Il sole 24 Ore Nord Ovest, 25 novembre 2009. Al Lingotto lo Sportello dedicato al Piano casa. Quattro giorni per approfondire le possibilità introdotte, in Piemonte con l’approvazione del Piano casa. Sarà dedicato a rispondere ai dubbi dei cittadini che vogliono ampliare la propria abitazione uno dei dieci sportelli informativi, per il secondo anno consecutivo, in occasione di Restructura, la Rassegna dell’edilizia organizzata dal Lingotto Fiere –gruppo Gl Events Italia, che apre domani i battenti a Torino e che proseguirà fino a domenica. Il punto di contatto sui contenuti della legge 20/2009 sarà gestito dalla Cna Costruzioni i visitatori potranno non solo chiarire i propri dubbi in tema di ampliamento. I visitatori potranno non solo i propri dubbi in tema di ampliamento degli edifici esistenti, di demolizione e ricostruzione o di riqualificazione urbana ma potranno anche consultare i professionisti e gli artigiani presenti al salone per chiedere un preventivo personalizzato o per ottenere suggerimenti si come sfruttare al meglio le opportunità della normativa. «Sul tema spiegano gli organizzatori - la Cna organizzerà inoltre, con appuntamenti che si ripetono nei giorni della fiera ad orari diversi alcuni seminari su come utilizzare il Piano casa». Saranno inoltre attivati a Restructura, altri nove sportelli informativi gestiti, a seconda degli argomenti, dall’associazione Giovani Architetti Torino (Gat) dalla Cna, dalla Confartigianato, dalla Casartigiani e dall’Anaci. I punti di incontro che lo scorso anno un gran successo di pubblico e oltre 170 contatti, saranno dedicati all’approfondimento di tematiche che spaziano dalle consulenze progettuali su come ristrutturare rispettando i più moderni criteri di isolamento termico e acustico e di sostenibilità ambientale alla trattazione di specifici temi inerenti agli incentivi fiscali, le regole di condominio o la certificazione energetica ormai obbligatoria in Piemonte per vendere o affittare un appartamento. Gli sportelli saranno aperti oggi pomeriggio (domani dalle 16 alle 20, venerdì dalle 16 alle 22, sabato e domenica (dalle 15 alle 20) per accedervi è necessario prenotare un colloqui di mezz’ora attraverso il sito internet della manifestazione. Accanto alle consulenze personalizzate i quattro giorni di Restructura offriranno ai visitatori (non solo agli operatori del settore) una panoramica a 360 gradi sulle più recenti novità nel modo dell’edilizia, grazie agli oltre 500 espositori, ai 39 mila mq di stand e a un ricco programma di eventi che propone 61 incontri e seminari. «Anche quest’anno – spiega Andrea Vernier, direttore generale di Lingotto Fiere-Gruppo Gl Events Italia – nonostante la difficoltà del momento, abbiamo verificato un’ottima percezione della manifestazione da parte degli operatori , che hanno scelto di continuare a partecipare riconoscendo il salone come momento di efficace visibilità e contatto con i loro interlocutori, un opportunità dunque da no perdere». Accanto all’esposizione possibile , domani, venerdì e sabato, effettuare un tour guidato a Pinerolo e Roletto per visitare due edifici, un fabbricato rurale ristrutturato e una nuova palazzina alloggi, che rappresentano l’esempio tangibile di come si possa costruire abbattendo i consumi; i tour, svolti in collaborazione con l’associazione Giovani Architetti, partiranno alle 13.30 con rientro alle 18 (partecipazione ma a posti limitati, è possibile prenotarsi sempre sul sito internet della filiera).
