Il Sole 24 Ore – Nord Ovest, 28 novembre 2003. Artigianato assemblea della Cna. Nel corso dell’assemblea annuale della Cna di Torino prevista per domenica 30 novembre (Centro congressi del Lingotto, via Nizza 294 - Torino), a partire dalle ore 9.30 si terrà un dibattito sul tema "Risorse, territorio, imprese: quale sviluppo per l’artigianato?". Sono previsti gli interventi di Federico Casetta, presidente della Cna di Torino, Paolo Alberti, segretario della Cna torinese, Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, Mercedes Bresso, presidente della Provincia di Torino, Tom Dealessandri, assessore torinese alle Politiche del lavoro, e Antonio Buzzigoli, assessore alle Attività produttive della Provincia di Torino.
Il Sole 24 Ore - Nord Ovest, 31 ottobre 2003. Cna, notizie su telefonini e pc. Conoscere in anteprima e in tempo utile le novità legislative e normative, le opportunità di finanziamento e di mercato, i progetti formativi o le ultime disposizioni in tema di ambiente e di sicurezza sul lavoro: obbiettivi che la Cna di Torino e provincia vuole centrare con un nuovo servizio a disposizione di tutte le imprese iscritte all’Albo artigiani. Si tratta della possibilità di ricevere direttamente sul telefonino o sul proprio computer le informazioni che interessano l’imprenditore, utilizzando come fonti il sistema Cna, la Camera di commercio di Torino, i siti Internet delle Istituzioni italiane ed europee (Regione, Ministeri, Parlamento, Unione Europea eccetera)e fonti ufficiali come la Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana e il Bollettino ufficiale della Regione Piemonte. Ogni imprenditore potrà inoltre scegliere sin dall’inizio gli argomenti su quali intende essere informato, escludendo a priori quelli non rilevanti per la sua attività. Le informazioni saranno trasmesse gratuitamente grazie a un sistema messo a punto dalla Cna, utilizzando come mezzi della comunicazione le e- mail e gli Sms, due strumenti sempre più diffusi che consentono un accesso alle informazioni facile e immediato. Tutte le notizie ricevute in forma sintetica sono approfondite sul sito internet della Cna, oppure contattando direttamente l’associazione. Il servizio del progetto "Informazione & Valore" verrà offerta solo ai primi 500 imprenditori.
Il sole 24 Ore – Nord Ovest, 3 ottobre 2003. Valli Orco e Soana. Fondo per le imprese minori. Un accordo quadro che dà il via a un fondo rotativo per le microimprese sarà siglato il prossimo 7 ottobre (a Locana, alle 11) tra la Comunità montana Valli Orco e Soana e la CNA torinese. Il fondo è dotato di 52.207,64 euro, da destinarsi a finanziamenti a tasso zero alle microimprese da insediare o già insediate sul territorio. L’assegnazione delle risorse sarà gestita da un apposito Sportello per le microimprese locali che avrà sede presso la Comunità montana, a Locana, e che effettuerà anche servizi di consulenza al credito agevolato e sulla gestione finanziaria. Saranno destinatarie del fondo le microimprese (fino ad un massimo di dieci dipendenti) costituite o da costituire ( entro la data di pubblicazione del bando) come società di persone, ditte individuali, srl, sas, società cooperative, nelle quali almeno la metà dei soci abbia i seguenti requisiti: a) per le nuove attività, giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, lavoratori in mobilità o provenienti da aziende in liquidazione, persone iscritte da almeno 24 mesi negli appositi registri, donne, soggetti di ex lavori socialmente utili; b)per le imprese costituite, uno specifico programma di investimenti riferito esclusivamente al miglioramento della sicurezza e della qualità ambientale. I finanziamenti saranno accordati per l’ammodernamento strutturale delle imprese. Il bando sarà emanato entro la fine dell’anno. I finanziamenti non potranno superare il 25% della spesa ritenuta ammissibile, per un tetto massimo di 10mila euro. Le anticipazioni dovranno essere restituite entro 36 mesi, a tasso zero.
