionale di Confartigianato, a nome anche di Cna e Casartigiani- sottopone le imprese artigiane e commerciali ad uno stress finanziario senza precedenti, causato da carenza di ordini e da ritardi nei pagamenti di privati e Pubblica Amministrazione. Per queste imprese che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo piemontese l’assenza di liquidità in prossimità delle scadenze di fine anno può essere un durissimi colpo in grado di metterne a rischio la sopravvivenza». «L’artigianato e il commercio – commentato Adriano Maestri, direttore Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta di Intesa Sanpaolo sono settori vitali e decisi per l’economia nazionale. Alla crisi che tutti conosciamo la Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo risponde ancora una volta con iniziative concrete».
Cronaca Qui, 17 ottobre, 2009. Prezzi scontati per la spesa “last minute”. Prezzi scontati sui prodotti alimentari nell’ultima mezz’ora prima della chiusura. È l’iniziativa lanciata ieri da Cna Commercio, che l’ha chiamata “Spesa last minute: negli ultimi minuti di apertura, i negozianti aderenti (circa 20 gli esercizi per ora) venderanno i prodotti freschi o deperibili a prezzi scontati. A tutti coloro che aderiranno, Cna commercio consegnerà una locandina da posizionare all’interno del proprio negozio e inserirà il nome dell’esercizio con i propri dati nella campagna promozionale. Il progetto invia sperimentale. È partito da alcune circoscrizioni “più sensibili di Torino. L’iniziativa prenderà il via lunedì 19 ottobre e proseguirà per tutto il mese di novembre. «Quando l’economia è in crisi- spiega il presidente provinciale di Cna commercio, Giovanni Genovesio – non serve lamentarsi, ma occorre mettere in atto nuove idee. E così abbiamo pensato di estendere alla spesa alimentare, soprattutto per quanto riguarda alcuni generi di prima necessità, il meccanismo del prezzo che scende a mano a mano che passa il tempo, sperimentato con successo nel campo del turismo».
Graph Creative, ottobre 2009. La qualità oltre la griffe. La contaminazione tra le competenze tecniche dell’industria tessile, il saper fare proprio della sartoria artigianale e le arti visive ha permesso di scrivere, con riferimento alla prima metà del Novecento, le pagine più prestigiosa della storia della moda. Dal Fauvisme al Cubismo, alla Art Noveau al Futurismo tutte le avanguardie artistiche hanno ispirato profondamente la moda e attraverso di essa la società e i suoi costumi. Sognando di fatto l’ingresso dell’arte con la A maiuscola nella produzione tessile seriale. Il rapporto tra l’arte e il mondo della moda nella sua totalità è stato a volte provocatorio, ma molto più spesso esplicitamente orientato a contribuire al rinnovamento della società e dei comportamenti. In modo del tutto parallelo alla nascita della moderna comunicazione pubblicitaria, alla fine dell’Ottocento e ancor prima dai primi del Novecento gli artisti hanno messo a disposizione di industriali e artigiani la loro creatività per far nascere un nuovo stile di vita. La mostra allestita dalla Cna Torino all’Imbiancheria del Vajro con il patrocinio della Città di Chieri e il contributo della Camera di commercio con la collaborazione dello Ied Torino, vuole in questo senso essere di riferimento per tutte le imprese che in qualche moda si occupano di moda e che operano in provincia di Torino proponendosi come spazio espositivo privilegiato per sartorie artigianali; piccole manifatture; ricamatrici; produttori di bijou, calzature borse e tutto quanto rende tangibile il piacere di indossare. L’Imbiancheria è luogo simbolico di una Torino Città della Moda d’altri tempi eppure al tempo stesso ancora viva e capace di sorprendere, popolata da un fitto sottobosco di piccole imprese che proprio guardando all’arte e al design potrebbero ritrovare nuova linfa per affrontare con successo le sfide della globalizzazione e della crisi complessiva nel tessile piemontese. La mostra propone le opere di alcuni artisti torinesi che in varia misura hanno manifestato interesse, verso il mondo della moda, dal chierese Silvio Vigliaturo che caratterizzerà fortemente gli spazi espositivi con le sue tele e le sue suggestive creazioni in vetro fusione, per arrivare a Francesco Casorati nelle sue tele ha sempre giocato, provocatoriamente, con il concetto del filo. E con l’obbiettivo di mettere concretamente in relazione gli imprenditori appartenenti ai variegati settori della filiera del fashion tra loro ma soprattutto con gli artisti ei designer torinesi, la mostra prevede nelle giornate di sabato 10, 17, 24 e 31 ottobre dei work shop riservati agli imprenditori. La mostra propone infine con pari dignità i lavori degli studenti dell’istituto Europeo di Design di Torino che in collaborazione con alcuni artigiani selezionati da Cna Federmoda hanno concepito e realizzato capi d’abbigliamento e accessori inspirati al Futurismo di cui quest’anno cade il centenario. L’allestimento della mostra è stato curato dalla scenografa artigiana Elena Imberti di Manifactura (Cna ringrazia per la preziosa collaborazione il vetrinista Mario Barbero). Il catalogo della mostra (40 pagine a colori) è stato stampato in sole 500 copie numerate a cura della Cna Torino.
Cronaca Qui, 14 ottobre 2009. Oggi l’incontro in Regione: «Vogliamo avere certezze». Fausto Grosso comincia a non distinguere più i colori del semaforo: «So che il rosso è quello in cima, ma dovessi giurare che lo differenzio dal giallo, mentirei». A Patrizia Gugliemotto comincia a girare la testa sempre più: «Non è più nemmeno facile venire qui dalla mia azienda a Piossasco». Da ieri i medici sono in presidio costante. Misurazione di pressione, tre quattro volte al giorno, assistenza medica continua per evitare che la situazione possa complicarsi. Ezio Raselli confessa: «E’ dura. La mia cintura si è stretta di tre buchi. C’è stanchezza, tanta. Ama l’adrenalina per ora fa il resto. Non molleremo proprio adesso. Questa notte (ieri ndr) ho dormito un’ora». Aldo Molero invece continua con i suoi guai alla schiena. Gli imprenditori in sciopero della fame cominciano ad accusare fisicamente, chi più chi meno. Oggi sarà il sesto di digiuno, ma anche il moneto dell’incontro in Regione con l’assessore Andrea Bairati. Una riunione attesa se non altro per discutere dei punti che informalmente sono stati messi sul tavolo durante la visita dell’assessore fatta lunedì allo stabilimento della Grande, dove i quattro professionisti continuano nella loro battaglia. Ma tengono a precisare una cosa: «Non è che domani dopo questo incontro, avremo davanti piatti di pastasciutta, valuteremo se questo emergerà sarà soddisfacente e in linea alle nostre richieste». È indubbio comunque che l’appuntamento di oggi pomeriggio a Palazzo Lascaris influenzerà le mosse delle parti nei giorni futuri. Se si troverà quantomeno una bozza di intesa, (rigorosamente scritta, gli imprenditori non vogliono più parole), allora gli scenari potrebbero schiarirsi. Diversamente, come gli stessi padroni di azienda precisano, «ognuno si prenderà le proprie responsabilità». Detto e stradetti che le volontà di Ezio Raselli, Patrizia Gugliemotto, Fausto Grosso e Aldo Molero rimane di acciaio, a preoccupare chi sta vicino a loro in questa protesta comincia ad essere l’aspetto prettamente sanitario. Ieri pomeriggio intorno alle 16 è giunto in azienda anche l’ex segretario del Ds, Piero Fassino. Ancora silenzio invece da chi dovrebbe essere vicino agli imprenditori, come Confindustria: «Saranno pieni di impegni…», ironizza Raselli. Centinaia invece le mail ed i fax di sostegno di imprenditori di ogni parte d’Italia: «Alcuni ci hanno detto che anche loro vorrebbero digiunare - svela Raselli - ma per ora è meglio rimanere solo noi quattro». Alla “Grande”è giunta anche una delegazione di Cna, l’associazione degli artigiani. I quali esprimono solidarietà ai quattro ma prendono le distanze sia dalla sciopero che dalla risposta della Regione. «E’ curioso - osserva il segretario Paolo Alberti - che lì assessore Bairati abbia scelto di confrontarsi domani con questi imprenditori proponendo loro soluzioni chiavi in mano su problematiche che la Cna solleva da oltre un anno a nome di 15 mila imprese in provincia di Torino senza avere ancora ottenuto adeguate risposte. Non sono oggi risolvibili alcuni problemi se non andando dietro a questa o quell’altra iniziativa di carattere pre-elettorale». L’eco della protesta estrema è comunque arrivata fino a Roma. Questa mattina i rappresentanti di “Impresecheresistono” e di “Arca”, le due associazioni che sostengono gli imprenditori, saranno a colloqui con l’ex ministro Bersani anche se l’appuntamento che conta e a cui tutti guardano con notevole attesa, sarà nel pomeriggio, in Regione.
Avvenire on-line, 13 ottobre 2009. Cna Torino incontra gli imprenditori che fanno lo sciopero della fame a Piobesi. Una delegazione ufficiale della Cna Torino guidata da presidente provinciale Daniele Vaccarino (presenti il segretario provinciale Paolo Alberti e il vice Segretario Luigi Pizzimenti) ha incontrato oggi pomeriggio dalle 15 alle 17 e 30 i quattro imprenditori di Piobesi che stanno facendo lo sciopero della fame per denunciare la grave difficoltà economica in cui si trovano le loro imprese, l’incontro è avvenuto presso la Grande Spa, società presieduta da Ezio Raselli. L’incontro è stato proficuo e disteso. Raselli ha sottolineato che l’obbiettivo del gruppo è quello di portare avanti “una protesta civile ma molto ferma”. Una protesta che Cna rispetta ma rispetto alla quale ha manifestato senza mezzi termini le proprie perplessità. «Non riteniamo opportuno che nasca la sesta associazione di rappresentanza della piccola impresa italiana» ha dichiarato Paolo Alberti, Segretario provinciale Cna, sottolineando «che questo non porterebbe da nessuna parte e che anzi lo sforzo deve essere quello della semplificazione della rappresentanza sindacale datoriale, un impegno che ha livello torinese la Cna sta già compiendo insieme a Casartigiani con cui è già operativo un accordo che sta portando alla fusione delle rispettive società di servizi alle imprese associate». «Non andremo dietro a “Imprese che resistono” – ha dichiarato Daniele Vaccarino, Presidente provinciale Cna –fenomeno che seguiamo fin dalla sua nascita con attenzione ». «Abbiamo il massimo rispetto- ha detto Vaccarino- per il disagio che questi imprenditori stanno vivendo, ma abbiamo detto un no secco a qualsiasi tentativo di delegittimazione delle Associazioni di rappresentanza datoriale, le uniche in grado di rappresentare e difendere in un contesto nazionale gli interessi delle piccole imprese». Alberti ha poi evidenziato: «Curioso che l’assessore regionale in mano su problematiche che la Cna solleva da oltre un anno a nome di 15 mila imprese in provincia di Torino senza aver ancor ottenuto adeguate risposte», Alberti ha poi sottolineato che «non sono oggi e ritiene che il compito primario della Regione Piemonte sia quello di attivarsi subito con gli istituti di credito per rendevi operativi i provvedimenti definiti a livello nazionale, come la moratoria su mutui e leasing e sull’altro versante così come Cna richiede da tempo formulare una corretta politica industriale rivota quel mondo di piccole imprese che rappresentano il 98% dell’economia regionale». «Vaccarino: «Le difficoltà denunciate in modo eclatante da questi imprenditori di Piobesi sono infatti condivise da migliaia di piccole imprese e di artigiani. E questo messaggio non può passare inosservato ai media e alle istituzioni chiamate a prendere decisioni concrete e immediate». Vaccarino ha precisato che dal oltre un anno la Cna di garanzia credito con almeno 2 milioni di euro, di rivedere gli studi di settore, di riformulare la legge sui pagamenti per renderla operativa e snella di compensare i crediti e i debiti che la pubblica amministrazione ha verso le imprese, di posticipare le imposte di novembre, richieste legittime «rispetto alle quali fino a oggi è sempre prevalso da parte del Governo, l’ascolto dei soli interessi della grande industria, spesso opposti a quelli della piccola impresa» Cna Torino ritiene quindi inopportuno l’atteggiamento dell’assessore regionale Andrea Bairati e sottolinea a nome del segretario A che «potrà essere necessario pensare a forme di lotta diverse da quella portate avanti fino ad ora nei confronti delle istituzioni». Vaccarino nel salutare gli imprenditori ha comunque sottolineato «che molte risposte a problemi delle imprese possono concretamente arrivare solo da Governo e che altre forme di lotta sindacale potranno essere decise dalla Cna nazionale in occasione della propria Assemblea nazionale elettiva del 24 ottobre prossimo».
Ansa, 13 ottobre 2009. Crisi: Torino, Cna Torino incontra imprenditori che digiunano. Inopportuno atteggiamento assessore regionale su vicenda. Una delegazione ufficiale della Cna Torino guidata dal Presidente provinciale ha incontrato oggi pomeriggio i quattro imprenditori di Piobesi che stanno facendo lo sciopero della fame per denunciare la grave difficoltà economica in cui si trovano le loro imprese. L’incontro è avvenuto presso la Grande Spa società presieduta da Ezio Raselli. Quest’ultimo ha sottolineato che l’obbiettivo del gruppo è quello di portare avanti “una protesta civile ma molto ferma”. Una protesta che Cna. Una protesta che Cna rispetta, ma rispetto alla quale ha manifestato senza mezzi termini le proprie perplessità. «Non riteniamo opportuno che nasca la sesta associazione di rappresentanza della piccola impresa italiana” ha dichiarato Paolo Alberti, Segretario provinciale Cna, sottolineando, che «questo non porterebbe da nessuna parte e che anzi lo sforzo deve essere quello della semplificazione della rappresentanza sindacale datoriale». Alberti ha poi evidenziato: «Curioso che l’assessore regionale Andrea Bairati abbia scelto di confrontarsi domani con questi imprenditori proponendo loro soluzioni chiavi in mano su problematiche che la Cna solleva da oltre un anno a nome di 15 mila imprese in provincia di Torino senza aver ottenuto adeguate risposte». «Non sono oggi risolvibili alcuni problemi - ha aggiunto definendo inopportuno l’atteggiamento dell’assessore regionale - se non andando dietro a questa o a quell’altra iniziative di carattere pre elettorale. Il compito primario della Regione Piemonte è quello di attivarsi subito con gli istituti di credito per rendere operativi i provvedimenti definiti a livello nazionale, come la moratoria su mutui e leasing e sull’altro versante così come Cna richiede da tempo formulare una corretta politica industriale rivolta a quel mondo di piccole imprese che rappresentano il 98% dell’economia regionale».
Ansa, 12 ottobre 2009. Crisi: Torino, Bairati incontra imprenditori in sciopero fame. Un gruppo di lavoro sui problemi delle Pmi partirà mercoledì prossimo in Regione Piemonte: questo è l’esito dell’incontro avuto oggi dall’assessore regionale all’Industria, Andrea Bairati con i quattro imprenditori torinesi in sciopero della fame da cinque giorni a Piobesi. Dopo due ore di riunione con gli scioperanti, riferisce Bairati, «Ci siamo lasciati stringendoci la mano, con l’intesa che mercoledì alle 15,30 verranno in Regione per dare vita a un piccolo gruppo di lavoro nel quale saranno esaminate le loro richieste, che riguardano tutto il mondo della piccola impresa». Gli imprenditori non hanno interrotto lo sciopero della fame, aggiunge, ma “ se il lavoro sarà proficuo hanno assicurato che lo faranno». Ezio Raselli, uno degli imprenditori, aveva sottolineato ai microfoni di Cnrmedia «il fatto storico che per la prima volta imprenditori e operai lottano insieme». «I miei dipendenti- ha detto sono totalmente d’accordo con me, ora aspettiamo l’incontro di mercoledì in Regione per vedere sei saranno novità». Hanno incontrato gli imprenditori anche il segretario regionale del Pd piemontese, Gianfranco Morgando, e uno dei candidati aspiranti a succedergli, Cesare Damiano. Il presidente provinciale della Cna Daniele Vaccarino, ha annunciato che sarà a Piobesi domani.
Luna Nuova, 9 ottobre 2009. E’ in ritardo lo stop ai vecchi furgoni. Gli artigiani chiedono un altro rinvio. Non sono ancora pronte le delibere per il divieto di circolazione degli euro 2 diesel con più dieci con più di dieci anni. Contro il provvedimento si stanno schierando le associazioni di categoria che accusano la Provincia e il Comune di Torino di non averlo concertato con le categorie. Tra i più colpiti ci sono sono senza dubbio gli artigiani. Daniele Vaccarino, presidente provinciale del Cna, non ne vuole sapere. «In un momento come, così difficile per le imprese artigiane - afferma - non era opportuno dare il via al blocco di questi veicoli. Con le imprese artigiane che sono senza liquidità ad aver accesso al credito, l’impatto di una delibera come questa sarebbe pesantissimo. Vuol dire lasciare a casa la gente che lavora. Per chi fa trasporto o manutenzione è un colpo durissimo. La cosa che non accettiamo e l’assunzione di un provvedimento senza essere consultati». All’obiezione che si sapeva da un anno che sarebbe entrato in vigore il blocco e che primo o poi artigiani e commercianti dovranno cambiare i vecchi furgoni e i vecchi camioncini il sindacato artigiano risponde che mancano però politiche concertate con le banche. «Non basta il recupero dell’Iva e se oggi ci sono sempre meno ditte che devono recuperare credito d’imposta così come funziona la conversione al metano con una rete quasi inesistente. Prima affrontiamo il nodo del credito e accordi per finanziamenti specifici con le banche, poi facciamo entrare in vigore il blocco. Così come fanno le ditte artigiane a cambiare i mezzi? Ci sono ditte con sette veicoli. Cosa facciamo, gli imponiamo di rottamare tutto e di trovare 140-150mila euro, così di punto in bianco? In un momento in cui le banche non ti danno soldi per fare nulla?».
Torino Sette, 9 ottobre 2009. “Turin Photo Festival”, uno sguardo sul mondo. Nell’ex Manifattura Tabacchi, ribattezzata con l’antico nome di «Città della Luce», s’inaugura giovedì 15, alle ore 18,30 la seconda edizione di «Turin Photo Festival, organizzata con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione Crt, Camera di Commercio, Confederazione Nazionale Artigianato e il patrocinio della città di Torino. Curata da Mauro Villone e Lidia Urani (autori anche del catalogo), la rassegna propone una sessantina di fotografi, in gran parte italiani, che hanno sviluppato: i temi: «Estetica della Metropoli», «Etica del Feminino» e «Trasformazione». Dice Mauro Villone: «Questi argomenti s’inseriscono nel movimento “Un altro sguardo” per persone capaci di vedere il mondo diversamente dal consueto». L’itinerario espositivo, parte dalla manifattura di corso Regio parco con gli «scatti», tra gli altri, di Maura Banfo e Lia Pascaniuc, Francesca Vergnano e Alice Benessia, Giovanni Albore e Franca Chiono, Sara Elter, Patrizia Mussa, Maria Eroveti e Mauro Raffini. Sempre in questa sede, venerdì 16 alle 17, è prevista la conferenza «Iconosfera Italiana fra fotografia e cinema»con interventi del semiologo Gianpaolo Caprettini e Miriam Visalli, mentre la lettura portofolio delle foto sarà effettuata, il 16, 17 e 18 ottobre dal 17 al 23 ottobre si aprono nuove mostre: dagli studenti dello Ied al Cinema Centrale ai fotografi milanesi The village all’Eco Casa Perla; da Federico Scoppa al Mood Caffè a Carlo Bevilacqua, Davide Bozzalla, Andrea Guermani, e Giulia Fresia al Tucano, sino al Fulvio Bortolozzo da Artefilia-My Personal Gallery e Franco Donaggio e Frances Paley da Ikebò. S’incontrano poi Max Tomasinelli, Alessandra Dosselli ed Elena Escard al Lapis Architecture&Design, Nicoletta Nicosia alle Cantine Risso e Andrea Ferrari e Giorgia Mannavola da Ols. Al Tucano, il 29 ottobre, alle 18.30 premiazione del concorso «Territorio e Territori», promosso con La stampa.it
Cronaca Qui, 8 ottobre 2009. Protestano anche gli agenti di commercio. Oggi pomeriggio l’assessore Roberto Ronco incontrerà i rappresentanti dell’Api, l’organizzazione che riunisce le piccole imprese. La settimana prossima sarà il turno di Federconsumatori. La settimana prossima sarà il turno di Federconsumatori. Sono due delle associazioni di categoria (ci sono anche Cna e Ascom, commercianti e artigiani) che la scorsa settimana avevano protestato vibratamente contro l’entrata in vigore del blocco delle diesel. Ieri all’appello si è unita l’Aparc, l’associazione piemontese agenti e rappresentanti di commercio. Che, in verità, fin dallo scorso anno aveva avviato una petizione per chiedere al comune di Torino l’abolizione di ogni divieto per i veicoli Euro 0, 1 e 2. «Da un calcolo che era stato fatto ai tempi fra i nostri iscritti- Spiega Antonello Marzolla, segretario regionale dell’associazione- solo a Torino e provincia circa 1.800 persone sarebbero state fermate dai divieti». La petizione, più di mille firme, era stata presentata a Palazzo Civico prima dell’estate. La «scure sugli “Euro”- continua Marzolla- si sta traducendo in una pioggia di lettere di licenziamenti in tronco senza cassa integrazione o mobilità. Purtroppo, quando ci sono momenti di difficoltà visibili come questo, gli amministratori non ne tengono. Eppure sappiamo che le automobili incidono poco sull’inquinamento complessivo: ma a pagare è sempre il privato». Anche gli agenti di commercio incontreranno nelle prossime settimane l’assessore Ronco. «Abbiamo visto segnali di apertura, speriamo» si sbilancia Marzolla. L’assessore ieri è stato però categorico: il blocco si farà.
In Giro, ottobre-novembre 2009. Moda e made in Italy tra arte e design la qualità oltre la griffe. Si deve al Cna di Torino, con il patrocinio della città di Chieri e con il supporto della Camera di commercio di Torino, l’organizzazione di questa mostra sul legame strettissimo, quasi una trama di tessuto, tra arte e industria tessile, tra moda e storia, tra tessuto e creatività. Una mostra che vedrà partecipare grandi firme dell’arte, artigiani torinesi, studenti dello Ied Torino. Tutti intenti a ricordare questa grande avventura artistica e industriale avviata nel Dopoguerra. Infatti la contaminazione tra la tecnica dell’industria tessile. Il saper fare della sartoria artigianale e le arti visive ha scritto, nella prima metà del Novecento le pagine più prestigiose della storia della moda, in quel periodo tutte le avanguardie artistiche, hanno ispirato la moda, quindi la società e i suoi costumi, segnando di fatto l’ingresso dell’Arte nella produzione tessile seriale. Il rapporto tra l’ Arte e il mondo della Moda nella sua totalità è stato a volte provocatorio, più spesso evolutivo. Nei primi anni del Novecento, gli artisti hanno messo a disposizione di industriali e artigiani la loro creatività. Attraverso i vestiti femminili, le collane e le scarpe disegnate dai Futuristi. Nei primi anni del Novecento, gli artisti hanno messo a disposizione di artigiani la loro creatività. Attraverso i vestiti femminili, le collane e le scarpe disegnate dai Futuristi (Balla, Marinetti e Depero) oppure i ghirigori di colore delle sete di Raoul Dufy prende forma un mondo nuovo. Inseguito il rapporto tra la creatività artistica e la produzione di capi d’abbigliamento è andato indebolendosi lasciando spazio al moderno design. La mostra allestita all’Imbiancheria del Vajro, vuole proporsi come spazio espositivo come tutte le attività produttive connesse alla moda. L’Imbiancheria è luogo simbolico di una Torino città della Moda d’altri tempi, ma ancora popolata da una fitta rete di piccole imprese che guardando all’Arte e al Design possono affrontare meglio la globalizzazione e la crisi del tessile piemontese. La mostra propone le opere di alcuni artisti torinesi interessati al mondo della moda l’obbiettivo è quello di mettere in relazione gli imprenditori della filiera del fashion tra loro e con gli artisti e i designer torinesi. La mostra propone infine, con pari dignità, i capi d’abbigliamento ispirati al Futurismo degli studenti dello Ied di Torino.
Chieri Oggi, ottobre 2009. Tra Arte e design. Venerdì 2 ottobre si è tenuta presso la sede dell’Imbiancheria del Vajro di Chieri, l’inaugurazione della mostra dal titolo Moda e Made in Italy tra arte e design. La qualità oltre la griffe. Hanno presenziato all’evento il sindaco di Chieri, Francesco Lancione ed una nutrita rappresentanza della Giunta Comunale. Vero e proprio mattatore della serata è stato Alessio Stefanoni, responsabile comunicazione stampa del Cna di Torino – principale promotrice della manifestazione che ha illustrato chiaramente e con fervore il pensiero concreto che ha portato alla realizzazione della mostra di fronte ad un pubblico numeroso oltre le più rosee aspettative. L’intenzione, egregiamente realizzata, della rassegna è quella di coniugare la creatività connaturata al mondo dell’arte con la realtà produttiva delle piccole e medie imprese tessili del torinese, con il proposito di infondere nuova vitalità ad un settore, che, purtroppo risente dell’esagerato rilievo che hanno assunto le grandi griffe della moda nazionale ed internazionale, che oscurano con i loro nomi altisonanti e prezzi vertiginosi- dietro ai quali non sempre si trovano prodotti all’altezza delle elevatissime aspettative – il lavoro di estrema qualità degli artigiani locali. Sono intervenuti, inoltre l’artista chierese Silvio Vigliaturo e Cesar Mendoza, direttore della sede torinese dello Ied- Istituto Europeo di Design, sottolineando entrambi nei rispettivi discorsi in maniera più nostalgica, da persona che ha vissuto le trasformazioni della città di Chieri, il primo e con un accento più pragmatico l’altro l’importanza che ha avuto – dovrebbe tornare ad avere l’industria tessile chierese. Chieri, infatti, non è stata scelta casualmente come sede di questa esposizione multiforme. Sin dal XIV secolo, le principali fonti di prosperità della città derivavano dalla lavorazione del cotone e del fustagno, e già nel secolo successivo cominciarono a fiorire le prime manifatture artigiane per la lavorazione dei cotoni grezzi. In periodi successivi le industrie chieresi arrivarono a fornire milioni di metri di cotone lavorato ai nomi più importanti della moda italiana. La commistione di arte e artigianato tessile – ottimamente orchestrata dai curatori della mostra Elena Imberbi e Mario Barbero – è segnata dall’intervallarsi assimetrico dei prodotti delle imprese tessili, affascinanti perche capaci di creare un arcobaleno di proposte incredibilmente variegato, e delle opere di importanti artisti quali Francesco Casorati , Guido Appendino, Silvio Cocco, Varrè. A dare l’ennesima sfaccettatura alla rassegna ci hanno pensato gli studenti del corso di Fashion e Textile Design dello Ied, che traendo ispirazione dalla lezione del Futurismo - di cui quest’anno cade il centenario - e del Fauvismo, avanguardie capaci di sperimentare applicazioni concrete dell’arte, hanno dato vita a dei progetti decisamente originali e fantasiosi, poi realizzati dagli artigiani della Cna, dando una prova aggiunta di quanto possa essere efficace il connubio di creatività e “saper Fare”. La mostra- la cui unica ma grave pecca è quella di rimanere chiusa domenica – proseguirà fino al 31 ottobre, e, a testimonianza dell’aspirazione attivistica che l’ha originata, ogni sabato mattinata, si terranno, sempre nella sede dell’Imbiancheria del Vajro, del workshop dedicati ai professionisti del settore tessile.
Obiectiv, 15 ottobre 2009. La moda non griffata, vista come evento. Quando la difesa dell’Italianità passa anche attraverso l’etichetta quando agli artigiani si offre l’opportunità di diventare anche loro ambasciatori del Made in Italy allora la moda non griffata diventa evento. Lo dimostra la rassegna speciale organizzata dalla Cna Torino insieme alla Città di Chieri aperta dal 3 al 31 ottobre in un luogo simbolo come l’Imbiancheria del Vajro, esempio di archeologia industriale riplasmata su esigenze moderne e pertanto diventata area espositiva. La mostra “Moda e Made in Italy tra Arte e Design-La Qualità oltre la griffe ospita non solo prodotti che abbinano la sartoria artigianale alle arti visive, ma anche incontri tra imprenditori, abiti femminili o da uomo, collane scarpe, tessuti naturali e non messi in evidenza tra i macchinari da museo, fanno venire voglia di applaudire la scenografia della rassegna, molto inusuale e attraente, che non solo non annoia ma fa scoprire una storia di vari settori dei quali si parla troppo poco. Accanto a dei nomi già famosi come Silvio Vigliaturo o Francesco Casorati, alla mostra di Chieri c’è stato spazio soprattutto per gli anonimi. Tra i piccoli che si sono messi in moto per dimostrare che la qualità non è per forza dipendente dal marchio anche una sarta romena, Fiorentina Vilcovschi che ha eseguito una creazione di un degli studenti dell’Ied (Istituto Europeo di Design di Torino). Visitando la mostra colpisce lo spirito di collaborazione e la voglia di mettersi in discussione che accomuna produttori e artisti, non ancora celebri ma che amano provocarsi a vicenda andando ad integrare esperienze ed abilità diverse che danno vita a qualcosa veramente nuovo, veramente di qualità. “La mostra allestita dal Cna Torino vuole essere di riferimento per tutte le imprese che in qualche modo si occupa di moda e operano in provincia di Torino proponendosi come spazio privilegiato per sartorie artigianali, manifatture, ricamatrici, produttori di bijou, calzature e borse e tutto quanto rende tangibile “il piacere di indossare “ sottolinea il presidente Cna Torino, Daniele Vaccarino. Se si pensa al fatto che solo nella serata di inaugurazione della mostra sono stati presenti oltre 300 persone, allora si può dire che lo scopo degli organizzatori è stato raggiunto e che la mostra di Chieri dimostra che i produttori non griffati, ma di qualità rappresentano davvero la linfa per affrontare con successo le sfide della globalizzazione e della crisi complessiva del tessile.
Torino Sette, 9 ottobre 2009. La moda “made in Italy” all’Imbiancheria di Chieri. Fino al 31 ottobre. All’in via Imbiancheria 12 a Chieri, continua fino al 31 ottobre la mostra Moda e made in Italy tra arte e design»che ripropone il rapporto tra arte e mondo della produzione in nome della qualità oltre la griffe. Nello spazio suggestivo della seicentesca ex tintoria del tessuti, sono esposti ricami, tessuti, bijou borse e tutto ciò che da vita alla moda da indossare. L’evento curato dal Cna, in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design, ha un obbiettivo importante: riavvicinare arte e design e produzione industriale. E una scommessa che può rilanciare la moda italiana la moda italiana, oggi assediata dall’agguerrita concorrenza cinese. In esposizione ci sono anche oggetti di design ideati dalla creatività di artisti del territorio. All’inizio del novecento le avanguardie artistiche dai Fauve al Futurismo inventarono la moda: perché non ripartire da qui? Tra gli artisti che hanno scelto di coniugare arte e design c’è Francesco Casorati, con i suoi arazzi stilizzati, Guido Appendino che ha ideato decine di oggetti esclusivi per la casa del Caffè Vergnano, Silvio Vigliaturo e i suoi vetri colorati. In esposizione anche i lavori degli studenti degli Ied. Ingresso libero. Info: 011.46.17.621.
Cronaca Qui, 3 ottobre 2009. Domani Cna elegge il presidente. E’ in programma domani a Palazzo Pralormo, a Torino l’assemblea elettiva di Cna Piemonte, in cui sarà nominato il nuovo presidente dell’associazione Sebastiano Consentino, giunto al termine del suo mandato, dovrà cedere il posto. Il collegio dei saggi proporrà il nome di Francesco Cudia, già presidente di Cna installatori.
Skart, ottobre-novembre. Moda e Made in Italy tra arte e design. La contaminazione tra competenze tecniche dell’industria tessile, il saper far proprio della sartoria artigianale e le arti visive, ha permesso di scrivere con riferimento alla prima metà del Novecento, le pagine più prestigiose della storia della moda. Dal Fauvisme al Cubismo, dall’Art Nouveau al Futurismo tutte le avanguardie artistiche hanno ispirato profondamente la moda attraverso di essa la società e i suoi costumi, segnalando di fatto l’ingresso dell’Arte con la A maiuscola nella produzione tessile seriale. Il rapporto tra l’Arte e il mondo della Moda nella sua totalità è stato a volte provocatorio, ma molto più spesso esplicitamente orientato a contribuire al rinnovamento della società e dei comportamenti. In modo del tutto parallelo alla nascita della moderna comunicazione pubblicitaria a partire dalla fine dell’Ottocento e ancora più da primi anni del Novecento, gli artisti hanno messo a disposizione di industriali e artigiani la loro creatività per far nascere un nuovo stile di vita. Attraverso i vestiti femminili, le collane e le scarpe disegnate dai futuristi ed in primis da Giacomo Balla, Filippo Tommaso Marinetti e Fortunato Depero, oppure gli straordinari ghirigori dinamici di colori impressi sulle sete ideate da Roul Dufy per Bianchini- Ferrier si respira un mondo nuovo che lentamente cominciava a prendere forma. A colpire è soprattutto una fatto: lo spirito di collaborazione e la voglia di mettersi in discussione produttori e artisti, spesso ancora non celebri nel momento in cui iniziano a provocarsi a vicenda, andando ad integrare esperienze e abilità diverse che faranno nascere qualcosa di veramente nuovo. Il rapporto tra la creatività artistica e la produzione di tessuti, capi d’abbigliamento e accessori, è andato però indebolendosi col passare del tempo, lasciando un vuoto che in parte è stato occupato dalle competenze del moderno design. La mostra allestita dalla Cna Torino all’Imbiancheria del Vajro con il patrocinio della città di Chieri e il contributo della Camera di commercio di Torino vuole in questo senso essere di riferimento per tutte le imprese che in qualche modo si occupano di moda e che operano in provincia di Torino, proponendosi come spazio espositivo privilegiato per sartorie artigianali; piccole manifatture ricamatrici, produttori di bijou, calzature e borse e tutto quanto rende tangibile il piacere di indossare. L’Imbiancheria è luogo simbolico di una Torino città della Moda d’altri tempi eppure al tempo stesso ancora viva e capace di sorprendere, popolata da un fitto sottobosco di piccole imprese che sanno ancora stare sul mercato, ma che proprio guardando all’Arte e Design potrebbero ritrovare nuova linfa per affrontare con successo le sfide della globalizzazione e della crisi complessiva del tessile piemontese. Non a caso, quindi la mostra propone le opere di alcuni artisti torinesi che in varia misura hanno manifestato un interesse verso il mondo del moda, e propone anche, con pari dignità i lavori degli studenti del Istituto Europeo di Design di Torino che in collaborazione con alcuni artigiani selezionati dal Cna Federmoda hanno concepito e realizzato capi d’abbigliamento e accessori ispirati al futurismo di cui quest’anno cade il centenario: perché la forza del fashion italiano risiede da sempre nella creatività e nella cura delle lavorazioni: competenze proprie di un made in Italy di qualità tutto artigianale e piccolo industriale che deve però ancora imparare a distinguersi, uscendo da protagonista dal cono d’ombra delle grandi griffe.