Il Sole 24 Ore Nord Ovest, 4 novembre 2009. Confidi, nessun regalo. Abbiamo letto la scorsa settimana su «Sole 24 Ore Nord Ovest» il servizio relativo ai confidi in Piemonte. Le affermazioni del consigliere regionale Roberto Placido ci lasciano perplessi. I provvedimenti regionali a favore di confidi, oltre a essere il frutto di una lunga consultazione, rappresentano a nostro avviso la miglior soluzione tecnica adottabile stante la complessità della materia e l’eterogeneità dei soggetti coinvolti. I provvedimenti dirigenziali e la convenzione proposta, peraltro, ci appaiono in linea con la delibera regionale (la 10-12 155 del 21 settembre) che fa chiaramente riferimento al fatto che i prestiti concessi ai confidi dovranno consentire «l’imputazione a patrimonio supplementare (tier 2) sulla base del disposto di cui alla circolare della Banca d’Italia n°216 del 5 agosto 2006 in tema di passività subordinante», ovviamente per chi di loro dovrà sottostare alla vigilanza di Bankitalia. Va aggiunto che la circolare Bankitalia 216 nel 1996, nel IX aggiornamento del febbraio 2008 relativo ai confidi, nella sezione IV - recante la normativa degli intermediari finanziari applicabile ai medesimi - integra il capitolo V, sezione II, “il patrimonio di vigilanza”, recitando testualmente che per essere computata nel patrimonio di vigilanza dei confidi, una posta deve essere in «piena disponibilità, in modo da poter essere utilizzata senza limitazioni per la copertura dei rischi e delle perdite aziendali». Pertanto è scontato, che per essere pienamente utili, ossia computati interamente al patrimonio di vigilanza, i fondi erogati ai confidi vigilati da Bankitalia non dovranno avere limitazioni dal punto di vista di assorbimento delle perdite. Senza questa subordinazione piena, sussiste il concreto rischio che i fondi non possano essere computati interamente nel patrimonio di vigilanza, o che possano esserlo solo in parte. Va inoltre sottolineato che lo strumento adottato dalla Regione Piemonte, che presenta strette analogie per la finalità con i Tremonti Bond, no sia “a costo zero” in quanto prevede una serie di vincoli a carico dei confidi percipienti e a tutela della Regione. I fondi oggetto della convenzione, se da un lato possano essere utilizzati per la copertura delle perdite a fronte delle garanzie prestate nell’interesse delle Pmi (e questo ben si attaglia a momenti di difficoltà economiche a quali stiamo vivendo, caratterizzati dall’impennata dalle insolvenze), dall’altro, negli esercizi con minori insolvenze, debbono essere reintegrati dai confidi stessi con gli avanzi di gestione. Tali fondi hanno quindi una funzione di “polmone” molto utile a contrastare anche l’impatto “pro ciclico” principale difetto imputato ai meccanismi di Basilea 2 e costituiscono così un incentivo per i confidi a continuare a rischiare a sostegno delle Pmi, anche negli anni più difficili. Ed esattamente, quanto le imprese si aspettano nella situazione attuale. In questa prospettiva, appare quindi ancor meno comprensibile la contrapposizione di Placido fra l’interesse dei confidi e quello delle imprese così come quella fra i confidi di minore e maggiore dimensione. Anche i confidi di minore di minore dimensione, che non necessitano per ora di avere la vigilanza di Bankitalia, se vogliono possono sottoscrivere liberamente la convezione più complessa e “tagliata” sulla normativa di vigilanza. Questa scelta, peraltro è già stata operata dal alcuni di loro. Speriamo che il conferimento dei fondi messi a disposizione della Regione per i confidi, possa avvenire al più presto senza ulteriori ritardi derivanti da polemiche e ricorsi, vista anche la scadenza ravvicinata a fine anno per la presentazione delle domande di iscrizione all’albo ex articolo 107 del Testo Unico bancario, ma soprattutto per la necessità di continuare a supportare l’accesso al credito delle Pmi del territorio.