Il Sole 24 Ore - Nord Ovest, 27 giugno 2003. Indotto auto, la stretta sui piccoli. Le piccole imprese non ce la stanno facendo. In Piemonte l’indotto dell’automotive viaggia a due marce. Procedono a ritmo spedito le medie aziende che hanno attuato negli ultimi anni una brillante diversificazione: la dipendenza sempre minore della Fiat, il portafoglio clienti ampliato, la penetrazione su nuovi mercati. Invece, le imprese artigiane hanno il passo drammaticamente appesantito dalla crisi del Lingotto. A fare luce sulle difficoltà di queste ultime, è un’analisi condotta dallo Csar, il Centro studi unitario delle tre confederazioni artigiane, e dalla società di consulenza Antilia. Questo report verrà presentato lunedì 30 giugno nella Sala Viglione del Consiglio Regionale del Piemonte. il suo obiettivo è l’analisi dei punti di forza e di debolezza dell’intero sistema della subfornitura che, in Italia, si è generato intorno agli stabilimenti della casa automobilistica: in Piemonte, Sicilia, Campania, Lazio, Emilia Romagna e Lombardia. Commenta Mario Galli, presidente dello Csar: "Occorre sgombrare il campo dai facili trionfalismi sulle diversificazioni compiute dalle imprese della componentistica. È vero, questo fenomeno virtuoso si è verificato, ma purtroppo non ha riguardato l’intera filiera dell’auto. Le piccole imprese, quelle dei livelli più bassi nella catena della subfornitura, non ne sono state coinvolte. Tanto più in Piemonte". il primo nodo è rappresentato dall’immediato futuro: secondo le ultime rilevazioni dello Csar, non è affatto roseo il sentiment registrato fra una settantina di imprese subalpine (otto addetti di media) operanti nella metalmeccanica, nella plastica e nella gomma. La maggioranza di queste imprese (il 55%) ha dichiarato un livello della domanda inalterato rispetto al secondo semestre del 2002, un periodo già segnato dal calo degli ordinativi; inoltre, il 36% ha ravvisato un livello della domanda in discesa. Il ribasso investe naturalmente la produzione: un terzo delle imprese ne denuncia una ulteriore diminuzione rispetto al semestre precedente. Tutto questo si ripercuote sul livello di fatturato atteso: il 55% delle aziende lo dichiara in flessione rispetto al semestre precedente. Il 60% ha, poi, ridotto o completamente azzerato gli investimenti. "Proprio quest’ultimo dato – evidenzia Piergiorgio Scoffone, direttore dello Csar – è la spia di un disagio strutturale. Mancano gli investimenti perché gli imprenditori sono colti da una vera e propria paralisi. Non c’è alcuna prospettiva strategica. Ecco l’elemento peggiore". Quest’assenza di prospettiva strategica, invece, non ha messo al palo le medie imprese incluse nei primi livelli della subfornitura Fiat. E non è stato un caso. La ritrovata, e per certi versi inattesa, competitività di questi fornitori è il riflesso diretto della politica industriale attuata dalla Fiat nel corso degli anni Novanta: se nel 1980 l’azienda esternalizzava il 50% della progettazione, vent’anni dopo il 70% di entrambe le funzioni è realizzato da fornitori di primo livello. I rapporti fra il Lingotto e i principali fornitori sono evoluti in partnership strategiche, con una quotidianità imprenditoriale fatta di co-progettazione e di ingegnerizzazione simultanea. Questi elementi hanno permesso alla Fiat una riduzione dei costi e una maggiore elasticità produttiva, ma hanno anche consentito travasi, nelle aziende fornitrici, di know-how gestionali e di tecnologie che si sono rivelati utili per incrementare la propria efficienza e non rimanere, al dunque, inpastoiati nella crisi del Lingotto. "Purtroppo – commenta Galli – questo processo si è fermato ai livelli più alti della catena della subfornitura. I benefici non si sono propagati a cascata verso il basso". Così, oggi le imprese artigiane piemontesi non hanno le risorse finanziarie, la forza organizzativa e, soprattutto, la visione strategica per rispondere con efficacia alla crisi. Al di là delle ricadute che il nuovo piano Fiat avrà sull’indotto, anche artigiano, "occorrerà – secondo Piergiorgio Scoffone – ripensare l’intera politica pubblica di supporto, finanziario ma anche strategico, a queste aziende".