Torino Sette, 2 ottobre 2009. Moda e Design orgoglio italiano. Saper fare, saper creare. Dal 3 ottobre all’Imbiancheria del Vajro, in via Imbiancheria 12, Chieri, apre la mostra «Moda e Made in Italy tra arte e design» che ripropone i rapporto tra arte e moda della produzione in nome della qualità oltre la griffe. Non solo una mostra, dunque, ma piuttosto uno spazio privilegiato per le sartorie artigianali, piccole manifatture, ricamatrici, produttori di bijou, borse e tutto ciò che diviene piacere da indossare. Ma in esposizione ci sono anche oggetti d’arte e design. L’evento, curato dalla Cna di Torino è nato dalla collaborazione con l’Istituto Europeo di Design, ha un obbiettivo ambizioso: tracciare un percorso che torni a far dialogare l’arte col tessuto produttivo locale. La scelta di Chieri è di una sede come l’Imbiancheria del Vajro, dove nel Seicento si tingevano i tessuti, non è casuale, Chieri fino agli anni ottanta era una delle capitale del tessile piemontese. Una realtà importante: le piccole aziende nascevano ovunque. La città risuonava del ticchettio delle navette sul telaio. Poi sono arrivati i paesi in via di sviluppo e il colosso cinese. E tutto è cambiato. Eppure questa città nel Quattrocento era la sede dell’Università del Fustagno, i grandi mercanti commerciavano con la Linguadoca e le Fiandre e si può dire che Chieri abbia inventato il jeans. Infatti i mercanti impararono dai catari a produrre un tessuto di cotone resistente tinto blu con il gualdo, poi venduto ai Genovesi. All’inizio del Novecento artistiche dal Fauve al futurismo inventarono la moda. Perché non ripartire da qui insomma? Tra gli artisti che esporranno ci sono nomi noti tra i creativi del territorio come Felice Casorati, che ha realizzato i soggetti per il famoso arazziere Ugo Scassa. Guido Appendino, pittore dell’inequivocabile tratto fiabesco, ha ideato decine di oggetti esclusivi per la casa del Caffè Vergnano: foulard, calendari, vassoi, pochette in seta. Silvio Vigliaturo con i suoi vetri colorati, Marcello Gobbi, Gianna Tuninetti e tanti altri. In esposizione anche i lavori degli studenti degli Ied di Torino. Il 3, 10. 17, 24 e 31 ci saranno seminari e workshop riservati agli imprenditori. La mostra curata da Elena Imberbi e sostenuta dal Comune, viene inaugurata venerdì 2, ore 18, 30, e resterà aperta fino al 31 ottobre: mart. e merc. 9.30-12.30 giov. E ven. 16-19; sab. 9.30-12.30, 16-19. Ingresso libero. Info: 011.46.17.621.
Corriere di Chieri, 2 ottobre 2009. Arte e moda in mostra al Vajro. Tessile, moda, arte e design si incontrano per un mese all’Imbiancheria del Vajro. Da domani, sabato fino al 31 ottobre negli spazi dell’Imbiancheria del Vajro di Porta Torino si tiene la mostra “Moda e made in Italy tra arte e design” organizzata dalla Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) di Torino. L’inaugurazione è prevista per oggi, venerdì alle 18,30, con la sfilata della collezione di abiti e prodotti dalla stilista chierese Marina Nekhaeva. Già domani mattina e nelle successive giornate di sabato 10, 17, 24 e 31 ottobre artigiani, artisti e designer del Chierese potranno incontrarsi e confrontarsi in specifici workshop su appuntamento. La parte espositiva sarà aperta gratuitamente al pubblico, martedì e mercoledì dalle 9, 30 alle 12.30, giovedì e venerdì in orario 16 e 19. la mostra è patrocinata dal Comune e realizzata in collaborazione con Cna Federmoda e con il supporto della Camera di commercio di Torino. L’obbiettivo dell’iniziativa è di portare l’arte e il design nel settore tessile e manifatturiero e dare una nuova immagine alle produzioni artigiane, mettendo a disposizione dei tessitori l’esperienza di designer pittori e artisti. All’Imbiancheria si potranno osservare bijou, calzature, borse e gioielli e capi d’abbigliamento prodotti da una cinquantina di aziende artigianali e piccole realtà industriali della provincia. Al loro fianco ci saranno anche una decina di artisti con uno spiccato interesse verso la moda: le pitture le suggestive creazioni in vetro fusione del Chierese Silvio Vigliaturo; le tele di Francesco Casorati; foulard; gioielli e quadri del chierese Guido Appendino, le pennellate “orientali” di Silvio Cocco, il design artistico della chierese Linda Crema, le fotografie di Mauro Villone, al ricerca nella quadricromia del chierese Piero Fonio; gli acquerelli di Gianna Tuninetti, la pop art del chierese Marcello Gobbi. Il colore vivo di Varrè. Inoltre, per l’anniversario dei cento anni dalla nascita del futurismo gli studenti gli studenti dell’Istituto europeo di design di Torino esporranno capi d’abbigliamento e accessori ispirati al movimento fondato da Tommaso Marinetti. All’esposizione e ai workshop sono stati invitati 1.300 imprenditori artigiani di tutta la provincia: 600 operanti nel campo della moda, di cui 107 nel Chierese. La speranza degli organizzatori è di imprimere negli artigiani nuovo entusiasmo e motivazioni per affrontare la sfida della globalizzazione e la crisi del tessile. Lo scopo è di aiutare la moda a riprendersi quella creatività e cura delle lavorazioni che da sempre caratterizzano il mondo artigianale e piccolo industriale che deve anche imparare a distinguersi e ad uscire dall’ombra delle grandi griffe. Attraverso questa iniziativa la Cna vorrebbe riprendere quel filo tra arte e tessitura che si è interrotto diversi anni fa con la fine delle Avanguardie, in particolare con l’esperienza del Futurismo, quando il tessile teneva l’ispirazione dalle opere dai più importanti artisti di quell’epoca.
Corriere di Chieri, 2 ottobre 2009. L’industria tessile è alle corde. “Si salverà se farà squadra” “Basta con i particolarismi e la gelosa salvaguardia del proprio prodotto è giusto rispettare i tratti caratteristici di ogni attività, ma è venuto il tempo di fare sistema e mettere il proprio sapere a disposizioni di tutti». E’ la ricetta per combattere la crisi del tessile e la minaccia proveniente dall’ proposta da Claudio Campagnolo. Presidente della Cna di Chieri, alla vigilia della mostra “Moda e made in Italy tra arte e design”che apre domani, sabato all’Imbiancheria del Vajro. L’appuntamento è un esempio concreto di quello che intende Campagnolo: artisti, designer e tessitori si incontrano per condividere le proprie conoscenze ed esperienze; un contributo che punta a migliorare le loro produzioni. La crisi ha fatto selezione anche nel Chierese: resistono comunque un centinaio di attività artigianali legate al mondo del tessile, della moda e del fashion: si va dalle aziende che si occupano di confezionamento alle tintorie di fissaggio, da quello che svolgono lavorazioni manifatturiere alle campionature tessili. Sono ditte di medie piccoli dimensioni, in alcuni casi addirittura a conduzione familiare. La maggior parte ormai sono concentrate nell’area industriale di Fontaneto fattore che può contribuire in misura più forte ad unire gli sforzi questa attività per superare insieme l’attuale fase di recessione economica. «La realtà del Chiere è lo specchio di quello che si vive in questo momento in Italia - funzionaria Cna Federmoda. Le aziende sono alle prese con la globalizzazione e i prezzi molto bassi dei prodotti che arrivano dall’Est».In passato Chieri è stata una sede importante per la produzione di impermeabili e tessuti di vario tipo, anche per famose griffe della moda. Ora tanto per citare un nome a tenere alta la bandiera di fornitore di tessuti dei grandi sarti internazionali è rimasta praticamente solo la Vasino Spa. Addirittura i filati chieresi erano sbarcati in Giappone, e per un certo periodo la Tabasso aveva fornito i tessuti per gli abiti del Papa. Ma non è più il tempo di guardarsi indietro perché oggi la forza nel tessile sta nello specializzarsi nell’alta tecnologia – sottolinea Baiotti. «E’ importante che impariamo ad offrire un servizio alla persona preparando capi su misura di qualità». Il problema maggiore per le aziende chieresi è la mancanza di un controllo puntuale sull’abbigliamento a basso costo dei Paesi in via di sviluppo a cui poi viene appiccicato il marchio “Made in Italy” «Vogliamo che le verifiche sui prodotti siano potenziate- lancia un appello la funzionaria di Federmoda- ma anche che la legge venga fatta rispettare». Oltre alla concorrenza della manodopera dell’Est, si deve fare i conti con un numero sempre minore di giovani interessati al mondo del tessile. Vorremmo lanciare insieme alla nuova giunta un progetto per aiutare le attività in questo settore a rimuovere sul nostro territorio- riferisce Claudio Campagnolo. L’idea è di creare delle botteghe scuola per attirare i ragazzi e in parallelo costituire in città dei piccoli laboratori per favorire la permanenza delle aziende a conduzione familiare e per attirarne di nuove». Alla base c’è l’intenzione di realizzare a Chieri un polo di sviluppo tessile del tessile, una sorta di zona franca dove le diverse attività del tessile vengono incentivate nel loro lavoro, ad esempio attraverso la riduzione dell’Ici. «Per portare a termine questo progetto dovremo muoverci velocemente al massimo entro i prossimi due anni – conclude il presidente della Cna di Chieri - Al più presto ci incontreremo con l’assessore competente per discutere dell’effettiva realizzazione».
La Valsusa, 1 ottobre 2009. Expobioenergia, c’è la fiera. Al via la più grande Fiera del nord ovest dedicata all’energia e all’edilizia ecosostenibile. E’ tutto pronto per l’apertura della quarta edizione, la più grande fiera del nord ovest dedicata all’edilizia ecosostenibile.(Lo scorso anno si sono avute oltre 40.000 presenze) con ingresso gratuito, in programma a Susa, al Parco Tecnologico Martina dal 2 al 4 ottobre prossimi, fortemente voluta e promossa dall’Ascom di Susa e dalla Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia, sostenuta da Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Sitaf Cna, Ordine degli Architetti, insieme al Comune di Susa. Uno spazio espositivo di oltre mille 1000 mq con più di cinquanta espositori e un programma di convegni, incontri e dibattiti che si susseguiranno per tutta al durata dell’evento, con professionisti esperti del settore a disposizione di tecnici, amministratori e cittadini insegnanti e soprattutto studenti. Durante i giorni della manifestazione si potrà visitare la Casa Ecologica dell’Associazione Paea di Reggio Emilia, la mostra itinerante più grande in Europa su fonti rinnovabili bioedilizia, risparmio energetico. Patrizia Ferrarini neopresidente di Ascom Susa, presenta la fiera: «Una fiera aperta al pubblico, comprese le scuole ha un ambizioso obbiettivo: informare e rendere consapevoli i cittadini sulle possibilità di risparmio energetico e sui vantaggi economici e di salute che ciascuno di noi, anche singolarmente, ha” L’invito a partecipare viene anche da Antonio Ferrentino, commissario della comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia: «E’ un importante momento annuale in cui fare il punto sui progetti energetici in corso e sensibilizzare amministratori e cittadini; il settore energia e risparmio è uno dei principali temi di cui si dovrà occupare la nuova Comunità Montana già nel 2010 raccogliendo la sfida della L. R. 19/ 2008 che lascia alla montagna la gestione delle risorse primarie quali acqua, sole e boschi; ecco perché la manifestazione è destinata ad un grande futuro, diventando la vetrina delle progettualità e dei comportamenti virtuosi del territorio. Mi auguro infine che la manifestazione sia un imput per le industrie affinchè colgano nuovi elementi di investimento e sviluppo nelle energie rinnovabili.
Cronaca Qui, 29 settembre 2009. Creatività e design in mostra per rilanciare il “made in Turin”. Stile arte: inventiva artigianale contaminata da creazioni di puro design. Sono questi gli ingredienti dell’innovativo progetto promosso da Cna con il patrocinio del Comune di Chieri e della Camera di Commercio di Torino che prenderà il via sabato prossimo presso la storica Imbiancheria del Vajro di Chieri. Una mostra itinerante (prossime tappe Susa e Rivoli) dal titolo “Moda e made in Italy tra arte e design- La qualità oltre la griffe” che offrirà uno spazio espositivo a molte imprese artigiane della provincia di Torino che in qualche modo si occupano di moda. Sartorie, manifatture, ricamatrici e produttori di bijou esporranno le loro creazioni derivate dall’incontro con artisti torinesi. «La scelta di Chieri e in particolare dell’Imbiancheria non è affatto casuale- spiega Alessio Stefanoni, curatore della mostra. Si tratta di un luogo simbolo del settore manifatturiero che in questi anni ha affrontato una grossa crisi. Questo progetto vuole essere un’occasione d’incontro e di riflessione per proporre il rilancio di quella creatività torinese con l’apporto del mondo dell’arte. Sono convinto infatti che l’arte possa essere portata nel “fashion” producendo oggetti, che pur non essendo “griffati” sono immediatamente riconoscibili e appetibili per la loro originalità». Nonostante la crisi che ha provocato la chiusura di moltissime aziende del tessile sono ancora 600 le aziende operative in provincia di Torino e ben 100 solo nel Chierese, da sempre punto di riferimento per tutto il settore: «l’arrivo di tecnologie a basso costo da parte dei paesi in via di industrializzazione ha generato una sofferenza generale- afferma il vicesindaco di Chieri, Luigi Sodano, il made in Italy continua a caratterizzarsi per gusto e bellezza e questa iniziativa così particolare intende proporsi come un propulsore per le tradizioni industriali chieresi di tutta la provincia». In esposizione ci saranno le opere di Marcello gobbi, Guido Appendino, Francesco Casorati e di molti altri artisti torinesi e non. Fondamentale si è rivelato il contributo del chierese Silvio Vigliaturo autore del manifesto della mostra. Un intero stand sarà dedicato alle creazioni degli studenti dello Ied, mentre le elaborazioni tessili derivati dalle opere artistiche (dalle borse ai foulard, passando per tovaglie e cuscini) saranno distribuite su uno spazio di circa 800 metri quadrati curato da Elena Imberbi di Manifactura. L’inaugurazione è prevista per venerdì alle 18.30 in via Imbiancheria 12 e la mostra aprirà al pubblico da sabato con ingresso gratuito.
Corriere di Chieri, 29 settembre 2009. Dalla Russia con amore per moda e arte. Una moda che strizza l’occhio all’ambiente ma che strizza l’occhio alla sperimentazione. Abiti che si trasformano in sculture e grazie a pieghe e drappeggi, cambiano la silhouette femminile ogni volta che vengono indossati. E’ il frutto della creatività della stilista Marina Nekhaeva, che da 3 anni vive e lavora a Chieri nel campo della moda del fashion design. Venerdì, in occasione dell’inaugurazione della mostra della Cna “Moda e made in Italy tra arte e design” all’Imbiancheria del Vajro, la stilista terrà una sfilata della sua nuova collezione di abiti – scultura. Una decina di modelle esibiranno i vestiti realizzati dalla giovane di origini russe, che per le sue creazioni utilizza materiali d’epoca e di recupero, tessuti retrò, accessori vintage e fuori produzione , accostati a lavorazioni sperimentali prodotti inediti. «I miei abiti sono consapevolmente fatti con questi materiali, perché condivido l’idea di una moda ecosostenibile – spiega la stilista, che si affaccia al mondo delle passerelle con un suo marchio personale : «Mh al quadrato” – sono convinta che quando esiste una crisi di sovrapproduzione, ognuno con il proprio lavoro dovrebbe cercare un modo diverso per “aiutare” a superare il momento». I capi di Nekhaeva sono realizzati a mano secondo principi artigianali, sono esempi unici che giocano con volumi e proporzioni geometriche e futuribili. Sembrano costruzioni quasi architettoniche di elementi sovrapposti, che culminano in grandi colli geometrici. Gli abiti possono diventare, anche sculture, oggetti di design o d’arredamento. I materiali utilizzati vengono ricercati e selezionati in luoghi insoliti di tutta Europa: botteghe artigiane, mercerie stamperie antiche, italiane, mercati d’antiquariato a Parigi, negozi “sovietici” della periferia di Mosca, spazi concettuali di Aversa e luoghi innovativi di Londra. La collezione gioca con tutte le tonalità del nero, grigio e bianco, con molte sfumature di beige, avorio panna. La passione della stilista per la moda non ha un preciso momento di partenza. «Lavorare nel campo del fashion è un passo successivo nella mia crescita artistica e professionale - chiarisce Nekhaeva, laureata a pieni voti all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino - da molto giovane ho iniziato a dipingere, fare scultura e appassionarmi alla grafica. Per quasi dieci anni ho lavorato nel campo del design grafico, sviluppando progetti di comunicazione visiva». Per il futuro sogna di «riorganizzare e trasformare il mio piccolo laboratorio in un atelier operativo nel cuore di Chieri, dove creare la ma collezione». E lancia un appello: «Sono pronta e disponibile a collaborare con aziende e imprese che condividano la mia filosofia “ecosostenibile” e di rispetto dell’ambiente.
Corriere di Chieri, 29 settembre 2009. L’arte vola come un pesce. Dai pesci volanti su Chieri alle figure in stile pop art passando per la dimensione del fumetto. Venerdì alle 18.30 si inaugura all’Imbiancheria del Vajro (via Imbiancheria 12) la mostra Moda e made in Italy tra arte e design” organizzata dalla Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) di Torino. L’esposizione sarà aperta al pubblico gratuitamente fino al 31 ottobre, ogni martedì e mercoledì in orario 9.30-12.30; giovedì e venerdì dalle 16 alle 19 e sabato 9.30-12.30 e 16-19. Inoltre, nelle giornate di sabato 3, 10 ,17, 24 e 31 ottobre si terranno su appuntamento alcuni workshop per consentire agli artigiani di confrontarsi e di incontrare artisti e designer del Chierese. La mostra, patrocinata dal Comune e realizzata in collaborazione con Cna Federmoda e la Camera di commercio di Torino, è stata pensata per portare arte e design nel settore tessile e manifatturiero della moda. Un’ esposizione a cui parteciperanno diversi pittori del Chierese, e che permetterà a molti imprenditori del tessuto e alla gente comune di conoscerli: artisti come Guido Appendino, Piero Fonio e Marcello Gobbi. E’ rinomato come il “pittore delle favole” a cui piacciono i monumenti storici, le chiese e l’antichità. Guido Appendino, 72 enne medico odontoiatra incontra la passione per la pittura al liceo classico e da quel momento non l’abbandona più. Per anni dipinge avendo per soggetto le antiche cittadelle medievali, coloratissime abitate da animali festosi che rispecchiano l’amore per il gioco. Cavallucci marini che giocano con gli elefanti, pesci volanti e altri strani essere della fantasia popolano le sue tele, richiamando l’allegria e il divertimento. «Sono un autodidatta – ammette candidamente Appendino che vive e lavora a Baldissero - Questo può essere un limite per la tecnica ma un grande vantaggio per la creatività». Nel corso di tutta la vita la sua attenzione si è sempre rivolta verso i monumenti piemontesi: il suo è uno sguardo verso il passato con la volontà di creare, un mondo nuovo, libero dal cemento e dal disordine urbano in cui la natura può esprimersi nelle sue diverse forme. Negli ultimi anni ha rinnovato il repertorio dedicandosi all’oreficeria anche e alla pittura su murales, foulard di seta, cuscini vassoi, oggetti in porcellana. Nel 2002 e nel 2003 ha realizzato per la Casa del Caffè Vergnano la serie di tazzine Vergnano blu, rossa e nera. Inoltre ha personalizzato con più di 200 soggetti le scatole regalo in Latta delle pastiglie Leone. Porta anche l’arte nelle scuole attraverso un progetto che vede i bambini impegnati a ridisegnare le residenze reali piemontesi. È praticamente nato col pennello in mano, lui che lavora unisce pittura, scultura e architettura: il quasi ottantenne Piero Fonio, una vita passata tra le tele del suo studio di Chieri, ha iniziato a dipingere a 13 anni sotto la guida di Padre Angelico Pistarino, che tra i suoi amici pittori annoverava un certo Felice Casorati. E così, alle soglie della maggiore età Fonio conosce il maestro e ne diventa allievo per cinque anni. Negli anni ’50 inizia a lavorare in una stamperia di stoffe si dedica all’illustrazione che dal quel momento esercita un’ influenza determinante nella sua attività pittorica. «Dal linguaggio del fumetto trae origine la mia ricerca sulla quadricomia che ho approfondito in stamperia con le procedure di riproduzione meccanica dei quattro colori fondamentali». ricorda l’artista, che ancora oggi va avanti nel suo lavoro di ricerca e produzione. Negli anni ’70, però si avvicina ai rilievi in legno: crea opere in cui è forte la connessione tra pittura e struttura e inizia a usare materiali poveri. Così come per il movimento futurista, il connubio tra pittura, grafica e produzione industriale ha sempre affascinato Fonio, così che ancora oggi nei suoi quadri compaiono truciolato, fili e bulloni. Nelle sue opere si possono quindi alternare il ritmo delle strutture, superfici in rilievo dipinte, intagli e astrazione. E invece una pittura che parte dalla progettazione nel campo del tessile e si muove tra neorealismo pop e surrealismo pop, quella del chierese Marcello Gobbi designer tessile di 42 anni, si può definire un’artista dei contenuti e della contemporaneità. Da oltre vent’anni porta avanti una ricerca che spazia dall’arte alla moda e segue con particolare attenzione i mutamenti del costume e della società contemporanea. Il frutto di questa ricerca è riassunto in immagini dai colori decisi: è una pittura pop neorealista quando i soggetti sono le figure e l’architettura, mentre diventa pop, surrealista quando si confronta con i paesaggi, e dunque con i sentimenti e le inquietudini delle contemporaneità. «Le mie opere possono in un certo senso avvicinarsi alle posterizzazioni di Andy Warhol- spiega Gobbi, che nel 1986 si è diplomato all’Itis tessile di Torino- la pop art è il mio riferimento, perché fa parte della mia giovinezza, anche se il mio lavoro parte sempre da quello che realizzo nel tessile. Le mie figurazioni su tela non sono altro che quello che farei su stoffa». Nel suo percorso si trovano anche opere insolite, che uniscono la pittura ad olio con i filati di lana su tela di lana su tela di lino. E la conseguenza della sua professione, in cui applica la progettazione tessile al rivestimento di mobili, alla decorazione alla tappezzeria in stoffa (tessuti Jacquard), all’arredamento e alla biancheria per la casa.
Ansa, 28 settembre 2009. Made in Italy: a Chieri in mostra la moda non griffata l’iniziativa è della Cna e dell’Istituto europeo di design. Nasce dall’incontro tra la Cna Torino e l’Istituto Europeo di Design la mostra “Moda e made in Italy tra Arte e Desig, la qualità oltre la griffe che si svolgerà all’Imbiancheria del Vajro di Chieri (Torino) dal 2 al 21 ottobre. L’iniziativa, nata per ridare lustro all’Industria tessile chierese, è stata presentata stamani durante una conferenza stampa. Il progetto, che celebra il centenario della nascita del Futurismo, e a questo si ispira, ha visto confrontarsi imprenditori artigiani, artisti e designer per rilanciare il settore della moda e la tradizione tessile locale, dando la possibilità agli studenti del secondo anno del corso triennale post- diploma in “Fashion and Texile Design”, di dar vita alle loro creazioni grazie alla collaborazione di alcuni artigiani torinesi. «E’ un’iniziativa - ha spiegato il vicepresidente di Cna Torino Claudio Campagnolo- nata per rilanciare la tradizione tessile del chierese che non è del tutto andata persa ma che oggi conta decine di sartorie artigianali, piccole manifatture, produttori di calzature e borse». «E’ importante - ha sottolineato Giuliano Molineri, direttore scientifico dello Ied - mettere in contatto giovani designer con il settore dell’artigianato di qualità. E’ un modo per aprirsi al mondo della produzione e della creatività».«Il Made in Italy si è sempre caratterizzato per gusto e bellezza - ha dichiarato Francesco Lancione, sindaco di Chieri - Per questo motivo vogliamo offrire un ambito in cui queste componenti possano fondersi, per offrire ai nostri artigiani un’esperienza che sia di stimolo a rappresentare il prodotto italiano nei termini in cui è conosciuto e apprezzato». In provincia di Torino hanno sede 609 imprese che operano nel comparto tessile di cui 107 (17.6%) nell’area di Chieri. L’anno scorso le esportazioni di prodotti tessili della provincia di Torino hanno raggiunto un valore di circa 228 milioni di euro.
Chieri Oggi, settembre 2009. Moda e Made in Italy. La qualità oltre la griffe all’Imbiancheria. A partire da sabato 3 ottobre e fino alla fine del mese stesso, si terrà, presso gli spazi dell’Imbiancheria del Vajro di Chieri, via Imbiancheria 12. La mostra Moda e Made in Italy tra Arte e Design. La qualità oltre la griffe. L’evento organizzato dalla città di Torino con il patrocinio della città di Chieri, il contributo della Camera di Commercio di Torino e la collaborazione dello Ied Torino (Istituto Europeo del Design) si svilupperà attorno alle opere di una selezione accurata di artisti del torinese che più di altri sono distinti per il loro interesse nei confronti del mondo della moda e per la sapiente combinazione di visione artistica e rigoroso approccio artigianale dettato da una profonda conoscenza del medium a loro più congeniale che contraddistingue il loro operare. Esemplare in questo senso è i caso dell’artista chierese Silvio Vigliaturo, le cui sculture in vetro presenti in mostra accanto ad una scelta di dipinti alle tele di stoffa create appositamente – veicolano attraverso un estrema sapienza tecnica, volti liquidi e onirici. Faranno parte dell’allestimento curato dalla scenografa Elena Imberti. Con la collaborazione del vetrinista Mario Barbero anche alcune tele di Francesco Casorati, nelle quali è ricorrente tanto da diventare segno distintivo delle opere stesse l’utilizzo giocoso e provocatorio del filo saranno inoltre presenti i lavori degli artisti, Guido Appendino Silvio Cocco Gianna Tuninetti, Varrè le fotografie di Mauro Villone e i capi d’abbigliamento e accessori che gli studenti dello Ied di Torino hanno ideato traendo ispirazione dalla corrente artistica del Futurismo di cui cento anni fa veniva redatto il Manifesto, il connubio messo in mostra tra arte e industria tessile non è inteso come un estemporaneo, per quanto gradevole sfoggio artistico, ma anzi sarà reso ancora più pragmatico dai numerosi workshop dedicati agli imprenditori del settore che si intervalleranno per tutta la durata dell’evento nel tentativo di dar vita a nuove possibilità creative in grado di suggerire al made in Italy artigianale, di cui ancora pesa l’ombra delle grandi griffe, un modo efficace di mettersi in mostra. L’influenza dell’arte nella moda. Dal Fauvisme al Cubismo, dall’Art Nouveau a al Futurismo, tutte le avanguardie artistiche hanno ispirato profondamente la moda e attraverso di essa la società e i suoi costumi. In modo del tutto parallelo alla nascita della moderna comunicazione pubblicitaria, a partire dalla fine dell’Ottocento e ancor più dai primi anni del Novecento, gi artisti hanno messo a disposizione di industriali e artigiani la loro creatività. Attraverso i vestiti femminili, le collane e le scarpe disegnate dai Futuristi ed in primis da Giacomo Bella, Filippo Tommaso Marinetti e Fortunato Depero, oppure gli straordinari ghirigori dinamici di colore impressi sulle sete ideate da Roul Dufy per Bianchini Ferrier. A colpire è però soprattutto lo spirito di collaborazione e la voglia che ha di mettersi in discussione che ha accomunato produttori e artisti, spesso non ancora celebri nel momento in cui hanno iniziato a provocarsi a vicenda, andando ad integrare esperienze ed abilità diverse che faranno nascere qualcosa di veramente nuovo. Il rapporto tra la creatività artistica e la produzione di tessuti, capi d’abbigliamento e accessori è però andato indebolendosi con il passare del tempo, lasciando un vuoto che in parte è stato occupato dalle competenze del moderno design. L’Imbiancheria di Chieri è luogo simbolico di una Torino città della Moda di altri tempi eppure al tempo stesso ancora viva e capace di sorprendere, popolata da un fitto sottobosco di piccole imprese che sanno ancora stare su mercato, ma che proprio guardando all’Arte e al design potrebbero ritrovare nuova linfa per affrontare con successo le sfide della globalizzazione e della crisi complessiva del tessile piemontese. Non a caso, quindi, la mostra propone le opere di alcuni artisti torinesi che in varia misura hanno manifestato un interesse verso il mondo della moda.
La Valsusa, 24 settembre 2009. Expobioenergia ingrana la quarta. Ritorna nel primo week end di ottobre la nuova edizione, l’evento fieristico dedicato all’energia e all’edilizia ecosostenibile, organizzato dall’Ascom di Susa e dalla Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia. La scommessa è stata vinta: Expobioenergia giunta alla sua quarta edizione, ormai è un appuntamento a livello nazionale, in grado di attirare da ogni parte della Regione e d’Italia un pubblico numeroso di esperti e semplici cittadini. Il grande evento valsusino dedicato all’energia e all’edilizia ecosostenibile è in programma dal 2 al 4 ottobre nella città di Susa presso il Parco Tecnologico Martina di corso Luciano Couvert 37. Tre giornate di fiera aperta al pubblico e alle scuole con orario dalle 9 alle 19,30 ed ingresso assolutamente libero. Fiera ma non solo: convegni e dibattiti, con i massimi esperti in materia nazionali ed internazionali, momenti d’incontro dedicati alle scuole e meeting di approfondimento specialistici. Un progetto quello di Expobioenergia che vede accanto all’Ascom di Susa e alla comunità Montana il sostegno di Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Sitaf, Cna, Ordine degli Architetti ed il Comune di Susa. La tre giorni di Expobioenergia avrà un ‘anteprima da ascoltare giovedì 1° ottobre alle 21 al centro polivalente di Bussoleno di via Fontan 103. Il saggista Maurizio Pallante, consulente del Ministero dell’Ambiente per l’efficienza energetica, offrirà le sue “Ricette di economia concreta” ovvero più decrescita e meno crisi. Un appuntamento da annotarsi sull’agenda per ascoltare dalla viva voce di un’esperto di fama mondiale consigli per vivere meglio. Consigli di cui si potrà far tesoro anche nei tre giorni di fiera. L’obbiettivo di Expobioenergia è quello di informare e rendere consapevoli i cittadini sulle possibilità di risparmio energetico oggi disponibili e sui vantaggi economici di salute legati anche alle scelte individuali in favore di’ un’ edilizia ecosostenibile. Tra i convegni la parte del leone la farà il convegno “Bioedilizia: quale futuro?” che si terrà venerdì 2 ottobre dalle ore 14. Sabato 3 ottobre Lido Riba, presidente dell’Uncem, parlerà delle Comunità Montane come nuove agenzie di sviluppo per l’energia mentre Massimiliano Cavazzoni di Cados spiegherà l’evoluzione della raccolta differenziata e le sue prospettive. Domenica 4 ottobre un convegno dedicato alla discarica di Mattie con il presindente di Anforma Fabrizio Zandonati. Durante i giorni della manifestazione si potrà anche visitare la casa EcoLogica, la mostra itinerante più grande in Europa su fonti rinnovabili, bioedilizia, risparmio energetico dell’associazione Paea di Reggio Emilia.
Il Risveglio, 24 settembre 2009. Prodotti a marchio “Deco” garanzia tutta venariese. Un marchio che identifichi i prodotti locali della città. Già con una delibera di luglio scorso il consiglio comunale aveva approvato la realizzazione di un registro di prodotti tipici Vaenariesi, Deco, come più volte caldeggiato dalla Can da un anno a questa parte. A seguito, infatti del concorso di design Ve.De.Re. che ha portato alla creazione del gadget cittadino, un oggetto multiuso, dal portachiavi alla spilla, al ciondolo, disegnato a guisa dell’asse storico che da Via Mensa conduce alla Reggia, la Cna Piemonte aveva proposto l’ideazione di un registro atto alla ricostruzione e al ritrovamento di prodotti tipici perduti, o caduti in disuso a seguito della forte urbanizzazione e immigrazione della città. Ovviamente possono spaziare dal campo alimentare, a quello artigiano, a quello manifatturiero e la competizione è aperta è aperta a tutti gli operatori del territorio che vogliono impegnarsi nella diffusione di un marchio cittadino riconoscibile da parte dei turisti» a spiegato Alessio Stefanoni di Cna che insieme alla collega Manuela Pica farà parte della commissione chiamata a valutare l’idoneità dei singoli prodotti che verranno presentati chiaramente, non dal punto di vista qualitativo. Della commissione faranno anche il sindaco Nicola Pollari, i rappresentanti di maggioranza e minoranza del Consiglio comunale, il dirigente del settore urbanistico il dirigente del settore comunicazione, il dirigente della Polizia comunale (o i loro delegati), i rappresentante delle associazioni di categoria quali Ascom, Confesercenti e Coldiretti, un rappresentante dell’associazioni cittadine coinvolte. «Un ulteriore nuovo tassello si va ad aggiungere alle iniziative rivolte alla valorizzazione della città di Venaria Reale- ha commentato Rosa Perrone, assessore al Commercio- che dal punto di vista sociale e commerciale si era trovata impreparata, all’inizio di fronte all’orda di turisti che vi sono riversati grazie alla Reggia. Adesso è importante che insieme alle innumerevoli iniziative volte al miglioramento delle attività ricettive e turistiche vi sia anche un marchio registrato dei prodotti tipici scelti e giudicati in quanto unici e specifici nel loro ambito.
