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Home > Comunicazione > Rassegna stampa > Anno 2003 - Altre testate
 
Anno 2003 - Altre testate
 

Il Risveglio, 18 dicembre 2003. Serata sulla finanziaria 2004: scontro fra Buemi e la platea. Serata movimentata quella organizzata giovedì scorso al Gotha Hotel dal Cna locale per discutere quali prospettive offre la finanziaria 2004 al mondo della piccola imprenditoria. Eppure tutto era iniziato nel migliore dei modi. Al tavolo dei relatori il segretario del Cna Paolo Alberti, il segretario della Cna locale Mimmo Ciccaldo, il responsabile del Cna ciriacese Roberto Leone, l’on. Enrico Buemi della Margherita e l’avv. Alberto Goffi della segreteria dell’on. Vietti. Tra il pubblico oltre settanta imprenditori della zona venuti per ascoltare le novità che li riguardano nell’ambito della nuova finanziaria. Dopo una dettagliata relazione del segretario provinciale che ha sottolineato la quasi totale assenza di norme ed azioni che coinvolgono le piccole imprese nella nuova finanziaria, è intervenuto l’on. Buemi che è stato contestato dal pubblico per i duri attacchi al governo Berlusconi e la scarsa attinenza dell’intervento al tema della serata. Una ventina di persone hanno così deciso di lasciare la sala per protesta mentre la serata proseguiva con altri interventi, tra cui quello di Alberto Goffi, che spiega: "Ho colto con piacere l’invito del Cna e ho sottolineato subito che mi sento particolarmente vicino a questa categoria perché vengo da una famiglia di artigiani. Ho cercato di assorbire eventuali proposte che provenissero dalla serata e dal Cna locale – dice Goffi – mi sono limitato a svolgere alcuni temi relativi alla necessità di cogliere tutte le occasioni di sviluppo per il Piemonte attraverso l’allargamento degli accordi, per superare la difficile congiuntura. Purtroppo la serata ha avuto una svolta polemica sono stato colpito dalle forti reazioni di una buona parte del pubblico nei confronti del comizio improvvisato dell’on. Buemi, ma a questo proposito devo giustificare questi artigiani che erano venuti al Gotha per sentire alcune proposte da avanzare in favore della loro categoria e non certamente per incappare in un comizio contro il capo di governo". Meno politico, ma non per questo meno critico il commento di Roberto Leone, responsabile del Cna locale: "Forse non era quella la serata per fare un comizio – dice- si trattava di un incontro di imprenditori per entrare in merito ad azioni ed iniziative intraprese o non fatte. Le critiche mosse pacatamente dal nostro segretario alla Finanziaria 2004 andavano in questa direzione, ma si sa il dibattito democratico è fatto di confronto e di scontro. Sono comunque soddisfatto della serata e ad inizio 2004 è già in programma un seminario sulla legge Biagi e sulle nuove forme di inserimento lavorativo".

Agenzia Ansa, 10 novembre 2003. Sanità: estetiste e acconciatori, fondi per bimbi malati già 350 adesioni a progetto per pazienti Regina Margherita. Sono già 350 i parrucchieri e le estetiste della provincia di Torino che hanno aderito al progetto "Aiutaci a far sorridere i piccoli pazienti del Regina Margherita", ma l’obbiettivo è di superare entro fine anno il tetto di 700 operatori. Lunedì 17 novembre ci sarà l’apertura straordinaria degli acconciatori uomo-donna che devolveranno l’intero incasso della giornata al progetto. L’iniziativa, presentata oggi a Palazzo Civico, è promossa dalla Società Mutua Parrucchieri di Torino e dal Comitato San Martino da Porres in collaborazione con le associazioni dell’artigianato Cna, Confartigianato, Casa e Ala (Associazione liberi artigiani) ed è patrocinata dalla Città di Torino, dalla Provincia di Torino e dalla Regione Piemonte. Obbiettivo della raccolta fondi, iniziata il primo novembre, è quello di offrire ai piccoli degenti un ambiente che risponda il più possibile ai loro bisogni, ampliando i servizi educativi e ludici degli insegnanti di scuola, delle animazioni del "Progetto gioca in Ospedale", dei volontari e dei clown. Nei negozi e nei centri di estetica che aderiscono all’iniziativa sarà esposto un contenitore per la raccolta fondi, un cartoncino informativo e una locandina.

Beautyline news, novembre 2003. Aiutateci a far sorridere i piccoli pazienti del Regina Margherita. Quest’anno la Società Mutua Parrucchieri di Torino e il Comitato San Martino da Porres, con il patrocinio della Città di Torino, della Provincia di Torino e della Regione Piemonte, e in collaborazione con le associazioni di categoria dell’artigianato (CNA-Confartigianato-Casa-Ala) si sono impegnati in una raccolta fondi da devolvere all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, con l’obbiettivo di offrire ai piccoli degenti un ambiente che risponda il più possibile ai loro bisogni. In particolare, si tratta di ampliare e garantire la continuità dei servizi educativi e ludici delle insegnati di scuola, delle animazioni del "Progetto gioca in Ospedale", dei volontari e dei clown. L’iniziativa è rivolta a tutti gli acconciatori ed alle estetiste della provincia di Torino che potranno aderire attraverso una od entrambe le seguenti modalità: esporre all’interno dei propri negozi o centri di estetica un contenitore per la raccolta fondi un cartoncino informativo ed una locandina; tenere aperto il proprio esercizio lunedì 17 novembre e devolvere l’intero incasso della giornata. Le locandine, i cartoncini informativi e i contenitori per la raccolta fondi saranno in distribuzione fino al 30 ottobre presso tutte le sedi Cna, Confartigianato, Casa e Ala. Le stesse associazioni cureranno la promozione dell’evento presso il pubblico. La raccolta fondi avrà inizio il 1 novembre per concludersi il 31 dicembre con una cerimonia nell’ambito della quale si verserà il ricavato ai dirigenti dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Alla cerimonia conclusiva saranno presenti noti stilisti della nostra città in qualità di testimonial dell’iniziativa, dirigenti delle aziende cosmetiche torinesi che hanno aderito al progetto e i rappresentanti di Comune, Provincia e Regione. Per ulteriori informazioni rivolgersi alle seguenti Associazioni artigiane: Cna Torino, Davide Padroni, tel. 011.46.17.608; Confartigianato Torino, sig.ra Mennuni, tel. 011.50.62.111; Casa, Giuliano Franzini, tel. 011.74.81.44; Mutua parrucchieri, presso Catam, solo il lunedì, tel. 011.54.38.98-011.56.67.721.