Il Sole 24 Ore Nord Ovest, 14 aprile 2003. Cacao "meravigliao" in terra piemontese. D’accordo, può sembrare blasfemo parlarne durante la Settimana Santa. Eppure e molto facile lasciarsi indurre in tentazione. E soccombere, naufragando dolcemente per non pensare al altro (dati i tempi di guerra e di depressione economica). Dopo "Cioccolatò" - manifestazione ad alto contenuto di colesterolo che ha tenuto banco nella città sabauda per quasi tutto il mese di marzo – ecco duecento preziose e ricostituenti paginette dedicate all’"avventura del cacao in Piemonte". Piccolo come una di quelle sostanziose tavolette di cioccolato che si porta in montagna, il volume – iniziativa della sede torinese della Confederazione nazionale dell’artigianato (CNA) – è una simpatica amalgama di curiosità, storia, spunti e ricette. In sei capitoli si può trovare di tutto: dal leggendario dio azteco (piumato) del cacao, Quetzalcoatl, alle prelibatezze subalpine. Non mancano i riferimenti letterari ( "Chocolat", il romanzo di Joanne Harris divenuto film, tanto per gradire) e le citazioni d’autore (da Proust a Stendhal, da Goethe a Dumas, stregato dal bicerin di Torino, "una specie di eccellente bevanda composta di caffè, latte e cioccolato, servito in tutti i caffè a un prezzo piuttosto basso"). Curiosi anche i riferimenti sul Web: una delizia online (da www.chococlub.com a www.completechocolat.com). Casa di Ginduja (e del giandujotto), culla della Nutella, patria di rinomati maestri artigiani, il Piemonte ha importanti carte da giocare. Il sindaco Sergio Chiamparino, giustamente, ne è uno sponsor fiero e convinto: "la Torino del cioccolato è stata forza industriale dal Settecento – annota -, laboratorio di formazione nell’Ottocento (persino lo svizzero Suchard vi imparò la sua arte!), momento propulsore della meccanizzazione della produzione nel primo Novecento, quando cominciò a essere riconosciuta come capitale italiana del cioccolato". Il libretto, insomma, è una sorta di manuale che istiga alla trasgressione alimentare, completo di una sezione dedicata ai "peccati di gola". Ce n’è per tutti, anche per chi non vuole ingrassare o per coloro che non intendano dimenticare la solidarietà (con i prodotti equi e biologici). D’altra parte, come diceva l’artista e disegnatore americano John G. Tullius, no esistono proprio alternative: "Nove persone su dieci amano il cioccolato. La decima mente".
Il Sole 24 Ore – Nord Ovest, 3 marzo 2003. Un glossario multilingue per imprenditori stranieri. "Le parole dell’impresa" è il primo glossario multilingue per l’imprenditore, dedicato a tutti gli stranieri interessati alla creazione e alla gestione di un’impresa, realizzato dalla Camera di commercio di Torino, in collaborazione con CNA. Questa iniziativa, prima in Italia, si colloca nell’ambito delle già numerose azioni messe in atto dall’ente camerale, di formazione e assistenza rivolte agli stranieri. Sono circa 11mila gli stranieri iscritti al Registro delle imprese, in qualità di titolari, soci, amministratori, consiglieri e altre cariche, con un incremento medio del 28,8% rispetto al 2001. L’attività più diffusa tra gli imprenditori stranieri è il commercio all’ingrosso e al dettaglio. La distribuzione del glossario, riprodotto, per ora, in cinquemila copie, sarà gratuita.