Il Sole 24 Ore Nord Ovest, 28 ottobre 2009. A rischio l’operazione Confidi. «Se Regione Piemonte e confidi firmassero i contratti così come sono stati predisposti il finanziamento da 22 milioni per la patrimonializzazione dei consorzi rischierebbe l’illegittimità. Pareri legali che ho acquisito configurano un abuso di potere nella formulazione delle convezioni che diventeranno illegittime al momento della sottoscrizione». Parola di Roberto Placido, Pd vicepresidente del Consiglio regionale: si oppone alle procedure adottate dall’assessorato al Bilancio guidato da Paolo Peveraro, numero 2 della giunta Bresso. Il quale – interpellato da «Il Sole 24 Ore Nord Ovest»- non rilevando i rischi sollevato dal consigliere, conferma la serietà delle procedure scelte dall’assessorato. Il finanziamento in questione, 22 milioni, fa parte di una manovra complessiva per quasi 76 milioni. Di questi, 58, 3 sono prestiti che saranno ceduti definitivamente. «La delibera e la termina di riferimento per il prestito dei 22 milioni- sottolinea l’esponente Pd hanno sempre parlato di “ prestito subordinato” tanto per i confidi che si preparano a diventare intermediari bancari in base all’articolo 107 del Tub quanto per i minori che saranno classificati come “106”. Peccato che nel contratto stilato per i “107” l’articolo 6 reciti, in netta contraddizione con quanto scritto nella delibera e nella determina, che “il prestito è subordinato quale strumento ibrido di patrimonializzazione” autorizzando la possibilità di coprire eventuali perdite aziendali. Non si capisce il perché di questo colo di mano. Ma evidentemente esso permette ai quattro confidi più grandi (Unionfidi, Csp Confeserecenti, Fidi, Confertigianato Fidi Piemonte e Cogart Cna) di utilizzare liberamente queste risorse, ogni qual volta lo ritengono opportuno, anche per ripristinare le proprie perdite di bilancio». «E’ chiara- ha scritto Placido in una lettera a Peveraro - l’inopportunità di permettere ai singoli confidi mentre le imprese attendono incentivi al credito come fossero pane, di utilizzare risorse pubbliche per coprire disavanzi d’esercizio offrendo una sponda a eventuali gestioni inefficienti passate, presenti e future». Placido ha chiesto la modifica dei testi dei contratti e in assenza di decisioni in merito potrebbe rivolgersi al Tar. I contratti predisposti dalla Regione trattano i Confidi 107 e 106 in modo differente perché il sostegno sotto forma di strumento ibrido di patrimonializzazione” è solo previsto per i quattro maggiori che è previsto riceveranno 2 milioni di ciascuno a quote del reparto di 14 milioni tra tutti i 24 confidi, compreso Eurofidi che non riceve i 2 milioni assegnati ai grandi in quanto la Regione ha già dato il suo sostegno partecipando alla ricapitalizzazione. Gli aiuti ai 106 non contemplano il beneficio dell’utilizzo per la copertura di eventuali perdite di esercizio. «Solo in caso di liquidazione - spiega Placido - saranno pagati tutti i creditori attingendo al prestito regionale (questa è la subordinazione) e ripianando anche i disavanzi d’esercizio accumulati nel tempo. Ai confidi 106 è permesso coprire esclusivamente legate all’intervento di garanzia a sostegno delle Pmi: Dovrebbe esserlo per tutti, ma i contratti discriminano». Molti consorzi minori avrebbero già chiesto di siglare pure loro il contratto dei “107” . I quattro confidi più grandi hanno già deliberato l’adesione al progetto della Regione ed entro fine ottobre dovrebbero aver compito questo passo anche i confidi 106. E il tema delle garanzie continua a essere “caldo” anche su un altro fronte: la giunta ha approvato lunedì scorso modifiche al regolamento per i fondi regionali di riassicurazione, intervento che era stato chiesto con forza da Cna Piemonte.