La Sentinella del Canavese, 9 ottobre 2003. Uno sportello per le imprese consulenze e finanziamenti (1). Un’iniziativa innovativa, la prima del genere nata nella zona a scopo di sostenere la crescita e lo sviluppo della miriade di piccole imprese con meno di dieci dipendenti presenti sul territorio. "Si tratta di un piccolo esercito di 143 piccole aziende che rappresentano la vitalità e l’operosità delle nostre valli – ha affermato il presidente dell’ente montano, Marino Ceretto davanti ai rappresentanti della CNA, sindaci e imprenditori – piccole imprese artigiane, commerciali, turistiche verso cui rivolgiamo la nostra azione per favorire uno sviluppo economico concreto e sostenibile". Lo sportello sarà aperto nella sede della comunità montana il mercoledì mattina per tre ore. Fornirà consulenza e gestirà l’assegnazione dei finanziamenti messi a disposizione dalla comunità montana con il "fondo rotativo Valli Orco e Soana" approvato dal consiglio di comunità. Il fondo è costituito da uno stanziamento annuale di 52.207 euro, che verrà ripetuto per tre anni e che si ricostituirà automaticamente. I finanziamenti, a tasso zero, dovranno essere restituiti entro 36 mesi e saranno assegnati, con un tetto massimo di 10 mila euro, a imprese già esistenti per il miglioramento della sicurezza e della qualità e a nuove attività avviate da giovani dai 18 ai 35 anni, donne, lavoratori in mobilità o provenienti da progetti di lavori socialmente utili. Un aiuto concreto per aiutare lo sviluppo dell’imprenditorialità nelle valli, dove la crisi dell’industria sta riducendo drasticamente i posti di lavoro e dove l’alternativa, per chi non vuole andarsene, è avviare un’attività in proprio. E’ la strada che stanno scegliendo molti giovani, spesso tutta in salita perché è difficile per chi inizia avere tutte le informazioni utili e , soprattutto, avere accesso al credito in banca."Lo sportello per le imprese ed il fondo rotativo vanno incontro a questa necessità – ha sottolineato Federico Casetta, presidente della CNA. Si tratta di un’iniziativa fortemente voluta da Ceretto che ha individuato nella nostra associazione il partner strategico per concretizzarla, da parte nostra metteremo a disposizione tutta la nostra esperienza e professionalità in materia".

La Sentinella del Canavese, 9 ottobre 2003. "Progetto sperimentale" (2). Lo spunto, alla CNA, è stato dato dalla stessa Comunità Montana. La considerazione di base era molto semplice: dati alla mano, il territorio si contrae di posti di lavoro per via della crisi dell’industria e la conseguenza, praticamente inevitabile, è lo spopolamento e la scelta di trasferirsi altrove. Ma la Comunità Montana ha voluto andare oltre l’analisi e ha riassunto tutto in un quesito: "Che cosa possiamo fare di concreto?". Di qui, lo studio insieme con la CNA. Cinquantaduemila euro l’anno, per i prossimi tre, con la possibilità di muovere denaro per circa un milione e mezzo di euro di vecchie lire. E, contestualmente, la possibilità di avere a disposizione anche un servizio che CNA eroga già da altre parti – di una consulenza per chi volesse decidere di mettersi in proprio: un’analisi dei rischi, dei costi, della stessa idea imprenditoriale. Giuseppe Morena, funzionario CNA, sottolinea che "è la prima volta che si dà vita ad una collaborazione di questo genere con un ente pubblico. L’obiettivo è quello di creare un terreno favorevole per le imprese. Il finanziamento agevolato, del resto, viene incontro ad una esigenza che noi riscontriamo, perché le microimprese non sono più appetibili per gli istituti di credito, che si sono concentrati su altro". Il fondo rotativo, oltre tutto, potrebbe essere incrementato. Come? "Se qui è una novità – prosegue Morena – in altre parti d’Europa i grandi privati finanziano questo tipo di iniziative, che servono a tenere vivi i territori". Il presidente di CNA, Federico Casetta, aggiunge che "questo tipo di collaborazione che abbiamo avviato in via sperimentale con la Comunità Montana può diventare un modello di intervento in grado di dare nei prossimi anni risultati sempre più efficaci per il rilancio economico del territorio, e per questo può essere esportato in altri territori". L’apertura ufficiale dello sportello è prevista per mercoledì 22ottobre e sarà attivo ogni quindici giorni, la mattina. La scelta del mercoledì non è casuale: è giorno di mercato. All’esordio, si vedrà quale tipo di richieste emergeranno dal territorio, se, quindi, nelle valli, c’è voglia di imprenditoria fai da te. Le idee, sulla carta, paiono essere molte: dall’artigianato tipico al turismo, passando attraverso l’edilizia.