Il Sole 24 Ore – Nord Ovest, 13 Gennaio 2003 . Dagli industriali arriva il via libera. Critiche da artigiani e commercianti. Gli industriali piemontesi sono soddisfatti dei 150 milioni che costituiscono il Fondo per gli investimenti, previsto dalla legge finanziaria regionale. Pietro Terna, direttore della Federpiemonte, apprezza la volontà della Regione di garantire un adeguato sostegno al sistema produttivo in una fase incerta come quella attuale e la decisione di promuovere la finanza di progetto per realizzare infrastrutture. "Da uno studio che abbiamo appena concluso – spiega Terna – emerge che la Regione sarà in grado di mettere a disposizione nei prossimi anni almeno 650 milioni, attingendoli alle risorse proprie, ma anche a quelle dello Stato dell’Unione europea. Se a questo importo si aggiungono i 150 milioni del nuovo Fondo per gli investimenti, si crea una massa di manovra attraverso la quale la Regione può dare effettivamente impulso alla ripresa produttiva, soprattutto se l’investimento di tali risorse rientrerà in un nuovo progetto di politica industriale regionale". Riceve una valutazione positiva anche l’intenzione dell’assessore all’Industria, Gilberto Pichetto, di redigere un testo unico "per ripensare la politica industriale regionale, puntando soprattutto sui processi di innovazione e qualificazione del sistema produttivo". Ferruccio Dardanello, presidente della Confcommercio piemontese, contesta il mantenimento dell’aliquota addizionale Irpef regionale all’1,4%, previsto dalla legge finanziaria regionale: "Nonostante non alteri la pressione fiscale, non contribuirà certo a sostenere cittadini e imprese nell’affrontare una fase economica di estrema difficoltà. La difficile crisi economica internazionale, nazionale e, soprattutto, piemontese, richiede un mirato intervento a sostegno della competitività delle imprese, da realizzare ad esempio attraverso un intervento in senso riduttivo dell’aliquota dell’Irap. Il minor gettito potrebbe essere compensato da una riduzione delle spese, non solo correnti, sostenute dall’amministrazione regionale". La Confcommercio chiede anche maggiore attenzione agli interventi di qualificazione urbana, al sostegno ai confidi e ai centri di assistenza tecnica. Diversa la posizione di Michele Sabatino, segretario della CNA piemontese. "Non siamo pienamente soddisfatti – spiega – dell’ammontare delle risorse per l’artigianato: diminuiscono di circa 500mila euro rispetto all’anno precedente, attestandosi a 35 milioni per spese di investimento e 11 milioni per quelle correnti". In particolare, secondo il rappresentante degli artigiani, sarebbe stato opportuno aumentare di un milione la dotazione del fondo Artigiancassa per agevolare complessivamente i mutui immobiliari estendendo l’agevolazione fino a 10 anni. E sarebbe stato anche necessario destinare un ulteriore milione per le localizzazioni, visto che, con l’attuale regolamento, la richiesta di fondi è stata superiore alla previsione di spesa. Sabatino sottolinea anche che le confederazioni dell’artigianato hanno richiesto maggiori stanziamenti da una parte per l’Azienda per l’artigianato artistico e tipico, dall’altra per sostenere le operazioni di fusioni in atto nei consorzi fidi. "Inoltre – aggiunge – hanno proposto di prevedere un’adeguata dotazione del capitolo emergenze del Fondo rotativo per sostenere particolari settori produttivi in grave crisi economica".