Il Sole 24 Ore Nord Ovest, 28 ottobre 2009. I costruttori: «Troppi vincoli». «Il piano casa non ha per ora suscitato grande partecipazione da parte delle nostre imprese associate, soprattutto per quanto riguarda i piccoli interventi lamenta Alessandro Cherio presidente del collegio costruttori di Torino e provincia - il ridotto interesse è anche dovuto ai vincoli che il provvedimento ha posto nell’attuazione degli interventi in deroga, come l’individuazione tramite delibera comunale degli interventi di demolizione o ricostruzione o la scarsa possibilità di cambi di destinazione d’uso». Segnali di una partenza al rallentatore giungono un po’ da tutte le categorie professionali coinvolte: Alla sede della Cna di Torino dove da luglio è stato attivato un apposito sportello di consulenza per imprese e cittadini le richieste sono poche. «Abbiamo pubblicizzato il servizio ma al momento non vi è rispondenza - commenta il segretario regionale Cna per il Piemonte, Michele Sabatino - il giudizio sulla legge è positivo su questo silenzio ci preoccupa , anche perché il settore edilizio sta attraverso un periodo di crisi». Domande per lo più di carattere informativo sulle scrivanie dei geometri. «Non abbiamo un’esatta percezione dei numeri, ma le persone, che fin’ora ci hanno contattato sono nell’ordine di qualche decina - spiega Ilario Tesio presidente del Collegio di geometri di Torino e provincia complice la congiuntura negativa i cittadini riflettono bene prima di affrontare una spesa che può risultare onerosa». Dunque potrebbe esserci l’esigenza da parte delle famiglie di ampliare l’abitazione ma i costi previsti per l’intera operazione rischiano di innescare il dietrofront. «L’avvio del provvedimento sta andando più a rilento di ciò che si potesse immaginare - incalza Gianluigi Pagliero, geometra di Settimo Torinese e responsabile del settore Urbanistica dell’Uppi di Torino avvertiamo una maggiore attenzione per i fabbricati artigianali e industriali ma è poca cosa. Da un lato manca lo stimolo diretto verso gli utenti e dell’altro i problemi contingenti consigliano prudenza nell’investire». Se a livello pratico la norma sembra faticare a decollare, grande fermento sta suscitando tra i professionisti chiamati ad applicarla. C’è molto interesse - sottolinea il presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Torino, Riccardo Bedrone per la nostra categoria il provvedimento rappresenta una buona opportunità di lavoro». L’Ordine prevede di avviare, con ogni probabilità a partire da novembre, dei corsi di aggiornamento specifici di 20-30 ore comune per tutti il Piemonte. «Stiamo già ricevendo le prime adesioni- prosegue senza ancora aver ufficialmente divulgato l’iniziativa». Secondo Livio Dezzani, dell’Ance Piemonte, un ruolo determinante per la riuscita della legge spetta proprio ai professionisti. «Se saranno capaci di fare offerte interessanti - precisa - le famiglie aderiranno, pur in un momento difficile , la mia impressione è che lo strumento venga preso in considerazione».
Il Sole 24 Ore, Nord Ovest. 23 settembre 2009. Ai Confidi piemontesi 76 milioni. Entro al fine di settembre l’assessore regionale al Bilancio Paolo Peveraro siglerà con i 25 confidi piemontesi i contratti che daranno attuazione all’operazione patrimonializzazione – del valore di quasi 76 milioni – prevista dalla Dgr 43-11090 del 23 marzo scorso è rimasta fini ad oggi sulla carta. Sarà messo nero su bianco anche il recupero di due milioni (parte del titolo dell’investimento) e la distribuzione di queste risorse esclusivamente ai confidi minori ( quelli cioè definiti dall’articolo 106 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia e non obbligati a diventare soggetti vigilati dalla Banca di Italia). Una decisione in tal senso è stata presa lunedì scorso dalla giunta Bresso su iniziativa dell’assessore Peveraro. Il quadro dell’operazione prevede la cessione definitiva a scopo di patrimonializzazione dei confidi 53,8 milioni già erogati negli anni passati dalla Regione come contributi vari ai fondi rischi che erano stati concessi sulla base di diverse normative regionali e per i quali ora non ci sarà più obbligo di restituzione. Inoltre, diventerà operativa l’attribuzione di bonus del valore di 2 milioni al patrimonio base (Tier 1) di ciascuno dei quattro confidi più grandi ( quelli definiti dall’articolo 107 del Tub con obbligo di vigilanza Bankitakia): Uninofidi, Csp