ANSA, 30 giugno 2003. Fiat: Piccole imprese artigiane indotto, -55% fatturato. Presentata a Torino ricerca Confartigianato, CNA e Casa. La crisi Fiat ha colpito pesantemente le piccole imprese artigiane dell’indotto auto: il 55% registra rispetto al già difficile 2002 un ulteriore calo del fatturato, il 20% ha ridotto il numero degli occupati, il 60% ha azzerato gli investimenti. Lo rivela un’indagine nazionale delle associazioni degli artigiani, Confartigianato, CNA e Casa. La ricerca, presentata in un convegno presso il Consiglio regionale, prende in esame le ripercussioni che i vari stabilimenti del gruppo Fiat hanno avuto sui territori circostanti. La realtà di Arese vede imprese artigiane con un elevato profilo tecnologico e relativa autonomia, mentre Termini Imerese si configura come una vera e propria cattedrale nel deserto. Una filiera completa dell’auto è riscontrabile solo nella provincia di Torino dove operano circa 1200 imprese con 74000 addetti: di queste 900 hanno meno di 50 addetti con un’occupazione complessiva di 12000 unità. Le tre confederazioni artigiane chiedono aiuto al governo e alle Regioni interessate: credito agevolato tramite la costituzione di un fondo speciale di garanzia, tutela dei lavoratori con un aumento da sei a dodici mesi del sussidio di disoccupazione, una politica degli enti locali che favorisca la costruzione di un sistema di imprese a rete. Alla Fiat le imprese artigiane chiedono di evitare la tentazione di ridurre ancora i prezzi ai fornitori "per evitare un deterioramento della qualità dei prodotti richiesti al sistema della subfornitura. Inoltre – sottolinea Ivan Malavasi, presidente nazionale della CNA – chiediamo alla Fiat di rispettare quanto previsto dalla legge sui termini di pagamento e di non pensare ad un ulteriore allungamento oltre i 120 giorni, come strumento di riduzione dei costi finanziati". Secondo stime dell’Ufficio studi di Confartigianato sui dati Infocamere, le imprese artigiane dell’indotto auto sono in Italia 1776, di cui 303 in Piemonte.

Adnkronos, 30 giugno 2003. Auto: artigiani chiedono misure urgenti per sostegno pmi (1). La crisi Fiat pesa sempre più sull’indotto auto, un settore che nella sola provincia di Torino conta 1.200 imprese per un totale di 74 mila addetti. In Italia le imprese artigiane del settore automotive sono 1.767, di cui 303 in Piemonte, 294 in Lombardia, 37 nel Lazio, 72 in Sicilia e 706 sparse nel resto del Paese.

Adnkronos, 30 giugno 2003. Fiat: artigiani, non tagliate ancora prezzi a subfornitori (2). "Fiat non commetta l’errore di ridurre i costi con ulteriori tagli dei prezzi nel confronti della subfornitura". L’appello è delle confederazioni artigiane (CNA, Casa e Confartigianato) che invitano il gruppo torinese a non procedere, per migliorare i propri livelli di efficienza rispetto agli approvvigionamenti, a ulteriori tagli "onde evitare un deterioramento della qualità dei prodotti richiesti al sistema della fornitura".

L’Avvenire on-line, 26 giugno 2003. "Indotto auto: nessuna notizia in cronaca, nessuna misura strutturale". Lunedì 30 giugno 2003 dalle ore 10,30 alle ore 13 presso la Sala Viglione del Consiglio Regionale del Piemonte Confartigianato, CNA e Casa presenteranno l’indagine nazionale sullo stato della piccola impresa della subfornitura in Italia nell’ambito di un convegno dal titolo "Indotto Auto: nessuna notizia in cronaca, nessuna misura strutturale". La ricerca indaga anche sulle ripercussioni che i vari stabilimenti del gruppo Fiat hanno avuto sui territori circostanti. La realtà di Arese ad esempio vede imprese artigiane con un elevato profilo tecnologico e relativa autonomia. Termini si configura come una vera e propria "cattedrale nel deserto". Una filiera completa dell’auto è riscontrabile sono nella provincia di Torino: vi operano 12mila imprese dell’indotto con quasi 74mila dipendenti. Di queste 9000 imprese hanno meno di 50 addetti con un’occupazione complessiva di 12mila unità. Sono queste il vero anello debole del settore automotive. Infatti i fornitori Fiat di primo livello, pur essendo pienamente internazionalizzati non sono ancora in grado di trascinare verso il mercato globale il sistema fornitura nel suo insieme che – almeno nella provincia di Torino – rimane ancora fortemente legato alla casa automobilistica torinese. Poiché si presume un ulteriore calo della produzione Fiat a Torino, già diminuita in cinque anni del 46%, preoccupano le ripercussioni che si avranno nella nostra realtà provinciale. Se è vero che il 55% delle imprese artigiane contattate dai ricercatori ha dichiarato un livello della domanda inalterato rispetto al secondo semestre 2002 – periodo in cui era già stato registrato un calo degli ordinativi – il 36% ha dichiarato una flessione della domanda. Il 55% ha visto calare ulteriormente un fatturato già ridotto rispetto al semestre precedente, già negativo. Quasi il 20% delle imprese ha ridotto il numero degli occupati: sono disoccupati che non hanno mai il diritto di cronaca. Il 60% ha ridotto o completamente azzerato la spesa destinata agli investimenti. Le imprese artigiane sono quindi in un circolo vizioso: per affrontare la crisi dovrebbero investire in tecnologia e risorse umane e aprirsi su nuovi mercati ma tali azioni sono loro impedite proprio dagli effetti della congiuntura negativa. Un circolo difficile da spezzare senza nessuna misura strutturale. Su questi dati e sulle soluzioni possibili avverrà il confronto nel corso del convegno a cui partecipano i presidenti nazionali di Confartigianato e CNA Luciano Petracchi e Ivan Malavasi; Paolo Melfa di Casartigiani nazionale; i rappresentanti dei Governi regionali di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Sicilia. La ricerca sarà presentata da Sebastiano Consentino a nome delle tre confederazioni artigiane, dal presidente del Centro Studi per l’Artigianato piemontese Mario Galli e da Anna Tavella, presidente della Cooperativa Antilia che ha curato l’indagine nazionale. Interverrà Roberto Cota, presidente del Consiglio regionale del Piemonte.