Il Sole 24 Ore – Nord Ovest, 13 gennaio 2003. A Biella "Etnica" lancia l’economia interculturale. Si chiama Etnica. E punta a diventare il primo laboratorio per l’economia interculturale: vale a dire un punto dove i vari soggetti sociali (immigrati ma non solo) possono trovare di servizi, essere valorizzati e messi nelle condizioni di portare creatività e innovazione. È il progetto che verrà presentato oggi a Biella, e che dovrà tradursi in un esempio di "formazione per creazione d’impresa" con un occhio particolare agli stranieri. Sulla strada per raggiungere questi obiettivi, Etnica non perde tempo. Venerdì 14 febbraio, nella sede di Biverbanca, si svolgerà un convegno a cui prenderanno parte, tra gli altri, il sociologo e docente universitario Maurizio Ambrosini, Marco Revelli, presidente di Civis, Mario Ortona, economista dell’Università del Piemonte Orientale, Antonio Ciavarra, responsabile del progetto Dedalo per la CNA di Torino, Younis Tawfik, scrittore e presidente di Dar Al Hikma, centro di cultura italo-arabo attivo a Torino. Da mercoledì 26 febbraio, invece, prenderà il via un ciclo di lezioni di introduzione alla gestione dell’impresa migrante, multietnica e interculturale. Per il mese di maggio, inoltre, è in programma l’apertura di uno sportello di consulenza gratuita per la creazione di imprese migranti e interculturali. Il servizio sarà dislocato al Collegio dei ragionieri commercialisti, in via Pietro Micca, a Biella, e sarà aperto tutti i venerdì, dalle ore 8.30 alle 12.30. In tutto questo non sarà investito neppure un euro: infatti, l’opera di relatori, docenti e consulenti sarà gratuita. "Non abbiamo chiesto né voluto contributi – dice Enzo Mario Napolitano, promotore del progetto attraverso l’associazione Profetica – e le adesioni sono avvenute sulla base dei valori, fornendo le persone o un apporto tecnico. È una forma di "economia leggera" e senza vincoli". Denaro a parte, non è un caso che un’iniziativa di questo genere prenda le mosse da Biella. Una provincia che nel 2000 (secondo gli ultimi dati di Piemonte in Cifre) contava 4.804 stranieri residenti. Ma il numero di persone con regolare permesso di soggiorno, secondo la Questura, superava le 5.100 unità nel 2002. Sono infatti i cosiddetti "migranti" i principali destinatari del progetto Etnica. Inoltre, sebbene queste cifre possano essere riviste al ribasso in conseguenza della prolungata congiuntura negativa, le previsioni per i prossimi anni elaborate dall’Unione industriale stimavano un fabbisogno ulteriore di circa 6mila stranieri come manodopera per il tessile. Il lavoro dipendente, quindi, sarà sempre più multietnico, ma non solo quello, se è vero che oggi nel Biellese ci sono oltre 600 imprenditori stranieri, pari a circa il 3% del totale. A livello piemontese (nel 2001, fonte CNA) gli imprenditori extracomunitari erano 13.467: il 2,05% del totale, ma con un incremento del 16,06% sul 2000. Insomma, il respiro dell’iniziativa potrebbe superare i confini biellesi e a rendere credibile questa possibilità ci sono alcuni dei partner che hanno aderito al progetto Etnica. Oltre a soggetti biellesi (quali Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Texilia, Ordine degli avvocati, Ordine dei ragionieri commercialisti e le cooperative sociali Raggio Verde, Maria Cecilia, La Coccinella e Tracce d’immagine), Etnica annovera infatti tra i sostenitori l’Università del Piemonte Orientale, la Fondazione Ismu, il Centro interdipartimentale volontario e impresa sociale-Civis, l’Associazione degli studi giuridici sull’immigrazione, Koinètica, agenzia per la comunicazione etica e sociale, Mosaico comunicazione e mediazione interculturale. "Vogliamo favorire – spiega Napolitano – la nascita e lo sviluppo di imprese e cooperative migranti, multietniche e interculturali con forte caratterizzazione sociale; favorire lo sviluppo di innovativi modelli economici e aziendali; sostenere lo sviluppo e la diffusione della comunicazione e del marketing multiculturale". |