Confersercenti, Fidi, Confartigianato Fidi Piemonte e Cogar Cna Piemonte. La sottoscrizione dei contratti, infine permetterà la distribuzione dei restanti 14 milioni che la Regione suddividerà in base alla media ponderata tra garanzie in essere, numero dei soci importo dei finanziamenti garantiti. Contributi che riguarderanno il patrimonio supplementare (Tier 2) di tutti “confidi 106” 24, meno Artigiancredit). Tale ripartizione, prevista dalla delibera regionale approvata lunedì scorso dalla giunta utilizza i due milioni che sarebbero dovuti andare ad un altro big del settore, Eurofidi e che la Regione ha già premiato con la recente partecipazione dell’aumento del capitale sociale. Una rapida sottoscrizione dei contratti era stata chiesta con forza nei giorni scorsi alla giunta da parte del segretario da parte di Cna Piemonte, Michele Sabatino, mentre sin dallo scorso giugno i confidi minori erano sul piede di guerra, con il neonato “Coordinamento intercategoriale dei Confidi 106”che aveva parlato di «scelte discriminanti» da parte della Regione tra grandi e piccoli confidi a favore dei primi. «Non è che ci siamo innamorati dei Confidi 107 - ha replicato l’assessore Peveraro semplicemente abbiamo visto la necessità di sostenere chi, per l’obbiettivo di iscrizione all’albo degli enti soggetti alla vigilanza è chiamato ad investire per dare corso a questa operazione di trasparenza. Il nostro apporto insomma è una forma di garanzia per tutti. Infine la nostra disponibilità verso i “confidi 106”deve essere letta anche come un invito ad avviare operazioni di accorpamento. Se poi, come auspichiamo qualcuno di questi piccoli arriverà a dimensioni che li possano portare all’articolo 107, dico da subito che la giunta è pronta ad attribuire anche a loro il bonus di 2 milioni già concesso ai “grandi”». Un discorso che potrebbe riguardare il confidi Fidi Industria di Biella. «Tra garanzie e attivo patrimoniale - dice il direttore Carlo Morichini siamo già vicini alla soglia dei 75 milioni come attivo ponderato per il rischio. Il trend di crescita, la richiesta di aziende e banche è forte. Potremmo diventare “107” nell’estate del 2010, intanto come “confidi 106” abbiamo vinto una battaglia perché la Regione ha fatto una scelta equilibrata ed equa». Di possibili accorpamenti sta discutendo il mondo, come dice Maria Luisa Coppa, presidente Ascom di Torino, «ma facendo ben attenzione a non fare passi falsi la nostra cautela è dovuta un forte senso di responsabilità». La politica della Regione continuerebbe comunque a essere inficiata, secondo il centro Aracne (promosso da Casartigiani e Api) da un pregiudizio che definisce «boom»i Confidi 107 e «cattivi», i “piccoli” un pregiudizio che potrebbe essere in parte superato - afferma Aracne in un documento - se la Regione si servisse del Fondi di garanzia per le Pmi costituito con legge 662/96 che dallo scorso gennaio, è stato «esteso e potenziato; grazie a questo le garanzie di tutti i confidi, 106 e 107 tornano a essere considerati uguali». Intanto a favore del credito alle imprese con più di 250 addetti la giunta regionale , su proposta dell’assessore Andrea Bairati, ha dato il via a un fondo temporaneo di garanzia di 15 milioni.
Il Sole 24 Ore, 28 agosto 2009. Cassa in deroga da settembre a 150 mila artigiani . Sarà un settembre all’insegna del ricorso «intensivo» gli ammortizzatori sociali anche per lo zoccolo duro del manifatturiero italiano, le migliaia di imprese artigiane al di sotto dei 15 dipendenti da mesi in difficoltà per mancanza di commesse e ordinativi. Lombardi, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, le Regioni che hanno avanzato il maggior numero di richieste di finanziamenti all’Inps per la cassa integrazione in deroga. «Nel giro di sei mesi- spiega il direttore generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli - le imprese che hanno presentato istanza per la Cig in deroga sono aumentate di tre volte rispetto allo stesso periodo del 2008. A mostrare le maggiori problematicità sono soprattutto le aziende metal meccaniche che si occupano di subfornitura anche se è confortante sapere che in tanti stanno utilizzando gli ammortizzatori sociali per non licenziare e chiudere. Ciò significa che gli artigiani non si sono arresi di fronte al drastico calo dei fatturati». Un rapporto definitivo sulla dimensione del fenomeno ancora non è disponibile, ma in attesa che l’Inps aggiorni le proprie tabelle (il dato di inizio