L’Eco Mese, maggio 2003. Progetto Dedalo: per non perdersi. Nel maggio 2000 è nato il "Progetto Dedalo – mediazione interculturale per la creazione e lo sviluppo dell’impresa", da una collaborazione tra CNA e l’associazione Alma Terra. Tramite "Dedalo" (presente a Torino ma con ramificazioni sul territorio della provincia) e le mediatrici di varie nazionalità che vi lavorano, sono più facilmente superabili tutte quelle barriere che ostacolano, o addirittura impediscono, la realizzazione di un’attività in proprio. Barriere nella conoscenza delle leggi e delle varie normative, abitudini di mercato, relazioni umane e barriere linguistiche a cui Dedalo offre un’interessante risposta: "Le parole dell’impresa", realizzato su richiesta della Camera di commercio di Torino e distribuito gratuitamente nei rispettivi uffici. Sono tradotti in inglese, francese, rumeno e arabo i 200 concetti più importanti per la compressione del particolare lessico legislativo e burocratico legato all’imprenditoria. Grazie a questa iniziativa, nella provincia di Torino sono nate 75 nuove imprese. Nei prossimi mesi verrà resa attiva una collaborazione tra Dedalo-CNA di Pinerolo ed il comune per iniziative più strettamente legate al territorio.

L’Unità, 1 luglio 2003. La crisi della Fiat travolge l’indotto. La crisi Fiat colpisce in modo drammatico anche le 1767 aziende artigiane della sub-fornitura che, nel primo semestre 2003, hanno fatto registrare rispetto al già terribile 2002, un calo del 55% del fatturato e che per il 20% hanno ridotto il numero degli occupati e addirittura per il 60% hanno completamente cancellato gli investimenti. L’allarme per la crisi di un settore, quello dei "fornitori di terzo e quarto livello" che nel nostro Paese lavorano soprattutto sulla base delle commesse di piccole parti e componenti che, poi, i fornitori più grandi, quelli "di primo e secondo livello", vendono a Fiat già assemblati e sotto la forma di sistemi, è arrivato ieri dalle tre associazioni delle imprese artigiane: Confartigianato, CNA e Casa. Il taglio della produzione e quindi degli ordinativi si fa, insomma, sentire in modo pesante sulle aziende artigiane e in particolare nelle 303 che hanno sede in Piemonte. Un po’ meglio, ma non troppo, invece è la situazione dell’area di Arese dove secondo Confartigianato, CNA e Casa ci sono "maggiori margini di autonomia e diversificazione" mentre Termini Imerese è "una vera e propria cattedrale nel deserto" e quindi ancora più a rischio. "Stabili" ma non troppo Melfi e Pomigliano. Le confederazioni artigiane invocano, quindi, un aiuto dal governo e dalle Regioni interessate visto che soltanto in Piemonte sono stati individuati 50 milioni di euro di risorse straordinarie. A partire da un credito agevolato tramite la costituzione di un fondo speciale di garanzia per arrivare ad una tutela maggiore dei lavoratori con il passaggio da sei a dodici mesi del sussidio di disoccupazione. Alla Fiat, invece, le imprese artigiane chiedono sia di non cadere nella tentazione di ridurre ancora i prezzi ai fornitori "per evitare un deterioramento della qualità dei prodotti richiesti al sistema della sub-fornitura – ha detto Ivan Malavasi, presidente nazionale della CNA – sia di rispettare quanto previsto dalla legge sui termini di pagamento e di non pensare ad un ulteriore allungamento oltre i 120 giorni, come strumento di riduzione dei costi". Sul fronte finanziario, intanto, il piano Morchio sembra non convincere i mercati anche se ieri Umberto Agnelli lo ha definito "non rivoluzionario ma da buon padre di famiglia". La Borsa, quindi, non pare apprezzare le strategie di rilancio messe a punto dall’ad del Lingotto anche se dal vicepresidente di Unicredito, Fabrizio Palenzona, non soltanto è arrivata l’ennesimo ok ma anche la disponibilità da parte del sistema bancario e, infine, l’annuncio che non ci sarebbe "fretta" per ridiscutere il convertendo. Il titolo Fiat, comunque, ieri ha aperto a Piazza Affari con un –2.4% e poi è rimasto sempre su decrementi medi del 2%. Ma la performance peggiore è stata quella di Ifi e Ifil, per il quale S&P ieri ha tagliato il rating. Le Ifi hanno raggiunto a metà giornata un calo dell’8,99%. Per le Ifil ordinarie –3.65% e per le privilegiate –3.64%.

L’Avvenire on-line, 20 marzo 2003. Dalla collaborazione fra CNA Alimentare e Go Wine quattro giornate dedicate agli abbinamenti fra vino ed il "dolce prodotto" a "Cioccolatò". L’enoteca dei vini dolci del Piemonte. Anche l’associazione Go Wine partecipa a "Cioccolatò", nella parte del programma dedicata alla città di Torino. Da oggi giovedì 20 a domenica 23 marzo in Piazza Castello, Go Wine allestisce e presenta l’Enoteca dei vini dolci e da meditazione del Piemonte: una vera e propria selezione di questa tipologia di vini che conferma la ricchezza del patrimonio vinicolo della Regione, anche in questo campo. L’evento si svolge con la collaborazione del CNA Alimentare di Torino e la Enoteca sarà collocata all’interno dell’area espositiva del CNA. Spazio dunque alle denominazioni "dolci" e alla possibilità di provare abbinamenti e conoscere nuovi vini in un evento tutto improntato al tema del dolce e della dolcezza.Circa 80 le etichette espressione dei diversi territori Piemontesi: dal Moscato al Brachetto, dalle Malvasie del nord artigiano al Caluso Passito, al Barolo Chinato e ai vari vini passiti su cui molti produttori piemontesi si sono cimentati in questi ultimi anni.La formula prevede che il pubblico, acquistando un calice di vetro da degustazione, possa poi effettuare le varie degustazioni con la presenza di sommeliers dell’Ais e di personale dello staff Go Wine. Schede tecniche favoriranno la conoscenza de vitigni. Per tutti i giorni di giovedì 20, venerdì 21 e domenica 23 l’orario della degustazione è dalle 11.00 alle 21.00 mentre per sabato 22 marzo l’orario della degustazione è dalle 11.00 alle 23.00.Il costo del calice, comprensivo di tre buoni degustazione, è fissato in € 3, ogni buono costerà € 1.