L’Eco del Chisone, 23 settembre 2009. Nel 2010 l’Artigianato non cambierà squadra. Gli operatori che si sono susseguiti nella gestione della rassegna dell’Artigianato lo chiedevano ogni anno alla fine della manifestazione: «Più tempo per organizzare l’evento principale nel cartellone pinerolese». E la risposta è arrivata dopo la riunione del Comitato di coordinamento dell’edizione 2009 che si è svolta il 18 settembre: «Proseguiremo con questa formula anche per la rassegna 2010 - ha stabilito il sindaco Paolo Covato -. Il comitato continuerà a svolgere la funzione di progettazione, in supervisione e gestione diretta. Iniziamo da oggi questo nuovo percorso verso la 34° edizione dell’Artigianato». La formula è quella dell’organizzazione diretta affidata a Cna e Confartigianato e Casa Artigiani, mentre Coldiretti, Cna Commercio, Ascom Pinerolo, Turismo Torino e provincia e Pro loco hanno curato e cureranno (la gestione delle aree espositive non artigiane e le iniziative promozionali e collaterali. Di scena anche tre aziende, Erika, Lookout e LineaG, individuate dalle associazioni di categoria artigiane per occuparsi di spazi commerciali, immagine e comunicazione. Un’opportunità per la manifestazione in termine di progettazione e prospettive di rinnovamento a lungo termine.
Graph Creative, settembre 2009. Viva le facce. Con Bajca nasce una nuova comunicazione emozionale: una tastiera emoticon a 16 tasti trasformabili in gioielli che permette un nuovo tipo di scrittura, giovane e trasgressiva, ma anche simpatica e divertente. Un prodotto nato dalla sinergia fra quattro imprenditori, tre dei quali associati Cna e presentato in anteprima assoluta al Salone del Libro di Torino nello stand di un altro imprenditore associato Cna, Nadia Camandona Editore. Bajca nasce nel 2008 dalla genialità creativa di Davide e Gabriele Adriano fondatori dello studio di design Adriano Design, e incontra quest’anno la disponibilità alla messa in produzione da parte della progind di Azeglio, azienda leader nello stampaggio di precisione (l’unica non Socia Cna) a cui si affiancano l’interesse di Ribes Informatica che ne sviluppa gli aspetti legati al software e le competenze di Manifactura che su disegno degli Adriano ne realizza i gadget promozionali per il lancio commerciale, piccoli gioielli destinati a seminare in modo virale una e propria BajcaMania e sarà proprio Nada Camandona una delle primissime aziende a commercializzare Bajca, presso la sua nuovissima sede, fresca di inaugurazione, ad Orbassano, in strada Volvera. Comunicare e mozioni. Come spiega Davide Adriano, «social network, chat, mail, instant messaging, sms solo alcune delle nuove formule di comunicazione nate sul web». E con il moltiplicarsi di sempre nuovi canali comunicativi, aggiunge, Gabriele Adriano, «la necessità di relazioni veloci e universali e l’esigenza di trasmettere digitalmente anche sentimenti e stati d’animo in modo istintivo stanno rivoluzionando il nostro linguaggio e hanno portato nuove formule di sintesi espressiva». Un gioiello di tastiera, tra queste ci sono gli emoticon, le comuni faccine imputate con i tasti del pc e del cellulare che hanno ispirato Bajca, minitastiera portatile dotata di 16 tasti che con un semplice cavetto Usb è in grado di interagire con il nostro pc e di permettere una comunicazione istintiva. I tasti sono però anche utilizzabili per realizzare gioielli emozionali da indossare, regalare, scambiare. Improvvisamente, con Bajca gli emoticon acquistano una nuova dignità di scrittura e un valore sociale. Una nuova avventura. Progind realizza tasti tecnologicamente avanzati per un settore dalle esigenze qualitative altissime come l’automotive e ha avuto in passato un esperienza significativa con Olivetti: accettando la sfida lanciata da due designer torinesi ha dato vita ad un’avventura imprenditoriale emozionante e dalle interessanti potenzialità commerciali».
Corriere di Chieri, 18 settembre 2009. Tra moda e arte. Quando la creatività artistica incontra gli artigiani della moda. La Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) organizza da sabato 3 al 31 ottobre all’Imbiancheria del Vajro la mostra “Moda e made in Italy tra arte e design” (via Imbiancheria 12). In concomitanza, nelle giornate di sabato, 3, 10. 17, 24 e 31 ottobre si terranno su appuntamento alcuni workshop per consentire agli artigiani di confrontarsi e di incontrare artisti e designer del Chierese. L’esposizione sarà aperta martedì e mercoledì in orario 9.30-12.30; giovedì e venerdì dalle 16 alle 19 e sabato 9.30-12.30 e 16-19. L’ingresso è libero. L’inaugurazione è prevista per venerdì 2 ottobre alle 18.30. La mostra è patrocinata dal Comune e realizzata con Cna Federmoda e con il supporto della Camera di commercio di Torino. L’obbiettivo è di portare l’arte e il design nel settore tessile e manifatturiero della moda. «Desideriamo che in un momento di crisi come in questo le nostre imprese artigiane possano darsi una nuova immagine - riferisce Vitaliano Alessio Stefanoni, funzionario di Cna. Torino e organizzatore della rassegna – Se un produttore della moda vuole farsi conoscere ha bisogno dell’intervento di un designer o la collaborazione di un artista». L’esposizione vedrà protagoniste oltre una cinquantina di aziende artigianali e piccole realtà della provincia che presenteranno le loro produzioni sarà uno spazio espositivo per sartorie artigianali, piccole manifatture, ricamatrici, produttori di bijou, calzature, borse, gioielli e capi d’abbigliamento. Ci saranno anche una decina di artisti che hanno mostrato interesse verso la moda e che esporanno dipinti, e fotografie e creazioni originali: il chierese Silvio Vigliaturo caratterizza la mostra con le sue pitturi e le suggestive creazioni e vetro fusione; poi Francesco Casorati,che nelle sue tele ha sempre giocato con il concetto del filo: ci saranno inoltre Guido Appendino, Silvio Cocco, Linda Crema, Piero Fonio; Marcello Gobbi, Gianna Tuninetti, Mauro Villone. In omaggio al centenario del Futurismo gli studenti dell’istituto europeo di design di Torino porteranno i lavori realizzati con alcuni artigiani e selezionati da Cna Federmoda: si tratta di capi d’abbigliamento e accessori ispirati al movimento fondato da Tommaso Marinetti nel 1909. Cna ha invitato all’esposizione e ai workshop 1.800 imprenditori artigiani di tutta la provincia: 600 operanti nel campo della moda di cui 107 nel Chierese. «La speranza è che questa mostra essere d’auspicio per affrontare le sfide della globalizzazione e la crisi del tessile piemontese aggiunge Stefanoni. La forza della moda italiana risiede da sempre nella creatività e nella cura delle lavorazioni, tipico del mondo artigianale e piccolo industriale che però deve imparare a distinguersi e a uscire dall’ombra delle grandi griffe». L’iniziativa trae ispirazione dalle esperienze del primo Novecento in particolare dal Futurismo, quando la contaminazione, tra le competenze dell’industria tessile. Il sapere della sartoria artigianale e le arti visive hanno segnato pagine prestigiose della storia della moda. Dai i vestiti femminili le collane e le scarpe disegnate dagli artisti del movimento Giacomo Balla, Marinetti e Fortunato Depero, i ghirigori dinamici di colore impressi sulle sete di Roul Dufy per Bianchini Ferrier. Con il passare degli anni però il rapporto tra la creatività artistica e la produzione di tessuti, capi d’abbigliamento e accessori è andato indebolendosi: il vuoto è stato occupato dal moderno design ora, la Cna di Torino vorrebbe riprendere quel filo tra arte e tessitura che si è interrotto diversi anni fa con la fine delle Avanguardie.
Corriere di Chieri, 8 settembre 2009. Successo a Borgo Padova. Un fine settimana splendido ha funzionato da moltiplicatore per il successo della festa di Borgo Padova, che ha fatto da prologo alle “ feste di Chieri” che inizieranno ufficialmente questa settimana. Il grande prato a lato di strada Tetti Fasano si è trasformato in una sorta di luna Park che di anno in anno arricchisce le sue suggestioni pur avendo uno “zoccolo duro” di manifestazioni e di ospiti che calamitano il pubblico. Tra le conferme il gruppo storico dell’Ordine del Leone, la sfilata delle auto e delle moto storiche, il trofeo ciclistico, l’esibizione cinofila. Tra le novità il torneo di figurine Panini “Figuriamoci se torno a giocarci” organizzato dal Cna, l’esibizione di aereomodelli e alianti radiocomandati. Il torneo di figurine organizzato di Vittorio Vigliaturo, Alessio Stefanoni e Giancarlo Santoro, ha visto la partecipazione di oltre cinquanta partecipanti, di tutte le età che si sono cimentati nelle specialità di “lancio” e “copertura”. Questi i primi tre classificati in ciascuna prova. Lancio bambini: Giorgia Drigo, Matteo Vara, Arianna Riggi. Lancio adulti: Daniele Moglia, Rosalino Vara, Maurizio Rossetti. Copertura bambini: Alberto Cravino, Riccardo Cornaglia Giorgia Santoro: Copertura adulti: Bruno Cagliero, Sandro Cornaglia, Raffaele Giovinazzo. Alla manifestazione hanno partecipato anche l’assessore alla Cultura Giuseppe Pellegrino e il Sindaco Francesco Lancione che dopo aver partecipato alla sfilata a delle auto storiche a bordo della Lancia Ardea del 1951 di Michele Vidrotti ha anche voluto provare il sidecar Guzzi sport 14 del 1929 del collezionista arignanese Pier Carlo Capra. «La festa è stata decisamente un successo - commenta Grazia De Grandis, a nome degli organizzatori. Domenica sera alla grigliata, abbiamo servito un migliaio di persone, mentre la Protezione civile ha valutato che ad assistere allo spettacolo pirotecnico ci siano state circa 10 mila persone». La festa della Borgata ruota attorno del pilone costruito come ex voto da Ernesto Tosetto. Il parroco del Duomo, Don Dario Monticone, ha impartito domenica la benedizione solenne. «I buoni risultati che abbiamo ottenuto sono legati alla collaborazione tra associazioni- sottolinea Grazia de Grandis- E perciò questa la strada che vogliamo perseguire anche in futuro. Alla sfilata delle auto storiche, per esempio vorremmo associare il raduno dei vespisti».
La Sentinella del Canavese, 7 settembre 2009. Aperta la Mostra che pensa al 2010. Si è aperta Venerdì scorso la 49a Mostra della ceramica, sesta edizione della rassegna di arti applicate, ma già si guarda alla rassegna 2010, che festeggerà il mezzo secolo di vita. Per Tutelare il nostro patrimonio storico, e artistico, valorizzare i nostri prodotti e operare la sinergia con le realtà locali rileva il sindaco Paolo Mascheroni ed ancor prima della chiusura di questa edizione, lavoreremo alla formazione di un Comitato che si dedicherà all’organizzazione della 50° edizione della Mostra della ceramica». A fa parte del comitato sarà un team di professionisti, artigiani, artisti e rappresentanti dell’Istituto d’Arte Felice Faccio”. «Con loro- aggiunge il primo cittadino coopereranno anche rappresentati delle istituzioni e degli enti pubblici per dare vita ad una Mostra che sia davvero espressione del patrimonio ceramico locale, con le sue opere d’arte e le caratteristiche stufe. Vogliamo che questo ambizioso traguardo segni un nuovo inizio per il rilancio delle attività artistiche ed artigianali della nostra città». La proposta di coinvolgere gli artigiani nell’organizzazione dell’edizione 2010 è stata particolarmente apprezzata dai dirigenti del Cna torinese, spesso critici nei confronti degli organizzatori. «Vogliamo più lavoro e meno arte alla mostra della ceramica di Castellamonte sottolinea il portavoce del Cna. Alessio Stefanoni- La nostra organizzazione è pronta a mediare ma chiediamo più attenzione al tessuto economico locale colpito dalla crisi di commesse». Il 75% dei produttori delle famose stufe di Castellamonte “Ceramiche Savio”, “Ceramiche Castellamonte” di Adriano Filippi e Elisa Giampietro e “La Ceramica” di Roberto Perino e Silvana Neri sono infatti associate al Cna. E la Mostra di quest’anno Già proiettati al 2010 si rischia di mettere in secondo piano la rassegna 2009, alla cui cerimonia di inaugurazione venerdì, erano presenti, tra gli altri il Sottosegretario alle infrastrutture, Bartolomeo Giachino nonché rappresentanti di Regione, Provincia, ed enti locali. A tagliare il nastro tricolore è stata la direttrice Regionale dei Beni culturali, Liliana Pittarello,accompagnata dalla funzionaria della sopraintendenza, Giusi Scalva. Al vernissage erano presenti anche rappresentanti dei portatori di handicap torinesi che dopo le note vicende dello scorso anno avevano preannunciato la loro “incursione” per controllate che ogni punto-mostra fosse accessibile. Oltre Palazzo Botton, al mostra si snoda, infatti, tra il teatro Martinetti, l’ex palestra, l’Istituto d’Arte, la chiesa parrocchiale, la Casa-museo Allaira, il Castello e l’ex Fornace Pagliero. Tutto (almeno per il momento) è filato liscio, ma la prova del nove avverrà nel momento in cui gli spazi dovranno essere percorsi. E se dovessero risultare inadatti. (Una lettera di sollecitazione, in questo senso, era stata inviata settimane fa , fra gli altri, proprio all’amministrazione Mascheroni), chissà… Sei sono i centri canavesani che ospitano gli “ambasciatori”della ceramica: Agliè, Bairo, Caluso, Colleretto Giacosa, Pavone e Torre. La mostra è aperta il giovedì e venerdì dalle 16 alle 20, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20.
Torino Sette, 4 settembre 2009. Ceramica Superstar. L’edizione numero 49 della Mostra della Ceramica – VI Mostra di Arti Applicate di Castellamonte che comincia il 4 settembre si presenta con una duplice chiave di lettura: se da un lato è l’occasione per approfondire la conoscenza dei tempi proposti - arte, ceramica, design e artigianato artistico - dell’altro e anche l’opportunità di scoprire il territorio canavesano, ricco di storia e tradizioni. La novità più importante della manifestazione è infatti la partecipazione degli altri comuni del Canavese: oltre a Castellamonte, patrie delle stufe in ceramica conosciute in tutto il mondo, si è aggiunto Agliè, Torre Canavese, Bairo Colleretto, rimane Castellamonte, con i suoi edifici storici: il percorso si snoda attraverso Palazzo Botton (con la ceramica e le arti applicate), la chiesa parrocchiale SS. Pietro e Paolo (con le opere di Angelo Pusterla), il salone «Piero Martinetti» che ospita più di settanta artisti del Novecento, l’antico Castello di Castellamonte- che rinnova la collaborazione con la mostra con la se de espositiva dopo la felice esperienza del 2008 – l’ex palestra di piazza della Repubblica (design internazionale), la casa Museo «Famiglia Allaira» fino alle opere dei giovani artisti dell’Istituto d’Arte «Felice Faccio». L’itinerario, come detto non finisce qui, ma valica i confini di Castellamonte lungo le «Strade della Ceramica», dalla Fornace di frazione Spineto fino a Caluso, passando per tutti i comuni che hanno aderito all’iniziativa: in ognuno di questi sono esposti opere e manufatti dei maestri della ceramica e dei costruttori di stufe. Particolarmente intenso il primo week end della mostra. Dopo l’inaugurazione ufficiale nella serata di venerdì 4 settembre, nel fine settimana sono in programma una serie di visite alle sedi espositive dei comuni canavesani con le opere degli artisti «Ambasciatori della ceramica» sabato 5 alle 11 al castello di Agliè (opere di Renzo Ingne e Miro Gianola), alle 16 al Bairo nella Torre Rossa (opere di Giovanni Carbone, Giovanni Matano e Maurizio Bertodatto), alle 17 a Torre Canavese (opere di Roberto Castellano), alle 18 nell’enoteca regionale e nel chiostro di Caluso (opere di Sandra Baruzzi); domenica 6 alle 17 fondazione «Alfredo d’Andrade» di Pavone (opere di Brenno Pesci) e alle 19 nel ristorante del Monte e nel «Piero Venesia» di Collaretto Giacosa (opere di Maria Teresa Rosa). Nel corso della mostra che si conclude il 4 ottobre e coinvolge oltre duecento artisti italiani e stranieri con oltre mille esposte – ci sarà spazio anche per altri eventi: l’annuncia di un nuovo concorso per fregi architettonici, il «Premio Carlo Trabucco» in onore del cinquantenario del 2010, la consegna della cittadinanza onoraria a Ugo Nespolo il 12 settembre è la «Settimana della Cultura» del 26 e 27 settembre. A questi si aggiunge una speciale lotteria con premi in ceramica (biglietti a disposizione in comune, alla Pro Loco o a palazzo Botton) con estrazione finale il 5 ottobre. Questi gli orari della mostra; giovedì e venerdì dalle 16 alle 20, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20.
La Sentinella del Canavese, 3 settembre 2009. Al via la Mostra della Ceramica. Il senatore a vita Giulio Andreotti non verrà a visitare la 49° Mostra della ceramica, sesta rassegna di Arti applicate. L’ex presidente del consiglio ha cortesemente declinato l’invito speditagli, nei giorni scorsi, dall’amministrazione comunale di Castellamonte a partecipare, il prossimo 3 ottobre, all’ omaggio Carlo Trabucco ex sindaco dell’allora Democrazia Cristiana ed ideatore della rassegna. Un’ assenza comprensibile, quella del leader partito scudo crociato piuttosto in là con la gli anni e sempre più restio agli appuntamenti pubblici, ma che dispiace. Frattanto fervono, non senza polemiche, i preparativi per l’apertura dell’ l’edizione 2009, che prenderà il via domani, venerdì 4 settembre, alle 18, in piazza Vittorio Veneto. Alla presentazione del programma, tenutasi nei giorni scorsi nella sala consigliare di Palazzo Antonelli, accanto al sindaco Paolo Masheroni, all’assessore alla cultura Nella Faletti ed al curatore della rassegna Vittorio Sacco erano presenti in sindaci di Agliè e Pavone, Edy Gianotti e Maria Aprile, tutti ottimisti sul successo della manifestazione, anche se non sono mancate le critiche sui ritardi nella pubblicizzazione dell’evento e sul decentramento, a Bairo, dei produttori di stufe locali che minacciano defezioni. «Ben vengano le promozioni dei centri vicini- ha rilevato Alessio Vitaliano del Cna. Tuttavia, Castellamonte, con le sue aziende produttive, è il vero cuore della produzione della ceramica che andrebbe maggiormente valorizzata dagli organizzatori della rassegna». Anche il preside dell’Istituto d’Arte Faccio, Ennio Rutigliani ha palesato la sua delusione sul tardivo coinvolgimento della scuola. «Nel catalogo della Mostra - ha rilevato Rutigliano - ci sarà una misera paginetta riguardante il nostro Istituto. Penso che il “Faccio” dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della Mostra ed aver maggior considerazione da parte degli organizzatori». Polemica, contro gli scarsi finanziamenti finora ottenuti è stata anche l’assessore Falletti. «La Mostra di quest’anno è improntata nel segno dell’economia- ha spiegato l’assessore- non sappiamo ancora a quanto ammontano i contributi degli enti superiori, dalla Regione alla Provincia. In particolare, quest’ultima, lo scorso anno, stanziò la misera cifra di 5 mila euro per una manifestazione nazionale e poi ci tolse ancora 400 euro». I punti mostra saranno Palazzo Botton, il Castello, il Teatro Martinetti ribattezzato da Sacco “Salone delle arti” e l’ex palestra di Piazza della Repubblica “Gymnasium”. Altri punti saranno l’Istituto d’Arte, l’ex Fornace Pagliero, la Casa –museo. Allaira e la chiesa parrocchiale. Gli “ambasciatori”della ceramica di Castellamonte saranno ospiti di Agliè, Bairo, Torre, Pavone, Caluso e Collereto Giacosa. Le manifestazioni collaterali prenderanno il via domenica 6 settembre alle 11.30 in piazza Martiri, con il raduno delle “Fiat 500” ed in piazza Vittorio Veneto dei mezzi militari a cura degli “Amici di Spineto”. Alle 12, rinfresco offerto dalla Pro loco. Alle 17, nel piazzale del Castello, rappresentazione della commedia “… che in America voglio andar”con Lisa Gino e Simonetta Valenti”.
Cronaca Qui, 2 settembre 2009. In mostra anche le polemiche. La 49 esima edizione della Mostra della ceramica di Castellamonte, sostenuta anche quest’anno dalla Regione Piemonte, sta per aprire i battenti. Da venerdì 4 settembre a domenica 4 ottobre, oltre 200 artisti allieteranno la visita del pubblico, non più di mille opere in esposizione, negli edifici storici più importanti della città ma non solo. La variazione studiata quest’anno dai curatori della mostra-, in primis da Vittorio Amedeo Sacco – che ha stabilito una serie di “succursali” dislocate sul territorio canavese, dove i ceramisti castellamontesi- da Agliè a Caluso, da Bairo a Pavone Canavese esporanno i loro lavori, ha già sollevato diverse polemiche. Alcuni esponenti della Confederazione Nazionale dell’Artigianato si sono lamentati proprio di questo: i luoghi prestigiosi di Castellamonte saranno occupati dalle opere di ceramisti italiani e stranieri, fortemente voluti dall’organizzazione, mentre i maestri locali- che sono poi il fulcro della manifestazione – verranno “regalati” a luoghi minori. Ma tempestività è stata la risposta degli addetti ai lavori. Il primo cittadino di Castellamonte, Paolo Mascheroni, cade dalle nuvole e respinge le accuse al mittente: «il fatto di spostare gli artisti locali da Castellamonte voleva in realtà essere un riconoscimento nei loro confronti- ha spiegato in qualche modo è stato affidato loro il ruolo di ambasciatori dell’arte locale nei comuni del canavese. Ribadisco inoltre che sono proprio gli artisti di Castellamonte la nostra ricchezza e non accetto che mi si dica che li abbiano dimenticati o peggio voluto “umiliarli”per dare la precedenza a chi viene da fuori». Il sindaco ha poi assicurato che per l’edizione del 2010 coinvolgerà in modo particolare i produttori di stufe. Meritevoli di aver reso celebri le ceramiche di Castellamonte e l’istituto d’arte Felice Faccio, costituendo già alla fine di ottobre un tavolo di concertazione. Accontentati quindi anche i maestri delle stufe che hanno reclamato una nuova centralità nell’assetto espositivo: «Un settore ancora sano – ha spiegato Silvana Neri, dirigente Cna che da complessivamente lavoro a circa 50 addetti ma che deve poter riconoscere nella mostra della Ceramica un proprio momento di valorizzazione».
La Gazzetta del Canavese, 2 settembre 2009. Ceramica significa lavoro. Una velata di velata polemica anche nelle parole di Vitaliano Alessio Stefanoni, addetto alla comunicazione della Cna, Associazione imprenditoriale al servizio degli artigiani, commercianti e piccola industria che, salutato Sindaco e ed Assessore alla Cultura, ha commentato: «Mi piacerebbe anche salutare l’assessore alle attività produttive visto che lo scorso anno avevamo fatto con il curatore della Mostra Vittorio Sacco, una chiacchierata per ragionare intorno al valore economico della produzione dell’artigianato di eccellenza che ha una valenza artistica, è produzione ed una mostra della ceramica a Castellamonte ha senso in quanto unicamente esistono degli artigiani che producono soprattutto stufe». Stefanoni, dunque sottolinea la mancanza di un collegamento con la produzione, ricordando come Cna rappresenti il 75% degli stufai di Castellamonte. «Casa Allaria», ad esempio è un monumento dell’artigianato perché conserva dei manufatti che hanno una valenza artistica eccezionale ha continuato ma che sono manufatti frutto di lavoro. Attorno alla produzione delle stufe operano più di 100 addetti e lo stesso istituto Faccio ha una sua centralità perché da li escono delle maestranza che ha volte vanno a lavorare all’interno di imprese artigiane e a volte creano loro stesse impresa. Non dimentichiamo che ceramica significa lavoro, economia ed in questa componente va anche supportata».
Ansa, 1 settembre 2009. Artigianato: Cna, più lavoro e meno arte a Castellamonte. Più lavoro e meno arte alla ceramica di Castellamonte: al sindaco Paolo Mascheroni e a Vittorio Amedeo Sacco, curatore scientifico della 49/a edizione della rassegna, i produttori di stufe chiedono una nuova centralità dell’artigianato nell’assetto espositivo. Il settore è rappresentato da sette artisti locali e da sette aziende, in parte sopravvissute al crollo della produzione registrato nel secondo dopoguerra, con il cambio di gusti e di tipologie di consumo dei prodotti in ceramica e terracotta, in parte nate dalla seconda metà degli anni Settanta. «Un settore ancora sano – spiega Silvana Neri, dirigente Cna e socia con Roberto Perino de la Castellamonte Snc e che da complessivamente lavoro a quasi 50 addetti, ma che deve poter riconoscere nella Mostra della Ceramica un proprio momento di valorizzazione». Neri sottolinea che «negli ultimi vent’anni a Castellamonte hanno chiuso i battenti ben quattro produttori di stufe e che quelle in buona salute hanno comunque ridimensionato gli organici e la capacità produttiva». L’edizione 2009 ha raccolto una serie di critiche da parte dei produttori di stufe che, per la prima volta nella storia della mostra, si sono visti assegnare «una location espositiva lontana da Castellamonte, nel comune di Bairo, e non adeguatamente pubblicizzata, location che è stata praticamente disertata».
Avvenire on-line, 1 settembre 2009. Più lavoro e meno arte alla Mostra della Ceramica di Castellamonte. Più lavoro e meno arte alla Mostra della Ceramica di Castellamonte: al Sindaco Paolo Mascheroni e a Vittorio Amedeo Sacco, curatore scientifico della 49 esima edizione della rassegna che si svolgerà da 4 settembre al 4 ottobre, i produttori di stufe chiedono una nuova centralità dell’artigianato nell’assetto espositivo. Al crisi sta colpendo duramente anche questo settore indubbiamente di nicchia e per molti versi privilegiato, solo parzialmente difeso dagli scossoni dall’economia internazionale dell’alta qualità delle produzioni e dal particolare target della clientela. E una manifestazione come quella di Castellamonte deve necessariamente servire al rilancio economico delle poche imprese che ancora operano in questo settore. Un settore rappresentato da sette artisti locali e da sette aziende, in parte sopravvissute al crollo della produzione registrato ne secondo dopo guerra, con il cambio di gusti e di tipologie di consumo di prodotti in ceramica e terracotta, e in parte nate a partire dalla seconda metà degli anni Settanta. «Un settore ancora sano, spiega Silvana Neri, dirigente Cna e socia con Roberto Perino de La Castellamonte Snc che da complessivamente lavoro a quasi 50 addetti, ma che deve poter riconoscere nella mostra della Ceramica un proprio momento di valorizzazione». Va comunque sottolineato, precisa ancora Silvana Neri, «che negli ultimi vent’anni a Castellamonte hanno chiuso i battenti ben quattro produttori di stufe e che quella in buona salute hanno comunque ridimensionato gli organici e la capacità produttiva». L’edizione 2009 ha invece raccolto si dal momento della sua presentazione ai giornalisti una serie di critiche da parte dei produttori di stufe che per la prima volta nella storia della mostra si sono visti assegnare una location espositiva lontana da Castellamonte, nel comune di Bairo e non adeguatamente pubblicizzata, location che è stata praticamente disertata. «Abbiamo voluto estendere il baricentro della mostra ai numerosi comuni limitrofi per accrescere il valore e attrarre più visitatori» ha spiegato Sacco che per il 2009, accanto alle quattro grandi mostre d’arte allestite a Castellamonte, ha creato sezioni espositive, ad Agliè, Bairo, Caluso, Colleretto Giacosa, Pavone Canavese, Torre Canavese. Ma l’obiettivo pur condivisibile, non ha incontrato molti consensi nelle modalità di applicazione. Testimone attento del malumore degli imprenditori, la Cna che ha sempre sostenuto questa importante manifestazione e le imprese artigiane dell’artigianato artistico di qualità che operano a Castellamonte, ha chiesto alla Regione Piemonte e al Comune di aprire un dialogo costruttivo in vista dell’organizzazione della prossima edizione della mostra, la 50 esima, ricordando a tutti i soggetti istituzionali che “una manifestazione di questo profilo che assorbe importanti risorse pubbliche (180 mila euro nel 2008) non può tenere conto delle sue ricadute economiche, soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo». Non solo. Cna ha anche chiesto per il futuro un ruolo attivo dell’assessorato regionale alle Attività produttive e la possibilità di organizzare un circuito di visita presso i laboratori delle imprese artigiane che producono stufe a Castellamonte durante le prossime edizioni della mostra. Cna apprezza inoltre il riscontro del Sindaco che ha annunciato questa mattina alla stampa di voler coinvolgere in modo attivo i produttori di stufe e l’istituto d’arte Felice Faccio per la prossima edizione, costituendo già alla fine di ottobre un tavolo di concertazione e da subito la disponibilità a mettere a disposizione dell’amministrazione comunale di Castellamonte la propria esperienza e le proprie competenze per la valorizzazione dell’artigianato artistico.
Corriere di Chieri, 1 settembre 2009. «Scusa, hai figu?» Gioco da ragazzi e sapore d’antico. Tutto sta nel gioco di polso. Sul fatto che serva o meno alitare sempre due volte, come si fa con gli areoplanini di carta, il dibattito è aperto: ma se c’è da tirare lontano c’è chi ci prova, che male non fa. Il torneo di figurine in programma sabato e domenica ai festeggiamenti di Borgo Padova si intitola “Figuriamoci se torno a giocarci.” Incuriosirà i ragazzini ma c’è da credere soprattutto chi ha già doppiato la boa degli “anta” Che con le “figu” ci è cresciuto, che per completare il fatidico album della raccolta, si affidava al gioco. Che non era azzardo, ben si abilità: «E noi proporremo due tra giochi più in voga, il lancio e la copertura anticipano Valerio Vigliaturo, Alessio Stefanoni e Giancarlo Santoro, organizzatori dell’evento. Due le categorie, fino a 14 anni. iscrizione gratuita, ma obbligatoria». Si può già telefonare ai numeri 320.76.80.015, 335.84.18.758 o 335.74.30.74, oppure presentarsi direttamente sabato in strada Tetti Fasano, sabato dalle 14 alle 17. Le qualifiche si svolgeranno sabato a partire dalle 17, le finalissime domenica a partire dalle 17. Per la sponsorizzazione abbiamo interpellato la Panini che ha contribuito con 5000 figurine e un certo numero di album- proseguirono gli organizzatori- Figurine e album verranno date in omaggio ai partecipanti, e in parte serviranno allo svolgimento delle gare. Altri sponsor sono la Cna, Die Cut e l’Old Bulding Pub». Nella gara di lancio vince chi riesce a far arrivare la sua figurina, più vicina a un muro, posto a una certa distanza, in quella di copertura, chi riesce a far atterrare la sua figurina su un’altra (i giocatori le lanciano a terra, a turno)le raccoglie tutte. «In un album, in media c’erano 170 figurine – spiega Vigliaturo - Quando comperavi le bustine, dopo le prime cinquanta figurine iniziavi ad avere le doppie. Potevi scambiarle con gli amici, ma anche giocare le doppie e sperare di vincere quelle mancanti». Una data da tener presente, tra i giocatori che si trascriveranno al torneo di Borgo Padova, è quella del campionato di calcio 1972-72: da quell’anno in poi la Panini ha introdotto le figurine autoadesive, mandando definitivamente in soffitta i tubetti di colla che trasformavano gli album in sorta di cuscini delle pagine ondulate e anche le “celline” autoadesive che poteva capitare di trovare in certe bustine. Le vere “figu”, quelle da sgranare tra le mani recitando la litania “celo, celo, manca” sono quelle anteriori, di sola carta. Chi si iscriverà con qualche capello bianco e con un filo di nostalgia, quando giocava “copertura” aveva in tasca un mazzetto di quelle: e se c’era da discutere, era per decidere se la “puntina”era abbastanza abbondante per far vincere oppure, no.
Ansa, 1 settembre 2009. Turismo: museo gusto a rassegna artigianato di Pinerolo. Il museo del gusto di Frossasco sarà presente alla 33esima edizione della Rassegna delll’Artigianato del Pinerolese, che si svolgerà a Pinerolo da giovedì a domenica prossimi. Nello stand del museo, allestito in piazza Facta, verranno proposte al pubblico numerose iniziative, realizzate in collaborazione con Cfiq (Consorzio Formazione Innovazione e Qualità di Pinerolo), Cna Commercio e Associazione Pro Pinerolo: sarà possibile degustare vini piemontesi, incontrare i produttori, entrare, grazie alla proiezione di video ricette, nelle cucine dei migliori della regione. Gusto, ma anche antiche tradizioni: nello stand verrà presentato il libro “Antiche botteghe in Pinerolo”, guida alle attività storiche della città. Nei giorni della rassegna il museo propone anche altre iniziative culinarie in vari luoghi di Pinerolo, dalle degustazioni vinicole di “In alto i calici” (venerdì, ore 20.45, giardini di piazza Garibaldi) alla premiazione dei locali che servono il miglior drink e il miglior aperitivo (premiazione domenica, ore, stand del museo).