agosto parla di 20 mila richieste per 104 mila lavoratori, numero destinato a crescere, tuttavia) le organizzazioni datoriali provano a guardare alla ripresa di settembre con cauto ottimismo: «Si sta verificando quello che avevamo previsto sostiene Enrico Amadei, direttore divisione economica della Cna e cioè una sfasamento fra la crisi che è in via di riassorbendo e la dinamica occupazionale che sta reagendo in ritardo ai timidi segnali di ripresa. Anche a settembre, quindi le aziende faranno un massiccio ricorso al salvagente della Cig in deroga pur se ci attendiamo un minor ricorso effettivo, i termini di ore, rispetto alle richieste di marzo e aprile - aggiunge Colombini. A giorni dovrebbero arrivare altri 250 milioni necessari a girare il pagamento degli stipendi di luglio e agosto e a far fronte nei prossimi mesi alle nuove richieste inviate fra giugno e agosto». Situazione simile in Veneto dove, il luglio erano 4.500 le aziende ad aver inoltrato la domanda di Cig in deroga per 25.600 lavoratori (3.500 le realtà artigiane). «Un atteggiamento comprensibile quello degli artigiani perché questo beneficio consente alle imprese di tirare il fiato e mantenere l’attività in attesa della schiarita», aveva detto mercoledì scorso al Sole 24 Ore Christian Caleari responsabile dell’Ufficio di Confartigianato Veneto. In Piemonte, invece spiega la funzionaria Cgil Mariella Migliorni «le richieste hanno raggiunto quota 4.300 (erano 1.450 nel 2008) di cui l’80% relative a realtà artigiane, il che si traduce in un preventivo di spesa vicino ai 100 milioni di euro per coprire gli stipendi di 24 mila lavoratori». A queste, infine, si aggiungono le domande presentate da Emilia Romagna (13 mila i lavoratori coinvolti), Campania (12 mila) e Toscana (10 mila).
Il Sole 24 Ore Nord Ovest, 22 luglio 2009. «L’urgenza resta il credito». Il tempo passa ma in cima alle priorità delle associazioni artigiane rimane il credito. Lo dice il neo-presidente di Confartigianato Piemonte Giuseppe Balestra 69 anni, e lo conferma Daniele Vaccarino, 57 anni di nuovo al vertice di CNA Torino dopo il primo doppio mandato del 1994 -2001. I due nomi rappresentano alcune delle new entry in questa prima parte di stagione assembleare, che si chiuderà il 4 ottobre con l’assise di CNA Piemonte: intanto, Andrea Fortolan 31 è subentrato al vertice di a Biella; Fernanda Fulchero ha assunto la guida di CNA Cuneo e Giorgio Bragato di CNA Alessandria. Sul tavolo dei neopresidenti resta anzitutto la congiuntura: «Il problema – commenta Vaccarino- è che la crisi sta mettendo in pericolo un tessuto imprenditoriale fondamentale sano. Quando usciremo dal tunnel potremmo trovarci privati di attori che hanno ancora molto da dare al sistema locale, e no solo». Chi tarda a vedere i primi segnali di ripresa sono soprattutto le Pmi del manifatturiero e di alcuni segmenti dell’edilizia, ma «rimane comune a tutti i comparti la difficoltà nell’accesso al credito. Non c’è da puntare il dito contro le banche ma da rivedere e subito le regole del gioco» aggiunge Vaccarino. «Siamo stati tra i primi a chiedere la sospensione di Basilea 2 e a maggior ragione lo ripetiamo ora: non ha senso in una fase come questa, continuare ad applicare regole rigide basate su indicatori di bilancio inevitabilmente penalizzati». Richieste che arrivano seppure con sfumature diverse, da tutto il mondo associativo. Dentro al quale cresce la voglia di fare sistema: proprio durante l’assemblea di CNA Torino nei giorni scorsi è stato annunciato l’ingresso nella presidenza di Claudio Bongiovanni e Paolo Mignone di Casartigiani che a loro volta, apriranno a CNA le porte delle loro associazione, nessuna fusione all’orizzonte, ma le sinergie sono destinate a crescere. E Confartigianato? «L’obbiettivo è quello di arrivare a una voce sola», garantisce Balestra, anche se per ora non ci sono altri passaggi in vista. «Mi è sempre piaciuto parlare di alleanza aggiunge-, e credo che nei prossimi anni ci sarà modo di continuare su questa strada. Oggi, però, bisogna lavorare per tutti per dare più fiducia al sistema: la crisi c’è lo sappiamo, la occorre aiutare le nostre imprese a guardare al futuro con meno preoccupazione e più speranza. Perché un artigiano, quando ha fiducia nel futuro, non esita a investire e assumere». Le priorità? Il credito, senz’altro. Poi alleggerimento fiscale i tempi di pagamento dei pubblici e dei privati la valorizzazione dell’eccellenze».