ANSA, 10 marzo 2003. Lavoro: artigiani contro decreto su sicurezza nelle imprese. "È al varo un decreto capestro sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Per centinaia di migliaia di imprese l’applicazione risulterà impossibile". È la denuncia dell’Ebap, l’ente bilaterale artigianato Piemonte, organismo paritetico costituito da CNA, Confartigianato, Casa, Cgil, Cisl e Uil. "Il decreto – hanno osservato i coordinatori dell’Ebap artigiani, Paolo Alberti, e dell’Ebap sindacati, Raffaello Renzacci – individua unicamente nella laurea e nei diplomi tecnici il requisito necessario per gestire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sul mercato mancano però i soggetti in grado di soddisfare le esigenze delle imprese. In secondo luogo il decreto premia unicamente il titolo di studio a discapito della concreta esperienza sul campo spesso determinante per comprendere i reali problemi di sicurezza sui luoghi di lavoro, e avrà l’effetto di innalzare fortemente i costi per le imprese e gli enti pubblici e privati". Il decreto del governo è stato predisposto dopo la condanna della Ue all’Italia per non avere definito i requisiti professionali per i servizi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

AGI, 10 marzo 2003. Sicurezza lavoro: Ebap Piemonte, errata direzione decreto Governo. L’Ebap, l’Ente bilaterale artigianato Piemonte, organismo paritetico costituito da CNA, Confartigianato, Casa, Cgil, Cisl e Uil, attacca il decreto legislativo proposto dal Governo in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro, in quanto "individua unicamente nella laurea e nei diplomi tecnici il requisito per gestire la sicurezza nei luoghi di lavoro". Un requisito che, secondo Paolo Alberti, coordinatore Cpra Ebap Artigiani, "in primo luogo renderà impossibile l’applicazione del decreto a causa dell’insufficienza numerica sul mercato di soggetti individuati per soddisfare le esigenze di centinaia di migliaia di imprese. E, secondariamente, premiando unicamente il titolo di studio a discapito della concreta esperienza sul campo, avrà l’effetto di innalzare fortemente i costi per le imprese ed enti pubblici e privati". "Sul mercato – ha aggiunto Raffaello Renzacci, coordinatore Cpra Ebap Sindacati – non esistono le nuove figure professionali richieste dal decreto o, perlomeno, non ci sono nella misura in cui occorrerebbero. Il nuovo decreto – ha concluso – rischia insomma un effetto boomerang, quando sarebbe bastato puntare sulla valorizzazione delle risorse umane già disponibili oggi nelle aziende per individuare gli addetti alla sicurezza e fornirgli le necessarie competenze".

ADNKRONOS, 10 marzo 2003. Pmi: inapplicabile nuovo decreto su 626. Il nuovo decreto legislativo sulla legge 626, attualmente al varo del governo, "sarà inapplicabile e rischia di avere un effetto boomerang". A lanciare l'allarme sulla nuova regolamentazione delle figure professionali incaricate della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, è l’Ebap, l’Ente bilaterale artigianato Piemonte, secondo cui "l’impostazione del decreto non considera l'articolazione, l’entità e la dimensione delle imprese del sistema Italia né quella degli enti pubblici".

L’Avvenire on-line, 10 marzo 2003. A rischio i servizi di salute e sicurezza di decine di migliaia di imprese. "Un decreto legislativo proposto dal Governo e attualmente in attesa di emanazione, individua unicamente nella laurea e nei diplomi tecnici il requisito necessario per gestire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. In primo luogo risulterà impossibile, l’applicazione di tale Decreto a causa dell’insufficienza numerica sul mercato dei soggetti individuati per soddisfare le esigenze di centinaia di migliaia di imprese"."In secondo luogo tale disposto premia unicamente il titolo di studio a discapito della concreta esperienza sul campo, spesso determinante per comprendere i reali problemi di sicurezza sul luogo di lavoro, ed avrà l’effetto di innalzare fortemente i costi per imprese ed enti pubblici e privati". Il decreto del Governo è la risposta alla condanna dell’Ue nei confronti dell’Italia per non aver definito i requisiti professionali per i servizi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (normativa che nel nostro Paese è disciplinata dalla legge 626/94).Secondo l’Ebap, l’Ente bilaterale artigianato Piemonte, organismo paritetico costituito da CNA, Confartigianato, Casa, Cgil, Cisl, Uil, il decreto del Governo lungi dal risolvere i problemi posti dall’Ue ha ulteriormente complicato la situazione, mettendo in allarme tutto il mondo dell’imprenditoria. Sul mercato non esistono infatti le nuove figure professionali richieste dal decreto o perlomeno non ci sono nella misura in cui occorrerebbero: se infatti per l’individuazione dei nuovi responsabili e degli addetti alla sicurezza sui luoghi di lavoro le imprese dovranno andare indubbiamente sul mercato, qui non troveranno un numero sufficiente di esperti, oltre a caricarsi di nuovi costi. In Italia operano 1.5 milioni di imprese artigiane, 2 milioni di imprese commerciali, 1.3 milioni di imprese agricole, tutte interessate dal provvedimento: se infatti sono attualmente escluse le imprese a conduzione familiare e quelle unipersonali, l’Ue intende presto aprire un dibattito per allargare anche a queste categorie le regole sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. A tutte queste attività economiche si sommano poi le medie e le grandi aziende e le migliaia di Enti pubblici (tra i quali i più colpiti saranno certamente i piccoli comuni). Il nuovo decreto rischia insomma un effetto boomerang, quando sarebbe bastato puntare sulla valorizzazione delle risorse umane già disponibili oggi nelle aziende per individuare gli addetti alla sicurezza e fornirgli le necessarie competenze, rafforzando la qualità della formazione.