Corriere di Chieri, 28 agosto 2009. Borgo Padova e strada Vallero feste in onore della Madonna. Un remake del torneo di figurine Panini per i “ vecchi bambini” . Tornei di calcio sfilate d’auto d’epoca e vespe e un campo d’arme. Giochi gonfiabili e pony per i più piccoli. L’intramontabile rottura delle pignatte e i giochi pirotecnici. Il rientro delle vacanze si festeggia a Borgo Padova e in strada Vallero. Le tradizionali manifestazioni religiose in onore della Beata Vergine delle Grazie e della Madonna di Fatima, sono in programma insieme ai giochi e intrattenimenti nel fine settimana dal 5 al 6 settembre. La festa di strada Vallero aspetta di definire il suo calendario, ma vedrà come tradizione i borghigiani riuniti in preghiera davanti al pilone della Madonna di Fatima e impegnati in tornei di calcio, e gimkane in bicicletta nel parco incorniciato tra strada Vallero e via Roaschia. Non mancheranno inoltre l’intramontabile rottura delle pignatte e il fantasioso taglio della testa del “pitu virtuale”. Nello stesso fine settimana (quello che anticipa le feste di Chieri), si svolgerà con un calendario anche la cinquatatreesima edizione festa di Borgo Padova, in via Tetti Fasano. Si parte venerdì 4 settembre con la recita del rosario per la Madonna delle Grazie alle 20.45. Sabato 5 appuntamento alle 10 con la festa dell’aria al Gialdo che continuerà alle 15 al borgo sempre nel pomeriggio sono in programma le eliminatorie primo torneo Panini “Figuriamoci se torno a giocarci” organizzato in collaborazione con il Cna. E ancora il raduno d’auto d’epoca e di Vespe, i castelli gonfiabili, pony carrozze, quindi il campo d’arme con l’ordine del Leone e l’esibizione di aereo modellini ed allianti, in serata rosario e, a seguire musica con Daniela Carbone. Domenica 6 i festeggiamenti iniziano la mattina alle 10 con la santa messa, e alle 11 con la prova sul quad per i più piccoli. Nel pomeriggio, dalle 14 si potrà assistere nuovamente al campo d’arme e alla gara ciclistica “Bonsai serena” organizzata dal Pedale Chierese. Non mancheranno la grande gara alle bocce alla bocciofila via San Silvestro), castelli gonfiabili, pony carrozze, l’esibizione canina e le semifinali e finali del torneo di figurine Panini. A seguire (dalle 19) la grande grigliata al Palapadova, la recita del rosario, al serata danzante con bruno Montanaro e la sua band, lo spettacolo pirotecnico (22.30) e la proclamazione dei vincitori della sottoscrizione a premi.
L’Eco del Chisone, 5 agosto 2009. Genovesio: «L’associazionismo paga». In grave ritardo ma c’è l’abbiamo fatta presidente di Cna Commercio – Associazione commercianti ed esercenti del Pinerolese, il provvedimento comunale che ha ridotto del 50 per cento gli importi Tarsu compensando i mancati incassi determinati dai cantieri olimpici che coinvolsero a lungo la città. E’ un successo sindacale che rende chiaro a tutti i vantaggi dell’associazionismo e quanto sia importante sostenerlo aderendovi. La delibera di giunta che concedeva la riduzione della tassa rifiuti risaliva al maggio 2006 ma solo determinazione dirigenziale numero 1545 del 2 dicembre dell’anno scorso ha ufficializzato lo sgravio sulle cartelle 2008. Ora sono in arrivo le lettere che comunicano lo “sconto”. Per ottenerlo è necessario recarsi entro il 30 novembre presso Equitalia Nomos Spa in via Bogliette 3/c a Pinerolo (dal lunedì al venerdì 8.20-13) per effettuare il pagamento al netto di eventuali rate già corrisposte. Chi avesse già versato l’intero importo riceverà l’avviso di rimborso direttamente da Equitalia.
L’Eco del Chisone, 5 agosto 2009. Tra gli scaffali 900 posti di lavoro. Non sono affatto positive e pensiamo non stupisca nessuno) le previsioni sul saldo del 2009 nella nostra regione. L’ultima indagine svolta su tutto il territorio nazionale, su un campione di 100.000 aziende, pubblicata nei giorni scorsi da Unioncamere, afferma che a fine 2009, a fronte di poco meno di 50.000 assunzioni, in Piemonte si registreranno circa 70.000 uscite del mercato del lavoro. Uno scarto di ben 20.000 unità di cui la metà sarebbero localizzate in provincia di Torino dove lo studio rileva a fronte di circa 23.000 entrate ben 34.110 uscite dal lavoro. Previsioni da brividi, confermate dai dati reali, forniti dai centri per l’impiego della provincia che registrano, nel primo trimestre del 2009 qualcosa come 32.000 avviamenti al lavoro in meno rispetto allo stesso periodo del 2008, pari a un -27 per cento. Per quanto riguarda il nostro territorio, poi, nel primo trimestre si arriva a punte negative del 39 per cento nell’area coperta dal centro per l’impiego di Orbassano e del 34 per cento in quello di Pinerolo, percentuali che tradotte in cifre significano oltre 6.000 assunzioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I lavoratori più colpiti come era facilmente prevedibile sono quelli nel settore metalmeccanico. In tutto questo marasma di cifre in profondo rosso, in particolare nel Pinerolese, spicca anche un segno positivo, almeno per quanto riguarda l’ultimo trimestre 2008. il dato si riferisce al settore del commercio dove a fine anno in coincidenza con l’apertura di nuove strutture della grande distribuzione come l’Ipercoop di Pinerolo le nuove assunzioni rilevate dal Centro per l’impiego Pinerolese hanno segnato un +26 per cento pari al 463 avviamenti al lavoro (soprattutto donne); un incremento, seppur di minor entità si è registrato anche a Orbassano con un +12. Non a caso nell’ultimo anno nella provincia di Torino si è assistito ad una vera e propria esplosione della grande distribuzione. L’elenco di nuovi punti vendita medi e grandi compresi centri commerciali e discount, sarebbe lungo; tra i più rilevanti ricordiamo la già citata Ipercoop, di Pinerolo, l’Esselunga di Rivalta e ancora il centro per il fai da te “Self”aperto ad Osasco o il Bricoman di Orbassano. Altri arrivi sono annunciati: ad esempio si parla con insistenza dello sbarco nel Pinerolese di un centro della grande catena di abbigliamento e attrezzatura per lo sport Decathlon. Aperture che, mettendo da parte le valutazioni di opportunità sul dilagare della grande distribuzione, hanno fatto muovere il mercato del lavoro. Facendo un conto grossolano, si può affermare che i nuovi posti creati dalla grande distribuzione sono quantificabili in circa 900 unità, di cui una buona fetta da assegnare all’Ipercoop di Pinerolo, con 224 addetti a cui vanno assommati i circa 150-200 dell’annesso centro commerciale “Due valli”, sono 150 invece i dipendenti della Esselunga. Dunque in questo periodo di crisi la grande distribuzione sta contenendo un qualche modo, la frana di posti di lavoro. Senza però illuderci che il commercio possa soppiantare l’industria: se un Paese non crea valore aggiunto addio sviluppo. Difficile poi quantificare i posti di lavoro persi nel piccolo commercio nello stesso periodo strutture con pochi addetti, per i quali, in caso di perdita del lavoro non sono previsti ammortizzatori sociali e che quindi sfuggono alle statistiche, basate sulle richieste di mobilità. Il vice-presidente della Cna commercio a questo proposito afferma: «il piccolo commercio pinerolese più che la concorrenza della grande distribuzione in questi mesi ha patito soprattutto gli effetti della crisi sul potere di acquisto dei lavoratori». Da registrare infine, come dato negativo, che a inizio 2009 anche il commercio nel Pinerolese ha terminato la sua spinta propulsiva facendo registrare un calo degli avvenimenti al lavoro del 12 per cento.
L’Eco del Chisone, 29 luglio 2009. Disagi da lavori olimpici, arriva il risarcimento. Otterranno uno sconto del 50 per cento sulla tassa raccolta rifiuti 2005, i commercianti penalizzati dai mancati incassi “ provocati dai cantieri olimpici che, nel 2005 appunto, misero sottosopra la città. L’Amministrazione ha dunque ufficialmente accolto (molto hanno già ricevuto la lettera che annuncia l’agevolazione) la sollecitazione di Cna Commercio, «portata avanti soprattutto da Genovesio e Reita puntualizza il vice presidente Franco Valinotti, aggiungendo che, «il tanto bistrattato e sottovalutato associazionismo paga, al contrario delle singole azioni stile “cani sciolti”. La Tarsu dimezzata compenserà il mancato ricavo degli esercenti (c’è anche una banca di piazza Facta e del segmento a valle via di Savoia, di piazza Graibaldi, di corso Torino sino all’incrocio con corso Bosio, di via Trieste e di via Trento da piazza Facta a via Mazzini, ovvero di tutti coloro (unica pregiudiziale avere presentato domanda) che esercitavano la loro attività nei luoghi coinvolti in operazioni di restyling. L’importo sarà detratto dalla tassa 2009 o rimborsato qualora il pagamento sia già avvenuto.
Luna Nuova, 24 luglio 2009. Vaccarino torna al vertice: guiderà gli artigiani torinesi. Daniele Vaccarino torna alla presidenza della Cna Torino, l’associazione dell’artigianato, del commercio e della piccola industria che associa quasi 15 mila imprese in provincia di Torin, Vaccarino aveva già ricoperto questo importante incarico dal 1994 al 2001 Vaccarino è stato eletto in sostituzione di Federico Casetta, che ha guidato l’associazione per otto anni. Erano presenti oltre 300 imprenditori associati, tra i quali 175 delegati votanti( 44 le donne, 131 gli uomini) Nella presidenza provinciale che affiancherà Vaccarino sono entrati anche Claudio Bongiovanni e Paolo Mignone, rispettivamente presidente e direttore della Casa Artigianato Toro, associazione che pur nella propria indipendenza sta avviando un processo di integrazione con al Cna Torino, partendo dalla collaborazione sui servizi alle imprese associate. Vaccarino, 57 anni di Castiglione Torinese, è titolare della Carmec Srl società metalmeccanica che si occupa di movimentazione e sollevamenti della costruzione di impianti per parcheggi meccanizzati.
Il Risveglio, 16 luglio 2009. Tre ciriacesi nella nuova presidenza CNA. Daniele Vaccarino, 57 anni di Castiglione Torinese torna alla guida della Cna Torino, l’associazione dell’artigianato e del commercio e della piccola industria che associa quasi 15 mila imprese in tutta la Provincia. Eletto all’unanimità Vaccarino che sostituisce l’ex numero uno del sodalizio, Federico Casetta, ha già guidato l’associazione per otto anni dal 1994 al 2001 ed attualmente il vicepresidente vicario della CNA nazionale con delega ai rapporti con la camera di commercio e all’internazionalizzazione. In tutto sono 16 i membri della presidenza provinciale eletti durante la riunione di domenica 12 luglio a Torino incontra, a cui erano presenti oltre trecento imprenditori associati è stata nominata inoltre una direzione con ottantasette imprenditori. Sono tre i rappresentanti di zona che andranno a comporre la nuova presidenza: sono stati eletti Claudio Campagnolo, Federico Casetta , Domenico Ciccaldo (che è anche presente della sezione Cirié Valli di Lanzo dell’associazione), Paola d’Agostin, Raffaele di Gregorio. Giovanni Genovesio, Silvana Neri, Nicola Pugliese (Fiano), Nicola Scarlatelli, Andrea Talaia , Rodolfo Suppo, Ferruccio Trabanelli, Daniele Vaccarino, Claudio Bongiovanni (di Cirié) e Paolo Mignone. Il ciriacese Claudio Bongiovanni è anche il presidente della Casartigiani, che ha annunciato l’integrazione tra CNA Servizi Srl e la società di servizi di Casartigiani, partendo dalla collaborazione sul terreno dei servizi alle imprese associate, collaborazione annunciata proprio durante l’assemblea CNA.
La Valsusa, 16 luglio 2009. Gemma Amprino: Eventi, No agli ostacoli strumentali. Sulle manifestazioni estive, fiera artigiana e Open Music Festival. Per finire con la Bier Fest in città è scoppiata la polemica. Dopo le affermazioni del sindaco Gemma Amprino che ha proposto, di concerto con al comunità Montana e gli altri organizzatori di rinviare e di riproporre le Fiera artigiana in dicembre al Castello, non si è fatta attendere la replica del capogruppo di minoranza Giorgio Montabone, il quale ha dichiarato: «La fiera dell’artigianato è cresciuta sempre più durante gli ultimi anni fino a diventare un appuntamento capace di attirare più di 20 mila visitatori. Ora scopriamo che la nuova amministrazione ha deciso di rimandarla, giustificando la scelta alla mancanza di fondi regionali esprimendo l’intenzione di cambiarle il nome e per di più di spostarla presso il Castello. Per la precisione la Fiera “Arte e artigiani della Valle di Susa” ha un costo totale di 60 mila euro. Così come per le scorse edizioni , la città di Susa , con la nostra giunta, ha già messo a bilancio per la Fiera 8 mila euro; la Comunità Montana 16 mila euro e la Camera di Commercio altri 8 mila. Dalla vendita degli stand il CNA ricava una cifra intorno a 12 mila euro. Manca ancora, rispetto alle scorse edizioni, il contributo regionale, un ritardo annunciato sull’erogazione dei 18 mila euro che però possono ritenersi pressoché sicuri. La Provincia, che viene menzionata come ulteriore elemento,che ha portato al rinvio dell’evento non ha partecipato alle spese e dunque non c’entra nulla. Per evitare di far saltare l’edizione 2009, l’operazione semplice sarebbe stata quella di dare come amministrazione comunale una garanzia della cifra mancante che sarebbe stata recuperata a breve attraverso la Regione. L’avanzo di amministrazione pari a 450 mila euro lasciato dalla nostra giunta serve proprio per andare incontro a piccoli disguidi come questo. Mi sembra assurdo e grave annullare una manifestazione fieristica che è riuscita faticosamente nel corso degli anni ad ottenere rilevanza regionale. La scelta poi di organizzarla presso il castello è quanto meno discutibile. Come sistemare più di 50 mila espositori che necessitano di spazi e strutture come i gazebo spostando il tutto in ambienti certamente non adatti a manifestazioni fieristiche? Non so quanti espositori apprezzerebbero questa soluzione e mi chiedo se i commercianti e ristoratori di Susa siano favorevoli a queste ipotesi che vedrebbero i visitatori lontani dal centro commerciale naturale come un coinvolgimento ben diverso dal passato. Il Castello da noi ristrutturato deve assolutamente essere una struttura gestita da esperti del settore museale ed espositivo ad altissimo livello e non trasformato in sede per mercatini». Così Montabone, dunque. Il sindaco Gemma Amprino ha risposto a queste critiche, specificando ulteriormente che «lo spostamento della Fiera è stato ampiamente concordato con tutti gli attori… Inizialmente si era pensato a settembre ma il CNA ha chiesto un ulteriore deroga per sovrapposizione di impegni. La scelta del Castello va letta nella logica di una strategia per renderlo familiare a tutti, e visto che la passata amministrazione lo ha inaugurato, è ora di aprila al pubblico in attesa di valorizzarlo ancora e sempre più al meglio. Ribadisco ancora una volta che la nostra amministrazione, per riguardo verso il percorso e gli impegni precedentemente assunti da chi ci ha già preceduto manterrà tutte le iniziative concordate e attese. Sulle altre, dove non c’era un impegno preciso ci riserviamo di decidere. Siamo stati scelti anche per questo, perché siamo differenti da chi ha amministrato prima. Quello che può dispiacere è l’insorgere di difficoltà strumentali nell’organizzazione degli eventi. Mi spiace se qualcuno non collabora o rema contro e poi afferma che l’amministrazione non è interessata alla singola manifestazione. Mi viene chiesto anche della Bierfest. Bene, l’amministrazione comunale conferma anche per il 2009 la stessa disponibilità offerta negli anni scorsi. I correttivi sono ovviamente a carico della Pro Susa, ma noi ci siamo. So che si stanno registrando difficoltà, ma sono le stesse che erano già emerse nelle ultime edizioni dell’evento». Che cosa ci dice signor Sindaco su Open Music Festival e concorso Suoni Giovani? «Non siamo certamente contrari alla promozione della cultura, ma l’Open Festival è una manifestazione che va ridefinita nei termini e nei costi specialmente se la si colloca a fianco ed a fronte di una crisi che investe molteplici settori anche dalla nostra società segusina. Il concorso per band rock emergenti Suoni Giovani è intanto confermato e si svolgerà in piazza Terzo Reggimento Alpini nei prossimi giorni. Insomma l’amministrazione è presente. Ma gli ostacoli creati ad arte rischiano di rivelarsi controproducenti» Lunedì sera 20 luglio, intanto, alle 21 nuove convocazione del consiglio comunale. All’ordine del giorno la nomina delle varie commissioni ed una delibera che riguarda il prossimo cambiamento del segretario comunale.
La Nuova Periferia, 15 luglio 2009. Vaccarino leader degli artigiani. Daniele Vaccarino è stato nominato presidente della CNA Torino, l’associazione dell’artigianato, del commercio e della piccola industria che comprende quasi 15 mila imprese della nostra Provincia. Per l’imprenditore castiglionese si tratta di fatto di un ritorno. Vaccarino, infatti, aveva già guidato gli artigiani torinesi dal 1994 al 2001. L’imprenditore castiglionese è stato scelto all’unanimità dall’assemblea dell’artigianato, del commercio e della piccola industria che si è riunita domenica scorsa, 12 luglio, al centro congressi Torino Incontra. Daniele Vaccarino, subentra a Federico Casetta, che ha guidato l’associazione torinese negli ultimi otto anni. All’assemblea torinese della CNA hanno preso parte più di 300 imprenditori associati, tra cui 175 delegati con diritto al voto. Durante il suo mandato, il neo presidente della CNA torinese sarà affiancato dalla presidenza provinciale, all’interno della quale sono stati nominati anche Claudio Bongiovanni e Paolo Mignone. Rispettivamente presidente e direttore della Casa Artigianato Torino, associazione che sta avviando un processo di integrazione con la CNA Torino. Complessivamente sono 16 i membri della presidenza provinciale della Cna fra i quali vi è anche il presidente uscente Casetta. È inoltre già stata nominata una direzione con 87 imprenditori. A Castiglione Daniele Vaccarino che ha 57 anni è titolare della Carmec Srl società metalmeccanica che si occupa di movimentazione e sollevamenti e della costruzione di impianti per parcheggi. Oltre a essere stato nominato alla guida del gruppo torinese del CNA, è anche vice presidente vicario della confederazione a livello nazionale. In particolare si occupa dei rapporti con la Camera di commercio. Il prestigioso curriculum dell’imprenditore castiglionese è completato, poi, da un altro importante incarico, ovvero la vice presidenza della Camera di commercio Italiana a Nizza. Daniele Vaccarino, dunque si conferma tra i personaggi di spicco, in ambito lavorativo per la nostra zona. L’assegnazione, all’unanimità a lui della vicepresidenza di CNA Torino, sta a significare il buon lavoro svolto nel corso degli anni.
Estetica Italia, luglio-agosto 2009. S.o.s. personale. Cercare - e trovare - nuovi collaboratori per il salone. Impresa non facile per i titolari che spesso si trovano in difficoltà: mancano potenziali collaboratori preparati, pronti a dedicarsi con passione a queste attività. Con il conseguente rischio di passare da “stagista a stagista” senza riuscire a costituire un team affiatato e affidabile. Un trend che in molte province che in molte province sta assumendo i contorni di un’emergenza. Per questo la CNA sta cercando di approcciare il problema con delle risposte concrete. Lo ha fatto recentemente a Torino presentando lo sportello Wellness, attivo nella provincia piemontese. Uno strumento che si sta rivelando utile per rendere più dinamico il mercato del lavoro nel settore della bellezza e per far incontrare domanda e offerta. Ma perché si fatica così tanto a trovare personale? «Non è esagerato parlare di una grossa emergenza, risponde Savino Moscia, presidente nazionale CNA Benessere. «In questi ultimi anni dopo la scuola dell’obbligo, i ragazzi tendono a scegliere il liceo. E’ sempre più raro che un ragazzo al termine della terza media, decida di fare un mestiere. Le nostre scuole di acconciatura sono ormai quasi vuote. È un trend globale? Diffuso a livello nazionale? Possiamo dire che tutto il centro Nord-Ovest soffre di questa condizione. Meno il Sud. Se nelle regioni del Sud le ragazze si riversano ancora molto sulla possibilità di fare un mestiere, al Nord i giovani scelgono il liceo o intraprendono altre strade, ance solo quella dell’operaio in fabbrica. Come vede allora il futuro?Il futuro è certamente risposto nelle mani degli extracomunitari. A mio parere saranno loro a prendere il nostro posto, perché hanno esigenze differenti dai nostri giovani. Direi che sono bisogni che sono più simili a quelli che provavamo noi vent’anni fa. E l’Europa vive anni migliori? Registriamo carenza di personale anche nell’Europa del Nord. C’è però un panorama diverso. Se è vero che in Italia le donne frequentano il salone del parrucchiere almeno sei volte durante l’anno, nel Nord Europa le clienti sono molto meno assidue, circa una volta l’anno. La ragione è semplice: in quelle regioni è molto più sviluppato il fenomeno del “fai da te”. Inoltre, ci sono paesi europei che prevedono un pacchetto formativo più completo, con un protocollo più importante; questo fa si che , mentre gli acconciatori in Italia sono poco considerati dalle istituzioni, nel resto d’Europa sono valutati come una figura di riferimento. Dunque, un differente approccio verso l’acconciature… Esatto in Italia siamo 110 mila aziende, 300 mila dipendenti per un volume d’affari di quasi 8 miliardi di euro. Ebbene, non siamo considerati. Ma c’è una ragione culturale. In Italia può diventare parrucchiere anche una persona scarsamente istruita e formata mentre all’estero, proprio grazie ai protocolli formativi che da noi mancano, si costituisce un vero e proprio imprenditore. Mi piacerebbe poter contribuire creare in Italia una cultura differente. E come? Se non comunichiamo il valore aggiunto della bellezza del lavoro autonomo, avremo futuro solo operai in cerca di lavoro, non persone in grado di offrire lavoro. In Inghilterra o negli States la massima aspirazione dei giovani mettersi in proprio. Solo così si liberano grandi capitali intellettuali ed economici. I nostri giovani mi piacciono, li trovo innovativi. Però sono figli d’un approccio sbagliato: desiderano “il posto” non il lavoro della vita. È questa la mentalità da cambiare. Cosa state facendo per risolvere l’emergenza occupazione? Nel 2007 abbiamo avviato a Torino uno sportello Wellness per favorire l’incontro fra domanda e offerta nei settori acconciatura, estetica , benessere, fitness e sport. Nato da una collaborazione fra CNA e Centro per l’impiego di Torino, la struttura si è dimostrata funzionante ed efficiente. Siamo un’isola felice, abbiamo avuto la fortuna d’incontrare dei funzionari della Provincia che hanno capito la situazione e hanno creato questa struttura specifica per l’acconciatura e l’estetica. In realtà, l’iniziativa si basa su una legge nazionale, per cui lo stesso modello potrebbe essere attivato anche nelle altre province e regioni d’Italia. Faremo il massimo per promuovere e comunicare questa iniziativa. In questi tempi di crisi bisogna far arrivare alla microimprenditoria il messaggio che non è sola. Più riusciremo a facilitare la comunicazione sull’attività di questo servizio, più avremo la possibilità di diventare una quercia solida.
Graph Creative, luglio-agosto 2009. Un bijou di design. In Uganda, alle origini della creatività. Il fashion è alla ricerca di nuovi modelli l’azienda Manifactura ha rappresentato l’Italia al meeting annuale di Kampala. In Uganda nel cuore del continente africano alla ricerca di nuove forme di business, ma soprattutto di utili fonti di ispirazione per le proprie collezioni di bijoux: con questo spirito Valentina Santhià, Titolare insieme a Elena Imberti di Manifactura, una piccola azienda di Piverone sulle sponde del lago di Viverone, associata CNA, ha partecipato in rappresentanza dell’Italia all’Europe-Uganda Village 2009, evento dedicato alla promozione degli scambi culturali ed economici tra realtà tra realtà del settore moda europee e ugandesi, svoltosi a Kampala, dal primo al 9 maggio. Nata nel 2006, Manifactura è un impresa con due mission: ideare e realizzare bijoux, rigorosamente made in Italy ad alto contenuto di design; organizzare eventi con un taglio spettacolare e allestire location per inaugurazioni e feste. Due linee di business che tengono conto della diversa estrazione professionale delle due socie: Valentina Santhià, un passato da grafica, già co-titolare di un’agenzia di comunicazione; Elena Imberti, scenografa diplomata all’Accademia, con un’anima da Pierre. Oggi Manifactura può contare su un campionario di circa 400 articoli, organizzati in due cataloghi stagionali, primavera-estate e autunno-inverno e su una decina di modelli di bijoux di lusso in argento e pietre dure. Con riferimento al mercato del bijoux. Manifactura opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete vendita di quattro agenti; talvolta i bijoux vengono prodotti conto terzi, ma nella maggior parte dei casi sono venduti a proprio marchio in negozi di bigiotteria, acconciatori, centri estetici, negozi di abbigliamento e talvolta anche tabaccherie. Alle due socie si affianca un esperto di comunicazione Massimo Poti, che si occupa anche dell’aggiornamento del sito web di Manifactura (www.manifactura.it). Selezionata dall’Ambasciata d’Italia in Uganda come esempio di azienda artigianale Italiana nell’anno europeo dell’innovazione e della creatività Manifactura ha condiviso a Kampala i propri metodi organizzativi e le tecniche di lavorazione con le realtà artigianali ugandesi nell’ambito di un confronto culturale che e culminato nella realizzazione di bijoux originali nati dall’incontro tra tecniche e materiali italiani e ugandesi, presentati con una grande sfilata finale. Ad influire sulla scelta di Manifactura da parte dell’Ambasciata Italiana è sta l’ideazione, nel 2006 del logo per le celebrazioni del centenario della scalata italiana del Rwenzori, la vetta più alta dell’Uganda (5200metri), al centro della Valle del Rift. Proprio il Rwenzori, conquistato nel 1906 da Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi, ha infatti avvicinato l’Uganda a Torino: le celebrazioni sono state organizzate dal museo nazionale della montagna di Torino e dall’Uganda Museum di Kampala. Ma quali sono le risorse creative disponibili in Uganda a cui una piccola azienda torinese può attingere? Valentina Santhià non ha dubbi: «sono rimasta folgorata dal diverso approccio al lavoro creativo e ai tanti materiali disponibili in questo paese per realizzare bijoux esclusivi da proporre al pubblico italiano. I designer ugandesi diplomati alla Tiner International School of Beauty and Design di Kampala, ma anche i veri propri artisti prestati dal mondo della moda e dai suoi accessori usano in modo sorprendente materiali poveri come il legno, la carta pressata, le conchiglie, la ceramica, un tessuto derivato dalla corteccia di palma». Due le collaborazioni professionali che potranno decollare a seguito di questo meeting con Manifactura: «Avviare sinergie creative con la giovane designer Jennifer Mubiru pensando però di produrre in Italia e di vendere sul mercato Italiano perché quello ugandese non è in grado di assorbire prodotti costosi». La seconda collaborazione potrebbe nascere con la designer tedesca Christine Wolf, specialista nella confezione di abiti in seta: insieme, potrebbero nascere collezioni esclusive di bijoux da abbinare agli abiti. Progetti per il futuro? «Partecipare alle fiere di settore in giro per l’Italia - spiega Elena Imberti - e in questo senso il nostro battesimo sarà il Sabopiù di Arezzo, il salone nazionale dell’innovazione e della tendenza nel regalo». Sogni nel cassetto? Imberti: «Organizzare presso la nostra sede di Piverone un workshop sul modello ugandese, invitando al confronto designer e produttori».
Torino Click, 14 luglio 2009. CNA Torino, Vaccarino di nuovo presidente. Daniele Vaccarino torna alla presidenza della CNA Torino, l’associazione dell’artigianato, del commercio e della piccola industria che associa quasi 15 mila imprese in provincia di Torino. Vaccarino aveva già ricoperto questo importante incarico dal 1994 al 2001. Vaccarino è stato eletto all’unanimità ieri, 12 luglio, durante l’assemblea elettiva quadriennale della CNA Torino, riunita presso il centro congressi Torino Incontra, in sostituzione di Federico Casetta, che ha guidato l’associazione per otto anni. Erano presenti oltre 300 imprenditori associati, tra i quali 175 delegati votanti (44 le donne, 131 gli uomini). Vaccarino 57 anni di Castiglione Torinese, è vicepresidente vicario della CNA nazionale; da quattro anni è vicepresidente della Camera di commercio di Torino. È vicepresidente della Camera di commercio italiana a Nizza.
Torino Cronaca qui, 14 luglio 2009. Vaccarino guida la CNA. E’ di nuovo presidente. Daniele Vaccarino torna alla presidenza della CNA Torino, l’associazione dell’artigianato del commercio e della piccola industria che associa quasi 15 mila imprese in provincia di Torino. Vaccarino che aveva già ricoperto l’incarico dal 1994 al 2001, è stato eletto domenica dall’assemblea quadriennale dell’organizzazione. Sostituisce Federico Casetta, che ha guidato l’associazione per otto anni. Nella presidenza provinciale che affiancherà Vaccarino sono entrati anche Claudio Bongiovanni e paolo Mignone rispettivamente presidente e direttore della Casa Artigianato Torino.
Ansa, 13 luglio 2009. Intesa Sanpaolo: 500 mln euro per imprese artigiane. È di 500 milioni di euro il plafond messo a disposizione dalla Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo guidata da Francesco Micheli a favore delle imprese artigiane, per agevolarne l’accesso al credito e ai costi sostenibili. Questa è la principale novità dell’accordo siglato con Fedart Fidi (Federazione nazionale unitaria dei Consorzi e della Cooperative artigiane di garanzia), che rappresenta il sistema di garanzia dell’artigianato a livello nazionale, promosso da Confartigianato, CNA e Casartigiani. «Con questo importante accordo si ravvia- ha dichiarato Daniele Alberani, presidente di Fedart Fidi- una organica collaborazione tra il sistema dei Confidi artigiani e uno dei principali gruppi bancari italiani. La Federazione – auspica che ciò si traduca in un rapporto di partnership di lungo periodo, insieme alle Confederazioni artigiane, la finalità è quella di produrre progetti e servizi ad elevato valore aggiunto a favore dei Confidi nell’interesse delle oltre 715.000 imprese associate». «Difficoltà economico-finanziarie causate dal contesto di mercato – sottolinea Micheli –stanno mettendo a dura prova soprattutto le piccole e piccolissime imprese. Con questo accordo la nostra Banca dei Territori punta far sempre di più e sempre meglio: crediamo infatti di rafforzare la collaborazione con il sistema dei Confidi sia la strada giusta per promuovere la crescita degli impieghi di qualità e lo sviluppo di un clima di collaborazione e di fiducia con il comparto artigiano, motore importante della nostra economia».
Avvenire on-line, 13 luglio 2009. CNA Torino. Vaccarino di nuovo presidente. Daniele Vaccarino torna alla presidenza della CNA Torino, l’associazione dell’artigianato, del commercio e della piccola industria che associa quasi 15 mila imprese in provincia di Torino. Vaccarino aveva già ricoperto questo importante incarico dal 1994 al 2001. Vaccarino è stato eletto all’unanimità ieri, 12 luglio, durante l’assemblea elettiva quadriennale della CNA Torino riunita presso il centro congressi Torino Incontra in sostituzione, di Federico Casetta, che ha guidato l’associazione per otto anni. Erano presenti oltre trecento imprenditori associati, tra i quali175 delegati votanti(44 le donne, 131 gli uomini) Nella presidenza provinciale che affiancherà Vaccarino sono entrati anche Claudio Bongiovanni e Paolo Mignone, rispettivamente presidente e direttore della Casa Artigianato Torino, associazione che pur nella propria indipendenza sta avviando un processo di integrazione con la CNA Torino, partendo della collaborazione sul terreno dei servizi alle imprese associate, collaborazione annunciata proprio durante l’assemblea Cna. In tutto sono 16 i membri della presidenza provinciale della CNA, fra i quali vi è anche il presidente Casetta. E’ inoltre sta nominata una direzione con 87 imprenditori. Vaccarino 57 anni, di Castiglione Torinese, è titolare della Carmec Srl, società metalmeccanica che si occupa di movimentazione e sollevamenti della costruzione di impianti per parcheggi meccanizzati. E vicepresidente vicario della CNA nazionale con delega rapporti con la Camera di commercio e alla Internazionalizzazione (il mandato scade a ottobre). Da quattro anni è vicepresidente della Camera di commercio di Torino. E vicepresidente della Camera di commercio italiana a Nizza. Dall’86 ha incarichi dirigenziali nel sistema CNA.
Ansa, 12 luglio 2009. Artigianato: CNA Torino, Vaccarino di nuovo presidente. Daniele Vaccarino torna alla presidenza della CNA Torino, che aveva già avuto dal 1994 al 2001. lo ha eletto oggi all’unanimità l’assemblea riunita presso il centro congressi Torino Incontra, in sostituzione di Federico casetta, che ha guidato l’associazione per otto anni. Nella presidenza provinciale che affiancherà Vaccarino entrano Claudio Bongiovanni e Paolo Mignone, rispettivamente presidente e direttore della Casa Artigianato. In tutto 16 i membri fra i quali anche Casetta. È stata nominata anche una direzione con 85 imprenditori. Vaccarino, 57anni, di Castiglione Torinese, è titolare della Carmec, società meta meccanica che si occupa di movimentazione e sollevamenti e della costruzione di parcheggi meccanizzati. E vicepresidente vicario della CNA nazionale con delega ai rapporti con la Camera di Commercio e alla Internazionalizzazione (il mandato scade a ottobre). Da quattro anni è vicepresidente della Camera di commercio di Torino. Dall’86 ha incarichi dirigenziali nel sistema CNA.
Ansa, 12 luglio 2009. Crisi: Malavasi (CNA) in Italia ogni giorno 30 imprese fallite (2). Il presidente uscente Casetta, che ha voluto iniziare il suo intervento sulle note dell’Inno d’Italia, ha ricordato che nella provincia di Torino appartiene al settore artigiano il 28, 7% del totale delle imprese in attività che danno lavoro a oltre 150.000 addetti.«Questa crisi – ha osservato- ci dice che dobbiamo cambiare marcia per non riprodurre lo scenario che ci ha portato nelle attuali condizioni. Siamo molto vicini a tutti gli imprenditori, in particolare a quelli in difficoltà, consapevoli del fatto che da sempre rappresentiamo gli interessi di imprese che “resistono”a scelte di politica economica, finanziaria e industriale normalmente rivolte a soli medi e grandi gruppi del nostro Paese». Casetta ha concluso il suo intervento con un lungo applauso degli imprenditori della CNA torinese.