Il Sole 24 Ore Nord Ovest, 27 maggio 2009. L’artigianato si mette in vetrina. Sviluppo delle capacità imprenditoriali e nuove opportunità di mercato. Su questi versanti punta l’artigianato piemontese per uscire dalla crisi. Il rapporto regionale 2007- 2008 del Sistema Informativo dell’Artigianato evidenzia soprattutto dal secondo semestre 2008, forti criticità: il 43,9 % delle imprese ha diminuito il fatturato, il 49% ha segnalato una calo della domanda il 9,5% ha ridotto il numero degli occupati ben il 67,2% ha frenato gli investimenti. Secondo la prima indagine congiunturale sull’artigianato e la piccola industria realizzata da CNA Torino, esaminando solo il mese di aprile 2009 su marzo 2009 le imprese artigiane della provincia torinese che hanno richiesto la Cigs in deroga crescono di 195 unità raggiungendo la cifra totale di 570 aziende, con un coinvolgimento di 3.867 lavoratori (+1415 unità). «E’ una situazione drammatica che richiede interventi rapidi da parte delle istituzioni», sottolinea il presidente Federico Casetta. Un’opportunità di rilancio è offerta da Artò, il salone delle attività artigiane, in programma al Lingotto di Torino da domani a domenica. Una vetrina privilegiata per promuovere la qualità, curata da Lingotto Fiere- gruppo Clevents Italia con la collaborazione di Regione e Unioncamere e il supporto di Confartigianato, CNA e CasArtigiani Piemontesi. «Siamo fiduciosi che questa seconda edizione saprà confermare il successo di pubblico dello scorso anno con oltre 20 mila presenze», pronostica il direttore generale di Lingotto Fiere. Andrea Varnier. Sono oltre duecento le imprese artigiane che aderiscono alle iniziative, provenienti in gran parte dal Piemonte, ma anche da Valle d’Aosta, Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Sicilia, Calabria e Svizzera. A guidare i visitatori, a cui è riservato l’ingresso gratuito saranno quattro stanze tematiche: “prospettive”, dedicata all’innovazione; “tradizione” incentrata sull’artigianato artistico; “luoghi” che racchiude le collettive regionali; “sapori” dedicata al comparto alimentare. «Artò rappresenta un momento di confronto dichiara- dichiara il vicepresidente della Regione Piemonte con delega all’artigianato, Paolo Peveraro - che soprattutto in un periodo come questo è in grado di offrire una grande occasione a tutto il modo artigiano per farsi conoscere e innescare significative ricadute per il settore». Sulla valorizzazione del Made in Piemonte passi avanti sono stati compiuti con il Testo Unico sull’artigianato, che si aggiunge al marchio “Piemonte Eccellenza Artigiana”, assegnato a 2660 imprese di (cui 194 verranno premiate al salone). Novità di Artò e poi il progetto “Con le mani” sostenuto dal circolo dei lettori che proporrà un ciclo di reading abbinati a laboratori. A fronte delle performance negative, il Rapporto del Sistema Informativo, registra per contro un aumento del numero delle imprese passate- da 134-357 nel 2006 a 136.606 a fine 2008 - e degli occupati aumentati di 10mila unità nel 2007 rispetto all’anno precedente. Tuttavia più che spie di buona salute, rileva l’indagine, questi fattori sono da collegare soprattutto alla proliferazione di partita Iva nelle costruzioni- settore in controtendenza, insieme ai servizi alle imprese- e alla regolarizzazione di lavoratori stranieri (soprattutto romeni) a seguito dell’allargamento dei paesi Ue. La crescita è oltretutto non si ripartisce uniformemente ma pare concentrata nelle ditte che impiegano un solo titolare e in quelle più strutturate con oltre cinque addetti: esito della polverizzazione degli operatori e dei processi di relativa strutturazione di una minoranza. Per il resto, anche nell’ultimo biennio, le imprese diminuiscono specie nei trasporti e nella manifattura. Significativi sono inoltre il progressivo invecchiamento della popolazione imprenditoriale artigiana e l’aumento dei titolari d’impresa stranieri.