Eco delle Valli Valdesi, 7 marzo 2003. Un glossario per le parole dell’impresa. Avranno uno strumento di lavoro in più gli 11.080 stranieri che stando ai dati dell’ufficio di statistica della Camera di commercio si sono iscritti al Registro imprese del Piemonte nel 2002. Il 27 febbraio a Torino infatti è stato presentato il primo glossario multilingue "Le parole dell’impresa", voluto dalla Camera di commercio e realizzato dalla Confederazione nazionale artigiani, dedicato agli stranieri interessati alla creazione e alla gestione di un’impresa. Partendo dall’idea che "nell’esercizio di qualunque attività la lingua rappresenta inevitabilmente uno degli ostacoli più onerosi per comprendere leggi, normative, cultura, mercato e abitudini consolidate in Italia" la Camera di commercio e la CNA hanno pensato di realizzare un glossario in formato tascabile che contiene, tradotti dall’italiano all’inglese, al francese, al rumeno e all’arabo i 200 concetti più significativi che occorre padroneggiare per diventare "un soggetto economico autonomo e rispettoso delle regole". Il glossario, che è stato stampato in 5.700 esemplari e sarà distribuito anche nelle sedi decentrate della Camera di commercio e delle associazioni, è stato diviso in macroargomenti (impresa in generale, leggi, istituzioni, sistema fiscale e tributario, diritto del lavoro, normativa ambientale e di sicurezza, mercato, gestione economica e finanziaria) e offre per ogni parola non solo la traduzione, ma anche una sintetica spiegazione e in appendice un elenco di indirizzi utili. "Il glossario – dice Guido Bolatto, segretario generale della Camera di commercio di Torino – si colloca nell’ambito delle attività di formazione e assistenza svolte dall’ente camerale per contribuire allo sviluppo del territorio di un’imprenditorialità moderna". "Le Parole dell’impresa" è poi anche in continuità con il Progetto Dedalo della CNA che mira a dare informazione e aiuto agli stranieri che vogliono avviare un’attività in Italia. "La CNA – dice il presidente di Torino, Federico Casetta – ha fino ad oggi incontrato e ascoltato 395 aspiranti imprenditori stranieri, avviando 75 nuove imprese, ma sono già migliaia gli imprenditori non comunitari che hanno creato delle imprese sul territorio. Si tratta di un fenomeno rilevante con il quale le istituzioni e le associazioni devono imparare a confrontarsi". Che il numero degli stranieri imprenditori in Piemonte sia rilevante lo confermano anche i dati camerali che parlano di un incremento medio del 28,8% nel 2002 rispetto al 2001.

Eco del Chisone, 5 marzo 2003. Duecento parole per diventare imprenditore. " Le parole dell’impresa"; si tratta del primo glossario multilingue, realizzato dalla CNA di Torino e provincia su richiesta della Camera di commercio di Torino e dedicato agli stranieri interessati alla creazione e alla gestione di un’impresa. "Nell’esercizio di qualunque attività – precisa una nota CNA – la lingua rappresenta uno degli ostacoli più onerosi per comprendere leggi, normative, cultura, mercato e abitudini consolidate in Italia". Il glossario, in formato tascabile, contiene in italiano, inglese, francese, rumeno e arabo i 200 concetti più significativi che uno straniero deve saper padroneggiare per diventare un soggetto economico autonomo e rispettoso delle nostre regole. Diviso in macro argomenti, il dizionario offre per ogni parola una trasposizione linguistica ed una sintetica spiegazione; in appendice, un elenco di indirizzi utili ai neo imprenditori. Edito in 5.700 copie, sarà distribuito dalla Camera di commercio e dalle associazioni alle imprese di cittadini stranieri e agli aspiranti imprenditori. Secondo i dati dell’Ufficio di statistica della Camera di commercio di Torino, nel 2002 sono stati 11mila gli stranieri iscritti al Registro delle imprese in qualità di titolari, soci, amministratori, consiglieri; di questi, il 72,6% sono uomini e il 27,4 % donne. Rispetto al 2001, l’incremento è stato del 28,8% con una notevole crescita della componente asiatica (+46% per un complessivo 10% del totale) ed una sostanziale tenuta della componente africana, che resta quella più numerosa (32,9%). Tra il 1999 e il 2002 ha trovato conferma la progressiva flessione della presenza dei cittadini dell’Unione europea, passati dal 35 al 25,6%. Tra gli imprenditori stranieri, l’attività più diffusa è il commercio all’ingrosso e al dettaglio (31%), mentre risulta in crescita la categoria delle costruzioni e in diminuzione la ristorazione.

AGI, 27 febbraio 2003. Imprese: da Torino primo dizionario multilingue per stranieri (1). Nel corso di una conferenza stampa per la presentazione del dizionario multilingue, il segretario generale della Camera di Commercio di Torino, Guido Bolatto, ha rivelato che sono più di 11mila oggi gli stranieri iscritti al registro delle imprese, in qualità di titolari, soci, amministratori, consiglieri ed altre cariche, con un incremento medio del 28,8% rispetto al 2001; notevole la crescita della componente asiatica (+46% per un complessivo 10% del totale); sostanzialmente la tenuta della componente africana, che resta quella più numerosa, pari al 32,9%; mentre risulta in diminuzione la presenza dei cittadini dell’Ue, passati dal 1999 al 2002 dal 35% al 25,6%. È stato anche riferito che tra venti anni, una persona su sei sarà di provenienza extracomunitaria.

AGI, 27 febbraio 2003. Da Torino primo dizionario multilingue per stranieri (2). Un dizionario multilingue dedicato agli stranieri interessati alla creazione ed alla gestione di un’impresa: l’ha voluto la Camera di Commercio di Torino, ed è il primo strumento in Italia rivolto ai cittadini non comunitari che vogliono diventare imprenditori, e l’ha realizzato la Confederazione dell’Artigianato di Torino e provincia. Il glossario, in formato tascabile, contiene tradotti in italiano, inglese, francese, rumeno e arabo, i 200 concetti più significativi che uno straniero deve saper padroneggiare per diventare un soggetto economico autonomo e rispettoso delle regole del nostro Paese. Diviso in macro argomenti, (impresa in generale, leggi, istituti, sistema fiscale e tributario, diritto del lavoro, finanziaria), il dizionario offre per ogni parola non solo una semplice trasposizione linguistica, ma anche una sintetica spiegazione ed, in appendice, un nutrito elenco di indirizzi ai neoimprenditori. Edito in 5.700 copie sarà distribuito agli aspiranti imprenditori.