Ansa, 12 luglio 2009. Crisi: Malavasi (CNA) in Italia ogni giorno 30 imprese fallite (1). «In Italia falliscono trenta imprese al giorno. Se questo è il ritmo, stiamo distruggendo il sistema imprenditoriale italiano». Lo affermato il presidente nazionale della CNA, Ivan Malavasi, nell’intervento all’assemblea dell’associazione torinese, l’ultima presieduta da Federico Casetta che la guidava da otto anni. «Se distruggiamo le imprese- ha aggiunto Malavasi – distruggiamo anche il lavoro e la coesione sociale del Paese». Per evitare che questo accada la CNA chiede al governo “di cambiare passo”. Accelerando i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, allentando il Patto di stabilità interno e bloccando i criteri di Basilea 2. Il presidente della CNA ha parlato anche dell’esigenza, «dopo 60 anni, di un salto di qualità della rappresentanza delle piccole e medie imprese». «Siamo troppe sigle? Ai tavoli a cui vengono invitati Confindustria e sindacati dobbiamo partecipare con un unico delegato in rappresentanza delle associazione delle piccole imprese». Ha sottolineato. E in questa direzione va il processo di unificazione avviato a Torino tra CNA e un’altra associazione delle imprese di categoria, la Casa Artigianato. Per ora riguarda i rispettivi centri servizi, ma il presidente torinese della Casa, Claudio Bongiovanni, ha auspicato una graduale integrazione anche nella rappresentanza della categoria. «Oggi siamo dei giganti economici, ma dei nani politici. Dobbiamo essere giganti in tutti gli ambiti», ha osservato. CNA e Casa, che a Torino rappresentano rispettivamente 13.500 e 3.000 imprese, eleggeranno propri rappresentanti negli organismi dirigenti dell’altra associazione.
Ansa, 10 luglio 2009. Artigianato: Domenica assemblea CNA Torino. La CNA terrà domenica l’assemblea elettiva quadriennale che eleggerà il nuovo presidente provinciale. I lavori, ai quali parteciperà il presidente nazionale della CNA, Ivan Malavasi, saranno aperti dalla relazione del presidente uscente, Federico Casetta. Parteciperanno all’assemblea il presidente della Provincia, Antonio Saitta, il vice sindaco di Torino, Tom Dealessandri, l’assessore comunale al Commercio e all’Artigianato, Alessandro Altamura, il vice presidente della Regione Piemonte, Paolo Peveraro, il segretario della Commissione Bilancio del Senato, Gilberto Pichetto Fratin, il sociologo Aldo Bonomi di Aaster.
La Voce, 6 luglio 2009. Valentina e Fabio i più belli. E’ Valentina Talchiv, Miss Venaria Reale 2009, venariese doc, 25 anni scorpione, 1,74 cm di altezza, aspirante fotomodella. Mister Venaria Reale 2009, invece e Fabio La Malva di Savonera 18 anni, 1,81, segno zodiacale leone barman a Venaria Reale, aspirante attore. I titoli sono stati assegnati durante la manifestazione “Venaria Sotto le Stelle” giunta alla sua terza edizione, svoltasi quest’anno per la prima volta, in piazza dell’Annunziata. Lungo l’asse di via Andrea Mensa che conduce alla Reggia Sabauda, la sera di sabato 27 giugno. Erano 23 le miss in gara e 18 i mister. Oltre tremila le persone che hanno assistito all’evento che ha contribuito ad animare il commercio nel centro storico.
Luna Nuova, 3 luglio 2009. Susa rinvia “Arte e artigiani”: mancano i soldi della Regione. “Arte e artigiani della valle di Susa” manifestazione dedicata all’artigianato che si svolgeva tradizionalmente in luglio, sarà rimandata a dicembre, non a causa del cambio di amministrazione come potrebbe sembrare a prima vista perché la Regione principale finanziatrice dell’evento non ha ancora emesso il relativo bando. Cambia stagione ma cambia anche location e nome. Si terrà infatti molto probabilmente al castello della contessa Adelaide e, proprio per questo si chiamerà “Maestri artigiani al castello di Adelaide”. «In merito abbiamo come nuova amministrazione confermato l’impegno finanziario dell’amministrazione precedente che era pari a ottomila euro- spiega la sindaca Gemma Amprino- Abbiamo concordato con la Comunità montana bassa valle di Susa, che ha stanziato 16 mila euro, di realizzare anche quest’anno l’evento. Anche la Camera di commercio aveva stanziato la sua parte. La difficoltà principale a cui poi si lega lo spostamento, è che la Regione non ha emesso il bando relativo e quindi viene mancare un supporto significativo. Proseguiamo con la convinzione che ci sarà il bando e il conseguente contributo, ma per adesso la situazione è questa in più. La provincia che è l’altro importante partner affrontava i ballottaggi e questo creava ulteriori difficoltà». In un primo momento si pensava di spostarlo a settembre ma alcuni degli organizzatori materiali dell’evento si trovavano in difficoltà nel costruire il giusto risalto in un periodo così addossato alle ferie agostane. «Anche il CNA di Torino aveva suggerito un evento al coperto nel periodo natalizio- prosegue la Amprino- Questo sarebbe stato più originale , rispetto alla concorrenza esercitata dal Pinerolo nel periodo estivo. Da qui l’idea di spostare la manifestazione al castello e l’individuazione di una nuova formula». L’amministrazione è convinta che non si perderà il riferimento solo slittando di sei mesi la manifestazione, e anzi saranno mesi spesi alla ricerca di un numero maggiore di artigiani e artisti valsusini. «Fa parte di un obbiettivo che ci siamo proposti- aggiunge la Amprino- fare in modo che le presenze valsusine siano significative nelle nostre manifestazioni. Sarebbe bello che a fronte di una fiera dell’artigianato ci sia anche una valorizzazione delle abilità artigiane di Susa è della valle». Per quanto riguarda le altre manifestazioni in special modo quelle estive, la sindachessa conferma che gli impegni presi saranno onorati. «Il Susa open festival dobbiamo definirlo- dice Si ipotizzano eventi in luoghi diversi della città è questo positivo. Resterà dunque, questa la formula. E, comunque volontà di questa amministrazione mantenere gli impegni presi verso terzi a livello di programmazione, a cui si aggiungeranno, se è possibile, altri eventi e manifestazioni». Il gruppo di minoranza guidato da Giorgio Montabone, in particolare per il Susa Open music festiuval, è soddisfatto che le manifestazioni possano ripetersi. «Dar vita la Susa open era stato uno sforzo non da poco – dichiara la consigliera Antonita Fonzo- avevamo lasciato i soldi a bilancio proprio perché non volevamo che andasse a morire. Non è stata una manifestazione nata casualmente ma studiata nei primi cinque anni di amministrazione e impostata in modo che ci fosse un legame di Susa con la musica. Fin dal primo anno, in un crescendo evidente, si erano portati artisti di caratura nazionale. L’avevamo cercata perché aveva un valore culturale artistico anche il programma 2009 era in gran parte stabilito da mesi soprattutto riguardo le date di Briancon che coinvolgono anche il gemellaggio ma non solo».
Corriere di Chieri, 3 luglio 2009. Torino-Chieri-Airali-Torino in sella per 70 chilometri. Tutti in sella! Domani, sabato, per chi ha voglia di pedalare, c’è una cicloturistica di 70 km organizzata da Asd Giordana Lombardi, con la collaborazione del Pedale Chierese. Se si tratta della prima edizione di “Pedalare… che impresa”, ottava prova del Trittico Fci-Udace-Uisp. Appuntamento alle 7,30, alla sede provinciale della CNA in via Millio 26, Torino. Si parte alle 8.30, in direzione di Moncalieri. Si prosegue verso Revigliasco, Pecetto, poi Chieri. Da qui, procedendo ad andatura libera, si punta a Baldissero, Pavarolo, fino a raggiungere Airali dove è prevista una sosta nella sede del Pedale Chierese. Si riparte per Chieri, poi Cambiano, Trofarello, Moncalieri per tornare infine a Torino, verso le 12,15. L’iscrizione costa 4 euro. Omaggio a tutti i partecipanti e premi alle società con almeno 5 iscritti. Per informazioni: 328.379.98.79; 347.094.22.42
Il Risveglio, 2 luglio 2009. Valentina e Fabio e letti più belli della Reale. E’ iniziata la rassegna “ Venaria, Vista Estate” E’ iniziato con la bellezza il Venaria Viva Estate. La rassegna estiva di nomi internazionali del musica leggera e classica e del teatro moderno sbarca nella piazza centrale della città con l’elezione di Miss e Mister Venaria, a cura della CNA e della Savastano Production, con il patrocinio della Reale. tra 40 aspiranti modelli, solo due sono riusciti ad essere incoronati “i più belli della città”, Valentina Talchiv, venariese di 25 anni aspirante modella, e Fabio la Malva, di Savonera, barman di via Mensa, aspirante attore di 18 anni. In dono hanno ricevuto i gadget ideati grazie al concorso di design Ve.De.Re. Bandito nella Reale dall’amministrazione comunale e dalla CNA. La giuria composta da Alessio Stefanoni di CNA, dall’assessore Gaetano Scali, dal presidente provinciale dell’Unione CNA Benessere e sanità Pino Sciarrino, Luigi Barbero della pasticceria Barbero, la titolare di Impulso Floreale, Manuela Pica di Cna , Mara e Maggi di Ferreri Parrucchieri, Miss Venaria Reale 2008 Marzia Ossola, i sosia di Beppe Grillo, Flavio Briatore e Simona Ventura hanno assegnato la fascia per Miss Made In Italy a Chiara Andrea Danese di Gravellona Toce e di Mister Made in Italy e Fabio Maggiore di Nichelino. Molte le attività commerciali coinvolte nella serata, dalla Ferreri Parrucchieri, all’Ottica Pighetti, al Quadr’Ovale, all’Impulso Floreale, fino al Bicerin d’la Venaria. Saluti e ringraziamenti sono arrivati anche dall’assessore agli eventi Rosa Perrone e dal sindaco Pollari. Ad iniziare il mese di luglio è stato il comico gelano Giovanni Cacioppo che con il suo monologo “Ora io labora”ha riempito piazza Pettiti, ieri sera mercoledì 1 luglio, all’interno della rassegna “Riditorino e dintorni”. Giovedì 16 luglio sarà la volta di Federico basso, il giovane comico torinese cresciuto artisticamente sotto il tendone di Zelig Circus che presenterà il suo “Visto dal basso” A concludere la rassegna comica saranno i torinesi Bred e Pitt il 29 luglio alle 22 con lo spettacolo dai ritmi frenetici “Restate seduti… al resto pensiamo noi”. L’ingresso a tutti gli spettacoli è gratuito. L’Amministrazione, in collaborazione con la Fondazione Via Maestra ha pensato però a tutti i venariesi: ogni venerdì dal 3 fino al 24 luglio in Piazza Pettiti dalle 21, 30 meno giovani potranno ballare con orchestra dj, mentre in piazza Vittorio Veneto si alternano sul palco i Silver Train con cover funk e rock il 3, i Pericolo Genetico da Nole con cover rock e disco il 10, i Force con cover rock anni ’80 e ’90 giovedì 16, i Grove Island con musica funk Jazz il 24. giovedì 9 luglio inoltre in piazza Pettiti suonerà la Alex d’Herin Band. «Chi vive in città può svagarsi anche senza andare in Reggia- ha affermato l’assessore al Turismo e la Commercio Rosa Perrone- così in questo momento di crisi le famiglie possono usufruire di divertimenti gratuiti, offerti dall’Amministrazione comunale.
La Valsusa 2 luglio 2009. Susa, la fiera slitta dicembre. Con il cambio di amministrazione comunale, la Fiera “Arte e Artigiani”ospitata gli ultimi anni in città, nel mese di luglio è stata la prima manifestazione a saltare. Ne seguiranno altre? Si parla anche del Susa Open Music Festival in cui i destini futuri sono per lo meno incerti. A Susa il clima post – elettorale, tra illazioni e battutacce, è ancora tempestoso, ma il nuovo sindaco Gemma Amprino, prevede una schiarita: «La Fiera artigiana, prevista ad inizio luglio, è stata semplicemente rinviata». Per quale motivo? «La Regione non ha ancora indetto il bando di concorso per attingere ai finanziamenti che consentono la realizzazione di questo evento. Un evento che, ricordiamolo non è mai stato organizzato dalla sola città ma anche è soprattutto con il supporto economico di altri importanti enti: comunità montana, ma anche CNA, Camera di commercio, Regione e Provincia. Adesso siamo rimasti senza bando regionale, la Provincia ha chiesto soltanto ora, con il ballottaggio le ultime elezioni:…». Quindi la Fiera tornerà? «Di concerto con gli altri organizzatori si era proposto il prossimo settembre . Ma poi la confederazione degli artigiani ha fatto presente alcune difficoltà legate a questo periodo - così continua il sindaco – ho proposto di collocare questo evento nel periodo prenatalizio e presso il Castello di Adelaide, una sede veramente prestigiosa». Anche Antonio Ferrentino della Cmunità Montana Bassa Valle concorda con la signora sindaco. «L’evento costa circa 80 mila euro a tutt’oggi abbiamo a disposizione soltanto 14 mila della comunità Montana e gli 8 mila di Susa».
Graph Creative, giugno 2009. Lavorare con gusto. La crisi non ferma la voglia di fare impresa degli artigiani, sempre alla ricerca di nuove forme di business in grado di occupare nicchie di mercato. Lo dimostra l’inaugurazione, lo scorso 9 aprile, della gelateria Natura e Piacere in corso Peschiera a Torino, a due passi dalla sede provinciale della CNA. «Siamo i primi produttori in Piemonte di gelato biologico e senza glutine certificati dalla’Unione Europea e dall’Associazione italiana celiachia», ha spiegato al Corriere Artigiano Claudio Fantolino Titolare della Tuttovo Srl di Rivoli, proprietaria del marchio Natura e Piacere con cui dal 1998 vengono prodotte maionesi, salse, sughi e ketchup biologici. Il gelato è un sogno che Fantolino coltiva da tempo. Un sogno che ha iniziato a prendere il via lo scorso anno con un punto degustazione allestito presso il centro commerciale Iper Biobottega di Torino, dedicato alla vendita di prodotti biologici e che ora prede forma compiuta con l’apertura di un’agenzia artigianale. «L’obiettivo che ci siamo posti è molto ambizioso- ha sottolineato Fantolino- Vogliamo reinventare il gelato; quello buono di una volta» fatto con ingredienti di base che arrivano dal Piemonte, rigorosamente certificati: latte e uova di cascina per un gusto informato». Un nuovo concetto di bontà che è molto caro a Fantolino. Già perché, ricorda, «noi siamo quello che mangiamo». E quando consumiamo non possiamo non tenere conto delle condizioni di vita degli animali che ci forniscono le materie prime necessarie per produrre il cibo. Questo, secondo Fantolino, deve essere il vero concetto di prodotto biologico. «Se le galline e le mucche vivono meglio – proseguito Fantolino noi mangiamo meglio e i sapori tornano a essere quelli di una volta, quelli che hanno conosciuto le nostre nonne». Il gelato Natura e Piacere viene così prodotto da Tuttovo Srl, azienda artigiana di Rivoli associata alla CNA, solo con uova e latte di galline e mucche provenienti da allevamenti certificati biologici secondo i principi dell’Unione europea: questo significa che in un ettaro ci stanno solo 230 galline oppure due mucche. Basti pensare in un allevamento intensivo, sulla stessa superficie, si trovano mediamente 100 mila galline e fino a 300 mucche. «Una bella differenza no? Una differenza che si sente al palato?: più cremosità, più sapore». Gli altri ingredienti, naturalmente, non possono essere chilometri zero, ma sono stati scelti con grande cura, nel rispetto delle zone di origine, per garantire la massima qualità del prodotto finale: il cacao per esempio è della Repubblica Domenicana, la vaniglia arriva dal Madagascar, il limone è siciliano e così via. E per i celiaci, finalmente la salute incontra il gusto. Tutti gli ingredienti, sono infatti, certificati dall’Associazione Italiana Celiachia e anche il con gelato è totalmente senza glutine. Tuttovo Srl non è del resto nuova alla capacità di reinventarsi e di cogliere nuove occasioni di business. L’azienda Tuttovo 8 dipendenti, oggi contraddistinta dal marchio dell’Eccellenza Artigiana, è nata negli anni ’80 grazie a un brevetto industriale: «Siamo stati i primi a produrre uova sgusciate per l’industria alimentare, mantenendo intatti e separati tuorlo e albume». Un brevetto che però nel corso degli anni ha esaurito la sua profittabilità. Fantolino ha così iniziato a inventare salse creando nel tempo una gamma completa e unica nel suo genere. E adesso arriva il gelato che si affianca alla storica produzione di salse, utilizzando lo stesso marchi Natura è Piacere: un processo che favorirà l’avvicinamento a nuovi concetti di qualità e a nuove filiere di approvvigionamento delle materie prime che finiranno sicuramente col migliorare l’azienda nel suo insieme e la sua capacità di interessare e convincere il consumatore.
Il Risveglio, 25 giugno 2009. Via al “Venaria Viva Estate”. E così uscimmo ad ammirar le stelle. Arrivano in città gli appuntamenti serali per l’estate 2009 che vedranno coinvolti Comune, associazioni di Via Fondazione Via Maestra e CNA. Chi darà il via alle manifestazioni sarà l’associazione di via “Viale Buridani è la Reale” che giovedi 25 dedica la serata all’Abruzzo. Parteciperanno la Pro Loco di Venaria, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, i commercianti che aderiranno devolveranno parte dell’incasso derivante delle vendite alla Protezione Civile. Il tutto accompagnato da musica e cabaret. Un omaggio alla bellezza si avrà sabato 27 alle 21 in piazza Annunziata con l’elezione di Miss e Mister Venaria organizzata dalla CNA e dalla Savastano Production. I ragazzi che vinceranno riceveranno il gadget della città creato e prodotto da Matteo Peter Bonafade, vincitore anche’egli del concorso di design Ve.De.Re. Il Venaria Viva Estate comincia Mercoledì 1 luglio con lo spettacolo in piazza Pettiti alle 21,30 di Giovanni Cacioppo all’interno del circuito Riditorino. L’ingresso è gratuito. Giovedì 2 sempre in piazza Pettiti serata danzante e Venerdì 3 concerto degli Ice Eye dedicato ai più giovani. Il programma di iniziative è stato illustrato dall’assessore Rosa Perrone giovedì 18 a Collegno durante la presentazione della guida agli eventi dell’estate promossa dal Patto Territoriale Zona Ovest di Torino 329 eventi pubblicizzati fra Collegno, Venaria, Grugliasco, Buttilgiera Alta, Pianezza e il Parco la Mandria di cui il 50% gratuito, 75.000 copie distribuite della brochure per un’estate ricca di iniziative. La zona Ovest di Torino srl insieme alla Provincia ha attivato un progetto di mobilità sostenibile rivolto ai residenti della zona Ovest e a coloro che prestino attività lavorativa in un impresa che abbia sede in questi comuni: sarà possibile ricevere un abbonamento mensile gratuito alla rete dei mezzi pubblici Gtt Formula 3 compilando il coupon che si trova nella brochure “Cieli in comune” in distribuzione all’Urp fra il 29 giugno e il 10 luglio 2009 (Info Urp 800.23.56.38 - urp@comune.venariareale.to.it)
Il Risveglio, 18 giugno 2009. Eccellenza artigiana delle Terre Alte in piazza a Lanzo. Sabato 13 e domenica 14 giugno Lanzo ha ospitato la terza edizione della mostra mercato dedicata all’artigianato. “L’Eccellenza Artigiana delle Terre Alte”patrocinata dall’Amministrazione comunale, è stata organizzata dalla sede territoriale CNA di Ciriè, in sinergia con lo sportello CNA di Lanzo e da Cogart CNA Piemonte, sostenuta da Regione Piemonte, provincia di Torino, Comunità montana Val Ceronda e Casternone e Valli di lanzo, Consorzi Artimont e Agrimont, Consorzio Operatori Turisitici e Gruppo di azione locale (Gai). «CNA vuole promuovere opportunità di reddito per le imprese residenti, condizione primaria per la salvaguardia e la sostenibilità del territorio lanzese» spiega il presidente della sede territoriale CNA, Domenico Ciccaldo. In mostra; le specialità agroalimentari delle Valli, m anche ferro e vetro, ceramica e cuoio lavorati. Accanto alle tipicità piemontesi, certificate dal marchio “Eccellenza Artigiana”, della Regione Piemonte è prevista la presenza di prodotti tipici di altre regioni: quest’anno era presente uno stand della provincia di Macerata. Nella mattinata di sabato nella sala dell’Atl si è invece temuto il convegno sulle soluzioni per il risparmio e l’efficienza energetica dell’impresa, curata dalla Sportello Energia CNA coordinato dal Luigi Pizzimenti. Dalla Confederazione, l’offerta di un sistema integrato di consulenza sulla realizzazione di impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili, per le aziende e per i privati. Domenica pomeriggio la manifestazione si è conclusa con l’assegnazione di un riconoscimento agli espositori presenti alla due giorni della mostra mercato. Premiati tra gli altri l’officina meccanica Francesetti di Lanzo, che ha recentemente ottenuto l’Eccellenza Artigiana, e le aziende di Macerata, che hanno instaurato un rapporto di collaborazione con quelle delle Valli di Lanzo.
Il Risveglio, 18 giugno 2009. Mister e Miss Venaria. Il 27 giugno in piazza dell’Annunziata elezione di Miss e Mister Venaria Reale 2009, serata organizzata dalla CNA e dalla Savastano Production con il patrocinio del Comune. I ragazzi eletti avranno in omaggio il nuovo oggetto simbolo della città: la Chiave della città disegnato e prodotto da Matteo Peter Bonafede e Muro Bonafede, oggetto vincitore del concorso internazionale di design Ve.De.Re. Venaria Design in collaborazione con l’Associazione Altrmenti e con il patrocinio del comune venariese e dell’Adi, con il supporto della Camera di commercio. Per partecipare telefonare ai seguenti numeri 011.43.37.214- 43.30.055.
L’Eco del Chisone, 17 giugno 2009. Centrum lancia la Fidelity card. Riparte dalla fiducia e dalla fidelizzazione del cliente Centrum Pinerolo, il logo che riunisce in un unico grande contenitore i negozi del centro cittadino. Martedì 23, alle 20 al bar da Vinci sotto i portici di corso Torino, la presentazione del “New Deal” che si pone «all’insegna dell’ottimismo e della ripresa» per usare le parole di Franco Valinotti, il titolare di Rogirò e presidente di Centrum. Fiore all’occhiello del progetto l’introduzione di una Fidelity card che conterrà un microchip in grado di accumulare punti per accedere a sconti da spendere in un qualunque dei negozi associati, ma anche e qui sta la vera grande novità- per pagare servizi della città. Un iniziativa, questa, resa possibile dalla collaborazione con il Comune. Non solo. Centrum sarà anche on line, grazie alla creazione di un portale in cui saranno pubblicizzati i negozi aderenti a tutti le iniziative del centro commerciale en plein air. Non mancheranno le attività promozionali con l’organizzazione di eventi per incentivare il passaggio e il commercio cittadino: a tutti in negozi aderenti verranno consegnati elementi identificativi dell’appartenenza a Centrum, voucher, per il parcheggio con cui omaggiare i clienti e tante altre agevolazioni per incrementare l’appeal dei punti vendita. Alla presentazione di martedì 23 parteciperà il sindaco Paolo Covato. L’iniziativa ha già ricevuto il sostegno di CNA, Comune e Regione: «Invitiamo tutti i commercianti e gli artigiani del centro a partecipare alla serata a cui seguirà un rinfresco offerto dall’associazione Centrum». Conclude Valinotti. Per informazioni e adesioni 0121.040.270 (CNA commercio) 012173 985 (Rogirò).
La Voce, 15 giugno 2009. Festa in piazza per Miss e Mister Venaria. Torna il concorso Miss e Mister Venaria Reale. L’appuntamento è per sabato 27 giugno ore 21, in piazza dell’Annunziata. Organizzano l’evento il comune di Venaria, CNA (Artigiani) e Savastano Production. L’evento verrà seguito dal canale “Play” sul canale Sky 869 e da Radio centro 95 nella splendida cornice della piazza più antica di Venaria sfileranno le più belle ragazze e i più affascinanti giovani della città. Miss e Mister Venaria Reale 2009 avranno in omaggio il nuovo oggetto simbolo di Venaria: la suggestiva “Chiave della citta” disegnata e prodotta in argento 925 e lacca dalla coppia Matteo Peter Bonafede (designer) e Mauro Bonafede (titolare del laboratorio orafo Artbox di San Sebastiano Curone Alessandria) oggetto che è risultato il vincitore del concorso internazionale di design Ve.de.re. Venaria Design Reale organizzato nel 2008 dalla CNA Torino in collaborazione con l’Associazione Altrementi e con il Patrocinio della Città di Venaria Reale dell’Adi con il supporto della Camera di commercio di Torino. La chiave riproduce le linee essenziali dell’Unicum architettonico voluto dal Castellamonte tra giardini, Reggia e centro storico.
Torinosette, 12 giugno 2009. Terre Alte, una mostra dei prodotti artigianali. A Lanzo Torinese sabato 13 e domenica 14 gli artigiani imprenditori potranno esporre al pubblico i propri prodotti. In occasione della 3 edizione della mostra mercato dell’eccellenza artigiana delle Terre Alte. L’appuntamento, che si rinnova a Lanzo, offre l’opportunità di scoprire e conoscere prodotti che seppur di vocazione artigianale e creati in passato, oggi vengono prodotti con tecniche e metodologie innovative. La mostra mercato dei prodotti delle Terre Alte è organizzata dal CNA con il patrocinio del Comune e della Regione, nel centro storico di Lanzo, in piazza Rolle, in piazza Peradotto e in piazza Allisio. L’inaugurazione della mostra e per sabato 13 alla 10 e alle 11, nel salone dell’Atl, si potrà partecipare al convegno sulla bioedilizia, fonti alternative fotovoltaico a cura dello sportello energia del CNA (confederazione nazionale artigianato). Nel pomeriggio sarà possibile prendere parte a numerose degustazioni di prodotti tipici, non soltanto piemontesi, ma anche di altre regioni quali Marche, Calabria, Liguria, Sardegna. Alle 20 intrattenimento musicale a cura del gruppo Radio Paxi e gli allievi della scuola di danza di Lanzo si esibiranno nel saggio di fine corso. Domenica 14 la fiera riaprirà dalle 9 alle 17 ci sarà la premiazione degli artigiani. Saranno poco meno di un centinaio gli espositori alla mostra delle Terre Alte di cui una parte sarà costituita dai due gruppi di artigiani delle montagne dell’Ovest. Durante il fine settimana, in piazza Rolle, verrà allestito un punto di ristoro dove poter degustare la specialità enogastronomiche del Piemonte oltre alle tipicità agroalimentari delle Valli di Lanzo, a prodotti da forno, salumi e formaggi. E’ previsto anche un intrattenimento per i più piccoli durante tutte e due le giornate della fiera. In mostra nelle piazze vi saranno manufatti in cuoio, ceramica, ferro, legno, pietra. Per informazioni chiamare al 340.57.76.450. oppure al comune di Lanzo Torinese allo 0123.30.04.09.
Torino click, 10 giugno 2009. Società e lavoratori della conoscenza. Il capoluogo piemontese è investito da qualche anno da un generalizzato processo. Di terziarizzazione. Il profilo urbano della vecchia città industriale si è stemperato in un ambiente composito, eterogeneo e sfumato. Ma nell’arcipelago ancora indistinto dell’universo terziario, alcune identità specifiche si sono formate e si mostrano nitidamente. Tra queste vi sono i lavoratori della conoscenza, Knowledge Workers, strato dalle molte sfaccettature, composto da chi opera, a vario titolo nei processi di elaborazione, organizzazione e diffusione del sapere. Lunedì dalle 9 alle 13 nell’auditorium della Fondazione Sandretto re Rebaudengo, in via Modane 16 nel corso di un convegno organizzato da Torino internazionale e dell’Amministrazione comunale, sarà presentata la ricerca Società e lavoratori della conoscenza a Torino, curata dai ricercatori Stefano Musso e Salvatore Cominu: «Si tratta di uno studio che consente di gettare lo sguardo dai meccanismi ancora poco conosciuti». Spiegano in via Mercantini, sede di Torino internazionale, quali elementi accomunano questi lavoratori dai profili disparati? Qual è il loro peso specifico nell’economia locale? Si distinguono forme di partecipazione o di rappresentanza che li vedono protagonisti? In che senso i Knowledge workers si possono considerare figure emblematiche della metropoli contemporanea? E quale contributo potranno dare al delinearsi della nuova identità di Torino? Sono questi alcuni dei quesiti ai quali il convegno cercherà di dare risposte. Quattro sono i valori ispiratori di Torino internazionale- responsabilità, trasparenza, comunicazione e innovazione intesi come punti di riferimento per promuovere partecipazione, socializzare contenuti, elaborare visioni dei processi decisionali e sperimentare modalità di attuazione delle politiche. L’obbiettivo di Torino internazionale è consolidare una rete di attori accomunati da una medesima idea di sviluppo. E il modello ispiratore è quello della governance sistema di confronto aperto sui tema dell’agenda locale. Il focus di lunedì metterà a confronto professionisti, studiosi e rappresentanti della politica. Occorre comprendere a fondo come i knowledege workers stanno contribuendo al delinearsi di una nuova identità per la città. Introdurrà la mattinata di approfondimento l’economista Giuseppe Berta. Stefano Musso riprenderà la ricerca. Seguiranno gli interventi del vicesindaco della Città, di Paolo Alberti (CNA), Guido Bolatto (Camera di commercio) Sergio Bologna (Acta), Jan Carlos De Martin (Centro Nexa Internet&Società), moderati dal giornalista di Repubblica Paolo Griseri. Sul rapporto tra lavoratori della conoscenza interverrà Salvatore Cominu del Consorzio Aaster. Alla successiva tavola rotonda, moderata da Gianluca Paulucci della Stampa, prenderanno parte Roberto Arfinengo (Confapi Piemonte). Alessandra Comazzi (Associazione Stampa Subalpina), Giannino Malossi (autore), i8l sociologo Bruno Manghi, Anna Soru (Acta) e Nanni Tosco (Cisl).
Il Risveglio, 10 giugno 2009. Scoppia l’estate venariese. E arrivata la bella stagione e Venaria scende in piazza. Tornando infatti le iniziative serali di “Venaria viva estate”, organizzate dalla Fondazione via Maestra con la collaborazione del Comune che partiranno dal 26 giugno. Ogni venerdì sera in piazza Pettiti, si ripeteranno come l’anno scorso le serate danzanti al chiaro di luna, mentre in piazza Vittorio Veneto, si alterneranno per 4 serate fino al 31 luglio, gruppi rock come Pericolo Genetico, i Groove Island e i Force. Appuntamento atteso e apprezzato è Riditorino con i comici dell’Area Zelig in Piazza Pettiti alle 21,30, quest’anno si esibiranno Giovanni Cacioppo il 1 luglio, Federico Basso il 16, e Bred e Pitti il 29. gli spettacoli saranno a titolo gratuito per creare un polo di attrazione che coinvolga la città tutta oltre che la Reggia e i Giardini, come ha spiegato l’assessore al commercio Rosa Perrone. A questi si aggiungerà al 9 luglio alle 21,30 il concerto della Alex d’Herin Band. In programmazione c’è anche una serata dedicata al musical ma ancora nulla è deciso, fanno sapere dall’organizzazione. Il 27 giugno ci sarà l’elezione di Miss e Mister Venaria 2009 in piazza Annunziata vento organizzato dalla CNA in collaborazione con la Savastano Production e con il patrocinio del Comune. Le ragazze sfileranno con i gioielli realizzati al seguito del concorso di design Ve.De.Re. Ogni fine settimana a partire dal giovedì anche l’associazione dei commercianti di Via Mensa organizzerà spettacoli di giocoleria, concerti jazz, momenti di rievocazione storica. «L’intento è quello di creare una continuità nel tempo affinchè nel centro storico il fine settimana sia caratterizzato sempre da eventi», ha spiegato il presidente dell’associazione di Via Mensa Nicola Natale. «L’estate venariese si sta delineando come un polo attrattivo importante in tutta la provincia – ha spiegato il direttore della Fondazione Vai Maestra Marco Repetto- Oltre alle iniziative in città si accompagneranno anche i concerti di grandi nomi a livello nazionale e internazionale all’interno dei Giardini della Reggia e siamo orgogliosi di ciò che Venaria sta rappresentando sul territorio. Anche i commercianti di viale Buridani si stanno organizzando per l’estate. «Il 19 giugno organizzeremo una serata di raccolta fondi per l’Abruzzo con il Patrocinio della Pro Loco di Venaria e la presenza della Protezione Civile. Parte di ciò che i commercianti che i commercianti venderanno verrà devoluto ai bambini d’Abruzzo. Una serata sarà poi dedicata al benessere e al fitness, una alla Mandria che speriamo riesca a prestarci il trenino che giri nel viale. Cercheremo di coinvolgere l’associazione. Nella Terra dei Cavalli, le onlus, le associazioni del territorio. Il 17 organizzeremo una caccia al tesoro per i bambini con un indizio in ogni negozio».