Il Sole 24 ore Nord Ovest, 13 maggio 2009. Dagli imprenditori l’agenda delle priorità. Infrastrutture e interventi cantierabili, Piano Casa, semplificazione delle procedure amministrative, finanza e confidi, ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, fiscalità e federalismo fiscale. Sono questi i temi che verranno affrontati nell’incontro organizzato dal coordinamento delle associazioni imprenditoriali con i parlamentari del Piemonte che si riuniranno a Torino lunedì prossimo all’hotel Majestic (ore 10 30) per confrontarsi sulle principali misure anticrisi da adottare. Al meeting, sono stati invitati, oltre ai sottosegretari piemontesi anche la presidente della Regione; Mercedes Bresso, e gli assessori regionali Andrea Bairati, Daniele Borioli, Sergio Deorsola, Paolo Peveraro, Mino Taricco e Angela Migliasso. «Da questa iniziativa spiegano i promotori – ci attendiamo impegni precisi e misure mirate a far si che le imprese possano cogliere, nel secondo semestre del 2009, ogni opportunità di rilancio che le istituzioni metteranno a disposizione del mondo economico piemontese». Al primo posto ci sono le infrastrutture. Gli interventi finanziati e cantierabili, distribuiti nel triennio 2009-2011: sono interconnessione della ferrovia Torino-Ceres con il passante ferroviario Torino – Ceres con il passante ferroviario a Rebaudengo; attivazione delle fermate Zappata e Dora sul passante; collegamento delle due stazioni Dora-Gtt e Dora-Fs; interventi per la sistemazione della quinta linea del sistema ferroviario metropolitano di Orbassano; sistemazione dei terminali del centro intermodale di Orbassano; acquisto di nuovo materiale rotabile. Confindustria chiede alle istituzioni «di monitorare e rispettare le scadenze relative a queste grandi opere infrastrutturali che interessano tutto il Nord-Ovest». «Sicurezza nei luoghi di lavoro e sviluppo delle politiche attive in materia di edilizia abitativa»: chiede questo Confapi, puntando a portare il contributo diretto alla definizione di programmi operativi condivisi con il Governo. Confapi si impegna inoltre ad avviare un’attività di sensibilizzazione in materia di sicurezza sul lavoro e di tutela dell’ambiente. E in questo campo «non tutto è ancora perfetto», secondo gli agricoltori. «La questione chiave, per le leggi do oggi e di domani, è l’impatto normativo: cercare cioè di capire, in anticipo quanto e come una certa legge inciderà sulle attività economiche e quanto di conseguenza costerà all’imprenditore e al cittadino. Altro problema molto sentito riguarda l’accesso al credito e i pagamenti della Pa. «E’ fondamentale – dichiarano le associazioni artigiane - affrontare concretamente il problema di come aumentare e il credito delle Pmi». Gli ultimi dati forniti dall’Abi illustrano un ulteriore caduta del 62% del credito per gli investimenti, del 12% delle scorte, mentre le risorse finanziarie a supporto della ristrutturazione del debito rappresentano oltre il 50% del credito erogato. «Nei casi più gravi di ritardo dei pagamenti della Pa, questa situazione indirettamente stimola dei comportamenti elusivi delle imprese fino a forme di dumping sociale, con evidenti rischi di dequalificazione dei servizi resi», denunciano le associazioni delle cooperative. L’attenzione dei commercianti piemontesi si è concentrata anche sulla fiscalità; in particolare sulle rettifiche ai parametri utilizzati per gli studi di settore: le loro richieste sono state recepite con la legge 2/2009. E’necessario, evidenziano, «che quest’ultimo indirizzo trovi una sollecita puntuale conferma nell’operatività concreta dell’amministrazione finanziaria». |