ANSA, 27 febbraio 2003. Industria: dizionario multilingue per imprenditori stranieri. Nasce il primo dizionario multilingue per imprenditori stranieri. Lo ha realizzato la CNA di Torino e provincia su iniziativa della Camera di Commercio e con il contributo della Fondazione Crt. Il glossario "le parole dell’impresa" è stato stampato in 5.700 copie. In formato tascabile, contiene, tradotti in italiano, inglese, francese, rumeno e arabo, i 200 termini più significativi che uno straniero deve sapere padroneggiare per creare e gestire un’impresa in Italia. "Sono 11.080 gli stranieri – ha sottolineato Guido Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio di Torino – iscritti al Registro delle imprese, in qualità di titolari, soci, amministratori, consiglieri e altre cariche, con un incremento del 28,8% rispetto al 2001. C’è una notevole crescita della componente asiatica (+46% pari al 10% del totale) e una sostanziale tenuta di quella africana che resta la più numerosa (32,9%), mentre diminuisce la presenza dei cittadini dell’Unione europea (dal 35% al 25,6%). Gli uomini sono il 72,6%, le donne il 27,4%. L’attività più diffusa fra gli imprenditori stranieri è il commercio all’ingrosso e al dettaglio (31%), mentre risulta in crescita la categoria delle costruzioni e in diminuzione la ristorazione". "la CNA di Torino – ha spiegato il presidente, Federico Casetta – ha incontrato 395 aspiranti imprenditori, avviando 75 nuove imprese. Ma sono già migliaia gli imprenditori extracomunitari che hanno creato delle imprese sul territorio. Il dizionario potrà diventare un prezioso supporto per l’avviamento delle imprese e per molti lavoratori non comunitari".

Ansaweb, 27 febbraio 2003. Torino: dizionario multilingue per imprenditori stranieri. Nasce il primo dizionario multilingue per imprenditori stranieri realizzato dalla CNA di Torino e la provincia su iniziativa della Camera di Commercio. Il glossario "le parole dell’impresa" è stato stampato in 5.700 copie. In formato tascabile, contiene, tradotti in italiano, inglese, francese, rumeno e arabo, i 200 termini più significativi che uno straniero deve sapere padroneggiare per creare e gestire un'impresa in Italia. "Sono 11.080 gli stranieri - ha sottolineato Giudo Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio di Torino - iscritti al Registro imprese, in qualità di titolari, soci, amministratori, consiglieri e altre cariche, con un incremento del 28,8% rispetto al 2001. C’è una notevole crescita della componente asiatica e una sostanziale tenuta di quella africana che resta la più numerosa, mentre diminuisce la presenza dei cittadini dell'Unione Europea. L’attività più diffusa fra gli imprenditori stranieri è il commercio all’ingrosso e al dettaglio. In crescita la categoria delle costruzioni e in diminuzione la ristorazione".

Ap.Biscom, 27 febbraio 2003. Primo dizionario multilingue per imprenditori stranieri: è stato redatto dalla CNA e dalla Camera di commercio. E’ stato realizzato a Torino il primo dizionario multilingue per imprenditori stranieri. La redazione dei testi è stata curata dalla CNA di Torino e provincia su iniziativa della Camera di commercio e con il contributo della Fondazione Crt. Il glossario "Le parole dell’impresa" è stato stampato in 5.700 copie, ha un formato tascabile, contiene le traduzioni dall'italiano in inglese, francese, rumeno e arabo dei 200 termini più significativi che uno straniero deve sapere padroneggiare per creare e gestire un’impresa in Italia.

ADNKRONOS, 27 febbraio 2003. Imprenditori: Torino, dizionario multilingue per extracomunitari. Sono racchiusi in 240 pagine e raccolti in 200 voci i concetti chiave che uno straniero deve saper padroneggiare per diventare soggetto economico autonomo in Italia. E’ il dizionario multilingue per stranieri "La parole dell'impresa" voluto dalla Camera di commercio di Torino e realizzato dalla CNA. Il glossario, il primo strumento in Italia rivolto ai cittadini non comunitari che vogliono diventare imprenditori, è pubblicato in formato tascabile e contiene tradotti in italiano, inglese, francese, rumeno e arabo i 200 concetti più significativi che gli stranieri interessati alla creazione e gestione d'impresa devono conoscere.