Cronaca qui, 4 giugno 2009. Le richieste degli artigiani: «Più soldi sulla formazione». La priorità per uscire dalla crisi è l’investimento nella formazione professionale. E questa la prima richiesta che le associazioni artigiane hanno formulato ieri mattina ai tre principali candidati alla provincia, Antonio Saitta, Claudia Porchietto e Michele Vietti, CNA, Confartigianato e Casartigiani hanno consegnato ai politici un documento di sette pagine, fitto di appunti e osservazioni. Non un quadro critico, nonostante i dati diffusi da CNA due settimane fa riferissero di una situazione allarmante. La prima “Indagine Congiunturale sull’artigianato e la piccola industria” riferiva infatti di una diminuzione del fatturato nei primi tre mesi dell’anno per il 57% degli artigiani torinesi e per il 76% delle piccole industrie. Ieri gli artigiani si sono concentrati sulle proposte. “Il ruolo della formazione professionale- si legge nel documento rappresenta lo strumento fondamentale per adeguare le competenze di lavoratori di aziende in difficoltà può favorire processi di ricollocazione, può formare “figure professionali in tensione” ovvero figure professionali ricercate nel mercato del lavoro”. Il giudizio sull’attività svolta da Provincia e Regione non è negativa, ma “su questo fronte è necessari una più forte integrazione fra politiche diverse”. Oltre alla formazione, le associazioni artigiane hanno rimarcato l’importanza di sostenere la nascita di nuove imprese che possono sorgere anche in momenti di crisi (in questa direzione si è mosso il programma Mip della Provincia), e di creare un progetto per la “trasmissione d’’impresa” fra vecchie e nuove generazioni. Una delle cause dell’estinzione delle piccole imprese sarebbe proprio l’assenza di eredi al moneti del ritito del titolare. «La formazione professionale, lo dico anche come esperienza personale – ha polemizzato la candidata del centro destra Claudia Porchietto- deve rispondere meglio alle esigenze dl mercato del lavoro. I corsi devono essere organizzati in tempo e formare le figure di cui c’è reale bisogno». «La formazione professionale deve sapere interagire con chi è già stato formato». Ha ribadito il candidato Udc, Michele Vietti, critiche che il presidente Antonio Saitta ha ribaltato promettendo un accorpamento delle deleghe in Giunta in caso di relazione. «Per superare la crisi serve anche soprattutto l’intervento della politica nazionale- ha spiegato- , ma l’esigenza di collegare meglio il mondo del lavoro con la formazione esiste: nel prossimo mandato farò un unico assessorato fra Lavoro e Formazione professionale».
Il Mercoledì, 3 giugno 2009. Gli artigiani aderenti alla CNA si sono confrontati sulla crisi. Martedì scorso, nel salone dell’hotel Campanile, si è svolto un interessante incontro sui problemi del mondo artigiano derivati dalla crisi attuale, organizzato dalla CNA di Torino in sinergia con la filiale di Moncalieri. Buona la partecipazione degli imprenditori e dei funzionari degli istituti di credito di zona, assenti invece i rappresentati delle amministrazioni locali dell’area interessata. Assenza sottolineata più volte dai relatori. «Questa è la decima riunione sulla crisi che temiamo in Torino e provincia ed è l’unica in cui le istituzioni d’area in primis l’amministrazione di Moncalieri, sono assenti. In questo momento di profondo disagio e difficoltà imprenditoriali c’è assoluto bisogno della collaborazione delle amministrazioni, non di beghe politiche che inertizzano lo sviluppo. Serve l’aiuto della politica non l’ostruzionismo». Esordisce così Federico Casetta, Presidente Provinciale CNA Torino. Più articolato l’intervento di Michele Sabatino segretario di CNA Piemonte che analizza la crisi in atto disegnando uno scenario desolante sul piano finanziario, legato al restringersi dell’accesso al credito, non sostenuto, come promesso, dal Governo e dagli Enti locali, come il Piano infrastrutturale o la creazione del Fondo di garanzia per le imprese, sorta di camera di compensazione tra imprese e pubblica amministrazione, di grande utilità in questo momento. «Gli Enti locali devono assolutamente sbloccare le possibilità di investimenti, e quindi di crescita economica dell’area interessata sottolinea Sabatino – ad esempio il comune di Moncalieri non permette di decollare a progetti per decine di milioni bloccando di fatto l’attività di imprese che hanno già investito grandi somme nei ppe e nei pec. Come potete notare dall’assenza di rappresentanti dell’amministrazione le risposte non si vedono: la situazione politica non è più compatibile con quella reale». Altro tema importante è al rinegoziazione del credito: «Il sistema bancario in questo momento, è ostile nei confronti dell’artigianato, vera base dell’economia locale. Siamo arrivati al punto che analizzando cento domande di finanziamento dell’ultimo periodo, notiamo un crollo del 60% a fini di investimento, del 15% per le scorte e un impennata del 70% di quelle per rinegoziazione, dei crediti, a causa dei mancati pagamenti, sia dei privati che della pubblica amministrazione». Molto articolato il dibattito a seguire gli interventi citati, dove gli imprenditori presenti hanno evidenziato il disagio economico del settore, i problemi delle tassazioni e della burocrazia, in crescita anziché in fase di semplificazione. Tutti hanno comunque riconosciuto il merito a CNA di aver saputo sostenere la categoria grazie all’istituzione del Cogart Consorzio di garanzia artigiani), che ha il permesso, in sintonia con la Regione Piemonte, l’accesso al credito di piccoli e medi imprenditori, fornendo garanzie per circa trentamilioni Euro.
Obiectiv, 1 giugno 2009. La Casa Amica al servizio delle persone disabili. Il progetto ha l’obiettivo, certamente innovativo di far incontrare le persone con disabilità e gli artigiani del settore dei settori edile, impiantistica, arredo, domotica, design. L’idea progettuale si basa sul presupposto che sia possibile migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità offrendo, parallelamente, nuovi spazi di mercato e nuove opportunità di guadagno alle piccole e medie imprese. Il coordinamento Paratetraplegici Piemonte e CNA Torino ha ottenuto il finanziamento per la realizzazione del progetto rispettivamente da Fondazione Crt e Camera di commercio di Torino. I partner che hanno realizzato le attività unitamente al Coordinamento e alla CNA Torino sono stati: Antilia società cooperativa di ricerca sociale, che ha realizzato l’indagine presso le persone con disabilità per evidenziare le difficoltà e le richieste per la realizzazione della casa accessibile: Atc Torino che ha fornito la planimetria di un appartamento standard da cui ha preso spunto la progettazione realizzata dal gruppo di designer UserLab 4, che ha realizzato una progettazione tridimensionale di spazi accessibili. La logica di tutte le azioni di progetto è stata la condivisione, realizzata anche attraverso momenti di approfondimento tra artigiani, rappresentanti di Cp Torino e designer, che hanno fatto in modo che dagli artigiani giungessero spunti di approfondimento e ipotesi alternative ed aggiuntive che sono andate ad integrare quanto realizzato. Il sito progettuale rappresenta il luogo in cui il frutto di tali collaborazioni potrà essere approfondito trovandovi utili descrizioni dei riferimenti antropometrici da tenere in considerazione per un’adeguata progettazione degli spazi di movimento, accompagnati da ipotesi di arredo funzionali e idee di ausili di supporto alla fruibilità degli spazi domestici. Il progetto Friendly House approfondirà inoltre le tematiche che hanno ispirato le varie attività nel corso del convegno che si è tenuto il giorno successivo, 29 maggio presso la sala conferenze di Gam, corso Galileo Ferrari 30 e in cui sono intervenuti tecnici, autorità regionali e comunali.
Cronaca Qui, 29 maggio 2009. Spazio amico per le persone disabili. Il progetto Friendly House (La Casa Amica al servizio delle persone disabili) promosso da coordinamento Para- tetraplegici Piemonte e CNA Torino ha ottenuto il finanziamento della Fondazione Crt e dalla Camera di commercio di Torino. L’obbiettivo del progetto è quello di far incontrare le persone con disabilità e gli artigiani dei settori edile, impiantistica, arredo, domotica e design, affinchè dal loro confronto si possano evidenziare le difficoltà e le richieste per la realizzazione della casa accessibile. Il Progetto Friendly House è da ieri rintracciabile sul www.friendlyhouse.it vi si possono utili descrizioni dei riferimenti antropometrici da tenere in considerazione per un’adeguata progettazione degli spazi di movimento. Accompagnati da ipotesi di arredo funzionali e idee di ausili di supporto alla fruibilità degli spazi domestici. Un convegno di approfondimento su queste tematiche, si svolge questa mattina nella sala conferenze della Gam, in corso Galileo Ferraris 30 .
Ansa, 28 maggio 2009. Casa: progetto CNA per migliorare vita disabili. Migliorare la qualità della vita delle persone disabili offrendo nuovi spazi di mercato e nuove opportunità di guadagno alle piccole e medie imprese. E’ l’obbiettivo di Friendly House, il progetto realizzato dalla CNA torinese con il coordinamento Para- tetraplegici Piemonte in collaborazione di Atc e il supporto di fondazione Crt e Camera di commercio di Torino. I risultati dell’iniziativa verranno illustrati domani mattina nel corso di un convegno alla Gam. Friendly House si è posto l’obbiettivo di far incontrare e dialogare le perone con disabilità, il mondo dell’artigianato e della progettazione industriale. Partendo da una ricerca presso le carte di soggetti disabili, che ha evidenziato difficoltà, richieste. E artigiani,designer e persone disabili, sia nella progettazione di spazi accessibili, sia nell’immagine oggetti o soluzioni di design.
La Valsusa, 28 maggio 2009. 7° luglio artigiano. Si comincia a parlare dell’evento artigiano di luglio, l’ennesima sfida giunta ormai alla 7° edizione e chiamata “Arte & Artigiani”. Prosegue, così anche per quest’anno il felice sodalizio tra istituzioni, enti locali, associazioni di categoria, associazioni locali e privati, nel proseguire il comune obiettivo: creare azione di risorse per le imprese e promuovere la città di Susa. «E per un periodo per i mercati di criticità economica, afferma Stella Cribari, responsabile segusina del CNA – ciò nonostante abbiamo voluto fortemente anche attraverso queste iniziative, per cercare di contrastare le attuali negatività. Ancora una volta, e lo esprimo con dichiarato orgoglio, siamo attivi e propostivi nelle nostra politica sul territorio. L’aver dialogato e soprattutto ascoltato le persone, ci ha indotto anche in funzione dei lavori ultimati a spostare la manifestazione nelle seguenti zone: via Martiri della Libertà, piazza S. Giusto e piazza Savona, risolvendo così le problematiche dei parcheggi e della viabilità. L’edizione di quest’anno sarà diversa rispetto alle precedenti, concentrata esclusivamente, sull’artigianato proprio per dare maggior visibilità agli espositori che partecipano». Saranno ammesse un massimo i 50 imprese attività artigianali di produzione, di servizio oppure enogastronomiche non necessariamente insignite del marchio dell’Eccellenza Artigiana, mentre sono rigorosamente esclusi l’hobbistica ed il commercio generico. Per conoscere più dettagliatamente le modalità di partecipazione e lo svolgimento della Fiera, contattare la sede territoriale della CNA di Susa, Stella Cribari, tel. 0122.62.24.58, scribari@cna-to.it
Luna Nuova, 26 maggio 2009. Artigiani oltre l’orlo della crisi. Anche le imprese artigiane sono in ma c’è chi ha già in conto una crescita degli ordini nei prossimi mesi. Un dato che fa dire alla CNA che si vede la fine del tunnel. È quanto emerge dalla prima indagine “indagine congiunturale sull’artigianato e la piccola industria” realizzata da CNA Torino. La rivelazione è stata condotta con riferimento ai dati del periodo gennaio-marzo 2009 e ha coinvolto 350 imprese artigiane e 50 piccole industrie della provincia di Torino associate . il campione è stato estratto da essere rappresentativo delle oltre 68 mila imprese artigiane e delle quasi 8 mila piccole industrie presenti in provincia di Torino, così come risultano censite dalla Camera di commercio di Torino. Il quadro previsionale dipinto dagli imprenditori per il trimestre aprile-giugno 2009 delinea una situazione stabile: il peggio; appunto sembra essere passato. se rimane sostanzialmente identica la percentuale di coloro che prevedono un aumento del proprio fatturato (11,6 per cento), scendono al 39,2 per cento coloro che si aspettano una diminuzione e salgono al 49,2 per cento coloro che pensano che il proprio fatturato rimanga invariato. Tuttavia la crisi è grave e ha colpito tutti i settori di attività, vanno male soprattutto la metalmeccanica (l’82, 8% degli imprenditori ha denunciato una calo del fatturato) il trasporto in calo per il 78,9 per cento) e il tessile (71,4 per cento). Seguono tipografia e cartotecnico, autoriparazione e impiantistica. Tengono meglio l’edilizia e i servizi alla persona (acconciatori e centri estetici). E risente della crisi persino l’alimentare, tradizionalmente meno esposto alle oscillazioni del ciclo economico. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale non ci sono rilevanti differenze tra l’andamento delle imprese insediate a Torino città nella provincia: il 60,4 per cento delle prime denuncia un diminuzione del fatturato contro il 56,1 per cento delle seconde. Nei primi tre mesi il fatturato è diminuito per il 57,7 per cento nelle aziende artigianali, invariato per 32,3 per cento ma è anche aumentato per il 10 per cento. Raggiungono meglio le ditte che operano a livello nazionale e che dichiarano un fatturato invariato nel 41,7 per cento. Sul fronte dell’occupazione il pessimismo è più forte: il calo del fatturato ha comportato una riduzione delle assunzioni che hanno interessato il 6 per cento del campione. Ricordando che il 65 per cento delle ditte artigiane non ha dipendenti, nei primi tre mesi dell’anno il 6 per cento della aziende intervistate ha fatto ricorso alla cassa integrazione o al fondo di sostegno al reddito dell’Ebap (Ente bilaterale artigiano piemontese, a cui aderiscono su base volontaria le imprese artigiane) ma le ditte che vi hanno fatto ricorso lo hanno fatto nel 66,7 per cento dei casi per oltre il 50 per cento dei dipendenti. Inoltre, nel prossimo trimestre sale al 7 per cento la percentuale di coloro che pensano di utilizzare ammortizzatori sociali. Altrettanto negative le conseguenze della crisi sugli investimenti. Nei primi tre mesi dell’anno l’89,8 per cento delle imprese non hanno fatto investimenti, ma il 10,2 per cento li ha fatti investendo nel rinnovo dei macchinari (97,7 per cento). Tuttavia le previsioni per il prossimo trimestre sono più restrittive: solo il 4 per cento delle imprese non esclude la possibilità di investire per il rinnovo di impianti e attrezzature. Le imprese artigiane dimostrano comunque di essere sane e di ricorrere preferibilmente al patrimonio personale per il proprio finanziamento (oltre il 90 per cento). Tuttavia coloro che hanno avuto bisogno di un affidamento bancario denunciano al sua riduzione o dismissione del 4,8 per cento dei casi. Critico anche l’andamento del costo effettivo del credito bancario per il 24,4 per cento delle aziende è aumentato, per il 71,3 per cento è invariato e solo per il 4,3 per cento è diminuito nonostante i ripetuti tagli della Bce (Banca Centrale europea). Tra le aziende a tipologia artigiane le più grandi, la piccola industria, hanno problemi maggiori. Nei primi tre mesi dell’anno il fatturato è diminuito per il 76 per cento delle ditte intervistate, invariato il 22 per cento. Di conseguenza la piccola industria è anche più pessimista degli artigiani: solo il 42 per cento coloro che si aspettano un ulteriore diminuzione del proprio fatturato e 42 per cento coloro che pensano che il proprio fatturato rimanga invariato. Comunque un buon 16 per cento prevede di aumentare il proprio fatturato. Simile a quella degli artigiani la propensione agli investimenti. Nei primi tre mesi dell’anno l’82 per cento delle imprese non ha fatto investimenti e il 18 per cento che li ha fatti ha investito esclusivamente in macchinari. Le previsioni per il prossimo trimestre segnalano una leggera diminuzione: solo il 14 per cento delle imprese non esclude la possibilità di investire per il rinnovo degli impianti e delle attrezzature.
Luna Nuova, 26 maggio 2009. Con la sgorbia si può scolpire anche il cielo. Per un intero weekend il profumo del legno ha inondato le vie del centro storico della città, qui e là si intravedevano trucioli sparsi che portavano come le briciole di Pollicino, in una piazza, dove proprio come in una favola gli artisti del legno creavano i loro capolavori. La fiaba ha il titolo di “Trucioli d’artista”. Tutto comincia venerdì mattina alle 9 nella piazza de “I portici” con l’estrazione a sorte dei tronchi e delle tavole da assegnare agli scultori. L’inizio ufficiale del concorso è alle 10, per tuta la giornata di venerdì e la mattina successiva i partecipanti sono autorizzati a usare qualsiasi strumento per sgrezzare il proprio tronco a tavola, ma dalle 15 di sabato, è vietato l’uso di utensili elettrici, gli artisti di questo momento, possono utilizzare la tradizionale sgorbia, certamente rende l’evento ancora più suggestivo. Naturalmente a trasformare la città in capitale del legno non sono solo gli scultori in gara, ma anche scuole, artisti e amatori, presenti solo per far conoscere, attraverso la loro passione, la magia del legno. Questa 14° edizione, vede la partecipazione di 45 artisti provenienti da tutto il mondo e come ogni anno il concorso si ispira ad un tema particolare, quest’anno in concomitanza con i World air games Torino 2009, il tema è l’aria. «L’aria è il tema per eccellenza della vita e dell’ambiente», commenta il sindaco Tallone e la scelta cade a pennello in un momento così particolare per il benessere ambientale, visto l’inquinamento che sta facendo danni ovunque. A questo proposito sabato alle 16 presso la Casa del Conte Verde, Turismovest ha organizzato il convegno “Legno = ecologia” nuove proposte di utilizzo per costruire, isolare, risparmiare e produrre energia. Un momento importante di approfondimento sull’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e dei materiali ecocompatibili per le applicazioni civili e industriali aperto ai professionisti e aziende ma anche al pubblico interessato. Si è parlato di molti argomenti interessanti, come è la funzione di uno sportello energia gratuito per le imprese di agevolazioni e bioarchitettura metodologie ed esperienze. Il finale è stato un interessante momento di confronto tra i presenti: nel frattempo la lavorazione del legno continua e nonostante l’incalzare del caldo l’interesse per la trasformazione dei tronchi è alta, tutti si avvicinano, osservano il modo a cui gli intagliatori creano concentrati la loro opera. In certi momenti il caldo è quasi insopportabile, ma loro non si lamentano, la passione è più forte. Ogni tanto si concedono un momento di pausa per fare due chiacchiere con la gente rispondono alle domande e non si risparmiano in spiegazioni. Sabato e domenica sono le giornate più intense, con venti iniziative in ogni punto del centro storico. I negozi sono aperti, la gente passeggia numerosa, per le vie, curiosando qua e la. Dopo tutto da anni l’evento incontra il favore dei cittadini l’affluenza media è sempre di circa 50 mila visitatori, cosa che rende molto fiero Turismovest, il consorzio che si occupa dell’organizzazione d’eventi servizi a vantaggio dello sviluppo turistico della città. «Quest’anno abbiamo 12 nuovi iscritti e anche una maggiore presenza femminile rispetto agli anni passati. Ci sono partecipanti che arrivano da tutto il mondo. Argentina Venezuela, Svizzera; Francia e ovviamente l’Italia, da Veneto alla Sicilia- racconta soddisfatta Simona Pravato. Nonostante il nuovo regolamento, abbiamo avuto un’ottima risposta, sia dagli storici partecipanti, che dai giovani». Il regolamento dice che tutte le opere rimangono all’organizzazione per essere messe all’asta il prossimo anno. Cosa che avviene anche in questa edizione, infatti l’asta di beneficenza delle sculture vincitrici delle edizioni 2003-2008, ha avuto luogo sabato alle 18 alla Casa del Conte Verde. L’idea dell’asta nasce dalla collaborazione tra Turismovest e il Rotary club di Rivoli. il ricavato sarà devoluto per l’acquisto di un mezzo per trasporto dei pazienti dializzati ma non solo. C’è un secondo obbiettivo quello di destinare parte del ricavato al fondo di solidarietà del lavoro della Città di Rivoli. «Qualcuno non ha partecipato a questa edizione perché non ha trovato giusto il regolamento, ma per fortuna la maggior parte si è trovata d’accordo con l’idea di solidarietà» dice Rino Cella dell’associazione Picchio di Coazze. Giulio Nivoli dell’associazione “Intaglio e scultura tradizionale” di piazza S.Rocco, spiega che lui è presente solo perché la sua è una grande passione, non gli interessa un tornaconto economico, ma solo far conoscere a più gente possibile un’arte storica e impegnativa, come dimostrano le loro opere esposte, tutte lavorate con la punta di coltello. Tra gli artisti in gara c’è anche la presenza storica del rivolese Cesare Milani, allievo del grande Ferruccio Croce deceduto due anni fa. «Uno come lui non si trova facilmente ha partecipato a tutte le edizioni, e ne ha vinte diverse. Ovunque andassimo lo riconoscevano come grande intagliatore artista del Barocco piemontese»; racconta Milani mostrandoci la foro del maestro. Tra un racconto e l’altro arriva la sera e la piazza si trasforma in piccolo angolo di Francia con la festa e il ballo al palchetto. Venerdì e sabato sera ad allietare il pubblico e la musica della tradizione occitana a cura de “Li Brando” e dei coinvolgenti balli folkloristici a cura del gruppo “Ritmo Blu” grande partecipazione anche dei più piccoli c’è stata l’animazione in piazza S.Rocco, con laboratori gratuiti, manipolazione di stoffe e manufatti di patchwork. Ma non solo, molto apprezzata anche la lettura animata e i racconti fiabeschi, oltreché il simpatico aspetto di marionette. “Capuccetto Rosso” a cura del teatro Gianduja museo della marionetta di Torino. Insomma, la città è stata un brulicare di iniziative ad ogni ora ed in ogni dove, il trenino Rivolzonzo percorreva le strade della città raccontando la fiaba animata “Leggenda del truciolo magico”, i negozi sempre aperti che esponevano le immagini delle opere battute all’asta, locande con menù tipici dove rifocillarsi tra un evento e l’altro musica itinerante e balli popolari della tradizione. C’era da divertirsi per tutti nessuno escluso, e a giudicare dai volti, così è stato. Numerosi, nonostante il caldo e la stanchezza hanno aspettato ansiosi la premiazioni di domenica, che ha visto le autorità rivolesi premiare i vincitori. Hanno consegnato il premio Artista del legno a Noldi Volger, il premio Maestro del legno a Sisto Lombardo, il premio per il virtuosismo è andato Manuel Ferraris, per l’originalità ha vinto Raphael di Leo, Carlo Abba ha ricevuto il premio speciale della giuria e Leonardo Cumbo quello speciale del pubblico. Ad assegnare i premi, una giuria eccezionale, composta da Mauro Oggero dell’azienda aereostatica Fly in ballons, Gianni Busso, docente dell’Accademia albertina di belle arti e Vinicio Perugia, noto pittore. «Manifestazioni come questa servono a tenere insieme culture diverse. Nessuno è straniero, ma tutti sono artisti», commenta soddisfatto il sindaco Tallone.
Corriere di Moncalieri, 26 maggio 2009. CNA-Economia nella crisi. «La crisi economica non deve fermare l’economia locale e le istituzioni devono mettere in atto tutte le misure possibili per salvaguardare l’occupazione e il patrimonio di competenze di artigiani commercianti e piccole industrie». Con questo intento il CNA organizza “Insieme per superare la crisi”, un confronto tra artigiani, commercianti e piccoli imprenditori del territorio sulle misure anticrisi recentemente varate dalla Regione e sulle iniziative concrete e possibili da attivarsi a sostegno delle imprese. Appuntamento martedì 26 alle 21, all’Hotel Campanile, via Guido Rossi 11, (zona industriale) interverranno: Silvano Gecchele, presidente CNA Moncalieri; Michele Sabatino; segretario CNA Piemonte; Federico Casetta, presidente CNA Torino, Enzo Innocente, presidente Cogart CNA Piemonte ; paolo Alberti, segretario CNA Torino. Modera Alessandra Giorgis, CNA Moncalieri. Sono invitati il sindaco Angelo Ferrero, Modesto Pucci, e Rocco Cuzzilla, interverranno i maggiori istituti di Credito del territorio.
Luna Nuova, 22 maggio 2009. I “Trucioli” volano alto: torna la gara di scultura. Quattordicesima edizione per “Trucioli d’artista” che da venerdì 22 a domenica 24 porta nel centro storico scultori, artisti e tanta segatura. Il villaggio che ospita il concorso quest’anno è ospitato nel piazzale dei Portici e vedrà impegnati 45 artisti provenienti da tutto il mondo. Per tutta la giornata di venerdì (dalle 9 alle 19) e nella mattinata di sabato gli scultori potranno sgrezzare il proprio tronco e la propria tavola di cirmolo con qualsiasi strumento. Dalle 15 del sabato, invece sarà bandito, l’uso di utensili elettrici e gli artisti potranno ricorrere solo alla tradizionale sgorbia, così da rendere l’atmosfera dell’evento ancor più suggestiva. Ogni edizione del concorso si ispira ad un tema particolare: quest’anno, in concomitanza con i world air games Torino 2009, gli artisti dovranno cimentarsi sul tema dell’aria, intesa come elemento vitale, sinonimo di leggerezza, libertà, ecologia. Al tema dell’ecologia Turismovest dedicherà, in occasione di Trucioli d’artista, una giornata di approfondimento, con il convegno “Legno=ecologia. Nuove proposte di utilizzo per costruire, isolare risparmiare e produrre energia”, incontro sulle tematiche di utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e dei materiali ecocompatibili per le applicazioni civili ed industriali. E’ in programma venerdì 22 alle 16 alla Casa del Conte Verde di via Piol. Trucioli d’artista sarà però soprattutto una festa per il pubblico. Accanto alle tradizionali degustazioni enogastronomiche e le locande tipiche, non mancheranno momenti di animazione, visite guidate laboratori per bambini e stand dedicati alla filiera del legno con approfondimenti riguardanti la bioedilizia, le energie alternative e il rispetto dell’ambiente. Uno dei momenti più emozionanti di Trucioli d’artista 2009 sarà sicuramente l’asta di beneficenza, in programma sabato 23 alle 18 presso la Casa del Conte Verde. Nell’occasione verranno battute premiate nelle ultime sei edizioni del concorso. Il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza, in parte per l’acquisto di un mezzo per il trasporto dei pazienti dializzati (a cura del Rotary club Rivoli) e in parte destinato al fondo di solidarietà del lavoro a cura dell’assessorato allo sviluppo del Comune di Rivoli. Trucioli da’artista è un vento realizzato da Turismovest in collaborazione con la città di Rivoli, la Regione Piemonte e la Provincia di Torino, con il coinvolgimento delle confederazioni di artigianato CNA, Confartigianato, Casartigiani e del Comitato organizzatore dei World air games Torino 2009. Programma su www.truciolidartista.it
Torino Sette-La Stampa, 22 maggio 2009. Artò, ecco l’eccellenza. Dal 28 al 31 maggio, al Lingotto Fiere, seconda edizione per Artò che presenta l’eccellenze dell’artigianato piemontese, ma non solo. Il Salone è organizzato da Lingotto Fiere – gruppo Gl events Italia,con la collaborazione di Regione Piemonte e Unioncamere e il supporto delle sezioni piemontesi di Confartigianato, CNA e CasArtigiani. Ai visitatori, cui è riservato l’ingresso gratuito, Artò si presenta con quattro grandi stanze tematiche differenziate per prodotti e colori, la prima stanza, all’ingresso del Padiglione 1, è dedicata alle prospettive dell’artigianato, quello che guarda all’innovazione. La Stanza della Tradizione propone esempi pregevoli di intaglio del legno, lavorazione del ferro battuto, tappezzerie e tessuti per arredamento e il restauro di strumenti musicali. Nel Padiglione 2, l’artigianato si fa espressione unica ed esclusiva di un territorio specifico ed infine c’è la stanza dedicata ai sapori. Oltre 200 le aziende che hanno già aderito, esponenti eccellenti dell’artigianato Italiano. Il Salone, infine si arricchisce quest’anno di un’interessante novità: lo «Spazio con le mani» curato da Monica Gallo e Giovanni Capriglia con il sostegno dei circolo dei Lettori dedicato a quelle mani di artigiani capaci di creare e trasformare un oggetto in un tesoro alle tecniche, agli strumenti, alle prassi di un mondo che rischia l’estinzione.
Torino Cronaca 21 maggio 2009. Crisi, ottimismo artigiano. «Ma la ripresa è lontana». Il settore artigiano è ancora in balia della recessione, ma nel secondo semestre del 2009 si intravedono alcuni segnali di miglioramento. E’ soprattutto l’umore degli imprenditori a mutare: colpa dell’abitudine alla crisi oppure di un quadro che no si è rivelato così drammatico come era apparso fino al 2008, le aziende stanno riacquistando un po’ di fiducia. E’ il quadro della prima “Indagine congiunturale sull’artigianato e la piccola industria” presentata ieri dalla CNA di Torino. Nei primi tre mesi dell’anno il fatturato è diminuito per il 57% della aziende artigiane, è rimasto invariato è rimasto invariato per il 32,3% ed è aumentato per appena il 10%. Per quanto riguarda il secondo trimestre 2009, a situazione rimane stabile: aumentano leggermente le imprese che dichiarano un miglioramento dei fatturati (11,6%), scendono il 39,2% quelle che prevedono una contrazione e salgono al 49,2% coloro che non si aspettano variazioni. Timidi segnali miglioramento non significa ripresa, anche perché i settori che denunciano il proseguimento della crisi sono quelli che nel territorio torinese hanno il maggior numero di addetti. Va male la metalmeccanica, con l’82,8% che registra un calo di fatturato, i trasporti (in contrazione per 78,8% delle aziende) e il tessile (negativo per il 71,4%). Tengono meglio l’edilizia e i servizi alla persona. Dovendo tagliare, soprattutto nell’ambito della piccola impresa, i primi a saltare con investimenti e occupazione. Il blocco degli investimenti è una decisione nata sulla scorta dell’inasprimento delle condizioni del credito.
Epolis 21 maggio 2009. Crisi, nelle previsioni CNA «il peggio è alle spalle». Fatturato in calo per il 57,7% delle imprese artigiane torinesi, non dovrebbe andare meglio nei prossimi mesi, ma il peggio sembra essere passato. I settori che hanno evidenziato maggiori criticità sono quello metalmeccanico ed i trasporti, logico quindi, un drastico aumento della cassa integrazione in deroga, con un aumento aprile 2009 sul 2008 del 195% in totale sono 570 aziende che impiegano 3.867 unità, ben 1.415 in più dell’anno passato. La crisi ha colpito anche il settore alimentare. Logicamente ciò ha determinato una frenata completa degli investimenti che non sono aumentati nell’89,8% dei casi, specie sui macchinari. Inevitabile e desolante anche il restringimento del credito da parte delle banche, così oggi gli artigiani ricorrono al proprio capitale.
Agi, 21 maggio 2009. Crisi: CNA Torino chiede a istituzioni sostegno occupazione. Mettere in pratica tutti i provvedimenti necessari per creare lavoro e sostenere l’occupazione sia per la piccola industria che per l’artigianato. E’ l’appello alle Istituzioni del presidente della CNA Torino, Federico Casetta, per aiutare le imprese a rialzarsi. I dati congiunturali a disposizione di CNA Torino (Confederazione nazionale artigianato sede di Torino) «sono allarmanti sia per la piccola industria che per il comparto artigiano - sottolinea Casetta – metalmeccanico e trasporti i settori più critici». Prendendo in considerazione lo scorso mese di aprile, CNA Torino evidenzia una forte crescita del ricorso ala cassa integrazione straordinaria da parte di un gran numero di imprese artigiane di Torino e provincia. «Per affrontare la drammaticità della situazione- secondo Casetta- le istituzioni devono sostenere le nostre proposte e mettere in pratica tutti i provvedimenti utili a creare lavoro e incentivare l’occupazione. E’ indispensabile uno sforzo comune - sottolinea - per uscire da una crisi grave che pare però essersi stabilizzata».
Torino Click, 20 maggio 2009. La crisi è grave ma non peggiorerà. Tempi bui per le imprese italiane e piemontesi. «la crisi è talmente pesante per cui gli imprenditori hanno interiorizzato l’idea che per uscirne non sono sufficienti le vecchie ricette e c’è bisogno di uno sforzo comune al quale loro stessi come individui si sentono di dover partecipare». Queste le parole espresse oggi da presidente della CNA Torino, Federico Casetta, durante la 1a indagine congiunturale sull’artigianato e la piccola industria realizzata dalla Confederazione dell’artigianato di Torino. La rilevazione è stata condotta con riferimento ai dati de periodo gennaio-marzo 2009 e ha coinvolto 350 imprese artigiane e 50 piccole industrie delle provincie associate. I settori che evidenziano le criticità maggiori sono il metalmeccanico e i trasporti. Nel mondo dell’artigianato purtroppo non si vedono ancora segnali di ripresa. L’indagine ha visto intervistati il 57,7 percento degli artigiani e il 76 percento delle piccole industrie che ha visto diminuire il proprio fatturato, il 6 percento degli artigiani e il 46 percento delle piccole industrie ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali (ricordiamo però che il 65 per cento delle ditte artigiane non ha dipendenti), l’89,8 degli artigiani e l’82 per cento delle piccole industrie non ha fatto investimenti. «I dati congiunturali sono allarmanti sia per la piccola industria sia per il comparto artigiano ha detto Casetta. Una situazione così drammatica richiede interventi rapidi di carattere difensivo per mantenere vivo quel patrimonio inestimabile per l’economia locale costituito dagli imprenditori e dai loro dipendenti. Si è deciso così di organizzare alcuni incontri territoriali con all’ordine del giorno il seguente tema: “Insieme, per superare la crisi”. Abbiamo consapevolmente scelto il metodo della concertazione invitando, in ogni realtà locale, l’amministrazione provinciale, i sindacati i presidenti delle Comunità Montane a confrontarsi con noi e con le imprese». Il presidente ha chiesto aiuto alle istituzioni perché sostengano gli imprenditori e le loro aziende a rialzarsi, attuando tutti i provvedimenti necessari per creare lavoro e sostenere l’occupazione.
Ansa, 20 maggio 2009. Enti locali: patto stabilità; CNA, scelta Saitta coraggiosa. «La scelta di Saitta è coraggiosa e noi la sosterremo». Lo ha affermato stamani Paolo Alberti, segretario provinciale della CNA Torino, commentando la scelta della Provincia di uscire dal patto di stabilità annunciato ieri. «Un mese fa – ha proseguito Alberti- avevamo chiesto a Saitta una deroga al patto di stabilità. Ora tale scelta permette di liberare 28 milioni di euro per pagare le imprese che hanno lavorato per la pubblica amministrazione. Al governo ha concluso Alberti- chiediamo di non bloccare gli investimenti della provincia di Torino per il prossimo anno».
Ansa 20 maggio 2009. Artigianato: CNA, segnali di ripresa nel secondo semestre 2009. La crisi colpisce ancora il settore artigiano, ma nel secondo semestre del 2009 si intravedono alcuni segnali di miglioramento. E’ quanto emerge dalla prima indagine congiunturale sull’artigianato e la piccola industria realizzata da CNA Torino e presentata stamani. La rilevazione è stata condotta per il periodo gennaio- marzo 2009 e ha coinvolto 350 imprese artigiane e 50 piccole industrie della Provincia di Torino. Nei primi tre mesi dell’anno il fatturato è diminuito per il 57,7% delle aziende artigiane, invariato per il 32,3%, ma è anche aumentato per il 10% Il quadro revisionale tracciato dagli imprenditori per il trimestre aprile-giugno 2009 delinea una situazione stabile. Rimane sostanzialmente identica la percentuale di coloro che prevedono un aumento del proprio fatturato (11,6%), scendono al 39,2% coloro che si aspettano una diminuzione e salgono al 49, 2% coloro che pensano che pensano che il proprio fatturato rimanga invariato. La crisi ha colpito tutti i settori di attività: vanno male soprattutto la metalmeccanica (l’82;8% degli imprenditori ha denunciato una calo fatturato), il trasporto (in calo per il 78,9%) e il tessile (71,4%). Seguono tipografia e cartotecnico, autoriparazione e impiantistica. Tengono meglio l’edilizia e i servizi alla persona. Sul fronte dell’occupazione il pessimismo è più forte: il calo del fatturato ha comportato una riduzione delle assunzioni che hanno interessato il 6% del campione mentre il 65% delle ditte artigiane non ha dipendenti, nei primi tre mesi dell’anno il 6% delle aziende ha fatto ricorso alla cassa integrazione, che ha coinvolto 3.800 lavoratori. Altrettanto negative le conseguenze della crisi sugli investimenti. Nei primi tre mesi dell’anno 89,8% delle imprese non ne ha fatti.
Luna nuova 19 maggio 20009. Il mondo del legno si incontra a Rivoli. Rivoli e le sue vie diventeranno una grande “bottega” della scultura e dell’intaglio nella 14 esima edizione di Trucioli d’artista che si svolgerà nel prossimo fine settimana. Alla maniera delle antiche scuole del Rinascimento, in cui ogni artigiano e giovane da bottega poteva trasformare con ingegno, senso artistico, fatica e impegno un tronco o una pietra in un opera d’arte. Oggi come allora si ripete il miracolo della maestria umana che si affina a rendere il tutto più interessante il fatto che questa trasformazione avvenga alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti e non in modo lento, ma repentino con una vera sfida alla materia e al tempo. Così passeggiando per il centro storico della città sarà possibile a imbattersi in un artigiano a modellare un tronco di legno grezzo, ritrovandolo più tardi, trasformandolo in una figura, in un oggetto. Astrazione d’artista o copia del reale, l’opera desterà sicuramente l’interesse tanto dei cultori dell’arte quanto dei curiosi. Il processo che porta alla creazione non è bello solo per il frutto che da, ma nella stessa maniera in cui si manifesta “il continuo divenire” delle cose. In questo senso, al di là della gara in concorso, sono vincitori di una sfida, quella sfida, tutti i partecipanti alla manifestazione, vera kermesse del “fare”. Tutto questo rende attraente Trucioli d’Artista, la manifestazione che da 14 anni consacra per un week end Rivoli “capitale del legno”. Dal 22 al 24 maggio il centro storico della città si trasformerà in un grande laboratorio a cielo aperto, con la presenza di scultori, artisti e amatori, provenienti dall’Italia e dall’estero. Nelle piazze e lungo le strade sarà possibile assistere dal vivo al lavoro degli artisti, che, in ossequio a una tradizione artigianale consolidatasi nel corso secoli, metteranno la loro creatività al servizio del pubblico. Come ogni anno il cuore della manifestazione sarà costituito dal concorso di scultura del legno. L’edizione 2009 vedrà la partecipazione di 45 artisti provenienti da tutto il mondo. Per tutta la giornata di venerdì (dalle 9 alle 19) e nella mattinata gli scultori potranno sgrezzare il proprio tronco o la propria tavola di cirmolo con qualsiasi strumento. Dal 15 del sabato, sarà bandito l’uso di utensili elettrici, e gi artisti potranno ricorrere solamente alla tradizionale “sgorbia”, così da rendere l’atmosfera dell’evento ancor più suggestiva. Ogni edizione del concorso si ispira ad un tema particolare: quest’anno, in concomitanza con i World air games Torino 2009, gli artisti dovranno cimentarsi sul tema dell’Aria intesa come elemento vitale, sinonimo di leggerezza, libertà ecologia. Al tema dell’ecologia TurismOvest dedicherà in occasione di Trucioli d’Artista, una giornata di approfondimento, con il convegno “Legno=Ecologia. Nuove proposte di utilizzo per costruire, isolare risparmiare e produrre energia”incentrato sulle tematiche di utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e dei materiali eco-compatibili per le applicazioni civili ed industriali. La manifestazione sarà però soprattutto una festa per il pubblico. Accanto alle tradizionali degustazioni enogastronomiche e le locande tipiche, non mancheranno moneti di animazione, visite guidate, laboratori per bambini e stand dedicati alla filiera del legno con approfondimenti riguardanti la bioedilizia, le energie alternative e il rispetto dell’ambiente. A fare la differenza c’è però la solidarietà. Uno dei momenti più emozionanti di questa edizione di Trucioli d’Artista sarà infatti l’asta di beneficienza in programma sabato 23 alle 18 presso la casa del Conte Verde. Nell’occasione verranno battute le sculture premiate nelle ultime sei edizioni del concorso, dal 2003 al 2008. il ricavato sarà interamente devoluto in beneficienza, in parte per l’acquisto di un mezzo per il trasporto dei pazienti dializzati (a cura del Rotary club di Rivoli) e in parte destinato al fondo di solidarietà del lavoro (a cura dell’assessorato allo sviluppo economico del Comune di Rivoli). Trucioli d’Artista è un evento realizzato da TurismOvest in collaborazione con la città di Rivoli, la Camera di Commercio di Torino, la Regione e la Provincia con il coinvolgimento delle confederazioni di artigianato Cna, Confartigianato, CasArtigiani, del Comitato Organizzatore del World air games Torino 2009 e dal Rotary club di Rivoli.
Cronaca qui, 19 maggio 2009. Voglia di infrastrutture per combattere la crisi. «Chiediamo che si passi dai comizi ai fatti concreti». Così Michele Sabatino segretario regionale della CNA riassume a nome di tutte le associazioni di categoria e degli imprenditori, riunitisi ieri alla Hotel Majestic. Il malumore e la preoccupazione del momento di crisi. Ai politici, gli imprenditori chiedono dati di fatto per contrastare una situazione che il presidente di Confindustria Piemonte Gianfranco Carbonato ha definito «molto critica». Con cadute della domanda che vanno dal 30% al 70%. Le risposte più urgenti, è stato detto in una mattinata di interventi devono riguardare le infrastrutture immediatamente cantierabili; il Piano Casa (ogni miliardo investito in edilizia, è stato rimarcato genera 20 mila posti di lavoro e smuove investimenti pari a 12 volte quella di partenza), la semplificazione amministrativa, il credito e i ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, la fiscalità. La presidente della Regione Mercedes Bresso (presente con il vice Paolo Peveraro e i cinque assessori della materie pertinenti il presidente della Provincia Antonio Saitta e il presidente del consiglio regionale Davide Gariglio) ha invece ha chiesto l’aiuto di Roma per uscire dalla difficile congiuntura. «Ci sono cinque questioni aperte con il Governo- ha detto la Zarina- che se venissero chiuse permetterebbero il salto di qualità necessario per contrastare efficacemente la crisi». Sarebbero secondo la presidente regionale, i fondi per la Cassa integrazione in deroga, i promessi ma non ancora messi a disposizione dallo Stato neppure per la prima tranche concordata di 50 milioni, i fondi Fas che il Cipe ha già approvato, per i quali non è stato completato l’iter che permetterebbe alla Regione di metterli a bilancio, il fondo di riassicurazione nazionale, anche questo promesso ma ancora non in arrivo; l’accordo sul Piano Casa necessario affinchè le Regioni non prendono autonomamente decisioni destinate a essere sconfessate dalla Stato e i 200 milioni promessi nell’ambito dell’intesa sulle infrastrutture, che insieme ai 100 milioni messi in campo dalla Regione permetterebbero di dare il via subito a molte opere già cantierabili, legate soprattutto a Torino. Se tutti questi punti Bresso ha chiesto l’impegno di parlamentari piemontesi, sollecitandoli a fare lobby per il Piemonte, indipendentemente dallo schieramento politico.
Ansa, 18 maggio 2009. Crisi: imprenditori a politici, passate da comizi a fatti. «Chiediamo che si passi dai comizi ai fatti concreti»: così Michele Sabatino, segretario regionale della CNA, riassume a nome di tutte le sigle datoriali del Piemonte, oggi riunite all’Hotel Majestic di Torino per un incontro di rappresentanti delle istituzioni e parlamentari piemontesi, il senso dell’iniziativa organizzata dal coordinamento delle associazioni datoriali regionali. Ai politici, gli imprenditori chiedono dati di fatto per contrastare una situazione che il presidente di Confindustria Piemonte Gianfranco Carbonato ha definito «molto critica, con caduta della domanda che vanno dal 30% fino al 70%». Le risposte più urgenti, è stato detto in una mattinata di interventi, devono riguardare le infrastrutture immediatamente cantierabili; il Piano Casa (ogni miliardo investito in edilizia, è stato rimarcato, genera 20 mila posti di lavoro e smuove investimenti pari a 12 volte quello di partenza); la semplificazione amministrativa; il credito; i ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione; la fiscalità. Sul credito è stato dato atto alla Regione di aver messo in campo buoni strumenti ma occorre, è stato osservato, che il sistema bancario risponda adeguatamente alle sollecitazioni, in particolare concedendo la ristrutturazione dei debiti delle imprese minori, che sono quelle più a rischio.
Capod’opera, maggio 2009. Eccellenze Reali Artigiane. Nell’ambito della manifestazione florovivaistica “Ritorno alle Serre Reali” alla Margaria del Castello di Racconigi, sede delle storiche Serre Reali del Castello, sabato 18 e domenica 19 aprile, l’artigianato ha fatto rivivere anche i rimandi alla tradizione dell’ebanisteria di Casa Savoia, con un esposizione delle aziende dell’Eccellenza Artigiana negli interni delle Serre Reali. “Eccellenze Reali Artigiane” è un evento progettato da CNA con il contributo di tutti i mestieri dell’artigianato artistico, in collaborazione con la Direzione della storica dimora per valorizzare le Eccellenze artigiane piemontesi. L’evento ha voluto suggellare il connubio tra residenze reali e artigiani che affonda le radici nella storia del Piemonte, quando la via delle comunità piemontesi, e con essa il lavoro artigiano nelle varie specialità ed espressioni, si intreccio con quella della corte dei Savoia creando una sodalizio di gusto con sorprendenti risultati di stile e di pregio in tutti gli ambiti, dal mobilio ai tessuti, dalle ceramiche ai gioielli. Il circuito delle dimore sabaude, uno dei poli di attrazione turistica della Regione Piemonte, si lega quindi alla vitalità imprenditoriale degli artigiani piemontesi in una sintesi di secolare esperienza e maestria, oggi più che mai viva ed apprezzata, dove la manualità esperta si intreccia con la moderna creatività. Alla steso tempo grazie alla antica Università dei Minusieri, con i suoi 373 anni di storia, presente con i prestigiosi “capi d’opera” provenienti dalla sede recentemente inaugurata nella splendida cornice della Reggia di Venaria, e all’Associazione dei Tappezzieri che ha presentato i segreti e i prodotti esclusivi della propria “arte”, è stato dato spazio a moltissimi gioielli di storia e cultura materiale. All’appuntamento era presente anche Capodopera, in rappresentanza di tutti i settori dell’Eccellenza Artigiana. Nella splendida cornice del Castello sono così stati collocati tendaggi e stoffe, gioielli e vetri d’epoca e oggettistica di tendenza in un itinerario di qualità che ha unito tradizione e moderna tecnica costruttiva. Un percorso ideale che ha spaziato dall’ambiente living ai suoi arredi, dall’angolo dello studio e della conversazione a particolari preziosi, contestualizzati con ricercatezza e gusto. Nella scenografia e imponente struttura delle Serre, Eccellenze Reali Artigiane ha guidato i visitatori in un itinerario tra storia e attualità, reso ancor più gradevole dalla presenza di piante e fiori che hanno riportato i colori e la vivacità che questo spazio offriva agli ospiti del passato.
Cronaca qui, 15 maggio 2009. L’artigianato fiducioso nella ripresa. La crisi economica è grave ma non è destinata a peggiorare ulteriormente anche se l’attuale fase è tutt’altro che facile. E’ quanto emerge dalla prima “Indagine congiunturale sull’artigianato e la piccola industria” realizzata da CNA Torino. La rilevazione è stata condotta con riferimento ai dati del periodo gennaio-marzo 2009 e ha coinvolto 350 imprese artigiane e 50 piccole industrie della provincia di Torino associate. Il campione è stato estratto in modo tale da essere rappresentativo delle oltre 68 mila imprese artigiane e delle quasi 8 mila piccole industrie presenti in provincia di Torino così come censite dalla Camera di commercio di Torino. «La crisi ha colpito tutti i settori merceologici ma più marcatamente la filiera dell’indotto auto – spiega il segretario della CNA Torino Paolo Alberti – il dato più preoccupante è relativo all’occupazione ». Secondo gli ultimi dati diffusi nei giorni scorsi dai sindacati, sono infatti 3.600 circa i lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione in deroga nel comparto artigiano. «Di fronte all’attuale scenario internazionale e alle sue evoluzioni gli imprenditori sono pessimisti ma gli artigiani che si aspettano un ulteriore diminuzione del fatturato sono ben il 39% mentre il 61% si attende un quadro stabile» dichiara il presidente della CNA Torino Federico Casetta.
Corriere di Chieri. 15 maggio 2009. Artigianato in vetrina al Lingotto. Dopo il debutto nel 2008 in abbinamento con Expocasa, Artò-Salone dell’attività artigiane torna quest’anno dal 28 al 31 maggio al Lingotto Fiere. In mostra eccellenze piemontesi, ma no solo. Quattro aree tematiche distinte per prodotti e colori attendono i visitatori. Grande novità il progetto “Con le mani” del Circolo dei lettori, con reading e laboratori sull’artigianato. L’ingresso è gratuito, con la possibilità di acquistare e degustare oggetti e prodotti esposti Obbiettivo fondamentale di Artò e la promozione della qualità artigiana e lo sviluppo delle produzioni di tutto il territorio nazionale, per mettere i luce i valori dell’artigianato – dai materiali alle tecniche e le caratteristiche uniche queste lavorazioni. Il Salone è organizzato da Lingotto Fiere- gruppo Gl events Italia , con la collaborazione di Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte e il supporto delle sezioni piemontesi di Confartigianato, CNA e CasArtigiani. Ai visitatori, cui è riservato l’ingresso gratuito, Artò si presenta con quattro grandi stanze tematiche, differenziate per prodotti e colori. La prima Stanza, all’ingresso del Padiglione, è dedicata alle prospettive dell’artigianato, quello che guarda all’innovazione. Qui materiali e tecniche tradizionali vengono riletti in chiave attuale come nel caso delle vetrate a lavorazione tiffany, reinterpretate con un disegno modernissimo, ma c’è anche posto per arredi e sculture in plexiglass e materie plastiche o per bracciali e collane che utilizzano materiali inusuali, quali pietre e gomma, inoltre la Stanza della tradizione dove troviamo esempi pregevoli di intaglio del legno, lavorazione del ferro battuto, tappezzerie e tessuti per arredamento o il restauro di strumenti musicali. Spostandosi nel Padiglione 2, nella terza Stanza si pone l’attenzione sui Luoghi: qui l’artigianato si fa espressione unica ed esclusiva di un territorio specifico. Spazio, quindi, alle collettive regionali e ai consorzi che recuperano l’identità storica dell’artigianato delle diverse zone nel nostro Paese. infine, ecco il gusto dell’artigianato: la Stanza dedicata ai Sapori: Birre artigianali e focacce genovesi, formaggi, salumi, vini e liquori, gelati e granite sono solo alcune delle prelibatezze esposte. Oltre 200 le aziende che hanno aderito, esponenti eccellenti dell’artigianato Italiano un patrimonio culturale ed economico di assoluta rilevanza per il territorio regionale e nazionale, dove piccole dinamiche imprese sono in grado di offrire nei vari settori, manufatti di alta qualità e lavorazioni esclusive. Nutrita la partecipazione di realtà piemontesi ma sono attese anche rappresentanze extraregione e transfrontaliere. Artò sarà inoltre il contesto ideale, venerdì 29 maggio alle 17,30, per il riconoscimento da parte della Regione Piemonte del marchio Piemonte Eccellenza Artigiana a oltre 190 nuove imprese. Il salone, infine si arricchisce quest’anno di un interessante novità: il progetto con le mani – curato da Monica Gallo e Giovanni Capriglia con il sostegno del circolo dei lettori- dedicato a quelle mani di artigiani capaci di creare e trasformare un oggetto in un tesoro, alle tecniche, agli strumenti, alle prassi di un mondo che rischia l’estinzione. Ai visitatori verrà proposto, un ciclo di reading abbinati a laboratori pratici per riscoprire attraverso alcuni racconti originali, immagini, libri e manufatti, l’arte della fabbricazione fatta a mano. Orari e ingresso; giovedì 28 e venerdì 29 maggio, dalle 17 alle 23, sabato 30 e domenica 31 maggio, dalle 10 alle 23. Ingresso gratuito.
Ansa, 14 maggio 2009. Artigianato: Cna Torino, la crisi è grave ma non peggiorerà. La crisi è grave ma non peggiorerà. È quanto emerge dalla prima Indagine congiunturale sull’artigianato e la piccola industria realizzata dalla CNA Torino. I risultati saranno illustrati in modo dettagliato il 20 maggio in una conferenza stampa. La rilevazione è stata condotta con riferimento ai dati del periodo gennaio-marzo 2009 e ha coinvolto 350 imprese artigiane e 50 piccole industrie della provincia di Torino associate. Il campione è stato estratto in modo tale da essere rappresentativo delle oltre 68.000 imprese artigiane e delle quasi 8000 piccole industrie presenti in provincia di Torino così come censite dalla Camera di commercio di Torino. «La crisi- spiega il segretario della CNA Paolo Alberti- ha colpito tutti i settori merceologici ma più marcatamente la filiera dell’indotto auto il dato più preoccupante è relativo all’occupazione». «Di fronte all’attuale scenario internazionale e alle sue evoluzioni gli imprenditori sono pessimisti ma gli artigiani che si aspettano un ulteriore diminuzione del fatturato sono ben il 39% mentre il 61% si attende un quadro stabile»dichiara il presidente Federico Casetta.
Il Risveglio, 14 maggio 2009. Profumo di rose, la festa reale “reale” inizia sabato. Centinaia gli espositori nel centro storico (1). La festa delle Rose è la dimostrazione concreta che rischiare e scommettere sulla città e la scelta giusta. Giunta alla sua settima edizione, rappresenta bene l’idea ambiziosa di investire sul patrimonio culturale e umano della Reale. «Scommettere su Venaria, vuol dire noi un impegno vero, costante e concreto. Rappresenta l’idea di investire in primo luogo noi stessi in un progetto che sempre di più sta diventando realtà. Venaria sempre più Reale, ovvero una città capace di trasformarsi e vivere la simbiosi con la Reggia come elemento positivo per il proprio futuro», ha commentato il sindaco Pollari. La Festa arriva sabato 16 e domenica e coinvolgerà il centro storico, i Giardini della Reggia e la Mandria. Novità di quest’anno l’allestimento in piazza Annunziata della “Festa del libro tascabile” in collaborazione con la Stampa:una libreria itinerante presente sulla piazza centrale dal 16 maggio al 7 giugno all’interno del Libro Tour 2009 e che in occasione della Festa rimarrà aperta fino a notte inoltrata. La “Notte delle rose” arriverà sabato a partire dalle 21 in piazza Vittorio Veneto, con animazioni, teatro di figura, acrobazie, giochi e musica, a cura della compagnia Le Baccanti. Come di consueto sabato (dalle 15 alle 24) e domenica (dalle 10 alle 19) via Mensa e viale Buridani saranno invase da centinaia di espositori che avranno in comune il tema della rosa antica, moderna, rifiorente. Si potranno trovare fiori, piante da giardino e da appartamento, oggettistica, decoupage, erbe ed essenze, prodotti enogastronomici del Piemonte, delle Valli di Lanzo e del Canavese. L’azienda Mercante di Spezie presenterà i “Sapori di rosa” e anche la Caffarel offrirà i suoi Peccati di gola”. Il clou della manifestazione si avrà domenica con gli eventi organizzati nel Borgo Antico. Dalle 15 in piazza Annunziata la compagnia Astigiana Casa degli Alfieri, a cura di Lorenza Zambon, darà lezione di giardinaggio “fuori dai giardini”. Perché il vero giardinaggio non è faccenda di consumo, di riviste patinate. Perché per essere giardinieri non occorre possedere un giardino, perché «il giardino è il pianeta e noi tutti ci viviamo in mezzo». Maestosi girasoli, inoltre sopravvissuti all’inverno,prenderanno vita e pieno possesso della parola e del pensiero, dispensando poesie e canzoni per le strade del centro a cura della compagnia i Retroscena. «Gli intenti di promozione turistica e di collegamento della Reggia hanno preso forma e i nostri sforzi hanno funzionato – ha detto il direttore artistico della Fondazione Via Maestra Mirco Repetto- ci prepariamo ad accogliere più di 20.000 visitatori, sarà un grande traguardo». Per arrivare a Venaria dalla tangenziale nord le uscite consigliate sono quelle di Savonera e Venaria. In autobus le linee 11, 72 e 72 barrato. In treno la linea ferroviaria Torino Dora Ceres, fermata Venaria viale Roma. I parcheggi in città sono Beleno in via Verdi 18; De Gasperi; Pettiti in piazza Pettiti; Carlo Emanuele II e Juvarra in via Don Sapino.
Il Risveglio, 14 maggio 2009. I Gadget (2). Durante la Festa delle Rose l’amministrazione in collaborazione con la Fondazione Via Maestra e CNA, presenterà i nuovi gadget ufficiali della città, nati nel concorso Ve.De.Re. I gadget saranno venduti sabato 16 e domenica 17 nello stand della Festa in piazza Annunziata e nello stand di Cna in piazza Vittorio Veneto. La scelta sarà fra la “chiave”della Città che riproduce le linee dell’Unicum Venariese riprodotta in forma di spalla di Matteo Peter Bonafede della ditta Artbox, la chiave Usb riproducente la mappa del centro storico ideata da Lorenza Capitano e Giuseppe Ghignone e realizzata dalla tecno Bajardi, i “charms riproducenti la V e la R di Venaria e una coroncina, ideati e prodotti da Elena Imberti e Valentina Santhià di Manifactura Snc, in seguito i gadget verranno proposti in vendita alle attività commerciali e artigianali come oggetti promozionali da vendere ai turisti e ai cittadini.
Graph Creative, maggio 2009. L’impresa migliore. Tra le tecnologie emergenti, le nanotecnologie rappresentano per il mondo dell’industria un’ imperdibile occasione di crescita e innovazione. Sono applicazione che riguardano lo studio e il controllo della materia su scala nanometrica (un nanometro, ovvero un miliardesimo di metro, corrisponde alla lunghezza di un piccola molecola). Sono dunque il settore tecnologico più innovativo che cerca di sfruttare le scoperte scientifiche applicandole a oggetti espositivi di queste dimensioni interessando settori come la salute, le biotecnologie, l’agricoltura e l’informatica, fino alla struttura dei materiali, alla ricerca spaziale, all’ambiente e alla sicurezza. Numerosi prodotti riconducibili all’utilizzo della nanotecnologie sono già disponibili sul mercato e di uso quotidiano. Come ad esempio le nano particelle per i cosmetici, le vernici antigraffio per gli automezzi, i prodotti tessili e i capi d’abbigliamento “tecnici” come gli abiti autopulenti e le calzature antiodore – antibatteriche, gli hard disk o i chip di memoria per registrazione di dati ad altissima densità e velocità, fino ai sistemi per la diagnostica medica, come le sonde portatrici di farmaci dirette ad un bersaglio specifico. Le nanotecnologie sono un’idea tutt’altro che recente: il primo a parlarne apertamente fu il geniale fisico Richard Feynman che già nel 1959 ne anticipò le enormi possibilità in una leggendaria conferenza dal titolo “There’s plenty of room at the bottom” (C’è un sacco di spazio laggiù). Pochi sanno che il Piemonte è all’avanguardia in questo settore, tanto che già da due anni è attivo il progetto Nanomat (www.nanomat.it) con l’obiettivo di far dialogare il mondo della ricerca e quello delle imprese. I risultati raggiunti sono eccezionali: ad oggi oltre 200 aziende piemontesi partecipano a più di 30 progetti, con oltre 100 articoli scientifici già pubblicati si prestigiose riviste internazionali, due brevetti sulle tecnologie sviluppate e altri in fase di redazione. A Nanomat si affianca il club delle Nanotecnologie, un’Associazione di imprese che si propone di coordinare formazione, informazione e progetti tra le aziende piemontesi e i centri di ricerca regionali attivi nello sviluppo di nuovi materiali e processi produttivi. Stando alle previsioni del Change Waves (change waves.socialtechnologies.com), l’osservatorio sul futuro di Social Technologies che riunisce esperti di tecnologia, innovazione e business, le nanotecnologie e favorire i processi di trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca a quello imprenditoriale. Si tratta dunque di un’importante occasione per conoscere lo stato dell’arte a livello mondiale e stabilire contatti con ricercatori e imprenditori italiani e stranieri, un appuntamento a cui le imprese associate alla CNA non devono mancare. CNA e CNA Impresa donna hanno chiesto e ottenuto di entrare nel gruppo di media partner di questo importante evento scientifico impegnandosi a contribuire alla sua massima promozione (si ringrazia la preziosa collaborazione Caludio Pasqua, ndd).
Il Risveglio, 7 maggio 2009. Piccole imprese nella morsa della crisi: la CNA sollecita misure più drastiche. Sbloccare gli investimenti ridurre la spesa corrente e soprattutto nuove risorse per ridare impulso all’economia. Queste alcune delle proposte per superare la crisi emerse durante il convegno organizzato giovedì 30 aprile, all’hotel Gotha, da CNA. Soluzioni possibili solo se lavora in sinergia, come ha evidenziato il sindaco Francesco Brizio: «Il progetto avviato dalla Provincia, e che vede Cirié come Comune capofila, con l’iniziativa “Un euro per ogni abitante” consentirà di investire delle risorse locali per le famigli in difficoltà, con una ricaduta economica non indifferente - ha sottolineato - senza dimenticare i cantieri di lavoro. La nostra Amministrazione, inoltre, punta molto sul sociale: ogni anno diamo 600 mila euro al Cis, e quasi 2 milioni di euro, su un bilancio totale di 14 milioni, sono destinati a spese per il sociale. Serve per cambiare le regole in merito al vincolo del patto di stabilità: una richiesta già avanzata dell’Anci per sbloccare l’economia, per dare respiro alle piccole e medie imprese che lavorano per gli enti pubblici che oggi vengono pagati a più di 300 giorni dal termine delle commesse». Dello stesso avviso anche Carlo Chiama vicepresidente della Provincia di Torino: «Abbiamo in cassa 180 milioni di euro, da destinare a opere già cantierabili purtroppo siamo bloccati dal patto di stabilità. Serve una concertazione tra tutti gli Enti locali, indipendentemente dal colore politico». Le piccole e le medie imprese sono in ginocchio. C’è bisogno di una svolta se si vuole invertire la rotta: «Oggi c’è l’esigenza di capire se le risposte del governo sono adeguate oppure se ci sia bisogno di misure più drastiche. Abbiamo diverse categorie in crisi- ha dichiarato Michele Sabatino, segretario regionale di CNA – l’autotrasporto è fermo, l’edilizia, che rappresenta il 60 per cento delle imprese artigiane piemontesi è in grande difficoltà. Servono risorse fresche, vere, non occorrono le grandi opere per ridare impulso all’economia: ci sono tutte le condizioni per continuare a lavorare, ma bisogna affrontare sul serio le questioni siamo studi dei comizi elettorali e degli annunci». Investire sull’innovazione: questa la ricetta dell’assessore alla’Urbanista e presidente del patto territoriale della Stura, Marita Peroglio- Dobbiamo investire sulla qualità e sulle energie rinnovabili per rimetterci in carreggiata e per reggere la competizione nazionale ed internazionale». A concludere il dibattito, i due candidati alla presidenza della Provincia Claudia Porchietto e Michele Vietti. «Se le amministrazioni locali ragionassero come imprese, tagliando nella comunicazione istituzionale e nei fondi alle associazioni si avrebbero più risorse a disposizione per rilanciare l’economia e il territorio- ha detto la candidata del Pdl- i sacrifici devono farli tutti». «Possono ancora avere un senso i vincoli sul patto di stabilità ?». Gli Enti pubblici hanno debiti con le imprese per 60 milioni di euro ha ribattuto il vicepresidente dei deputai dell’Unione di Centro- si è fatto troppo poco, la crisi c’è e si sente, a differenza di quanto annuncia il nostro presidente del Consiglio».
La Valsusa, 30 aprile 2009. La Cna: “Insieme contro la crisi” . “Insieme contro la crisi” è il titolo del dibattito voluto dalla città di Susa e dalla CNA per mettere a confronto le istituzioni locali e gli imprenditori ad affrontare, insieme, un cammino per vincere le gravi difficoltà che il tessuto economico sta vivendo sulla propria pelle a seguito del collasso dei mercati finanziari internazionali. L’incontro parte di un ciclo di appuntamenti che la CNA ha voluto organizzare in sinergia con le amministrazioni locali su tutto il territorio della provincia, si è svolto il 20 aprile, registrando una significativa partecipazione di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, ma anche una nutrita e autorevole rappresentanza istituzionale, iniziando, dal primo cittadino di Susa, Sandro Piano. Al tavolo dei relatori erano seduti anche: Carlo Chiama, Assessore alle Attività Produttive Provincia di Torino; Antonio Ferrentino Presidente della Comunità montana Bassa Val di Susa ; Paolo Alberti, Segretario Cna Torino; Renato Alberti, direttore Cogart CNA Piemonte; Stella Cribari responsabile sede CNA di Susa. Cribari, sottolineando che la crisi economica non deve fermare l’economia locale, ha interrogato e sollecitato i componenti del tavolo, a dare risposte concrete alle imprese sul come superare insieme la crisi. Piano ha esposto in primis le opere pubbliche e di relativi importi già stanziati nel bilancio comunale e che verranno avviate nel breve termine evidenziando che «si è operato e si andrà ad operare per attuare una politica di frazionamento degli appalti in piccole opere da poter assegnare in virtù di trattativa privata ». La CNA ha quindi portato avanti alcune importanti richieste: la revisione degli studi di settore da applicare in unico 2009 il superamento della logica degli appalti al massimo ribasso e dei ritardi dei pagamenti; Renato Alberti ha ricordato che oggi le piccole imprese hanno bisogno di una grande attenzione da parte del sistema bancario: «Le richieste di rimodulazione dei finanziamenti in corso transitate attraverso Cogart CNA Piemonte sono aumentate del 56%». Secondo Paolo Alberti, Segretario CNA Torino lo Stato deve «rivedere completamente gli studi di settore già per il 2009 perché le tasse, dopo il calo dei fatturati possono dare il colpo di grazia alle piccole imprese». A mettere le imprese in gravi difficoltà sono anche i ritardi dei pagamenti: si arriva fino a 300 giorni e che spesso le pubbliche amministrazioni sono prime a pagare tardi. Alberti ha ricordato che «le piccole imprese sono un capitale sociale per l’Italia che va difeso con convinzione soprattutto perché la ripresa economica non potrà che ripartire che ripartire dagli artigiani e dai commercianti e vanno quindi adottate tutte le misure possibili perché oggi queste attività non falliscano »Chiama si è detto disponibile a mettere in atto interventi straordinari a favore di specifiche aree della provincia, in funzione della loro tipicità produttive e ha però ricordato a tutti i vincoli imposti dal Patto di Stabilità. Infine Antonio Ferrentino ha chiesto azione di sostegno al reddito Azioni coordinate alla crisi e ha dato notizia della creazione di un fondo di solidarietà creato grazie ad una tassa simbolica di un euro per ogni abitante ed il supporto finanziario straordinario della provincia. L’incontro di Susa è stato seguito da quello di Rivoli (23 aprile), (Giaveno 27 aprile), Grugliasco (29 aprile).