L’Avvenire on-line, 7 febbraio 2003. In 200 voci, il primo strumento in Italia rivolto ai cittadini non comunitari che vogliono diventare imprenditori "Le parole dell’impresa": dizionario multilingue per stranieri. Si è svolta questa mattina la presentazione di Le parole dell’impresa, primo glossario multilingue, voluto dalla Camera di commercio di Torino e realizzato dalla CNA di Torino e Provincia, dedicato agli stranieri interessati alla creazione e alla gestione di un’impresa. Nell’esercizio di qualunque attività, la lingua rappresenta inevitabilmente uno degli ostacoli più onerosi per comprendere leggi, normative, cultura, mercato e abitudini consolidate in Italia. Il glossario, in formato tascabile, contiene, tradotti in italiano, inglese, francese, rumeno e arabo, i 200 concetti più significativi che uno straniero deve saper padroneggiare per diventare un soggetto economico autonomo e rispettoso delle regole nel nostro Paese. Diviso in macro argomenti (impresa in generale, leggi, istituti, sistema fiscale e tributario, diritto del lavoro, normativa ambientale e di sicurezza, mercato, gestione economica e finanziaria) offre per ogni parola non solo una semplice trasposizione linguistica, ma anche una sintetica spiegazione e in appendice un nutrito elenco di indirizzi utili ai neo-imprenditori. Edito in 5.700 copie, sarà distribuito dalla Camera di commercio e dalle associazioni alle imprese di cittadini stranieri e agli aspiranti imprenditori .Secondo quanto affermato da Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino: "Questa nuova iniziativa si colloca nell’ambito delle attività di formazione e assistenza svolte regolarmente dall’ente camerale per contribuire allo sviluppo sul territorio di un’imprenditorialità moderna e attiva, che rappresenti un felice sbocco professionale per cittadini italiani e non. La frequente nascita di attività gestite da stranieri è un fenomeno che monitoriamo regolarmente attraverso i dati del Registro delle Imprese e del nostro Ufficio Statistica, che fa parte del gruppo di lavoro permanente costituito presso la Prefettura di Torino per la realizzazione dell’Osservatorio Interistituzionale Provinciale sugli stranieri. Seguire la nascita di queste nuove realtà, ma soprattutto sostenerle nelle inevitabili difficoltà gestionali è un nostro compito primario, per uno sviluppo armonico dell’economia locale, sempre più rivolta ad un processo di differenziazione e terziarizzazione". Federico Casetta, Presidente CNA Torino ha evidenziato il lavoro svolto da CNA attraverso il Progetto Dedalo: "La CNA di Torino e Provincia ha fino ad oggi incontrato e ascoltato 395 aspiranti imprenditori, avviando 75 nuove imprese. Ma sono già migliaia gli imprenditori non comunitari che hanno creato delle imprese sul territorio della Provincia di Torino. Si tratta dunque di un fenomeno rilevante, anche per favorire la reale integrazione degli immigrati non comunitari. Un fenomeno con il quale le Istituzioni e le Associazioni imprenditoriali devono imparare a confrontarsi, dotandosi degli strumenti più idonei ad offrire consulenze mirate ed efficaci. In questo senso riteniamo che il dizionario Le parole dell’impresa potrà diventare un prezioso supporto per l’avviamento delle nuove imprese create dagli stranieri e anche per molti lavoratori non comunitari". La Camera di commercio segue con attenzione il fenomeno della presenza sempre più frequente nella nostra provincia di imprese artigiane e microimprese create da cittadini stranieri. Secondo i dati forniti dall’Ufficio Statistica della Camera di commercio di Torino, nel 2002 sono stati 11.080 gli stranieri iscritti al Registro Imprese, in qualità di titolari, soci, amministratori, consiglieri ed altre cariche; di questi il 72,6% sono uomini e 27,4% donne. Rispetto al 2001 si è riscontrato un incremento medio del 28,8%, con una notevole crescita della componente asiatica (+46% per un complessivo 10% del totale) ed una sostanziale tenuta della componente africana, che resta quella più numerosa, pari al 32,9%. Si è confermata, inoltre, la progressiva flessione della presenza dei cittadini dell’Unione europea, passati dal 1999 al 2002 dal 35% al 25,6%. In questa fascia, tuttavia, si riscontra una percentuale di donne più equilibrata rispetto ai gruppi provenienti da dall’Africa e da Altri paesi extra-Ue. Secondo i dati del 2001, l’attività più diffusa tra gli imprenditori stranieri è il commercio all’ingrosso e al dettaglio (31,0%), mentre risulta in crescita la categoria delle costruzioni e in diminuzione la ristorazione.

Eco del Chisone, 12 febbraio 2003. Come diventare imprenditori. Il progetto Dedalo, messo a punto dalla CNA, prosegue per tutto il 2003. L’iniziativa offre ai cittadini non comunitari un supporto consulenziale gratuito per la creazione e lo sviluppo dell’impresa e la formazione di neo imprenditori. Gli aspiranti imprenditori fino ad ora coinvolti sono 331, 68 le imprese costituite e 45 quelle già esistenti che hanno potuto migliorare la loro gestione. Inoltre, "le attività intraprese all’interno del progetto Dedalo – precisa una nota della CNA – hanno favorito l’integrazione socio-economica delle nuove imprese nella vita quotidiana di Torino e dei principali Comuni del suo hinterland". Fino al mese di giugno, la CNA organizza all’interno del progetto un ciclo di incontri gratuiti rivolti ai cittadini non comunitari titolari d’impresa o aspiranti imprenditori. "Gli incontri – prosegue la nota – saranno organizzati in collaborazione con la Provincia di Torino e l’associazione Alma Terra" e si terranno a Pinerolo, oltre che Torino, Ivrea, Chieri e Moncalieri. Quattro i temi: "La nuova impresa in Italia: il percorso e le leggi"; "Le parole dell’impresa"; "Il piano economico e finanziario della nuova impresa"; "Le fonti di finanziamento".

L’Eco delle Valli Valdesi, 31 gennaio 2003. Cultura di impresa per gli extracomunitari. Inizieranno il 6 febbraio a Torino i corsi del "Progetto Dedalo" che mirano all’avvicinamento alla cultura d’impresa per gli stranieri non comunitari, attivati dalla Confederazione nazionale artigiani (CNA) in collaborazione con l’associazione Alma Terra. Dopo Torino corsi analoghi nei prossimi mesi saranno attivati anche ad Ivrea, Pinerolo, Chieri e Moncalieri, al più presto dovrebbero essere rese note le date di attivazione e le sedi dei corsi. Di cosa si tratta? Risale al 2000 l’avvio da parte della CNA del "Progetto Dedalo: mediazione interculturale per la creazione e lo sviluppo di impresa". "Si tratta di un servizio - dicono in CNA - offerto gratuitamente che consente allo straniero interessato all’avvio di un’attività in proprio nel nostro paese di analizzare preventivamente la sostenibilità economica del progetto di impresa e quindi di mettere a punto un business plan che consenta all’impresa avviata di seguire un percorso virtuoso in grado di farla crescere nel tempo". Il progetto Dedalo poi prevede anche un appoggio per quegli stranieri che l’attività l’hanno già avviata per migliorarne la gestione o essere certi che l’impresa risponda agli obblighi di legge. In sostanza il programma del Progetto prevede un ciclo di incontri che trattano temi inerenti la gestione, la normativa, le fonti di finanziamento per le nuove imprese dando informazioni e ragguagli a chi, straniero, ha problemi a muoversi nel mondo dell’imprenditoria italiana. L’idea del progetto Dedalo è piaciuta e in questi suoi primi due anni di vita ha anche riscosso notevole successo con 68 nuove imprese costituitesi, grazie al progetto e un totale di 331 aspiranti imprenditori stranieri contattati. Ora con il 2003 inizia la seconda fase del progetto che si allarga ad alcuni centri della provincia come Pinerolo.

 
 
 
 
 
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