Luna Nuova, 28 aprile. Terzo raid contro l'auto di Ferrentino. Nemmeno la Digos sa spiegare l’ennesimo raid alla macchina di Antonio Ferrentino. È già la terza volta che capita in meno di due anni. ma se nel luglio 2007 e la sera del Capodanno 2008 i fatti si erano verificati a Sant’Antonino sotto a casa sua, stavolta il danneggiamento è avvenuto a Rivoli fuori dalla valle di Susa e stavolta quelli che ce l’hanno con lui non si sono “accontentati” di tagliargli le quattro gomme: gli hanno rigato la carrozzeria e hanno pure versato una colata di vernice gialla sul tettuccio e sul parabrezza. L’episodio risale a giovedì sera 23 aprile. Al Centro congressi del Comune di Rivoli c’era un convegno organizzato dalla CNA: un confronto tra artigiani, rappresentanti delle piccole e medie imprese e amministratori locali per valutare strategie comuni contro la crisi economica. Ferrentino era tra i relatori: era stato invitato per presentare la ricetta messa in campo dalla Comunità montana che ha sbloccato i 3 milioni di euro di fondi Ato che aveva ancora a residuo per appaltare da subito un centinaio di piccoli interventi di manutenzione ordinaria del territorio che daranno lavoro alle piccole ditte locali. «Giovedì sera avevo anche una riunione a Sant’Antonino con le associazioni del paese per concordare il programma della manifestazione sul biologico che si terrà il 31 maggio per cui ho comunicato agli organizzatori del convegno che avrei tardato un po’ – racconta il sindaco e presidente della Comunità – a Rivoli sono arrivato verso le 10. Ho posteggiato nel parcheggio del Centro congressi, ci saranno state almeno 200 auto. Siamo usciti verso mezzanotte stavo chiacchierando con Ezio Bertolotto, presidente del patto territoriale della zona ovest, quando mi sono accorto che dalla mia macchina stava colando qualcosa». Per Ferrentino lo spettacolo è stato un triste “dejà-vù”tutte e quattro le gomme tagliate lateralmente e varie righe sulla carrozzeria della sua Ford Focus. La novità è invece la vernice gialla ne è stata gettata una bella secchiata sul tettuccio, da dove e poi colata sul parabrezza e sul cofano. Il presidente della bassa valle ha subito allertato 112: sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri di Rivoli, che insieme agli uomini della Digos ha eseguito tutti i rilievi del caso. Nel piazzale del Centro congressi non sono state trovate rivendicazioni di alcun tipo. È comunque palese che gli autori di questo gesto intimidatorio volessero proprio colpire proprio lui nonostante fossero molte le autorità presenti al convegno, tra cui anche il Presidente della Provincia Antonio Saitta, presente però con l’autista e l’abituale scorta, l’auto di Ferrentino è stata l’unica ad essere presa di mira. Ma sull’ipotesi che l’episodio possa avere un qualche legame con la questione Tav, anche tra gli stessi inquirenti esistono forti perplessità. Questo, in effetti non è un periodo particolarmente movimentato sul fronte della Torino- Lione, scivolata in secondo piano per fare spazio all’ormai imminente campagna elettorale per comunali e provinciali. E se è vero che molti No Tav, anche non valsusini lo considerano un “traditore” è altrettanto vero che la cosa risale a più di un anno fa e non è certo una novità dell’ultima ora. La cosa certa è che qualcuno conosceva i suoi spostamenti e evidentemente lo ha tenuto d’occhio: «Provo tanta amarezza, oltre che una certa preoccupazione – osserva Ferrentino – tagliare le gomme è semplice basta avere un coltello in tasca ma non penso sia così normale andare in giro portandosi dietro una latte di vernice. Il convegno era stato pubblicizzato quindi chiunque poteva essere a conoscenza, ma qui qualcuno mi ha seguito tutti questi elementi fanno pensare ad un gesto premeditato, anche se ovviamente mi rimetto al lavoro degli inquirenti». La solidarietà a Ferrentino e la ferma condanna di questo gesto sono arrivate da più parti. «Chi ricorre a tali metodi dimostra una volontà prevaricatrice che copre con la violenza la profonda debolezza delle sue motivazioni. Ciò è tanto più grave e inaccettabile in periodo pre – elettorale», ha detto Mario Virano presidente dell’Osservatorio sulla Torino- Lione. «Un’azione di rappresaglia di grande viltà verso un uomo che si è sempre speso per la sua valle», l’ha definita Antonio Saitta. E Nino Boeti, consigliere regionale del Pd ed ex sindaco rivolese: «Rivoli non è abituata ad episodi di vandalismo legati all’attività politica». Profondo sdegno per l’accaduto è stato espresso anche dal segretario provinciale della CNA, Paolo Alberti. «Esprimiamo la nostra disponibilità nel partecipare a qualsiasi iniziativa che Ferrentino riterrà opportuno attivare per denunciare e contrastare coloro che non intendono utilizzare le vie del confronto civile e democratico per esporre il loro pensiero. Il sindaco di Rivoli, Guido Tallone, ha annunciato invece che il suo comune è pronto a costituirsi parte civile qualora vengano individuati i responsabili di un «servizio di violenza sleale e gratuita».
Luna Nuova, 28 aprile 2009. Istituzioni locali, artigiani e imprese attorno a un tavolo per superare la crisi. Si è chiuso il ciclo di incontro nei centri di Susa, Rivoli, Giaveno e Grugliasco e “Insieme a CNA per superare la crisi” L’incontro rivolese ha messo a confronto le istituzioni locali e artigiani, commercianti e piccoli imprenditori per provare a superare le gravi difficoltà che il tessuto economico sta vivendo a seguito del collasso dei mercati finanziari internazionali. Presenti il sindaco Guido Tallone oltre ad Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, Carlo Chiama, assessore alle attività produttive in Provincia di Torino, Antonio Ferrentino, presidente della comunità montana bassa val di Susa, Ezio Bertolotto, presidente Patto territoriale zona Ovest, Filippo Provenzano, assessore alle attività produttive del Comune di Rivoli, Paolo Alberti, segretario CNA Torino, Enzo Innocente, presidente Cogart CNA Piemonte e Ferdinando Parisi, responsabile sede territoriale CNA di Rivoli.
Ansa, 24 aprile 2009. Tav: vandali danneggiano auto presidente comunità montana. Atto intimidatorio ai danni di Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Bassa Valle di Susa e sindaco di Sant’Antonino. La sua auto, una Ford Focus, è stata danneggiata con vernice sul tetto, righe sulla carrozzeria e il taglio dei quattro pneumatici. È avvenuto nel parcheggio del centro congressi di Rivoli (Torino), dove Ferrentino ha partecipato a una conferenza della CNA. «Si tratta senz’altro di un atto mirato – commenta Ferrentino, che ha fatto denuncia ai carabinieri – c’erano 300 auto ed è stata colpita soltanto la mia. Sono state più persone perché credo che qualcuno abbia fatto da palo». Ferrentino non ha dubbi sul movente, legato per lui alla Tav la linea ferroviaria Torino –Lione: «non ho altri motivi – dice – Se ce l’avessero con me per il mio operato di sindaco avrebbero agito a Sant’Antonino. Sono preoccupato: mi hanno seguito e mi hanno colpito quando meno me lo aspettavo». Il segretario provinciale della CNA, Paolo Alberti, esprime solidarietà: «Siamo disponibili a partecipare a qualsiasi iniziativa che Ferrentino riterrà opportuno attivare per denunciare e contrastare chi non intende utilizzare le vie del confronto civile e democratico per esporre il suo pensiero». Ferrentino è stato già vittima di un atto vandalico contro la sua auto, nel 2007, quella volta a Sant’Antonino.
Il Risveglio, 23 aprile 2009. La CNA si interroga sulle strategie anticrisi. Insieme per superare la crisi. La CNA si confronta con gli artigiani i commercianti, i piccoli imprenditori del territorio e le istituzioni. L’appuntamento è per giovedì 30 aprile, alle 21, al Gotha Hotel di via Torino 53. la Confederazione nazionale artigiani di Torino, in sinergia con la sede di Ciriè, incontrerà tutti gli imprenditori del territorio ad un confronto sulle misure anticrisi recentemente varate dalla Regione e sulle iniziative concrete e possibili da attivarsi a sostegno dl mondo delle imprese. «La crisi economica non deve fermare l’economia locale – spiegano gli organizzatori – e le istituzioni devono mettere in atto tutte le misure possibili per salvaguardare l’occupazione e il patrimonio di competenze degli artigiani, dei commercianti e delle piccole industrie». Alla giornata interverranno il sindaco di Ciriè Francesco Brizio, Domenico Ciccaldo, presidente CNA di Cirié, con introduzione di Michele Sabatino, segretario di CNA Piemonte. Non mancheranno poi gli interventi di Carlo Chiama, assessore alle Attività Produttive della Provincia Margherita Peroglio, coordinatrice del Patto Territoriale della Stura, Claudia Porchietto e Michele Vietti, candidati a presidente della Provincia di Torino. Enzo Innocente, presidente di Cogart CNA Piemonte, con conclusioni Paolo Alberti segretario CNA Torino. Modera la serata Domenico Zumbo responsabile della sede CNA di Cirié.
L’Eco del Chisone, 22 aprile 2009. “Salvaprezzi” al mercato, chi aderisce. «Lavorando qualche disguido si può verificare» considera l’assessore Riccardo Vercelli. Si riferisce all’esordio in sordina, il 18 del progetto “Salvaprezzi” che in accordo con alcuni produttori agricoli propone prodotti scontati al mercato di piazza Vittorio Veneto e piazza Roma. Esordio in sordina poiché sono pervenute in ritardo le locandine che segnalano l’adesione di questo o quell’ambulante mentre alcuni di loro hanno addirittura lamentato di non saperne nulla. «Il comune a convocato i loro rappresentati che dovevano farsi promotori…» spiega l’assessore. «Niente paura, le “prenotazioni” non sono certo chiuse!». Anzi : Vercelli ha coinvolto anche Ascom e CNA Commercio «per estendere l’iniziativa ad altre categorie mentre la provincia ha stipulato accordi con la grande distribuzione». L’Ipercoop è già partita proponendo un chilo di pane ad un euro. Al momento parlando di mercato, hanno aderito venti operatori. Eccoli in piazza Roma, Renata Bertone, Egidio Depetris, Evidio Merlo, Mauro Rolando Gianni Ghinaudo (solo per la carne). Michelangelo Avaro, Claudia Callieri, Pierluigi Giustetto e Claudio Picotto; in piazza Vittorio Veneto Guido Roggeri (solo per fiori), Silvio Priotti, Caterina Bertorello Silvano Fenoglio, Paolo Cardonati, Davide Quaglino, “Belfiore” di Irene Possetto, Maria Grangetto, Giovanni Caudullo e Mauro Possetto.
Ansa, 16 aprile 2009. Turismo: Serre Reali protagoniste al Castello di Racconigi. In questo fine settimana 18-19 si svolgerà, presso la Margaria del Castello di Racconigi, “Ritorno alle Serre Reali”, quest’anno arricchita da “Eccellenze Reali Artigiane”, in collaborazione con CNA. Alla Margaria, sede delle storiche Serre Reali del Parco del Castello di Racconigi si svolge l’appuntamento che porta ogni anno oltre 60 espositori da tutta Italia e più di 15. 000 visitatori per una grande festa di tutti gli amanti dei fiori e delle piante. Dalle 10 alle 19 saranno esposti fiori e piante, erbe aromatiche e medicinali, attrezzi e accessori per il giardino, strumenti per la conservazione e la coltivazione, in un fine settimana dedicato alla cultura florovivaistica del giardino, dell’orto e del frutteto. All’interno delle Serre Reali, l’Università dei Minusieri, con i suoi 350 anni di storia, presenterà gli storici e prestigiosi “capi d’opera”, insieme all’associazione dei Tappezzieri che propone i segreti e i prodotti esclusivi della propria arte contemporaneità: tendaggi, stoffe, gioielli, vetri, arredi d’epoca.
Graph Creative, aprile 2009. Il mestiere di cambiare. È stato animato il dibattito sviluppatori durante il convegno “Dal grafico al designer: l’evoluzione di due professioni” organizzato dall’Unione CNA Comunicazione e Terziario Avanzato, nell’ambito del Consiglio nazionale dell’Unione che per la prima volta dopo molti anni si è tenuto a Torino il 6 e 7 marzo scorsi. Dopo i saluti di Gianfranco Granara e Giuseppe Scozzi, Presidente e Responsabile nazionale CNA Comunicazione e Terziario Avanzato il convegno ha preso il via con la relazione di Marco Cassinara, Coordinatore del corso triennale di grafica Ied Torino chiamato a descrivere l’evoluzione delle professioni del settore grafica e comunicazione. «Lo Ied ha un’intera area formativa dedicata alle arti visive con corsi che spaziano dalla grafica al design, dalla fotografia all’illustrazione, tenuti da professionisti imprestati alla docenza», ha spiegato Cassinera. Ogni anno lo Ied forma circa 900 studenti, di cui 100 nel campo delle arti visive. Inoltre, lo Ied organizza dei Master advanced che possono essere seguiti anche da professionisti, per il loro aggiornamento continuo. Secondo Fausto Bigliardi, presidente CNA Comunicazione Emilia Romagna un buon comunicatore oggi deve essere un “cross media”, ossia “una nuova figura professionale in grado di utilizzare tutti i mezzi di comunicazione dai tradizionale mass media e quelli innovativi formati dalla rete”. “L’evoluzione della professione di grafico ha aggiunto Giovanni Brunazzi, titolare dell’agenzia di pubblicità di Brunazzi e Associati- ha portato la figura del designer a inglobare per estensione tutte le attività di progettazione. Tant’è che il design può essere definito come la risposta imprevedibile a un problema posto razionalmente». Rodolfo Suppo, Presidente CNA Comunicazione Piemonte ha invitato a non attribuire troppa importanza alla creatività a discapito della tecnica. «La dicotomia tra creativo e tecnico porta a perdere di vista l’obbiettivi di una conoscenza completa Fondamentale e la curiosità, alla base della creatività, ma essa non può prescindere da una buona conoscenza tecnica». Un affermazione sulla quale tutti hanno concordato anche se Stefania Spadaro di Events Grafica ha sottolineato quanto «spesso sia difficile la condivisione delle competenze e altrettanto forte la specializzazione di ruoli che non comunicano tra loro». Ma il problema centrale dell’evoluzione delle professione del settore è stato portato alla luce da Davide e Gabriele Adriano Design, che hanno parlato di “malattia del perdono”. «Oggi il mercato premia i secondi non gli inventori di prodotti innovativi; la competizione si basa sulle imitazioni e non necessariamente cinesi dei prodotti delle poche aziende che hanno il coraggio di investire in ricerca e lanciare qualcosa di realmente nuovo», hanno denunciato i fratelli Adriano che hanno però difeso il loro modo di lavorare: «Noi diamo da sempre ai nostro clienti prodotti unici e questo ci ha sempre premiati». La soluzione emersa dal dibattito per correggere questa distorsione del mercato sembra essere un sistema produttivo che non ricerchi soltanto il prodotto in grado di garantire la maggiore rendita finanziaria ma che tenga conto anche della qualità del prodotto e della sua eco-compatibilità. Enrico Capirone, Presidente torinese di Cna Comunicazione e Terziario Avanzato Torino ha quindi rivendicato la necessità «di riportare al centro dell’economia la cultura del saper fare propria dell’artigianato, investendo nell’innovazione del prodotto senza cedere alla tentazione di produrre qualcosa di scadente solo per fare cassa». Numerosi gli interventi di imprenditori associati tra cui i serigrafi Claudio Frassinelli e Marino Doni, il tipografo Andrea Maino, la designer Oliva Mazzarelli dello studio De Silva, il fotografo Marino Ravani, il legatore Vito Varnavà. Cna ringrazia Maria Antonietta Ricagno ed Enrico Miglino di contesti.eu newsmagazine indipendente on-line edito da Ats, che hanno filmato l’intero convegno.
Cronaca qui, 10 aprile 2009. Le imprese artigiane «vanno malissimo». Occupazione in calo. Le imprese artigiane vanno male, anzi malissimo. Secondo il rapporto annuale sul comparto presentato ieri dal Sistema Informativo della Regione Piemonte, 2008 è stato uno degli anni peggiori dell’ultimo periodo, e soprattutto nel secondo semestre, ha portato ai minimi storici la fiducia degli imprenditori e le loro valutazione su ordini, fatturato, investimenti. I cattivi presagi, nel passaggio turbolente della crisi finanziaria, sono presto diventati realtà, evidenziando i limiti del sistema produttivo basato sulla piccola impresa, che a differenza della grande industria nello scrutare le nebbie della crisi, vede messo in discussione, con il rischio di cancellarlo, il lavoro di generazioni di piccoli imprenditori. La situazione dell’artigianato registra i valori più bassi degli ultimi anni, dice il rapporto sul settore artigiano piemontese. I modo trasversale tra i comparti, il saldo tra l’aumento e la diminuzione del fatturato segna -43,9% nella seconda parte del 2008, con il picco delle imprese metal meccaniche al traino dell’Industria dei veicoli (-46,8%), il comparto dei trasporti che non movimenta più (-53,3%), l’industria leggera che registra un calo del 36,3% in generale il settore denuncia un calo del 49% della domanda. L’occupazione, contraddicendo gli appelli per ricercare nuovo personale lanciati dalle associazioni di categoria prima della crisi cala del 9,5%. E confermare ulteriormente che il momento è complicato ci pensano gli investimenti, con il 67,2% delle imprese che li ha congelati in attesa di una ripresa di cui, per ora non si intravedono che timidi segnali. Il problema del credito, e dei tempi di pagamento, del resto, rimane uno dei punti saldi del momento. «Vi è la necessità – ha detto il vicepresidente della giunta regionale Paolo Peveraro –di dare risposte adeguate a duna sfiducia diffusa. La patrimonializzazione dei confidi, con una dotazione di 72 milioni di euro, e la costituzione di un fondo di rassicurazione, con 40 milioni., sono i due interventi messi in atto dalla Regione Piemonte per far fronte alla stretta creditizia». Mentre la politica economica si riorganizza, le associazioni di categoria si appellano alla banche: ieri Confartigianato, CNA e Casartigiani hanno chiesto a tutti Istituti di credito il congelamento, per 12 mesi, dei finanziamenti a termine o dei mutui, senza oneri aggiuntivi». La cassa integrazione nell’artigianato, nel primo trimestre 2009, ha intanto raggiunto quota 6.600 lavoratori. Erano 4mila nell’intero 2008. Nel frattempo remano controcorrente. E lo fanno nella maggioranza dei casi, solo con le loro forze. La componente umana della crisi finanziaria e il modo in cui sbatte sul tessuto produttivo è infatti sbilanciata verso le sorti degli operai metalmeccanici. Accade nella visione mediatica, del problema, perché migliaia di lavoratori in cassa integrazione (pagata dagli operai e, in misura maggiore dalle aziende) fanno notizia per la massa che rappresentano e, correttamente si pensa a tutelare i loro redditi, ci si preoccupa per le condizioni di vita loro delle famiglie che mantengono. La dimensione umana delle piccole impresa invece passa spesso sotto traccia. E no traduca quasi mai il margine di rischio a carico degli imprenditori di “bottega”in altrettanta attenzione. La banalizzazione rischia di diventare demagogica: gli operai hanno la cassa, quando timbrano il cartellino i problemi sono finiti (ma non è così). Gli imprenditori invece vanno a casa e sperano che l’ipoteca non gliela porti via. Di sicuro c’è ne sono molti che, da alcuni mesi a questa parte, passano notti molto agitate.
Assaggio a Nord-Ovest, aprile 2009. Preziosi spiriti delle Alpi. Meritano davvero di essere conosciuti, centellinati con rispetto, i sapori delle nostre montagne: i Vini del Ghiaccio- chiamati in inglese Ice Wines o Eisweine in tedesco e gli amari delle erbe alpine sono stati protagonisti a fine gennaio di un incontro organizzato da CNA Torino in collaborazione con Donna Sommelier e con il patrocinio del Comune di Sestriere e della Camera di commercio di Torino. Intento dell’iniziativa è accrescere la conoscenza dei prodotti di nicchia del territorio, valorizzandoli. Maria Luisa Alberico, direttore di Donna Sommelier e grande esperta di vini del ghiaccio, ha presentato “il San Sebastiano”, uno dei pochissimi ice wines italiani. Prodotto a Chiomonte e sottoposto a un disciplinare rigidissimo, il San Sebastiano degustato è il frutto della vendemmia 2006: un vino dolce nato da uve lasciata sulla pianta oltre il tempo di maturazione, fino a quando, avvolte dal ghiaccio, vengono pigiate delicatamente per estrarre il succo reso denso dall’evaporazione. Con l’occasione sono stai presentati anche gli amari (o meglio l’elixir) della storica casa Bernard di Pomaretto, che dal 1902 produce liquori di erbe e fiori raccolti in quota sulle Alpi Cozie, utilizzando la tecnica di macerazione a freddo che richiede tempi molto lunghi, anche un anno di infusione. Fra le specialità Bernard l’antico Barathier, a base di sette fiori di erbe, il Genepì in due versioni, Blanc e des Alpes, il Rabarbaro e la novità Serpoui,con fiori di timo serpillo.
Il Risveglio, 9 aprile 2009. Tende, camper e aerei nel viale e in centro artigiani e cioccolato. Hanno sicuramente trovato qualche motivo di ispirazione per il tempo libero i numerosi visitatori che nel week end sono approdati nel viale e in corso Martiri della Libertà tra camper, roulottes, canoe, lezioni di equitazione per i bambini, e perfino elicotteri e piccoli aerei, proposti dalla prima edizione di “Cirié en Plein air”. Ma non è mancato l’interesse anche e la terza edizione della Mostra mercato dell’artigianato d’eccellenza firmata dal CNA che ha animato via San Ciriaco, in piazza San Giovanni e un tratto di via Roma, con creazioni in ceramica, vetro, legno, ma anche specialità gastronomiche locali. Chi non aveva ancora acquistato l’uovo pasquale ha potuto farlo domenica dalla prima edizione di “CiriE’cioccolato”, lanciata dai commercianti di via Sismonda che ha proposto ogni sorta di golosità a base di cacao, da quelle dei pasticcieri cittadini a quello biologico ed equosolidale. «Non ci aspettavamo un afflusso così grande - dichiarano entusiasti gli esercenti di via Sismonda - Gli espositori si sono già prenotati per la prossima edizione e anche noi abbiamo lavorato. Ringraziamo Mario Cirone dell’Associazione camperisti, l’assessore al Commercio Giorgio Perello e gli standisti che ci hanno creduto». Chi invece aveva intenzione di approfittare della giornata per acquistare qualcosa di primaverile nelle boutique del centro storico sarà rimasto deluso, pochi commercianti hanno infatti alzato le serrande. «Siamo molto soddisfatti della riuscita delle iniziative proposte dall’Associazione camperisti e dal CNA e in ultimo quella dei commercianti di via Sismonda che l’assessorato al Commercio ha coordinato – afferma l’assessore cittadino al Commercio Giorgio Perello- Grazie anche alle giornate di sole hanno avuto un grande successo di pubblico. Il lavoro gomito a gomito tra i tre soggetti un elemento di importante novità che ha dimostrato che fare sinergia comporta effetti positivi e costruttivi. E’ vero che molti negozi erano chiusi- commenta Perello- ma molti negozianti sono stati propositivi ed hanno aperto e questo ha contribuito alla riuscita della manifestazione».
Ansa, 7 aprile 2009. Comuni: Torino; CNA, Borgodora esempio riqualificazione. Indagine su 4 quartieri della città che cambiano. Il quadrilatero Romano come modello di riqualificazione portata a termine con successo. Il quartiere Vanchiglia come zona universitaria. Borgata campidoglio adatta per i servizi avanzati. Borgo Dora esempio di riqualificazione mancata. Sono alcune conclusioni cui è giunta l’analisi “Torino quartieri che cambiano”, commissionata dalla CNA Torino che sarà presentata domani durante un convegno a Eataly. Il quadrilatero Romano presenta alcuni vantaggi per le piccole attività del terziario di servizi immateriali, quali la centralità e la presenza di una sostenuta offerta di rappresentanza. Secondo le opinioni degli intervistati, il Quadrilatero ha realizzato una convergenza tra la micro- economia serale del tempo libero e l’insediamento di studi e società del “terziario creativo”, ma non ha ancora chiuso il circuito rispetto alla popolazione residente, che presenta caratteristiche poco coerenti con il tessuto economico. Nel secondo caso, il quartiere Vanchiglia, al trasformazione è dal leggersi soprattutto in relazione agli effetti generali dal radicamento delle funzioni universitarie. La creazione di una nuova sede-campus nell’ex Area Italgas rende questo quartiere una zona d’interesse sia per il mercato immobiliare , sia per le attività rivolte al tempo libero. La zona di Borgata Campidoglio conserva le caratteristiche di una borgata ottocentesca di periferia. Gran parte delle vecchie attività manifatturiere si sono orientate verso zone più periferiche, sostituite da studi di progettazione. Questo tessuto ha sviluppato capacità di collaborazione, ma il giudizio sull’assetto urbanistico dell’area resta critico. Anche Borgo Dora è interessato da un mutamento, che tuttavia non assume le prerogative della riqualificazione. I giudizi sono positivi sulla riapertura del Cortile del Maglio, sul progetto “The Gate” e sul recupero di piazza Borgo Dora. La mancata qualificazione di altre aree del quartiere, però percepite come pericolose, dagli intervistati, costituisce occasione di critica nei confronti dell’azienda pubblica.
La Sentinella del Canavese, 6 aprile 2009. «Più politiche per le imprese». Tenere duro, salvare le imprese perché i posti di lavori persi adesso rischiano di essere cancellati per sempre. Utilizzare tutti gli strumenti possibili per aiutare le imprese resistere (e i lavoratori a sopravvivere) Dallas sala piena si evince il tema è sentito Molto. Perché sono stati in tanti a rispondere all’invito della CNA che ha promosso una serata per discutere anche con le istituzioni. Il tema della scarsità di liquidità e di difficoltà di accesso al credito è stato affrontato con l’intervento del vicepresidente della giunta regionale Paolo Peveraro. La Regione ha appena un provvedimento che incrementa di due milioni i euro le risorse destinate alla capitalizzazione dei confidi e ala serata era presente anche la presidente Mercedes Bresso. L’elenco dei problemi delle aziende, come si sa, è lungo. Dall’esigenza di credito per le imprese alla tutela dei salari dei lavoratori e maggiori ammortizzatori sociali, dalla formazione alla flessibilità. La stagnazione del territorio Canavesano rischia di acuire maggiormente una situazione gi per se già non facile. Eppure, come ha sottolineato l’assessore regionale Luigi Ricca, i progetti che dovrebbero partire non sono pochi. Ha citato Mediapolis, Silfab, il poliambulatorio, il nuovo ospedale d’Ivrea. Grandi opere che potrebbe servire da volano. Potrebbero. Accanto l’attenzione a non lasciare disperdere il “capitale intellettuale” e la proposta di creare zone franche con progetti di defiscalizzazione significativa per le imprese. Progetti però, che richiedono attenzione. Carlo Chiama, assessore provinciale alle Attività Produttive , invita ad evitare quanto già accaduto in passato ovvero che le aree appetibili si traducano in una concorrenza a volte anche spietata, tra i territori. Un esempio facile facile è qui, in casa nostra e Chiama cita la concorrenza tra Canavese e Valle d’Aosta. I vertici di CNA chiedono alle istituzioni iniziative, progetti, soluzioni, ma sopratutti chiedono di ricostruire un rapporto importante con le piccole medie imprese che rappresentano il 95% del tessuto produttivo e spesso (troppo) si trovano sole a fronteggiare i problemi. Chiedono nella pratica di essere sostenuti nella richiesta di rivedere gli studi di settore.
La Sentinella del Canavese, 6 aprile 2009. "Più politiche per le imprese". Tenere duro, salvare le imprese perche i posti di lavoro persi adesso rischiano di essere cancellati per sempre. Utilizzare tutti gli strumenti possibili per aiutare le imprese a resistere (e i lavoratori a sopravvivere). Dalla sala piena si evince che il tema è sentito molto. Perché sono stati in tanti a rispondere all’invito della CNA che ha promosso una serata per discutere anche con le istituzioni il tema della scarsa liquidità di difficoltà di accesso al credito è stato affrontato con l’intervento del vicepresidente della giunta regionale Paolo Peveraro. La Regione ha appena approvato un provvedimento che incrementa di due milioni di euro le risorse destinate alla capitalizzazione dei confidi e alla serata era presente anche la presidente Mercede Bresso. L’elenco dei problemi delle aziende, come si sa, è lungo. Dall’esigenza di credito per le imprese alla tutela dei salari dei lavoratori e maggiori ammortizzatori sociali, dalla formazione alla flessibilità. La stagnazione del territorio Canavesano rischia di acuire maggiormente un situazione di per se già non facile. Eppure,come ha sottolineato l’assessore regionale Luigi Ricca, i progetti che dovrebbero partire non sono pochi. Ha citato Mediapolis, Silfab, il poliambulatorio, il nuovo ospedale di Ivrea. Grandi opere che potrebbero servire da volano. Potrebbero. Accanto l’attenzione a non lasciare disperdere il "capitale intellettuale" del Canavese e la proposta di creare zone franche con progetti di defiscalizzazione significativa per le imprese. Progetti, però che richiedono attenzione. Carlo Chiama, assessore provinciale alle Attività Produttive, invita ad evitare quanto già accaduto in passato ovvero le aree appetibili si traducano in una concorrenza, a volte anche spietata, tra territori. Un esempio facile facile è qui, in casa nostra e Chiama cita la concorrenza tra Canavese e Valle d’Aosta. I vertici di Cna chiedono alle istituzioni iniziative, progetti, soluzioni, ma soprattutto chiedono di ricostruire un rapporto importante con le piccole e medie imprese, che rappresentano il 95% del tessuto produttivo e spesso (troppo) si trovano sole a fronteggiare i problemi. Chiedono nella pratica di essere sostenuti nella richiesta di rivedere gli studi di settore.
Il Canavese, 1 aprile 2009. Gli artigiani eccellenti sono protagonisti. Arriva alla 3° edizione la kermesse dedicata all’"Eccellenza artigiana". Sabato 4 e domenica 5 aprile il CNA proporrà una nuova edizione che nelle passate due ha riscosso un grande interesse da parte del pubblico. Ottimo il riscontro per quella inaugurale del 2007, penalizzata un po’ dalla pioggia quella del 2008. Tutto pronto per la terza del 2009 che si presenta con tutti i numeri giusti. "L’arte di fare prodotti tipici da gustare" è lo slogan con il quale si presenta a fiera che sarà inaugurata alle ore 10.30 di sabato 4 aprile alle presenza di autorità regionali. Alle ore 18 esibizione di Bike trial con la partecipazione del campione italiano Samuele Cogo e concerto con musica e danze alle ore 20. La fiera riaprirà alle ore 9 di domenica 5 aprile. Nuova esibizione di Bike Trial alle ore 10, parata della sezione Bersaglieri "Scognamiglio" alle ore 16. Alle ore 17.30 avverrà la premiazione degli artigiani "eccellenti" da parte di autorità regionali e locali. La fiera chiuderà alle ore 24. nel corso della "due giorni"di manifestazione sarà allestito uno stand gastronomico dove si potranno degustare i prodotti tipici delle valli di Lanzo. Per i più piccini, giochi ed animazione a cura della Cooperativa "Valdocco" di Torino e passeggiate in pony insieme al "Grande Runch"di San Francesco al Campo.
La Gazzetta del Canavese, 1 aprile 2009. L’artigianato e la crisi. Appuntamento di rilievo al Centro Congressi La Serra di Ivrea organizzato dalla Regione Piemonte, provincia di Torino e Cna denominato "insieme contro la crisi". L’incontro è nato su iniziativa del Comune in collaborazione con CNA Torino, in sinergia con la propria sede di Ivrea, L’evento rivolto agli imprenditori locali ha voluto porsi come occasione di confronto e riflessione sul nuovo Testo Unico per L’artigianato, sulle misure anticrisi recentemente varate dalla Regione Piemonte e sulle iniziative concrete a supporto delle imprese in difficoltà. Il sindaco Carlo della Pepa ha introdotto i lavori con i saluti al pubblico intervenuto numeroso per seguire un dibattito quanto mai di attualità. Il Sindaco eporediese ha parlato a proposito degli interventi del proprio comune per andare incontro alle difficoltà di ordine lavorativo in cui sono incappati i cittadini recentemente, quindi ha accennato al progetto Mediapolis che deve nascere insieme ad altri, quali la ricollocazione dell’Ospedale e il progetto del Poliambulatorio. L’assessore allo Sviluppo e al Lavoro Enrico Capirone ha evidenziato la necessità di difendere principalmente il lavoro, quindi introdurre fondi in collaborazione con Provincia e Regione per chi ha perso la propria occupazione e ha sottolineato la difficoltà reale di reperimento al credito. Paolo Peveraro, vice presidente e Assessore all’Artigianato della Regione Piemonte ha articolato il proprio intervento sottolineando come il Bilancio 2009 della Regione non ha sottratto un euro allo sviluppo, incentrando il lavoro in aiuto alle fasce più deboli e tartassate e abbassando la pressione fiscale (unica regione in Italia) assumendo una sostenibilità di investimenti per il finanziamento del debito per le imprese artigiane. Quindi ha accennato all’atavico problema del patto di stabilità e del problema della Regione Piemonte che ha crediti con lo Stato relativi a vecchie addizionali Irpef mai liquidate. Luigi Sergio Ricca, Assessore al Commercio della Regione Piemonte ha ringraziato pubblicamente il CNA per aver organizzato un evento di tale portata ad Ivrea, ricordando come la Regione si sia impegnata nel settore del commercio con l’inserimento dei poli di innovazione, puntando il dito sul progetto di riqualificazione urbana ad Ivrea e al finanziamento di un distretto per il commercio con meccanismi al rilancio di nuove attività lavorative. Carlo Chiama, Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Torino a chiare lettere ha ribadito la necessità di strumenti eccezionali d’intervento e ha bandito l’idea della defiscalizzazione che potrebbe ingenerare conflitti tra i vari territori, quindi ha una frecciata al governo, reo di non aver aiutato la Regione Piemonte in un momento di gravità occupazionale evidente e ha parlato dell’ipotesi di creare un tavolo di dibattito per addivenire a qualcosa di concreto e non solo promesse fumose sterili. Michele Sabatino, segretario CNA Piemonte ha inquadrato la crisi attuale come assai complessa e difficile da districare ed ha indicato il grande malcontento del mondo dell’artigianato che attraversa una crisi gravissima, del mondo dell’edilizia e dell’autotrasporto che versano in condizioni vicine al baratro e a polemizzato con le autorità di competenza che fanno grandi annunci puntualmente disattesi. Paolo Alberti, Presidente Ebap Piemonte ha rincarato la dose nel suo intervento a fine serata indicando la necessità che il mondo istituzionale e quello delle piccole imprese tornino a collaborare proficuamente prendendo spunto dalle parole del premier Americano Obama, che ha programmato un rilancio delle piccole imprese onde evitarne la loro morte, ha indicato il bisogno di rivedere gli studi di settore assolutamente iniqui e la revisione obbligatoria del sistema vicino al collasso. La Presidente Mercedes Bresso ha concluso il Meeting parl
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